Archivio di Stato: archivio del sottotenente Polin e la memoria della milizia italiana
L'Archivio di Stato conserva un consistente patrimonio di carattere militare, utile strumento di indagine anche ai fini di ricerche svolte da discendenti di emigrati all’estero. Il fondo conserva gli atti militari dell’ex Litorale austriaco e riguarda gli appartenenti all’esercito, alla milizia territoriale e in minima parte alla marina (esclusi gli ufficiali).
Struttura e contenuti principali
Il fondo è articolato in ordine alfabetico, i documenti sono in lingua tedesca e la scrittura è la gotico-corsiva. Si tratta dei ruoli in cui vengono registrati gli individui obbligati alla leva in massa, chiamati in servizio solo nel caso e per la durata di una guerra o di una minaccia di essa, ai sensi della legge 6 giugno 1886 B.L.I.
Si tratta di fascicoli nominativi, articolati per richiamati alle armi dell’esercito austro-ungarico, con le richieste di sussidio prodotte dai loro familiari ai sensi della l. Modalità di ricerca: i fondi delle diverse Commissioni sono serviti da schedari o rubriche alfabetiche, intestati ai richiamati alle armi. Il fondo contiene documentazione relativa ai regnicoli residenti a Trieste prima della Grande Guerra; per quanto attiene alle fonti di carattere militare si segnalano gli atti di leva.
Per poter effettuare la ricerca, e delimitarla correttamente, è necessario conoscere cognome e nome e anno di nascita del militare.
Contenuti relativi al periodo della Resistenza
Il testo racconta anche vicende legate alla Resistenza e al recupero della documentazione prodotta dal Cumer (Comando unico militare Emilia Romagna) durante il periodo clandestino tra aprile 1944 e aprile 1945. Viene descritta la chiusura in vasi di vetro della documentazione e lo spostamento dell’archivio in diverse sedi, nonché le operazioni di recupero e catalogazione successive alla liberazione. Questi estratti, sebbene non centrati sul sottotenente Polin, offrono un contesto essenziale per comprendere la gestione degli archivi militari durante la seconda guerra mondiale.
È evidente che la documentazione, prodotta dal Cumer e dall’ufficio stralcio, conteneva atti relativi a ex fascisti, occupanti tedeschi, collaborazionisti e alle formazioni partigiane, con riferimenti anche alle fonti dell’amministrazione statale periferica e alle disciolte formazioni fasciste.
Biografia sintetica del sottotenente Alberto Polin
Nell’arco della Prima Guerra Mondiale Polin, sottotenente, partecipò alle operazioni principali del battaglione Belluno tra cui l’attacco al Castelletto e le azioni sulle Tofane. Dopo la conquista del Castelletto e le successive fasi della guerra, la sua azione si distingueva per coraggio e spinta offensiva. In particolare, durante l’offensiva al Monte Stol, Polin si scontrò con un sergente austriaco e, non esitando, si lanciò contro di lui provocando una lotta furibonda: nonostante una ferita al braccio destro, riuscì a tenere la posizione e a respingere l’avanzata nemica.
Le cronache lo descrivono come intrepido sempre, dotato di notevole attitudine all’arrampicata e al rocciatore, con una carriera militare che lo vide protagonista di azioni condivise con i compagni del Belluno durante la lunga stagione di combattimenti sulle Dolomiti e lungo l’Isonzo.
Al termine del conflitto, Polin tornò alla vita civile: laureatosi in Scienze Commerciali, ricoprì ruoli pubblici a Montebelluna, dove fu Segretario Prefettizio nel 1926 e Podestà dal 1927 al 1932. Sposò Anna Baratto nel 1944 a Montebelluna. Morì a Mestre dopo breve malattia, lasciando memoria di una figura di combattente e di un uomo integerrimo e leale.
Immagini e schemi utili per la comprensione
Per accompagnare la lettura, si possono inserire infografiche sulle strutture dell’esercito austro-ungarico e sui ruoli milizie dell’epoca, nonché una mappa che mostri la zona dell’Istria e delle Dolomiti dove si svolsero le principali operazioni del Polin.

Una linea temporale delle principali fasi della carriera di Polin potrebbe facilitare la fruizione: dalla leva, alle azioni sulle Tofane, all’azione sul Monte Stol, fino al periodo postbellico in Italia.

Note metodologiche e fonti
Il fondo è essenziale per chi studia la mobilità militare e la genealogia di discendenti di emigrati esteri. Le modalità di ricerca richiedono cognome, nome, luogo e anno di nascita del militare. Alcune parti della narrazione si appoggiano a testimonianze e memorie conseguite nel dopoguerra, tra cui racconti relativi all’uso e alla gestione dell’archivio Cumer e all’epurazione postbellica.
Nel contesto di riferimento, la documentazione italiana conservata in archivi differenti offre una congiunzione tra fonti militari e storiche, utile a ricostruire biografie e percorsi di indebolimento o rafforzamento delle strutture militari regionali durante la guerra e nel dopoguerra.
Tabelle informative (estratti selezionati)
| Periodo | Contenuti principali |
|---|---|
| 1886-1915 | Leggi sulla leva, ruoli militari austro-ungarici, registri alfabetici |
| 1944-1945 | Archivio clandestino Cumer, dispersione e recupero della documentazione |
| 1914-1918 | Operazioni sulle Dolomiti, Isonzo, Castelletto, Monte Stol |
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