La Storia della Ducati Panigale SBK: Un'Epopea di Vittorie e Innovazione
Per decenni, il nome Ducati è stato indissolubilmente legato al suo distintivo motore bicilindrico. A partire dagli anni Settanta, con l'introduzione delle prime "maxi" a coppie coniche firmate da Fabio Taglioni, Borgo Panigale ha fatto di questa configurazione motoristica il proprio marchio di fabbrica. Questa scelta si è rivelata vincente, trasformandosi in un vero e proprio emblema di sportività grazie a un palmarès di successi senza precedenti nel Mondiale Superbike. Per ben trent'anni, prima dell'avvento della rivoluzionaria Panigale V4, le supersportive bolognesi hanno pulsato al ritmo del leggendario bicilindrico desmodromico a 90 gradi, un propulsore che ancora oggi detiene il record di motore più vincente nella storia del WorldSBK. Ducati ha scritto capitoli memorabili nella storia del WorldSBK, con piloti del calibro di Carl Fogarty, Troy Bayliss e Doug Polen che hanno conquistato numerosi titoli mondiali. Tuttavia, spesso ci dimentichiamo delle macchine che hanno reso possibili tali imprese.
Gli Albori del Successo: La 851 e la 888
Il percorso di Ducati nel Mondiale Superbike ha avuto inizio con la 851, che nel 1990 ha portato Raymond Roche al suo primo successo mondiale. Nei due anni successivi, Doug Polen ha esteso la striscia vincente, dominando le stagioni 1991 e 1992. Il 1993 ha visto Carl Fogarty in sella alla 888, ma il titolo è sfuggito a favore di Scott Russell e della sua Kawasaki.

Il 1995 è stato un anno di dominio assoluto per Ducati, con i trionfi di Carl Fogarty, del debuttante Troy Corser, di Mauro Lucchiari e di Pierfrancesco Chili. Fogarty e Corser hanno conquistato rispettivamente il primo e il secondo posto nella classifica piloti. La moto ha poi consolidato il suo successo con un terzo titolo mondiale consecutivo nel 1996, grazie a una stagione eccezionale di Troy Corser, prima che Honda facesse ritorno in grande stile nel 1997, nonostante i numerosi successi firmati Ducati.
L'Era della 916 e delle sue Evoluzioni: 996, 998
Il 1998 ha segnato l'arrivo di evoluzioni significative. La 996 ha conquistato il mondiale con Fogarty, ripetendosi l'anno successivo. L'alba del nuovo millennio ha visto Ducati continuare la sua scia di vittorie, culminata con il trionfo iridato di Troy Bayliss nel 2001. Il secondo posto in classifica nel 2002 ha preceduto un restyling e l'introduzione della 998 F03. Neil Hodgson ha conquistato il mondiale nel 2003, seguito dal trionfo di James Toseland l'anno dopo, in sella alla nuova 999 F04. Quella stagione si è conclusa con una doppietta, grazie al secondo posto di Regis Laconi.
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La successiva vittoria mondiale è arrivata con Bayliss nel 2006. L'australiano, nel 2008, ha portato al successo iridato la nuova 1098. Carlos Checa ha regalato a Ducati la vittoria più recente nel mondiale piloti nel 2011, poco prima dell'arrivo, nel 2013, della Panigale V-Twin.
La Rivoluzione Panigale: Dal V-Twin al V4
Il 1993 è stato un anno cruciale, con Ducati che ha presentato una moto destinata a diventare un simbolo di Borgo Panigale: l'avveniristica 916, progettata dall'Ing. Tamburini. Debuttante subito in Superbike nel 1994 con una cilindrata maggiorata a 955 cc per competere con le giapponesi da 750 cc, la 916 è stata croce e delizia di Giancarlo Falappa, prima di essere portata al trionfo da Carl Fogarty, che ha bissato il titolo l'anno successivo.
Nel 1998, la 996 ha fatto il suo ingresso in scena, sostituendo la 916. Sono seguiti i doppi successi (il "doppio double") del 1998-1999 con Fogarty e il titolo costruttori del 2000, grazie soprattutto al contributo di Troy Bayliss. Nel 2001, Bayliss ha realizzato il double piloti-costruttori con la 996R, dotata del nuovo motore Testastretta, una versione più estrema della 996 per il suo ultimo anno di produzione. L'ultima versione della serie 916-996-998 è stata la 998F02, anch'essa equipaggiata con il motore Testastretta. Dopo un solo anno di produzione, la 998 è andata in pensione, sostituita da una moto che ha rotto radicalmente con il passato: la 999.
Disegnata da Terblanche, la 999 si distingueva per un design radicalmente diverso, soprattutto a livello aerodinamico e per la filosofia dello scarico posteriore, pur mantenendo il filo conduttore delle moto della serie 916, ovvero il telaio a traliccio di tubi. Uscita di scena la 999 di Terblanche, nel 2008 è entrata in Superbike una moto che, per filosofia progettuale, riannodava i fili con la serie 916-996-998 di Tamburini, riproponendo il doppio scarico sotto sella e il forcellone monobraccio, così come i gruppi ottici anteriori.

Finito nel 2010 il ciclo della 1098, nel 2011 Ducati ha portato in pista la 1198, derivata proprio da quella 1098 vincitrice di due titoli costruttori. A fine 2018 è uscita di scena l'ultima moto bicilindrica della storia Ducati, la Panigale V2, paradossalmente l'unica moto non vincente tra quelle schierate da Borgo Panigale.
La V4R ha rappresentato un cambio radicale con il passato, passando da un bicilindrico a un quattro cilindri a V derivato dal motore della MotoGP, pur mantenendo la linea della Panigale V2, con l'aggiunta di alette aerodinamiche anteriori. Entrata in Superbike nel 2019, nel 2022 ha portato Alvaro Bautista al titolo piloti.
La Panigale V4: Dominio e Innovazione
La Ducati Panigale V4R sta letteralmente dominando il mondiale Superbike. Anche a Imola, dove Davies e Bautista hanno subito l'attacco di Jonathan Rea, la quadricilindrica bolognese non è scesa sotto il secondo posto. Prestazioni di tale livello fanno ipotizzare che la Panigale V4R possa rivelarsi la migliore Ducati Superbike di sempre. Brembo, sulla base delle statistiche a sua disposizione, ha stilato una classifica delle Ducati Superbike per numero di vittorie, sottolineandone le evoluzioni dal punto di vista dell'impianto frenante.
La Ducati Superbike si schiera al via del Mondiale 2025 con una coppia di piloti di grande talento: l'italiano Nicolò Bulega e lo spagnolo Alvaro Bautista, titolari del team Aruba.it Racing. L'obiettivo dichiarato è confermare (sarebbe il quarto titolo consecutivo) il titolo Mondiale Costruttori e, al contempo, riportare in rosso il titolo iridato piloti, già vinto nel recente passato da Bautista nel 2022 e 2023, dopo che l'anno scorso lo scettro è passato a Toprak Razgatlioglu in sella alla sua BMW.

La storia di Ducati Corse, il reparto di Ducati Motor Holding S.p.A. che gestisce le competizioni delle squadre ufficiali, è la storia di un reparto vincente. Dopo i primi record di velocità di categoria ottenuti con il Cucciolo alla fine degli anni '40, l'attività sportiva del reparto corse Ducati è iniziata nel settore delle piccole cilindrate nei primi anni '50, con l'ingegnere Fabio Taglioni, fautore della distribuzione desmodromica. Le numerose vittorie di classe ottenute al Motogiro d'Italia tra il 1955 e il 1957 hanno segnato questo periodo. Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, Ducati si è impegnata nelle competizioni per le derivate dalla produzione di serie, ottenendo i primi titoli iridati nel campionato mondiale Formula TT.
Un Palmarès Ineguagliabile nel WorldSBK
Ducati Corse ha conquistato numerosi titoli mondiali in diverse categorie. In Formula TT, i piloti hanno vinto cinque titoli mondiali, mentre i costruttori ne hanno vinti due. Nel Superbike, Ducati vanta un impressionante bottino di 16 titoli mondiali piloti e 18 titoli mondiali costruttori, affermandosi come la casa motociclistica più vincente della categoria.
I piloti che hanno contribuito a questa leggenda includono nomi come Raymond Roche, Doug Polen, Carl Fogarty, Troy Corser, Troy Bayliss, James Toseland, Carlos Checa, Álvaro Bautista e Nicolò Bulega.
Gli inizi nelle competizioni del Campionato mondiale Superbike risalgono alla prima edizione del 1988, con la Ducati 851 pilotata da Marco Lucchinelli. Negli anni 2000, Ducati ha continuato a dominare il Mondiale Superbike, grazie a piloti come Troy Bayliss, vincitore di tre titoli mondiali, e James Toseland. La Ducati 999, introdotta nel 2003, ha ottenuto successi immediati con Neil Hodgson e Rubén Xaus. Nonostante un 2005 difficile, nel 2006 Bayliss è tornato in Superbike vincendo il titolo piloti e costruttori. La 999 ha continuato a ottenere successi fino al 2007, quando è stata sostituita dalla Ducati 1098. Nel 2008, Bayliss ha conquistato il suo terzo titolo mondiale con la nuova Ducati 1098R. Dopo il ritiro di Bayliss, Noriyuki Haga e Michel Fabrizio sono diventati i piloti di punta, con Haga che ha sfiorato il titolo nel 2009.
Nel 2011, Carlos Checa ha vinto il titolo piloti con la 1098R del team Althea, portando anche il titolo costruttori a Ducati. Nel 2014, Ducati è tornata a schierare una struttura ufficiale, con i piloti Chaz Davies e Davide Giugliano. Negli anni successivi, il team Aruba.it Racing ha ottenuto successi con Davies, Melandri e Bautista.
Nel 2019, Ducati ha introdotto la Panigale V4 R, con Bautista che ha dominato le prime undici gare della stagione. Nel 2022, Bautista ha conquistato il titolo piloti, mentre Ducati ha ottenuto i titoli costruttori e squadre.
Nella categoria Supersport, Ducati ha vinto il titolo piloti e costruttori nel 1997 con Paolo Casoli su Ducati 748 e si è ripetuta nel 2023 con Nicolò Bulega su Ducati Panigale V2. Nel 2022, Ducati è tornata in Supersport, approfittando delle nuove regole della categoria "Supersport Next Generation".
I mille podi ottenuti da Ducati nel WorldSBK rappresentano un risultato unico, mai raggiunto da alcun costruttore in nessuna disciplina motociclistica. Il WorldSBK vede Ducati presente e vittoriosa fin dalla sua prima edizione nel 1988, con Marco Lucchinelli capace di vincere proprio a Donington in sella alla 851 il primo round mai corso. Solamente due anni dopo, nel 1990, Raymond Roche ha firmato il primo titolo iridato Ducati in Superbike sempre con la 851. Nei due anni successivi, Doug Polen ha replicato il successo e Ducati è diventata rapidamente la moto più diffusa nelle griglie di partenza del Mondiale, vincendo il titolo costruttori nel 1991, nel 1992 e nel 1993.
La stagione 1994 ha segnato l'inizio dell'era Fogarty e della Ducati 916, che hanno vinto per due stagioni consecutive. Nel 1996, Troy Corser ha regalato il sesto titolo piloti alla Ducati. Dal 2000, il testimone è passato a un'altra leggenda del mondo Ducati, Troy Bayliss, che con le Rosse in Superbike ha vinto altri tre titoli - 2001, 2006, 2008 - diventando l'unico pilota capace di affermarsi con tre generazioni diverse delle SBK Ducati: 998, 999 e 1098. Ma sono stati davvero tanti i piloti che hanno contribuito a scrivere la leggenda Ducati in Superbike, con vittorie e podi che li hanno incisi in maniera indelebile nella memoria degli appassionati Ducatisti, a partire da Giancarlo Falappa.
La Famiglia Panigale: Design e Tecnologia
La Ducati Panigale è una famiglia di motociclette sportive stradali realizzate da Ducati, caratterizzate dall'impiego di motori bicilindrici a V della famiglia Superquadro. La Panigale è stata presentata per la prima volta all'EICMA 2011 e la commercializzazione è iniziata il 24 gennaio 2012. Il suo nome deriva dal quartiere di Bologna Borgo Panigale, sede della fabbrica.
Le versioni di cilindrata inferiore sono state prodotte fino al 2024, per poi essere sostituite dalla nuova Ducati Panigale V2, un modello inedito dotato di un motore di nuova concezione. Al debutto, la gamma 2012 comprendeva le versioni 1199 Panigale, 1199 Panigale S e la serie speciale 1199 Panigale S Tricolore, tutte equipaggiate con il nuovo propulsore bicilindrico da 1198 cc Superquadro con funzione portante e telaio monoscocca in alluminio.
Nell'ottobre 2013 è stata immessa sul mercato un'altra versione estrema, la 1199 Superleggera, prodotta in serie limitata a 500 esemplari, che fa ampio uso di leghe di magnesio, fibra di carbonio e titanio, scendendo a un peso a vuoto di soli 155 kg.
Entrata in produzione nel 2014, la 1199 S Senna è la seconda Ducati creata per commemorare Ayrton Senna. Per il 2015, la gamma Panigale è stata rivista con l'introduzione dei modelli 1299 Panigale e 1299 Panigale S, equipaggiati con un nuovo propulsore da 1285 cc. Anche la 1199 Panigale R è stata aggiornata e denominata Panigale R, mantenendo il motore da 1198 cc per conformarsi al regolamento Superbike.
L'EICMA 2015 ha visto l'introduzione della nuova 959 Panigale per la gamma 2016, in sostituzione della 899. In occasione dei 90 anni di fondazione della Ducati, nel luglio 2016 è stato lanciato un modello celebrativo in serie limitata, la 1299 Panigale S Anniversario. Nel novembre 2016 è stata presentata la nuova versione estrema in serie limitata, la 1299 Superleggera. In occasione del Mondiale Superbike 2017 a Laguna Seca è stata lanciata la 1299 Panigale R Final Edition, realizzata per celebrare la lunga carriera nelle competizioni del motore bicilindrico.
Il 2018 ha segnato l'uscita di scena dei modelli Panigale di maggiore cilindrata, sostituiti dalla nuova Panigale V4, dotata di motore quadricilindrico. Con la gamma 2020, la 959 è stata aggiornata e rinominata Panigale V2.
Il Cuore Superquadro e le sue Variazioni
Il motore Superquadro, un bicilindrico a L di 90° longitudinale e inclinato all'indietro di 21°, è il cuore pulsante della famiglia Panigale. La sua alimentazione è ad iniezione elettronica, con quattro iniettori per cilindro e un sistema full ride-by-wire. I carter sono realizzati con la tecnologia Vacural per ridurre il peso e aumentare la resistenza meccanica. L'adozione di bronzine di banco al posto dei cuscinetti a sfera permette l'impiego di un albero motore con perni maggiorati. Il raffreddamento è a liquido e il cambio è manuale a 6 rapporti con frizione antisaltellamento a bagno d'olio.
Il propulsore della R mantiene le stesse dimensioni del 1199 base, ma adotta bielle in titanio, bilancieri della distribuzione con trattamento DLC, volano alleggerito e un'elettronica ricalibrata, spostando il limitatore a 12.000 giri al minuto. La versione 2015 della Panigale R riprende le caratteristiche della Superleggera, aggiungendo alberi a camme più spinti e un impianto di scarico omologato Akrapovič in titanio.
Il secondo propulsore della famiglia Superquadro debutta nel 2013 sulla 899 Panigale, con una cilindrata ridotta a 898 cc. Rispetto alle 1199, viene impiegato un iniettore per cilindro.
Per il 2016 debutta la quarta variante del Superquadro, la prima omologata Euro 4. Si tratta di una versione maggiorata del propulsore 899, portato a 955 cc. Con la versione Panigale V2, il motore viene aggiornato alle specifiche Euro 5.
Ciclistica e Elettronica: Un Connubio di Eccellenza
Tutti i modelli Panigale, ad esclusione delle due Superleggera, sono caratterizzati da un telaio monoscocca in lega d'alluminio fusa, una novità per le Ducati stradali in luogo del tradizionale telaio in traliccio di tubi. Rimane invariato il concetto di motore portante.
Le sospensioni vedono l'impiego di componenti Marzocchi e Sachs nelle versioni base, mentre le versioni S, Tricolore ed R adottano forcelle Öhlins NIX30 e monoammortizzatori Öhlins TTX36, entrambi con regolazione elettronica passiva della compressione e dell'estensione (DES).

Tutti i modelli Panigale sono inoltre dotati del Ducati Riding Mode, che permette di variare le tarature dell'acceleratore elettronico, del controllo di trazione DTC, del cambio DQS, della gestione del freno motore EBC, dell'ABS e delle sospensioni per i modelli equipaggiati col DES. La piattaforma inerziale IMU a 5 assi, l'ABS cornering e il sistema anti-impennata DWC sono di serie sulla gamma 2015. Nel 2016 debutta il DTC EVO, nuova versione del controllo di trazione.
La 1299 Superleggera rappresenta un capitolo a sé, essendo l'unica dotata di telaio monoscocca in fibra di carbonio. Le sospensioni prevedono una specifica forcella Öhlins FL936 e il classico monoammortizzatore TTX36 con molla in titanio.
La 916: Un'Icona Immortale
Il 2019 ha segnato un quarto di secolo da quando la Ducati 916 è arrivata sulla scena mondiale. Nata dalla matita di Massimo Tamburini, ha rivoluzionato il design motociclistico e fatto innamorare gli appassionati di tutto il mondo. La Ducati 916 non è stata solo una moto bellissima e di grande successo commerciale, ma è stata anche estremamente vincente nelle competizioni del Campionato Mondiale Superbike. Impostasi già nella gara di esordio nel 1994, negli anni successivi ha consentito a Ducati e ai suoi piloti di collezionare una serie impressionante di successi: 120 vittorie, 8 titoli costruttori e 6 titoli piloti, di cui 4 con Carl Fogarty. L'inglese, in sella alle Ducati 916 SBK e 996 SBK, ha conquistato 43 delle 55 gare vinte complessivamente con la Casa bolognese.
Ducati ha scelto di celebrare il 25° compleanno della 916 realizzando una versione speciale della Panigale V4, la "25° Anniversario 916", basata sulla meccanica della Panigale V4 S e arricchita di contenuti tecnici racing derivati dalla Panigale V4 R.
Francesco Milicia ha dichiarato: "Nella storia moderna del motociclismo non c’è stata nessuna moto che, più della 916, abbia segnato un’epoca definendo un nuovo paradigma, sia in termini di design sia di prestazioni. Sono davvero contento di presentare questa esclusiva versione della nostra Panigale V4, con la quale celebriamo i 25 anni della 916." Carl Fogarty, emozionato, ha aggiunto: "In sella alla Ducati 916 ho vissuto momenti bellissimi e indimenticabili e sono state scritte pagine importanti della mia storia personale così come del Campionato Mondiale Superbike."
La storia delle supersportive Ducati corre parallela a quella del WorldSBK. La 851, nata come prototipo da 748 cc, è la prima Ducati Superbike, forte del nuovo motore Desmoquattro a quattro valvole per cilindro. La cilindrata salirà fino a 888 cc con la crescita dell'alesaggio e il modello stesso cambierà nome nel 1992 adeguandosi alla cubatura. Per molti è con la 851 che nasce la Ducati dell'era moderna: tecnologicamente all'avanguardia, rossa e straordinariamente performante. In totale, la famiglia 851/888 ha collezionato tre titoli piloti e tre titoli costruttori.
Nell'ottobre del 1993, Ducati ha presentato la 916, una moto capace di tracciare un solco che ha separato il "prima" dal "dopo". La 916 è snella, agile, potente, con linee e soluzioni tracciate da Massimo Tamburini, ancora oggi attuali nella loro sintesi di bellezza ed efficacia. Completamente rivista nella ciclistica ed evoluta nel suo bicilindrico Desmoquattro, la 916 ha letteralmente dominato tutte le formule in cui ha corso.
Con il passare degli anni, la cilindrata è cresciuta. Nel 1998 Ducati lancia la 996, denominazione con cui nel 2001 debutta un modello epocale come la 996 R spinta dal primo Testastretta da 998 cc. Nel 2002 la 996 cede il passo alla 998. La Ducati 916 è la più vincente tra le Ducati SBK e tra il 1994 e il 2003, con le sue versioni 916, 996 e 998, ha vinto otto titoli iridati, 120 gare e ha portato sul podio i suoi piloti 311 volte.
La 999 arriva nel 2003, con linee di rottura, il Testastretta in versione evoluta e una ciclistica profondamente rivista. È la Ducati Superbike con il più elevato rapporto fra affermazioni e stagioni disputate: in soli cinque anni conquista 63 vittorie e tre titoli iridati. Nel 2008 il regolamento consente alle bicilindriche di andare oltre il litro di cilindrata. Ducati ha presentato la 1098, che recupera molti degli elementi stilistici e tecnici della 998. Il bicilindrico cresce nella potenza fino a 160 cavalli. Nel 2009 arriva la 1198, più potente (170 cavalli) ma soprattutto dotata del primo controllo di trazione elettronico Ducati. La cilindrata sale fino a poco più di 1.198 cc, e con lei arriva il titolo 2011, firmato dallo spagnolo Carlos Checa.
La famiglia Panigale nasce nel 2012 e fin dalla sua apparizione stabilisce nuovi riferimenti sul piano tecnologico, stilistico e prestazionale. Con questa famiglia di moto, Ducati introduce il bicilindrico Superquadro a V di 90° con distribuzione desmodromica, la gestione motore ride-by-wire, le sospensioni elettroniche Öhlins, ma anche il telaio monoscocca in alluminio con airbox integrato. Infine, lo stile recupera elementi della tradizione Ducati modernizzandoli, definendo una linea riconosciuta come un'opera d'arte e premiata con il Compasso d’Oro nel 2014.
L'evoluzione 1299 nel 2015 fa compiere a Panigale un grande passo avanti. A fine 2017 arriva la Panigale più rivoluzionaria di sempre: la Ducati Panigale V4, spinta dal V4 di 90° di derivazione MotoGP e albero motore controrotante capace di 214 cavalli. La ciclistica vede l’arrivo del telaio Front Frame. Con il modello 2020 arriva il pacchetto aerodinamico basato sulle ali introdotte da Ducati per prima in MotoGP nel 2016. Il modello 2022 sposta ulteriormente verso l’alto l’asticella prestazionale. La versione 2023 introduce una serie di aggiornamenti elettronici. La Panigale V4 è la moto scelta per gli allenamenti dai piloti MotoGP e Superbike in ragione della sua strettissima parentela con le moto da corsa Ducati.
