Gravel vs. BDC: La Rivoluzione a Due Ruote che Ridefinisce il Ciclismo
Il mondo del ciclismo è in fermento. Negli ultimi tempi, un termine risuona con insistenza, catalizzando l'attenzione di appassionati e neofiti: "gravel". Sembra che quest'anno non si parli d'altro. Tutti le vogliono, tutti le cercano, e in tanti si domandano quale sia il loro reale significato e posto nel panorama ciclistico. Anche noi di Pianetamtb.it abbiamo iniziato a "mettere la testa" dentro questo nuovo mondo, cogliendo molte similarità con il nostro amato mountain biking. Le domande a cui rispondere non sembravano facili, ma l'esplorazione di questa nuova frontiera ciclistica rivela un universo di possibilità che ridefinisce il concetto stesso di avventura su due ruote.
La Gravel: Un Nuovo Paradigma di Divertimento e Versatilità
Andrea Tiberi, figura sempre più presente sulle salite sterrate delle strade militari del suo Piemonte in sella a una Santa Cruz Stigmata, ha confessato di divertirsi enormemente con questa bicicletta. "La Stigmata l'abbiamo scelta perché è l'unica bici (quasi) stradaiola a catalogo Santa Cruz, è vero… però adesso che ce l'ho me la sto godendo!", afferma Tiberi. L'essenza della gravel risiede proprio in questa capacità di mixare mondi apparentemente distanti: "È bella l'idea di mixare un po' strada e sterrati compatti e veloci, almeno, per me è così."
Dal punto di vista tecnico, la gravel si rivela uno strumento eccellente per un lavoro di qualità mirato alla velocizzazione, poiché permette di combinare allenamenti di potenza su sentierini con sessioni di alta velocità e frequenza di pedalata. Ma la gravel non è solo allenamento; è anche svago, un'evasione dalla routine. "Ogni mezzo a due ruote e pedali dà delle emozioni diverse e sta a noi scegliere il giusto terreno per sfruttarle al massimo," sottolinea Tiberi.
Un confronto con il passato evidenzia l'evoluzione del ciclismo: "La Mtb si è evoluta tantissimo negli ultimi 20 anni. Le Mtb degli anni '90, per la maggior parte delle persone, erano adatte a percorrere strade bianche e poco più. La Gravel, invece, è perfetta per quei terreni: veloce, scattante." La sua versatilità si estende ben oltre il fuoristrada leggero: "E poi è bici da viaggio, bici da città…" Tiberi stesso l'ha sperimentata in un ruolo inaspettato, utilizzandola per trainare il carrellino porta bambino con suo figlio Benny.
Pur non sentendosi di affermare che l'acquisto di una gravel porti benefici diretti alla pratica della MTB, Tiberi riconosce il valore intrinseco di questa categoria: "Sicuramente chi vive e si gode il ciclismo a 360° sa dove puntare e come divertirsi quando ci sale sopra." La Stigmata, in particolare, viene descritta come una bici "morbida e rilassata", qualità preziose in condizioni stradali difficili, che aiutano a concludere giri lunghi senza affaticamenti eccessivi a mani e schiena. La sua versatilità è tale che "se ti viene voglia di utilizzarla nell'off-road basta prendere un sentiero o una strada bianca ed ecco che inizia il divertimento." In definitiva, la gravel si configura come "una bicicletta in più da avere in garage per tenere fede alla prima legge del ciclismo, ovvero quella che risponde alla domanda: Quante bici devo possedere?".

Gravel vs. BDC: Le Differenze Sottili ma Fondamentali
Quali differenze intercorrono tra una bici gravel e una bici da strada (BDC)? Ad un primo sguardo, possono apparire simili, con le gravel che sembrano delle BDC leggermente più "cicciute", equipaggiate con copertoni più larghi e, all'occorrenza, tassellati. Le gravel sono nate da una specifica esigenza: l'esplorazione e l'avventura, proprio nei luoghi dove le BDC tradizionali non possono arrivare: sterrati, tratturi, sentieri. Pur essendo più leggere di una mountain bike, le bici gravel sono estremamente capaci.
La loro forza principale risiede nella capacità di avventurarsi su percorsi preclusi alle bici da corsa, come strade bianche, ghiaia, fango e, con un ciclista esperto, persino qualche single track. Questa versatilità su terreni diversi le rende un'opzione molto interessante, sebbene non possano eguagliare la reattività, l'agilità e la precisione di una bici da corsa sull'asfalto puro.
Analizziamo le caratteristiche tecniche che distinguono le due categorie:
- Passo Ruota: Il passo ruota delle gravel è maggiore, il che significa che i foderi del telaio sono più lunghi. Questo accorgimento serve ad ospitare gomme più larghe e si traduce in una maggiore stabilità e comfort sui tratti tecnici (sterrati), ma può rendere la bici meno reattiva in accelerazione e nelle ripartenze.
- Altezza del Movimento Centrale: Il movimento centrale, ovvero il perno a cui si fissano la guarnitura anteriore, nelle gravel è generalmente più alto rispetto a quello di una BDC, a parità di dimensioni del telaio. Un movimento centrale più alto innalza il baricentro, rendendo la bici più stabile, più facile da guidare e meno nervosa, specialmente sui percorsi off-road.
- Angolo Piantone: L'angolo formato dal tubo piantone (quello che accoglie il tubo sella) e il terreno è generalmente più rilassato nelle gravel rispetto alle bici da corsa. Questo contribuisce ulteriormente alla stabilità e al comfort.
- Manubrio più Alto: L'altezza del manubrio, che nelle gravel può differire anche significativamente (fino a 10 cm) rispetto alle BDC, influisce sul carico sull'avantreno e, di conseguenza, sulla guidabilità. Un manubrio più alto facilita la manovrabilità a basse velocità e nelle curve strette, tipiche dei percorsi gravel o off-road.
- Drop Flare del Manubrio: I manubri delle gravel presentano spesso un "drop flare", ovvero un allargamento verso l'esterno della parte bassa del manubrio (le corna). Nelle BDC, questo "flare" è solitamente nullo per favorire una posizione più compatta e aerodinamica. Nelle gravel, invece, il flare facilita l'impugnatura e migliora la guidabilità sui terreni sconnessi.

Bikepacking e Gravel: Un Legame Indissolubile?
Con l'esplosione del fenomeno gravel, sembra quasi che l'unica bici adatta al bikepacking sia proprio la gravel, al punto da farle diventare quasi sinonimi. Tuttavia, il cicloturismo, o bikepacking, ha radici molto più antiche. Fin dagli albori della bicicletta, se ne sono comprese le potenzialità per viaggiare: bassi costi e grande libertà di itinerario. Pensiamo ai primi del Novecento o al dopoguerra, quando le strade non erano tutte asfaltate e la bicicletta permetteva di raggiungere luoghi inaccessibili alle costose automobili.
Le borse da cicloturismo si sono evolute nel tempo. Se oggi rimangono popolari le borse laterali e i portapacchi, la possibilità di attaccare direttamente le borse al telaio di qualsiasi bicicletta, rendendo le stesse borse utilizzabili sia su strada che in MTB, ha reso il bikepacking una scelta indubbiamente più versatile.
Ed è proprio sull'onda di questa versatilità che si inserisce la bici gravel, oggi considerata la categoria più poliedrica. La bici gravel può essere immaginata come un'ibridazione tra la bici da strada, quella da ciclocross e la MTB, riuscendo a prendere il meglio da ognuna di queste tipologie. È comoda come una MTB, agile come una bici da ciclocross e, con le giuste ruote, quasi veloce quanto una BDC. Pertanto, si presta magnificamente a viaggiare in situazioni miste, dove lunghi tratti asfaltati si alternano a sterrato semplice o strade bianche.
Tuttavia, come tutte le vie di mezzo, presenta dei limiti. Non è adatta a sterrati troppo tecnici, sia per la sua configurazione che per la difficoltà di guida e la scomodità. Allo stesso modo, non è ideale per lunghi percorsi su asfalto con dislivelli "stradali" significativi, a causa del suo peso maggiore, della minore reattività e scorrevolezza rispetto a una BDC. La gravel è, dunque, una categoria a sé stante, una nuova (ormai non più così nuova) categoria adatta a un certo tipo di terreno che, come tutte le altre bici, mostra i suoi limiti quando si trova ad affrontare contesti differenti.
La Scelta della Bicicletta: Un Percorso Personale
La scelta della bicicletta ideale dipende innanzitutto da ciò che si ama fare, da ciò che regala ricordi felici e sorrisi: sono i passi alpini, i singletrack infiniti, gli argini e le stradine secondarie? Da qui si può decidere quale bici utilizzare: strada, MTB o gravel. È innegabile che con una gravel si godrà meno affrontando un giro delle Dolomiti o il Tour del Monte Bianco rispetto all'utilizzo della bici più adatta.
Se l'obiettivo è viaggiare ai confini del mondo conosciuto, è possibile compiere grandi giri anche con una bici da strada, magari con ruote a profilo alto e copertoni da 25mm, come dimostrano i weekend alpini tra Stelvio, Gavia e Mortirolo. Oppure si può viaggiare velocemente, coprire grandi distanze in breve tempo, o partecipare a eventi come la Transibérica o la Northcape4000.
Un test comparativo tra una bici da corsa aero e una bici gravel, realizzato su strade asfaltate (pianura, discesa, salita), ha evidenziato differenze minime. La bici da gravel in pianura ha impiegato 38 secondi in più, in discesa 7 secondi in più e in salita 7 secondi in più rispetto alla bici da corsa. Queste differenze, seppur migliorabili con gravel più performanti, sono minime e non influenzano la prestazione di un ciclista amatoriale. È importante ricordare che la gravel non è concepita per le cronometro, ma eccelle per la sua versatilità, comodità e stabilità in ogni condizione, oltre ad essere nettamente superiore in off-road. Questo spiega il suo successo nelle vendite e il suo crescente gradimento.
Le bici gravel sono in continua evoluzione, diventando sempre più performanti. Il loro successo commerciale le ha trasformate in una piattaforma di sviluppo tecnologico.
Il Dilemma del Ciclista Moderno: Quale Bici Scegliere?
Molti ciclisti si trovano di fronte a un dilemma simile a quello di chi possiede già una MTB e una BDC entry-level. Il fascino delle lunghe percorrenze ha spinto all'acquisto di una BDC, ma l'investimento fatto sulla MTB e il divertimento offerto dal gravel e dalla MTB portano a un utilizzo quasi nullo della bici da strada. Ci si chiede se sia meglio tenere la BDC, magari per il suo valore estetico o per la possibilità di utilizzarla occasionalmente, o investire su una buona gravel, magari con un secondo set di ruote per copertoni stradali.
La risposta, in molti casi, sembra essere già insita nella domanda stessa. Se l'utilizzo di MTB e gravel ha portato all'abbandono della BDC, l'investimento in una gravel di qualità appare la scelta più logica. Dopotutto, andare su asfalto è un'altra cosa, e se questo non attrae più, è inutile forzarsi.
Tuttavia, la scelta può essere più complessa. Una MTB full-suspension, ad esempio, è indispensabile per certi sentieri tecnici, come pietraie e percorsi scassati, dove una gravel potrebbe rivelarsi inadeguata. D'altro canto, l'asfalto in molte aree è diventato pericoloso a causa del traffico e delle buche, rendendo la gravel un'alternativa più sicura per spostamenti e allenamenti.
Molti ciclisti hanno trovato la soluzione ideale affiancando a una MTB full da enduro una gravel. Quest'ultima viene utilizzata per tutto ciò che non si può fare con l'enduro: asfalto, tagliafuoco, campagne e percorsi ibridi. Permette di raggiungere una vetta su asfalto per poi scendere attraverso strade battute o sentieri non eccessivamente dissestati. Anche sui percorsi più scassati, la gravel offre un allenamento intenso, sia in salita (mancando i rapporti corti della MTB) che in discesa, dove richiede maggiore concentrazione e prudenza.
La possibilità di effettuare gli stessi allenamenti di una BDC con una gravel è concreta. Ripetute su salite asfaltate, seguite da un ritorno a casa tramite strade bianche o sentieri non troppo difficili, permettono di evitare le statali trafficate. Considerando il ricavo dalla vendita di una BDC, è possibile investire in un'ottima gravel entro un budget ragionevole, magari con un pacco pignoni ampio (come un 10-41) per affrontare ogni pendenza.
In definitiva, la gravel si afferma come una scelta strategica per chi cerca versatilità, divertimento e la possibilità di esplorare una gamma più ampia di terreni senza rinunciare alla velocità e all'efficienza. La sua capacità di adattarsi a contesti misti la rende una compagna ideale per chi desidera vivere il ciclismo in modo più completo e avventuroso, lontano dai limiti imposti dall'asfalto e dalle piste ciclabili tradizionali.
