Ferrari Purosangue Mansory Velocità Massima: Pugnator e oltre
La casa di tuning Mansory ha svelato il suo ultimo progetto basato sulla Ferrari Purosangue. Chiamata Pugnator, questa versione speciale sarà limitata a soli sette esemplari in tutto il mondo. Il crossover presenta modifiche estetiche radicali. Spiccano un nuovo cofano con prese d'aria, un paraurti anteriore ridisegnato, passaruota allargati e un grande diffusore posteriore. Il look è completato da elementi in fibra di carbonio, minigonne laterali, un imponente alettone posteriore e un sistema di scarico distintivo con quattro terminali disposti in diagonale. La vettura è verniciata in nero opaco con dettagli gialli, compresi i cerchi che seguono lo stesso schema cromatico.
Nell'abitacolo, la plancia è rivestita in pelle nera con inserti gialli in contrasto. I loghi Mansory sono presenti sul volante, sui sedili, sui pannelli delle portiere e su altri elementi interni. La vettura vanta anche un impianto di illuminazione personalizzato sul cielo. La progettazione non si limita agli aggiornamenti estetici, ma include anche migliorie tecniche. Dopo la rimappatura della centralina e l'installazione di un sistema di scarico sportivo, il V12 aspirato eroga ora 755 cavalli e 730 Nm di coppia. Per fare un confronto, la Ferrari Purosangue di serie sviluppa 725 cavalli e 716 Nm. Le prestazioni ufficiali della Pugnator non sono state ancora comunicate. Certe passioni sanno spingersi oltre ogni limite.
Una Tricolore audace e una seconda faccia della Pugnator
Realizzata in soli tre esemplari, questa versione firmata Mansory esaspera ogni tratto estetico e tecnico del già controverso SUV di Maranello. Il risultato? La carrozzeria è dominata dalla livrea tricolore, un omaggio all’Italia tanto evidente quanto audace, abbinata a un kit aerodinamico che unisce sfoghi d'aria multipli, prese frontali squadrate, archi ruota maggiorati e minigonne scolpite. Sorprendentemente, l’abitacolo si mantiene relativamente sobrio rispetto agli standard del preparatore. Il bianco domina gli interni in pelle, donando un contrasto netto con l’esterno esuberante. Un’auto pensata non per piacere, ma per lasciare il segno.
Mansory sembra essere in vena di scherzi. E in qualche modo è riuscito a renderla più "selvaggia" di prima. La Pugnator standard, presentata a settembre 2024, aveva solo uno spoiler sul tetto. Ma con la Tricolore il tuner si è spinto oltre, aggiungendo un secondo alettone a collo d'oca che pende dal portellone posteriore. La Tricolore ha tutti gli altri segni distintivi che ci si aspetta da una Mansory: grandi prese d'aria sui parafanghi, canard anteriori, nuove cornici per i parafanghi e vari altri aggiornamenti visivi. L'auto presentata da Mansory è caratterizzata da uno schema di verniciatura tricolore che rappresenta la bandiera italiana e che il tuner riprende nell'abitacolo. È prevalentemente bianco, con dettagli rossi e verdi sui sedili e sulla console centrale. Tuttavia, Mansory ha diviso i colori presenti sulle portiere e le bocchette di ventilazione, mantenendoli rossi sul lato del guidatore e verdi su quello del passeggero.
L'aspetto degli interni non è male ed è sorprendentemente di buon gusto rispetto all'esterno. La Tricolore beneficia anche dell'aggiornamento del propulsore della Pugnator. Un aggiornamento della centralina e uno scarico sportivo aumentano la potenza del motore V12 da 6,5 litri della Ferrari a 755 CV e 729 Nm di coppia (contro i 725 CV e 716 Nm di origine). Si tratta di un incremento sufficiente a giustificare un kit di carrozzeria così "brutale"? È la prima Ferrari a quattro posti e con cinque porte, e anche la prima con carrozzeria rialzata e muscolosa, che la avvicina al mondo delle suv. Ma è una supersportiva al 100%, da qui il nome Purosangue, coniato negli ambienti di Maranello proprio per sottolineare il mantenimento del Dna delle Rosse ad alto tasso di adrenalina.
Rispetto alle altre GT del Cavallino, anche quelle 2+2, però, la Ferrari Purosangue è più spaziosa e versatile. È collegato alle ruote posteriori (che sono sterzanti) attraverso il cambio automatico (con disposizione Transaxle) e il differenziale a controllo elettronico, mentre le ruote anteriori ricevono la spinta dalla Power Transfer Unit montata a ridosso del V12 stesso. L’ampio e lussuoso abitacolo offre quattro poltrone singole con regolazioni elettriche e tanto di funzione massaggio. L’accesso è garantito da scenografiche porte con apertura ad armadio: quelle posteriori, con azionamento elettrico, si spalancano elettricamente e rendono agevole l’accesso ai posti dietro. Il lusso non manca; oltre a pelle e Alcantara (quest’ultima con ampio uso di fibre sintetiche riciclate), la Ferrari Purosangue sfoggia materiali tecnici come la fibra di carbonio, resa ancora più particolare da sottili filamenti di rame. Tecnologica la plancia, con due ampi schermi dedicati al guidatore e al passeggero: il cruscotto è un display ricurvo di ben 16 pollici, mentre per chi gli siede accanto c’è quello di 10,2” che mostra diverse informazioni sull'infotainment e sui dati di viaggio. Nessun navigatore centrale: si sfruttano le app dei telefonini che sono connessi (senza cavo) con Apple CarPlay o Android Auto. Il tetto in vetro con pellicola fotocromatica per oscurarlo (è optional, in alternativa a quello in fibra di carbonio, pensato per abbassare il baricentro) inonda di luce l’abitacolo. Nulla da scegliere sulla meccanica: la Ferrari Purosangue c’è solo col V12 abbinato alla trazione integrale e al cambio automatico a otto marce, oltre che alle quattro ruote sterzanti. Unica anche la taglia delle enormi gomme, di 255/35 R 22 all’asse anteriore e addirittura 315/30 R 23 al retrotreno. Tante però le personalizzazioni: dalla scelta di pelli o Alcantara per l’abitacolo ai già citati inserti in fibra di carbonio con filamenti in rame. Questi ultimi sono previsti solo per gli interni, mentre diversi dettagli della carrozzeria, a partire dagli archi passaruota, possono essere in fibra di carbonio tradizionale, in alternativa a quelli in plastica nero lucida. Di serie pure i fari a matrice di led nella parte bassa del frontale, proprio sotto alle luci diurne, attorno a cui ci sono le prese d’aria per i freni e per migliorare la portanza in velocità.
Pugnator e Dubai: una flotta di lusso con una firma inconfondibile
Se ormai siamo abbastanza abituati a Mansory, che ama accaparrarsi i modelli più esclusivi di auto per convertirli nel suo tipico stile, ancora non ci siamo completamente abituati al risultato finale e, soprattutto, non abbiamo capito se ne vorremmo una nel nostro garage. “Pugnator“, che deriva dal latino ” combattente “, è un’altra delle anticonvenzionali ed esclusive conversioni complete, realizzate con lo scopo di attirare ancor più l’attenzione rispetto al modello di serie. Completamente ridisegnato lo spoiler sul bordo del tetto (in due parti) in combinazione con il grembiule posteriore di nuova concezione (realizzato interamente in fibra di carbonio) e i cerchi ultraleggeri “FC.5” forgiati monopezzo.
Nel frattempo, in un contesto altrettanto esclusivo, la Polizia di Dubai ha introdotto una delle rare Ferrari Purosangue personalizzate da Mansory nella sua flotta di supercar. Da oltre dodici anni, la Polizia di Dubai si distingue a livello globale per la sua collezione di veicoli ad alte prestazioni, arrivata oggi a contare ben 56 esemplari. La Ferrari Purosangue scelta per entrare nella flotta è un esemplare davvero esclusivo: una delle sole sette unità personalizzate al mondo da Mansory. Sotto il cofano pulsa un motore V12 6.5 litri, capace di erogare 755 cavalli e 730 Nm di coppia. Numeri che si traducono in accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi e velocità massima di 320 km/h. Gli interni offrono pelle premium, finiture in carbonio, volante esclusivo e pedali sportivi, completando un abitacolo pensato per il massimo comfort e l’esclusività.
Nonostante l’entusiasmo suscitato dall’arrivo di questa Ferrari Purosangue nella flotta di Dubai, non sono mancate voci critiche: operazioni come questa rispondono spesso a logiche di esclusività e promozione del brand, piuttosto che a esigenze operative. L’obiettivo dichiarato è facilitare l’assistenza ai turisti e intensificare l’interazione con la comunità locale, sfruttando l’impatto mediatico di una vettura iconica come la Purosangue.
Origine e filosofia delle modifiche Mansory
La Ferrari Purosangue è nata con un’idea audace: unire eleganza, prestazioni da brivido e un pizzico di praticità in un’unica auto. Non una Ferrari qualunque, ma la prima che osa avventurarsi nel territorio, finora quasi sacrilego per Maranello, dei SUV di lusso. Poi è arrivata Mansory, il preparatore tedesco noto per il suo stile che definire “esuberante” è un eufemismo. E come sempre, non si è accontentato di una semplice rivisitazione: ha preso la Purosangue e l’ha trasformata in qualcosa di completamente nuovo, esagerato e provocatorio. Così lo scorso anno è nata la Purosangue Pugnator, un nome che suona come una dichiarazione di guerra al concetto di “sobrietà”.
La Pugnator si presenta quindi con un look che non passa inosservato. Nero opaco come l’armatura di un cavaliere oscuro, e fibra di carbonio forgiata ovunque, senza risparmio. Dal cofano ai passaruota, dalle minigonne al diffusore posteriore, ogni centimetro dell’auto è stato scolpito per urlare al mondo: “guardami”. Il frontale è completamente ridisegnato, con una griglia oscurata, un nuovo paraurti muscoloso con splitter integrato e sottili luci diurne a LED che sembrano occhi socchiusi pronti ad azzannare l’asfalto. I cerchi, giganteschi: 22 pollici davanti, 23 dietro, neri come la notte e punteggiati da accenti gialli, ripresi anche su altre parti della carrozzeria. Lateralmente, l’aerodinamica esplode: spoiler, alette, profili in carbonio, tutto grida performance, ma senza chiedere troppo il permesso al buongusto. Il retro della Pugnator non è da meno in quanto a impatto visivo. Spiccano uno spoiler con estremità gialle, un nuovo paraurti in fibra e un imponente diffusore posteriore.
Nel cuore di una delle città più avveniristiche del mondo, la Polizia di Dubai ha appena scritto un nuovo capitolo nella storia delle pattuglie di lusso, introducendo nella propria flotta di supercar un modello destinato a lasciare il segno: una delle rarissime Ferrari Purosangue personalizzate dal celebre tuner tedesco Mansory. Da oltre dodici anni, la Polizia di Dubai si distingue a livello globale per la sua collezione di veicoli ad alte prestazioni, arrivata oggi a contare ben 56 esemplari. La scelta di aggiungere una Ferrari Purosangue rappresenta non solo un’ulteriore dimostrazione di potenza e stile, ma anche un messaggio chiaro: Dubai intende consolidare la propria immagine di città sicura, accogliente e tecnologicamente avanzata.

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