Significato, titolo e rule di canzone: esplorando American Pie e Tunnel of Love
American Pie di Don McLean è una canzone pubblicata nel 1971 che è ormai diventata un classico.
Il significato è molto complesso ed è aperto a tante interpretazioni, ma è certo che sia stata ispirata dalla tragedia che coinvolse Buddy Holly, Richie Valens e J.P. La versione originale di American Pie ha conquistato il primo posto nelle più importanti classifiche di tutto il mondo e, negli Stati Uniti, questo pezzo ha raggiunto una tale popolarità da essere stato proposto come patrimonio dell’umanità.
Quando Don McLean la scrisse era un momento in cui le canzoni pop da due minuti stavano per tramontare e lui ebbe il coraggio di pubblicarne una della durata di 8 minuti.
E il testo originale conteneva anche altre strofe che furono poi escluse dalla versione definitiva.
Don McLean voleva scrivere una canzone che parlasse dell’America dalla fine degli anni Cinquanta ai primi dei Settanta, in cui la spensieratezza svanì lasciando spazio a grosse tragedie come l’assassinio dei Kennedy e di Martin Luther King e la guerra in Vietnam.
Il ragazzi del movimento hippie pensavano che avrebbero risolto tutto con pace e amore, ma non accadde.
La prima strofa è autobiografica: nel 1959 Don McLean aveva 13 anni e con la sua bicicletta consegnava i giornali agli abbonati.
La mattina del giorno successivo alla tragedia del 3 febbraio 1959, che coinvolse Buddy Holly, Richie Valens (l’interprete più famoso de “La Bamba“) e J.P. “The big bopper” Richardson, che rimasero uccisi in un incidente aereo, McLean apprese la notizia dai giornali che avrebbe dovuto consegnare.
Era un grande fan di Buddy Holly e rimase scioccato dal fatto che fosse morto così giovane, a 23 anni, e in quelle circostanze.
Anche la moglie di Holly, Maria Elena Santiago, apprese la notizia dalla radio e per lo shock perse il bambino che portava in grembo e non prese parte nemmeno al funerale del marito per motivi di salute.
Il ritornello: American Pie è un termine coniato dallo stesso Mc Lean.
Negli Stati Uniti c’è un detto che recita “as american as an apple pie”, come a dire che niente è più americano della torta di mele.
L’autore ha voluto quindi rappresentare, nel titolo e nel ritornello, tutto ciò che la sua nazione rappresentava, fra stereotipi e fatti reali.
Guidare una Chevy fino a una diga asciutta è forse un modo di intendere di aver esaurito la speranza, mentre i bravi ragazzi che canticchiano bevendo whisky sono i tre musicisti dell’incidente aereo.
La seconda strofa
Did you write the book of love? Now, do you believe in rock ‘n’ roll? Can music save your mortal soul? And can you teach me how to dance real slow?
Don McLean è cresciuto in una famiglia molto cattolica e questo lo ha reso un po’ critico verso la religione.
In chiesa si parla sempre di anime immortali, mentre lui scrive di anime mortali, intendendo uomini in carne e ossa.
Poi le parole tornano autobiografiche, si rivede bambino mentre guarda gli altri essere felici e innamorati, sempre mettendosi un po’ in disparte, vedendo cose accadere senza di lui, adolescente solitario.
Partecipava ai balli della scuola ma non aveva un pickup, questa parte è di fantasia perché egli stesso dice: “nelle canzoni puoi essere e avere quello che vuoi”.
The day the music died?
In questi altri versi autobiografici è di nuovo Don McLean che per 10 anni è stato da solo, dopo la morte del padre si è sentito sempre solo perché non ha mai avuto un dialogo profondo con sua madre e ha cominciato a ingrassare.
Il muschio sulla pietra rotolante è riferito a lui e non esattamente ai Rolling Stones.
Si è discusso tanto sulla figura del giullare che rappresenterebbe Bob Dylan, ma l’autore ha categoricamente smentito: “avrei fatto il nome di Dylan se mi fossi riferito a lui, avrei almeno scritto ‘Bob’ ma non l’ho fatto, perché non è lui“.
Il re dice che il giullare gli ha rubato la corona di spine e la figura del re è associata a Elvis Presley nella cultura popolare, ma anche qui, McLean smentisce l’allusione con un semplice concetto: “Elvis aveva una corona di spine? No, la corona di spine ce l’ha Gesù Cristo. Quindi è un mito inventato di un giullare che fa gli scherzi ed è felice e vuole vedere se fa ancora ridere”, riferendo anche i versi seguenti sul verdetto mai pronunciato, sempre ricondotti ai fatti accaduti in Ohio il 4 maggio del 1970, al giullare.
Il nome di Lenin che legge un libro di Marx viene pronunciato come Lennon e si riferisce a entrambi.
Il verso Helter skelter in a summer swelter può essere riferito all’eccidio della famiglia Manson accaduto nell’agosto del 1969, mentre eight miles high viene da un singolo dei Byrds.
Poi c’è un’ennesima citazione, questa volta di Josh White e della sua “Bottle up and go” che usa la rima grass/pass e l’autore parla di un passaggio in avanti mentre il giullare guarda tra le fila.
Questo significa che niente era più divertente ormai e che non lo era mai stato.
Il resto delle lyrics riguarda le persone che tentano di prendere il potere mentre vengono respinti dalla banda: il complesso militare industriale.
“Siamo noi la generazione persa nello spazio” - racconta l’autore - “Siamo nel bel mezzo di un universo infinito, nessuno è importante se non l’uno per l’altro e siamo persi nello spazio”.
In quel periodo la guerra era tosta come non lo era stata prima e si sentivano tutti sempre più disorientati.
I versi “Jack be nimble…” sono riferiti a una canzone per bambini e quelli di seguito tornano all’incidente aereo, con Satana che ride per il sacrificio dei 3 ragazzi.
Poi, la ragazza che cantava il blues non è Janis Joplin come tanti credono, ma una semplice ragazza cui McLean chiede buone notizie e che, non potendogliele dare, si gira e se ne va.
Il sacred store è il negozio di dischi di New Rochelle, il paese di nascita di Don McLean dove gli dicono che la musica non sarebbe più stata suonata.
Il Paese stava andando nella direzione sbagliata, verso il male diretto dal diavolo.
La canzone American Pie, la hit più lunga per durata della storia della musica, è cucita nel tessuto americano, nella sua cultura.
Quando uscì, tradusse in emozioni tangibili i sentimenti delle persone, fu deflagrante come i fatti che sono accaduti in quegli anni bui.
Il caos si stava diffondendo e tutto sembrava andare in pezzi.
Don McLean usò un incredibile linguaggio figurativo fatto di tante rime e simboli, ma American Pie non parla solo di un Paese e degli avvenimenti che lo stavano colpendo, bensì del desiderio di indipendenza e di credere che tutto sia possibile.
Perché ogni persona che l’ha ascoltata si è fatta una sua idea sul significato dei versi e su cosa volessero esprimere, si adatta a un milione di interpretazioni.
“Dame un Grr” è diventato un tormentone globale che nessuno può ignorare.
Il brano, frutto della collaborazione tra l’artista e produttore rumeno Fantomel e la cantante Kate Linn, ha conquistato in poche settimane le classifiche mondiali e i social network, imponendosi come una delle hit più virali dell’anno.
Dietro il fenomeno c’è Fantomel, produttore e musicista rumeno noto per la sua capacità di fondere elettronica, pop e world music in un mix originale e accattivante.
Fantomel si presenta al pubblico con una maschera spettrale, creando un’aura di mistero che si riflette nel suo sound enigmatico e innovativo e la sua esperienza da autore e produttore per altri artisti si traduce in un progetto personale sofisticato e moderno.
Al fianco di Fantomel, la cantante Kate Linn, anch’essa rumena, ha già alle spalle una carriera internazionale di successo con singoli come Your Love, Thunderlike e On My Way donando quel mix di freschezza e potenza pop che si sposano perfettamente con la produzione di Fantomel.
In particolare, il testo di Dame un grr alterna immagini di seduzione - I want it, I got it - a espressioni evocative ma volutamente ambigue.
Al centro del trend c’è la cosiddetta “leon dance”: un passo semplice ma distintivo, ispirato al movimento di un felino pronto all’attacco, diventato riconoscibile e replicabile da chiunque.
Questo elemento visivo ha reso il brano estremamente “mimabile” e adatto al formato video verticale, moltiplicandone la diffusione.
Influencer di riferimento come Bach, Lola Lolita e Tatiana Kare - seguiti da decine di milioni di utenti - hanno contribuito con le loro clip a innescare una reazione a catena: milioni di video sotto l’hashtag #GrrDance, spesso remixati o parodiati, che hanno reso il brano una colonna sonora trasversale.
A Whitley Bay, una remota cittadina inglese nella più sconfinata contea di Tyne and Wear, c’era una volta un luna park chiamato Spanish City.
A circa 10 miglia di distanza, nella vicina Newcastle-Upon-Tyne, viveva invece un giovane Mark Knopfler che, di tanto in tanto, visitava il parco giochi.
Proprio durante una di queste visite Mark scoprirà il rock’n’roll e, anni dopo, metterà su insieme a suo fratello una band niente male chiamata Dire Straits.
Tunnel of Love è, a tutti gli effetti, un viaggio nella malinconia e nei ricordi.
La malinconia, per essere chiari, è un sentimento assolutamente ambivalente.
Anche troppo.
Non è tristezza, ma non è neanche gioia.
La canzone si apre con un omaggio musicale: un riarrangiamento del tema principale di The Carousel Waltz, tratto dal musical Carousel del 1945, opera composta da Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II.
Quella musica, secondo Knopfler, rievocava perfettamente la nostalgia dei parchi a tema per ragazzi.
I più attenti avranno notato anche una straordinaria coincidenza: sia la canzone dei Dire Straits che Carousel Waltz durano esattamente 8:12 minuti.
Il singolo viene pubblicato ad ottobre del 1980, come terzo estratto dello spettacolare album Making Movies che, come suggerisce il titolo, è un omaggio al cinema.
No, non un omaggio nel senso che ci sono riferimenti cinematografici, ma nel senso che ogni canzone è scritta e composta come se fosse un film, con una trama e un complesso lavoro di arrangiamento.
Per capire a pieno il significato di Tunnel of Love, una volta compreso il sentimento di nostalgia che pervade il brano e l’approccio narrativo-cinematografico dell’intero disco, dobbiamo immedesicarci in un adolescente che entra in un luna park.
La canzone è narrata in prima persona dal protagonista, che ci descrive le sue sensazioni e i suoi pensieri, mentre si aggira tra le luci e i rumori del luna park.
È solo un parco giochi, ma ai suoi occhi le giostre sembrano incredibili avventure da vivere a tutta velocità.
Come i vagoni delle montagne russe che stridono sui binari.
Il Tunnel dell’Amore, così Knopfler si immagina il nome della giostra, diventa così il simbolo di una fuga dalla realtà grigia e monotona.
La canzone si conclude con un lungo e splendido addio nel parcheggio del luna park, simboleggiato da uno straziante e intenso assolo di chitarra firmato Mark Knopfler.
E i fan dei Dire Straits sanno quanto può essere straziante e intenso un assolo che fuoriesce dalle dita di Mark Knopfler.
La prima strofa inizia con una citazione alla citazione stessa: il protagonista cita il waltzer, tipica musica presente nei luna park.
Nello specifico si riferisce all’omaggio a Carousel Waltz che ha aperto il brano.
Poi ci legge le insegne delle attrazioni presenti nel luna park: Sixblade, Switchback e Torture Tattoo.
In particolare ha fatto un giro sul Ghost Train, dove ci descrive l’esperienza: “i vagoni urlano e sbattono a destra e sinistra”.
E poi il primo elemento romantico: “non so dove andrò stanotte, ma sappi che ti direi sempre dove sono”.
C’è poesia nelle liriche di Knopfler.
A partire da questa strofa, timidamente, comincia a palesarsi il marchio di fabbrica dei Dire Straits di Knopfler: la chitarra che risponde alle sue strofe cantate.
L’incontro con la ragazza avviene mentre è su una delle attrazioni.
Infatti lui la nota mentre tutti gli altri urlano all’impazzata.
La vede illuminata dalle luci delle giostre (ma probabilmente la vede illuminata solo perché ai suoi occhi è bellissima).
Anche questa strofa si chiude con un elemento poetico bellissimo: “proprio come me lei era una vittima della notte”.
Una frase che potrebbe simboleggiare che i due sono molto simili: entrambi soli e alla ricerca di avventure in un parco giochi.
Come potete notare, la poesia delle liriche cresce di intensità insieme alle emozioni del protagonista (e insieme alla chitarra in risposta di Knopfler).
Carico di adrenalina per le giostre e per l’amore, il ragazzo prende confidenza e tira la leva della propria vita (il riferimento testuale è “one arm bandit fever”, con la quale si indicano le slot machine con la leva a mano).
Proprio giocando con i simboli delle slot (il cuore, le frecce ecc.) Knopfler canta “una freccia attraversava il mio cuore e la mia anima”.
La grande ruota che continua a girare, e che lo porta sul tetto del mondo, è uno stupendo riferimento alla ruota panoramica che simboleggia l’amore.
Ma le giostre possono essere pericolose, come l’amore, e il ragazzo ce lo ribadisce: “viaggi a tuo rischio e pericolo”.
I due si sono conosciuti, ma non si presentano, non si scambiano i nomi.
Lei gli dice: “sei uno straniero perfetto, non roviniamo le cose”.
Nonostante questa triste prospettiva, lui è adrenalinico, balla e si muove al ritmo della musica.
Tra una giostra e l’altra, i due sconosciuti sviluppano un legame, attrazione dopo attrazione.
Musicalmente qui il brano si rilassa.
Parte a questo punto un primo assolo, decisamente frenetico e ansioso, come l’animo del protagonista.
La serata è inevitabilmente finita ed è giunto il tanto procrastinato momento dell’addio.
I due hanno tenuto fede alla loro promessa: sono rimasti sconosciuti.
Nel parcheggio del luna park lei si sfila una collanina, gliela mette in tasca e gli dice: “così ti ricorderai di me”, prima di dargli un bacio di addio.
Ciò che rimane sono i fumi dei motori diesel degli avventori che abbandonano il parco giochi, mentre lui la guarda andare via.
“Avrei potuto inseguirla, ma qualcosa mi tenne inchiodato lì”, canta Knopfler.
La canzone a questo punto ritorna sul tempo dimezzato.
Qui il ragazzo è rimasto solo e rientra nel parco giochi ripercorrendo le tappe della loro serata trascorsa insieme.
In ogni attrazione la cerca con lo sguardo, ma lei è ormai andata via.
La cerca in ogni giostra (il testo fa riferimento alle shooting galleries, cioè i giochi in cui si spara ai bersagli per ottenere premi) dove “le promesse sono state fatte”.
Ciò che accade dopo non si può descrivere.
Possiamo limitarci a dire che Mark Knopfler ci regala uno degli assoli più incredibili che una Fender Stratocaster abbia mai emesso.
L’assolo è menzionato anche nel romanzo Addio, e grazie per tutto il pesce (1984) di Douglas Adams (primo ciclo di Guida Galattica per Autostoppisti).
Nel libro il protagonista Arthur Dent fa ascoltare Tunnel of Love a Fenchurch.
I Dire Straits hanno eseguito regolarmente Tunnel of Love dal vivo almeno fino al 1992.
Poi, inspiegabilmente, la band ha smesso di suonarla live.
Questa insolita decisione ha portato i fan ad avanzare diverse teorie.
La più accreditata di queste ritiene che la canzone fosse il brano preferito di Erin Knopfler, il papà di Mark, che venne a mancare nel 1993.
Il cantautore non ha mai confermato né smentito tale ipotesi.
Per fortuna però ci sono testimonianze video pre-1992.
Tra le versioni più iconiche c’è sicuramente quella di Alchemy: Dire Straits Live, del 1984.
In questa occasione Knopfler presentò il brano dicendo: “Una canzone sul diventare grandi, sull’innamorarsi, sull’essere parte di una band.
E voi?

Giro di battuta seguito da una proiezione di immagini di scena accompagnano l’esecuzione dal vivo.
Tunnel of Love è quindi una canzone che intreccia nostalgia, adolescenza, amore e musica, descrivendo due universi sonori molto diversi ma legati dall’emotività e dall’immaginario collettivo.
