Cadute, rivalità e tensioni tra Valentino Rossi e Marc Marquez nel Mondiale MotoGP
Nelle fasi finali della stagione MotoGP, la gara in Malesia ha visto un episodio chiave tra Valentino Rossi e Marc Marquez che ha acceso nuovamente le rivalità sul médicoscatto.
Mentre si correva il penultimo MotoGP di quest’anno, in Malesia Valentino Rossi, pilota della Yamaha, ha causato la caduta di Marc Marquez, pilota spagnolo della Honda, con un sorpasso in curva che è stato molto contestato.
Al sesto giro Rossi e Marquez erano rispettivamente quarto e terzo e si erano già superati diverse volte nei primissimi giri.
Valentino Rossi ha allargato una curva costringendo Marquez verso l’esterno della pista: poi Rossi lo ha guardato e ha toccato la moto di Marquez col piede sinistro.
E Marquez è caduto.
Questo episodio può compromettere il Mondiale di Rossi, che prima del Gran Premio della Malesia, il penultimo del Motomondiale, era primo nella classifica generale con 11 punti di vantaggio su Jorge Lorenzo, che ha finito la gara al secondo posto.
Il MotoGP della Malesia è stato vinto dal pilota spagnolo Daniel Pedrosa, della Honda. Rossi è arrivato terzo, ma rischia di essere squalificato per sorpasso irregolare.
Prima del Gran Premio - che era stato vinto da Daniel Pedrosa - c’erano già state diverse polemiche: Rossi aveva accusato i piloti spagnoli di volere aiutare Lorenzo a vincere il Mondiale.
Con il risultato di Sepang, Rossi ha perso 4 punti in classifica generale su Lorenzo: ora il distacco tra i due - che sono rispettivamente primo e secondo quando manca un solo Gran Premio al termine del Motomondiale - si è ridotto a 7 punti.
Nelle interviste alla fine della gara, Rossi si è comunque difeso dalle accuse spiegando che sostanzialmente la colpa della caduta di Marquez è dello stesso Marquez.
Rossi ha anche fatto capire che al momento non sa se ha intenzione di correre l’ultima gara a Valencia.
«Ci è riuscito, mi ha fatto perdere il titolo. Io non volevo farlo cadere, non era mia intenzione, ma puntavo solo a portarlo fuori traiettoria perché mi ha portato allo sfinimento, volevo portarlo largo e poi sfuggire. Ci siamo toccati, ma non è vero che gli ho dato un calcio, è lui che mi ha toccato con il manubrio sulla gamba, poi perdo l’appoggio sulla pedana. Io volevo solo rallentarlo, non è stato un fallo di reazione. È un brutto epilogo, per tutti.»
Marc Marquez cade nella Sprint Race di Misano dopo mesi senza errori e lascia strada a Marco Bezzecchi.
Il weekend della MotoGP a Misano ha riportato in primo piano la storica tensione tra Valentino Rossi e Marc Marquez.
Lo spagnolo non cadeva in gara da oltre sei mesi: l’ultima volta era successo ad Austin.
L’errore è stato ammesso dallo stesso Marquez: "È stato un mio errore, sono rientrato più tardi del dovuto, avrei dovuto rientrare con gomme un po' più morbide… diversi fattori, e quella fiducia con così tante gare vinte, tutto si somma, ed è successo che siamo caduti in questa Sprint".
Una caduta che ha acceso subito le reazioni del pubblico, con fischi e applausi dagli spalti.
Lo spagnolo ha liquidato la questione con freddezza: "Con queste azioni, si definiscono da soli. Non c'è bisogno di dargli più attenzione".
La reazione di Valentino Rossi alla caduta di Marquez davanti alle telecamere.
Ma l’episodio che ha fatto più discutere è stata la reazione di Valentino Rossi, tornato nel paddock proprio a Misano.
Un gesto breve ma eloquente, che sembra raccontare meglio di qualsiasi parola come la frattura tra i due resti insanabile, almeno da parte del "Dottore".
Dal celebre Sepang 2015, la rivalità tra Rossi e Marquez non si è mai ricomposta: incroci freddi nei paddock, sguardi evitati, assenza totale di dialogo.
Anche a Misano, i due non si sono mai incrociati direttamente, confermando quanto lontani restino i tempi in cui condividevano stima e rispetto.
La caduta di Marquez, avvenuta mentre era al comando dopo un sorpasso perfetto su Bezzecchi, ha regalato al pubblico di casa un finale inatteso.
I tifosi hanno celebrato il trionfo del pilota Aprilia, ma a restare negli occhi è stata soprattutto la scena con Rossi.
Un dettaglio che dimostra come, anche a distanza di anni e con carriere ormai in percorsi diversi, il rapporto tra i due continui a generare tensioni e, nel bene e nel male, ad alimentare le emozioni dei tifosi.
Il Mondiale è ormai nelle mani di Marquez, che può ancora guadagnarsi la chance del primo match point iridato nel prossimo round in Giappone.
Ma a Misano, la scena in qualche modo l'ha rubata ancora una volta la rivalità con Rossi, capace di resistere al tempo e alle classifiche.
Scintille, vecchie ruggini, rivalità. C'è tutto nella gara di MotoGP in Argentina.
La vittoria di Crutchlow rischia di passare in secondo piano, di fronte al riaccendersi del duello tra Marquez e Rossi, causata dalla manovra al limite dello spagnolo.
Un tentativo di sorpasso decisamente azzardato, che ha provocato la caduta di Valentino a quattro giri dal termine.
Il pilota della Yamaha chiuderà la gara al 19° posto.
Al termine del GP, lo spagnolo va nel box Yamaha per provare a chiedere scusa a Rossi, ma viene allontanato da Uccio.
A fine gara Valentino commenta duramente l'episodio del contatto con Marquez: "Fortunatamente sto bene dopo la caduta, non mi sono fatto niente, almeno quello… E’ una situazione molto pericolosa, la race direction deve fare qualcosa, perché qui altrimenti ci facciamo male. Marquez non ha rispetto per gli avversari, soltanto nella gara di oggi è andato contro 4-5 piloti. Lui ti punta la gamba, sapendo che se ti prende fra la gamba e la moto tu cadi e lui non cade. Marquez corre così. Se tu prendi tutti gli episodi che lo riguardano, uno per uno, capisci che sono situazioni che possono succedere durante una gara. Il problema è che Marquez è recidivo, corre così con tutti. Se guardiamo solo le prime due gare di quest’anno, alla prima curva in Qatar ha colpito la gamba di Zarco e poi va contro Dovizioso, se guardiamo questo weekend già da venerdì nelle prove ha cominciato a fare il matto, ha tagliato la strada a Vinales, lo ha fatto anche con me e Dovizioso sabato, lo ha fatto anche in gara. Le regole parlano chiaro: se ti si spegne la moto prima della partenza, è necessario che tu vada fuori dalla griglia. Ed è così per tutti. Lui non ha calcolato nessuno, ha riacceso la moto, è venuto contromano mentre noi aspettavamo, e quindi Marquez doveva già essere fuori dalla gara, perché le regole dicono che non puoi partire. E se le regole sono uguali per tutti, perché non devono esserlo per lui? Secondo me questo è il problema. Poi è andato a sbattere contro Espargaro’, contro Rabat, contro Vinales e anche contro di me, facendomi cadere a terra. È pericoloso, io ho paura a stare in pista con lui. Ho proprio paura, non mi sento tutelato dalla race direction, Marquez lo fa apposta, fa quello che vuole con tutti, ti viene addosso apposta. Con me è entrato nella curva almeno 20 kilometri più forte, mi ha preso fra la moto e la gamba come al solito e mi ha buttato a terra. Il problema è che non ha rispetto per i suoi avversari. Alza il livello della competizione a un livello pericoloso per tutti. Io ho paura quando sono in pista con lui perché so che mi viene addosso. Tra l’altro mi tratta ancora peggio degli altri, come è successo nel 2015, quando mi ha fatto perdere il Mondiale apposta. Glielo abbiamo detto e ridetto. Non può succedere che lui vada a sbattere con sei piloti in un weekend. Una volta può capitare a tutti, ma così lo fai apposta. Io mi aspetto che gli facciano qualcosa, deve capire che non può comportarsi così. Se lui continua a comportarsi così, anche tutti gli altri alzano il livello di aggressività e va a finire male, così dopo 5 gare ci sarà la metà della griglia perché tutti si butteranno fuori uno con l’altro. Marquez ti viene a chiedere scusa davanti le telecamere, ma non è sincero, perché la volta successiva rifà la stessa cosa. Non accetto le sue scuse, spero che resti lontano da me e che non mi guardi più in faccia, lo dirò anche lui, non ha rispetto, è una presa per il culo il suo venire a chiedere scusa. La race direction ha una responsabilità enorme, devono fare in modo che non vada sempre a sbattere contro gli altri piloti, in questa stagione è già successo 10 volte in 2 gare. Così diventa pericoloso, non mi sento protetto, perché fa quello che gli pare. Il nostro non è uno sport di contatto, lui colpisce tra la gamba e la moto per farti cadere.
“Non mi è mai successo, in tutta la carriera, di far cadere di proposito un rivale - si è difeso Marc Marquez -. Nemmeno oggi l’ho fatto apposta. Con Valentino c'è stato un contatto dovuto alla pista bagnata; c’era lo spazio per passare, ma la mia ruota si è bloccata sull'asfalto bagnato. Stavo per cadere e ho dovuto mollare il freno: per questo c'è stato il contatto. In gara non è successo solo a me, ma anche a Zarco con Pedrosa e Espargarò con Petrucci. Rossi ha detto che ha paura con me in pista? Quello che pensa Valentino mi preoccupa zero. Tutti ricordano come era lui a 25 anni.
Mi sono recato nel box Yamaha per porgergli le mie scuse, ma non le ha accettate.
“E' stata una domenica difficile, iniziata con il problema in partenza, quando mi si è spento il motore. Ho ripreso la moto ed è successo un casino: ho chiesto ai commessari cosa dovessi fare, se potevo rimanere sulla griglia con la moto accesa o meno. Il primo non sapeva cosa rispondermi, un altro se n'è addirittura andato. Io dalle loro reazioni ho pensato che sarei potuto rimanere sulla griglia e l'ho fatto. Il ride trough? HomeSport

Marquez ostacola Rossi, il 46 fa cadere con un calcio il campione, arriva terzo, Lorenzo è secondo e a fine gara (-7 nel Mondiale) la giuria sanziona Rossi con l’obbligo di partire per ultimo a Valencia.
Termas Clash: Marquez and Rossi, the clash of the titans!
In incredibile riassunto, la stagione continua a offrire episodi di tensione tra le due piste e le due personalità, alimentando discussioni su regole e comportamento in pista.
