Il Cane Molosso: Storia, Caratteristiche e Miti da Sfatare
Il termine "molosso" evoca immagini di cani imponenti, potenti e coraggiosi, spesso associati a ruoli di guardia e difesa. Ma cosa significa realmente "cane molosso"? Questa definizione racchiude una vasta famiglia di razze canine selezionate nel corso dei millenni per la loro forza, resistenza e lealtà, con radici storiche che affondano nell'antichità e che si estendono ben oltre i confini del Mediterraneo.

Origini Antiche: Dalla Steppa alla Mezzaluna Fertile
Le origini dei cani molossoidi sono profondamente intrecciate con la storia della domesticazione canina e con le prime civiltà umane. Si ritiene che tutte le attuali razze canine discendano da una specie estinta di lupo preistorico, selezionato dall'uomo a partire dall'Ultimo Massimo Glaciale, un'epoca in cui gran parte dell'Eurasia era dominata dal bioma della "Steppa dei mammut". Il dibattito scientifico è ancora aperto sulla precisa collocazione temporale di questa selezione, se nel Paleolitico o nel Neolitico.
Il modello archetipico del molossoide fu quasi certamente quello del cane da montagna. Questo tipo di cane emerse in epoca protostorica nel Medio Oriente, in particolare nella Mezzaluna Fertile. La nascita della pastorizia in queste regioni, con le prime aree di addomesticamento di pecore localizzate sugli altipiani di Turchia, Iraq e Siria, evidenziò la necessità impellente di selezionare un grosso cane capace di difendere il gregge dai predatori: il cosiddetto cane da guardiania.
La Diffusione Geografica: Dall'Asia all'Europa
Con il collasso del Regno Assiro nel VII secolo a.C., il molossoide si era già diffuso nelle terre del limitrofo Impero Persiano. I Persiani furono artefici della sua diffusione nell'areale caucasico, in quello indo-pakistano e, da lì, fino all'Estremo Oriente. Questa tesi è supportata dalla persistenza di enormi biotipi canidi autoctoni in Turchia, Iran e Russia meridionale, nonché dalla tradizione letteraria classica che testimonia l'esistenza di almeno quattro biotipi di grossi cani da guerra persiani: l'Elymaean (riva nord-orientale del Golfo Persico), l'Hyrcanian (riva sud del Mar Caspio), noto per la sua natura selvaggia, il Carmanian, anch'esso estremamente selvatico, e il Median, utilizzato come cane da guerra. La mitologia narra che l'enorme Hyrcanian fosse il risultato di un incrocio tra una tigre e una cagna, con autori antichi che descrivevano questi cani come combattenti eccezionali, pur essendo inclini a predare il bestiame. Prove toponomastiche, come la contrada iraniana di Gorgān (che significa "terra dei lupi") nell'antica Ircania, supportano ulteriormente questa connessione.
Nel Caucaso, il molossoide diede origine a ceppi locali morfologicamente e caratterialmente molto simili, che la cinologia moderna tende a raggruppare in poche razze con numerose varianti indigene. Un esempio è il "Cane da pastore dell'Asia centrale", ufficialmente riconosciuto dalla FCI e codificato nell'ex-URSS a partire dai ceppi indigeni Alabai (Turkmenistan), Tobet (Kazakistan) e Torkuz (Uzbekistan).
Dirigendosi verso l'Estremo Oriente, il molossoide diede vita a ceppi locali con caratteristiche caratteriali simili (forti, dominanti, territoriali e protettivi verso la famiglia umana), ma con notevoli diversità morfologiche dovute al clima e al territorio. Esempi includono il Mastino del Sindh, il Bhotia del Nepal, il Bjop-Khyi del Bhutan, i cani dei Gaddi e dei Bakarwal delle pendici indo-pakistane dell'Himalaya, e il Bankhar delle steppe mongoliche. Tra le razze himalayane, il Mastino Tibetano è considerato quello che, grazie all'isolamento, ha meglio conservato le caratteristiche dell'antenato. Studi genomici recenti hanno infatti acclarato che, mentre diverse razze canine divergono dal lupo grigio circa 42.000 anni fa, il Mastino Tibetano diverge 58.000 anni fa, e la sua linea genetica si riscontra in altri cani da montagna come il Bovaro del Bernese, il Cane di San Bernardo e il Leonberger.
Una caratteristica comune alla diaspora orientale dei molossoidi è la persistenza, in alcune varianti locali, di due tipi distinti di cane: una versione rustica e leggera, ancora impiegata come cane da lavoro, e una più massiccia e pesante, utilizzata per la guardia della casa, allevata in contesti socio-culturali più ricchi che permettevano una migliore espressione delle potenzialità fisiche grazie a un'alimentazione più abbondante.
La Diaspora Mediterranea e l'Arrivo in Occidente
Più complessa è la definizione della diaspora mediterranea dei molossoidi, se dovuta ai Persiani o se rappresenta un fenomeno più antico. Già dall'Età Micenea, durante l'Impero Medio-Assiro, il popolo dei Molossi d'Epiro selezionava il Cane Molosso, che tramite loro si diffuse in Grecia. Tuttavia, fu certamente attraverso i Persiani, con i quali i Greci ebbero continui scontri e scambi, che i numerosi ceppi molossoidi fioriti in Asia raggiunsero l'Occidente. Erodoto stesso racconta che durante la Seconda Guerra Persiana, il sovrano achemenide Serse I portò con sé in Grecia grandi cani da guerra indiani, gli stessi che aveva fatto raffigurare dai suoi scultori a Persepoli. È importante ricordare che fin dal regno di Dario I (VI secolo a.C.), padre di Serse, i Persiani occupavano in modo semi-permanente la Tracia, regione limitrofa all'Epiro, dove si svilupparono diversi ceppi indigeni europei di molossoidi morfologicamente simili tra loro, come il molosso di Tracia, il Pastore Rumeno Raven e il Ciobănesc Românesc de Bucovina.

In Occidente, la diffusione dei molossoidi fu ampiamente favorita dai Romani. Essi selezionarono un molosso romano, o Canis pugnax, dall'epirota e da altri molossoidi mediorientali. I frequenti rimandi nel Cynegeticon di Grazio Falisco a razze canine asiatiche testimoniano l'esistenza di un fiorente mercato dei cani all'epoca dell'Impero. I Romani diffusero questi cani per tutta Europa al seguito delle loro legioni e tramite gli spettacoli circensi, come testimoniano raffigurazioni in diversi mosaici di età imperiale.
Il Nome "Molosso": Tra Storia e Leggenda
Il termine "molosso" deriva dall'antico popolo dei Molossi d'Epiro, una regione montuosa dell'attuale Albania meridionale e Grecia settentrionale. Questi guerrieri erano noti per allevare cani di grossa taglia, dal corpo possente e dalla testa grande, impiegati sia come cani da guerra sia come guardiani del bestiame. L'eco di questa storia ha attraversato i secoli, e ancora oggi il termine indica cani dalla struttura robusta e muscolosa.
Sebbene l'ipotesi che il nome derivi dall'uso dei cani da combattimento attribuito all'antico popolo epirota dei Molossi sia diventata comune, essa è in realtà moderna. Nessuno degli antichi autori che scrissero di cani, come Aristotele, Plinio, Columella, Virgilio, Petronio o Giulio Polluce, sostiene questa teoria. Al contrario, la Suida (X secolo) descriveva brevemente il "molosso" e il "cane molosso" come un "grande cane pastorale" (Molosso e cane molosso: grande cane pastorale). Il molosso si è dunque sempre distinto per le sue qualità di guardiano e combattente, piuttosto che per le prestazioni più prettamente venatorie del canis laconicus, apprezzato dagli Spartani.
Le caratteristiche fisico-caratteriali del molosso gli garantirono un'ampia diffusione anche presso i Romani, che apprezzarono grandemente il coraggio e la forza dell'acrem Molossum ("feroce Molosso"), come ebbe a definirlo il poeta Virgilio. Lo impiegarono come guardiano delle loro lussuose villae, come raccomandato da Marco Porcio Catone nel suo De agri cultura. Virgilio, nelle Georgiche, raccomandava inoltre di allevare i cuccioli di Molosso insieme a quelli del Canis laconicus per massimizzare le doti di entrambe le razze, garantendo così alla villa un'adeguata difesa sia contro aggressori animali che umani. Catone descriveva il canis epiroticus come scuro di mantello, pesante di testa e di corpo, a pelo raso, feroce, adatto per la guardia alla proprietà più che per le attività di pastorizia o di caccia.
Canis Pugnax. Il cane da guerra dei legionari romani
La Classificazione e le Tipologie di Molossoidi
La Fédération Cynologique Internationale (FCI) classifica i molossoidi in un apposito Gruppo, il n. 2, dedicato ai "Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, cani da montagna, cani bovari svizzeri e altre razze". All'interno di questo gruppo, si distinguono diverse tipologie, tra cui:
- Cani da montagna: Rappresentano il tipo più arcaico di molossoidi, selezionati nell'Antichità come cani da guardiania e d'utilità. Sono cani robusti, resistenti al freddo e alle lunghe ore di lavoro. Esempi includono il San Bernardo, noto per la sua forza e dolcezza, storicamente impiegato nei salvataggi in montagna e oggi un cane paziente e legato alla famiglia. Richiedono spazio e esercizio moderato, mentre la socializzazione precoce favorisce la convivenza con bambini e altri animali.
- Dogue: Questa categoria rappresenta l'evoluzione "bellica" dei cani da montagna. Anticamente selezionati come cani da guerra, oggi sono prevalentemente impiegati come cani da difesa e guardiani della proprietà. Esempi includono il Dogue de Bordeaux, famoso per la sua testa enorme e il muso corto.
È importante sottolineare che il termine "mastino" non costituisce una tipologia sistematica dei molossoidi. Indica invece diverse razze, caratterizzate da grandi dimensioni, equamente distribuite tra le sottosezioni "dogue" (come il Mastino Inglese) e "cane da montagna" (come il Mastino Napoletano).
Caratteristiche Fisiche e Comportamentali
I molossoidi sono cani per lo più grossi e potenti, robusti, con un carattere deciso e un forte attaccamento al padrone. Possiedono mascelle robuste e una muscolatura potente che conferiscono loro una notevole forza di morso. Studi scientifici indicano che la pressione esercitata dipende non solo dalla taglia del cane, ma anche dalla conformazione del cranio e dai muscoli masticatori. Alcune razze, come il Cane Corso, possono raggiungere circa 700 PSI, mentre Dogue de Bordeaux e Mastino Inglese superano spesso i 500 PSI.
Il tipo mastino si caratterizza per una muscolatura potente, una testa larga e mascelle forti. Il Cane Corso, ad esempio, è un molossoide italiano dal corpo muscoloso, testa larga e mascelle forti. Un tempo cane da guardia e da lavoro nelle fattorie, oggi è un fedele compagno e cane da difesa equilibrato. Necessita di esercizio quotidiano e stimoli mentali, e la socializzazione precoce con bambini e altri animali è fondamentale. Il Mastiff, originario della Gran Bretagna, è uno dei molossoidi più grandi e pesanti.
A differenza di altre famiglie canine, non esistono molossoidi di piccola taglia ufficialmente riconosciuti dall'ENCI; tutte le razze hanno dimensioni medie o grandi, con un peso spesso superiore ai 40 kg. Tra gli esempi noti si annoverano:
- Cane Corso Italiano: Cane da guardia e da difesa per eccellenza, agile e potente, con un carattere equilibrato se ben educato.
- Mastino Napoletano: Discendente diretto dei molossi romani, celebre per la pelle abbondante e le rughe marcate.
- Dogo Sardo: Razza antica e rara, legata alle tradizioni pastorali della Sardegna.
- Rottweiler: Originario della Germania, impiegato come cane da guardia, polizia e utilità.
Il Pitbull, pur non essendo riconosciuto dall'ENCI come razza ufficiale, presenta una morfologia con tratti tipici dei molossoidi.
In generale, i molossi, a differenza di altre razze, sono molto dipendenti dal padrone e sentono il bisogno di avere sempre un contatto fisico, che a volte può sembrare quasi "appiccicoso". Sono cani fedeli, attaccati al padrone, robusti e atletici, ma al contempo abbastanza riflessivi. Sono estremamente giocherelloni e maturano verso i 3 anni; anche dopo questa età, desiderano giocare e divertirsi insieme al padrone.

Educazione e Gestione: Responsabilità e Comprensione
Avere un molossoide significa assumersi responsabilità importanti. Non basta garantire spazi adeguati; è fondamentale dedicare tempo a passeggiate, attività mentali e interazione quotidiana. I molossoidi condividono alcune caratteristiche comuni: forte attaccamento al proprietario, indole protettiva e grande coraggio. Tuttavia, ogni razza presenta sfumature di temperamento, e alcuni sono più diffidenti verso gli estranei.
È necessaria una socializzazione precoce, un addestramento coerente e attività fisica regolare. Un molossoide non è un cane per tutti. Nonostante la loro imponenza, i molossoidi non sono necessariamente più aggressivi di altre razze. Le ricerche in etologia canina mostrano che un molosso cresciuto con regole chiare e stimoli equilibrati diventa un compagno affidabile e sereno.
L'educazione di un cane molossoide di taglia media o grande richiede consapevolezza di avere a che fare con una razza più impegnativa di altre per mole, morso e carattere. La leadership deve essere calma, determinata, gentile ma ferma. La coerenza e la fermezza sono essenziali: il modo migliore per educare un cane molossoide è attraverso il rinforzo positivo e la costanza, con regole chiare e definite, sempre uguali, per evitare incomprensioni o che il cane prenda il sopravvento.
Ogni cane ha bisogno di sentirsi appagato nei suoi bisogni vitali ed etologici e di fare "cose da cane". I molossi necessitano di attività fisica ma anche di stimoli mentali per mettersi alla prova e seguire i propri istinti.
Sfatare Miti e Luoghi Comuni
I cani molossi hanno spesso una pessima fama, ma questo non ha senso, poiché nessun cane nasce "cattivo". La credenza più diffusa è che siano aggressivi per natura, ma questa è una fesseria. C'è chi crede che non possano vivere in appartamento, ma anche questo è un mito. Chiaramente gli spazi devono essere adeguati; non si può tenere un Cane Corso in un bilocale, ma la maggior parte dei molossi si adatta bene alla vita di città.
Molte persone confondono la testardaggine dei molossi con la scarsa intelligenza. In realtà, sono cani molto intelligenti; sono stati selezionati proprio per poter essere addestrati e amano dimostrare al compagno umano le loro capacità. Una vita segnata da maltrattamenti, privazioni e calci priva il cane della sua tranquillità.
Quando un cane si dimostra "difficile" o ha comportamenti strani senza una causa medica, non è un "cane cattivo". Sta manifestando un malessere con i mezzi che ha a disposizione, sta chiedendo aiuto. Molti molossi che finiscono nei canili hanno vissuto esperienze traumatiche o hanno sviluppato conflitti con altri animali.

Salute e Benessere
Per chi possiede un molossoide, sottoscrivere un'assicurazione sanitaria è fondamentale. Queste razze, per la loro taglia e conformazione, possono essere soggette a incidenti domestici, distorsioni articolari o problemi digestivi come diarrea e vomito. Inoltre, interventi di routine come sterilizzazioni o castrazioni possono comportare costi elevati.
I molossoidi sono predisposti a diverse patologie ortopediche, cardiache e respiratorie. La displasia dell'anca è una delle più comuni, con un'incidenza che può superare il 15% in alcune popolazioni di cani di taglia grande. Altre patologie frequenti comprendono la displasia del gomito, che può causare zoppia e artrite, e la torsione gastrica, una condizione acuta che richiede un intervento veterinario immediato. Le malattie cardiache, come la cardiomiopatia dilatativa, sono anch'esse comuni e possono compromettere la qualità della vita dell'animale. Inoltre, alcune razze molossoidi sono sensibili al caldo a causa della loro struttura fisica.
L'addestramento positivo è essenziale per il benessere psicologico e fisico dei molossoidi. Tecniche come il rinforzo positivo, che premiano i comportamenti desiderati con ricompense come cibo, gioco o lodi, sono efficaci nel migliorare l'apprendimento e ridurre lo stress.
La Questione "Mastino" e le Razze Moderne
Il termine "mastino" è spesso usato in modo generico per indicare cani di grossa taglia, ma non rappresenta una classificazione sistematica all'interno della famiglia dei molossoidi. Le razze definite "mastino" si ritrovano sia nella categoria dei "dogue" che dei "cani da montagna".
Un esempio interessante è la storia dei cani donati al sultano ottomano nel 1387, che richiese una femmina simile per avviare un allevamento nel suo paese. Nelle colonie americane, i conquistadores ispano-portoghesi importarono sia mastini che segugi, ibridandoli per selezionare nuove linee canine che fungessero sia da cani da guardia che da caccia all'uomo (inclusi indios e schiavi africani fuggiaschi, i cosiddetti "cimarroni").
La consapevolezza delle diverse tipologie e razze di molossoidi aiuta a scegliere quella più adatta al proprio stile di vita, rispettandone esigenze e caratteristiche. Un molossoide non è solo un cane, ma un compagno che richiede impegno, comprensione e un approccio educativo basato sul rispetto e sulla pazienza.
