Gomma Cannondale Futuro: aerodinamica, velocità e filosofia gravel nel mondo XC
Un setup che punta tutto su aerodinamica e velocità di scorrimento, con gomme semi-slick strette e una filosofia che sembra prendere sempre più spunto dal mondo gravel. In pratica? Nel paddock di UCI Mountain Bike World Cup di Nove Mesto è comparsa una versione decisamente insolita della Scalpel LAB71 del team CFR. Parliamo di cerchi con profilo da 48 mm all'anteriore e 53 mm al posteriore, una scelta che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata quasi fuori contesto nel cross country olimpico.
La domanda viene spontanea: ha davvero senso montare ruote aero così alte in MTB? Nel caso di Nove Mesto, probabilmente sì. Lo short track moderno è diventato sempre più vicino a una gara su strada off-road: velocità elevate, tantissimo drafting, accelerazioni continue e lunghi tratti dove si superano facilmente i 35 km/h. A quelle velocità l'aerodinamica inizia a contare davvero.
Secondo i dati diffusi attorno al paddock, il peso extra dei cerchi deep profile sarebbe relativamente contenuto. Un cerchio XC tradizionale Reserve XC 28 SL pesa circa 360 grammi, mentre il 44 GR gravel arriva intorno ai 425 grammi. La differenza complessiva del wheelset sarebbe quindi nell'ordine dei 100 grammi abbondanti. La bici vista nel paddock montava coperture Schwalbe Thunder Burt 29x2.1", una delle gomme più veloci mai viste in ambito XC. Il peso dichiarato è di circa 545 grammi a gomma, molto meno rispetto a una classica gomma race da 2.25". Questo significa che il risparmio ottenuto sugli pneumatici compensa abbondantemente il peso extra delle ruote aero.
E non finisce qui. Il LIMITE? Ovviamente non è tutto perfetto. Un cerchio alto tende a essere meno confortevole e meno "compliant" rispetto a un cerchio basso XC tradizionale. Ma nello short track questo conta relativamente poco. Si parla di gare esplosive da circa 20 minuti, dove comfort e assorbimento passano in secondo piano rispetto a velocità pura e reattività.
Sì. Anche se vedere ruote aero così profonde in MTB fa ancora strano, il regolamento UCI attuale consente profili fino a 65 mm nel cross country. Per ora, durante le prove di Nove Mesto, sono stati avvistati sulle ruote aero sia Charlie Aldridge sia Cole Punchard. Nel paddock di Nove Mesto diversi occhi attenti hanno notato una struttura leggermente differente e un design che potrebbe nascondere un aggiornamento interno oppure un vero proto destinato alla prossima evoluzione della piattaforma XC del brand americano.
Avete visto la Cannondale usata da Lachlan Morton per vincere la Life Time Unbound Gravel? Un allestimento a nostro avviso da non imitare, perché molto estremo sotto tanti punti di vista, ma che alla fine è risultato redditizio, perché quando vinci una gara del genere, coprendo 327 in km, in poco più di 9 ore a 35,5 km/h di media che gli vuoi dire? Un allestimento che, tutto sommato, secondo noi rappresenta al meglio il concetto di gravel, cioè un mondo in cui le regole non esistono e in cui ognuno sceglie in base alle proprie sensazioni personali.
Un po’ come succedeva agli albori della mtb, dove si vedeva tutto e il contrario di tutto…
Partiamo dall’aspetto che forse salta maggiormente all’occhio, cioè il posizionamento della sella. Si tratta di un’impostazione estrema, che molti biomeccanici non condividono, ma su questo magari torneremo con un contenuto più approfondito. Facendo due chiacchiere veloci con alcuni tecnici, la scelta potrebbe essere legata alla necessità di scaricare un po’ la zona perineale in una gara così lunga, ma anche alla maggiore facilità di ruotare il bacino in avanti. In questo modo è possibile sostenere un dislivello sella-manubrio maggiore ed essere più aerodinamici. Una soluzione che nel gravel di tutti i giorni serve a poco, ma che diventa determinante in una gara corsa a queste velocità. Da notare, a tal proposito, anche la scelta del casco aerodinamico Poc Procen Air.
Ovviamente una posizione così estrema non è esente da problemi. Con un'inclinazione del genere si tende a scivolare in avanti, dunque ad aumentare in modo notevole il carico su mani, braccia e spalle. Ecco perché dicevamo che si tratta di una soluzione da non imitare… Insomma, ok per le gare, ma non è per tutti, anche se la morfologia di ogni ciclista è personale.
Casco aero e posizione molto carica sulle braccia. È un'impostazione molto aerodinamica, ma sicuramente non per tutti.

Passiamo poi ai componenti. Di specifico per il gravel, in pratica, ci sono solo il telaio SuperSix Evo SE (di cui avevamo parlato QUI), la gomma anteriore e alcuni componenti del gruppo. Tutto il resto è pescato dalla strada o dalla Mtb. Le ruote sono le Vision Metron 45 SL TL, cioè le stesse usate dalla EF Education-Easy Post anche nelle gare su strada, con cerchio in carbonio e canale interno da 21 mm, chiaramente montate in configurazione tubeless. La gomma posteriore è una Vittoria Mezcal. L’anteriore invece è una Vittoria Terreno Dry, quasi completamente slick al centro. La SuperSix Evo SE ufficialmente può ospitare pneumatici fino a 700x45, ma a giudicare dal risicatissimo passaggio ruota, l’impressione è che si tratti di una 29x2.0 o di una 700x47, entrambe misure disponibili a catalogo.
Vi facciamo notare come Morton abbiamo portato con sé una camera di scorta fissata sotto il tubo orizzontale. L’ingombro è molto contenuto, dunque ci lascia immaginare che si tratti di un prodotto in TPU. L’attacco manubrio è un FSA SL-K Drop con inclinazione negativa di -20°, nato per la Mtb e in questo caso usato per aumentare ulteriormente il dislivello sella-manubrio. La piega, invece, viene dal mondo strada e dovrebbe essere un Vision Metron Aero.
Passiamo infine al gruppo. Si tratta di una combinazione che permette di fare velocità e di avere una scala molto graduale, a patto di non dover affrontare pendenze estreme (cosa rara alla Unbound) e di avere la gamba di Morton…
Spendiamo infine due parole sulla scelta dei portaborraccia, che può essere una soluzione utile anche per gli appassionati. Sono gli Elite Rocko in carbonio, che facilitano l'estrazione laterale e come caratteristica distintiva hanno un'elevata capacità di trattenimento.

Cambiano i riferimenti anche nel mondo enduro, dove Cannondale mantiene una forte tradizione. Questo testo descrive come l’enduro sia stato interpretato come disciplina, con un focus sull’evoluzione delle biciclette, sui percorsi e sulle scelte di geometria e componenti per rispondere a competizioni dure e diverse tra loro.
Lo sviluppo della filosofia Cannondale tra XC, gravel ed enduro
La storia recente di Cannondale racconta come il brand abbia esplorato e guidato l’evoluzione dei formati di gara. Dall’era delle bici OverMountain con ruote da 26" e ammortizzatori pull-shock, al 2018 con la Jekyll, fino alle successive iterazioni: Prophet, poi le bici "OverMountain" e infine le versioni moderne pensate per enduro high pivot e nuove logiche di sospensione.
La visione resta però legata alla volontà di offrire una bicicletta in grado di affrontare diverse situazioni, mantenendo robustezza, leggerezza, agilità e facilità d’uso. Da qui nasce una bike che può essere una compagna versatile per giri di pausa pranzo o competizioni estreme, come dimostrato dalla vittoria ai Campionati del Mondo Enduro del 2025 con una versione LAB71.
La Lefty Ocho, forcella monobraccio celebre nel cross-country, continua a evolversi grazie a collaborazioni con Bike Ahead, puntando su ruote di grande diametro per XC e marathon. Il risultato è una piattaforma che dimostra come la tecnologia possa offrire assorbimento e efficienza su misura per i percorsi più estremi, senza perdere l’identità Cannondale.
Nel contesto delle pneumatiche, si discutono larghezze e geometrie, soprattutto in relazione al passaggio ruota e all’aerodinamica. La discussione copre anche la transizione tra pneumatici larghi e pressioni adeguate, con consigli pratici su spazi di 4-5 mm tra ruota e telaio e su come testare spazi con chiavi esagonali per verifiche rapide sul campo.
In ogni caso, Cannondale enfatizza che, per la maggior parte dei ciclisti, il comfort e la facilità di gestione prevarranno sui minimi incrementi di tempo guadagnabili con settaggi estremi. Il messaggio è chiaro: se ti fa stare bene, continua così; la scelta tra pneumatici larghi o stretti dipende dal tipo di percorso e dalla tua morfologia.
Per chi cerca riferimenti, tra i modelli con passaggio ruota significativo troviamo la Synapse Carbon con 48 mm sul telaio e 42 mm sulla forcella, la Topstone Carbon fino a 56 mm all’anteriore e 42-47 mm a seconda della forcella, e la SuperX che sostiene 51 mm anteriore e 48 mm posteriore. Questi numeri mostrano la varietà di destinazioni d’uso all’interno del portfolio Cannondale.
In definitiva, il futuro dell’enduro sembra intrecciarsi con soluzioni di alto livello tecnico e geometrie studiate per massimizzare l’efficienza e la sicurezza in discesa, mantenendo la versatilità necessaria per affrontare percorsi diversi. E il dibattito continua tra chi vede nelle ruote aero profondità e chi preferisce le soluzioni tradizionali da XC.
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