Aprilia RX 125 Usata: Guida Completa alle Caratteristiche e all'Evoluzione di un'Icona Enduro
La storia delle Aprilia RX 125 usate è un racconto affascinante di evoluzione tecnica e design, che attraversa diverse generazioni di un modello che ha segnato il segmento delle enduro 125. Dalle sue origini più "rustiche" fino alle versioni più moderne e performanti, la RX 125 ha sempre rappresentato una scelta di riferimento per gli appassionati di fuoristrada, offrendo un mix di agilità, prestazioni e affidabilità. Analizzare le caratteristiche delle RX 125 usate significa immergersi in un percorso di miglioramenti continui, che hanno plasmato la moto per renderla sempre più adatta alle esigenze di un pubblico diversificato, dal neofita all'esperto desideroso di prestazioni racing.

Le Origini: La Vecchia Generazione (1984-1988)
Le prime Aprilia RX 125, prodotte tra il 1984 e il 1988, appartengono ancora alla vecchia generazione di enduro della casa di Noale. Queste moto erano affiancate da modelli come la MX125, non targata e non omologata per l'uso stradale, e la Tuareg Rally, concepita per l'uso "marathon". Un aspetto interessante è che tutte e tre queste moto erano disponibili anche in versione 250cc, offrendo una progressione per chi desiderava più cilindrata.
Il cuore pulsante delle versioni 125 era il motore Rotax 127. Questo propulsore era condiviso anche con altri modelli Aprilia come la ETX e la Tuareg (nella sua versione non Rally). Tuttavia, presentava alcune differenze sostanziali: il cilindro era incamiciato in ghisa, integrava il miscelatore automatico per la lubrificazione e, una caratteristica importante per la fluidità di marcia, era privo di un contralbero di bilanciamento. L'assenza di questo componente, volto a smorzare le vibrazioni, implicava un'esperienza di guida più "grezza" e vibrante rispetto alle generazioni successive.
Dal punto di vista ciclistico, le forcelle erano di tipo tradizionale, dotate di soffietti parapolvere per proteggere gli steli dall'ingresso di sporco e detriti, un elemento fondamentale per la durabilità in un contesto off-road.
La Rivoluzione del 1990: L'Arrivo della Nuova Generazione RX 125 (Six Days)
Il 1990 segna una svolta epocale per la gamma RX 125 con l'introduzione della nuova generazione, denominata "Six Days". Questa moto rappresentava un salto qualitativo significativo in termini di design e tecnologia. Proposta inizialmente in un'unica e distintiva colorazione blu e lilla, la prima serie si distingueva per il codice tipo FD e il codice omologato DGM 52824 OM.
Le forme della nuova RX erano inedite e curate nei dettagli. Pur mantenendo una linea spigolosa tipica delle moto da fuoristrada, le curve erano state ammorbidite per conferire un aspetto più moderno e armonioso. Le sovrastrutture in plastica erano verniciate e di pregevole fattura, trasmettendo un senso di qualità costruttiva.
Una caratteristica estetica peculiare della RX '90 era il parafango anteriore "piatto", un dettaglio che la rendeva immediatamente riconoscibile. Inoltre, i mozzi delle ruote verniciati di rosso aggiungevano un tocco di sportività e aggressività.
Il telaio della RX '90 riprendeva lo schema visto sulla Tuareg Rally '89, ma con modifiche mirate. L'inclinazione del cannotto di sterzo e l'avancorsa erano stati rivisti per migliorare la stabilità in ogni condizione di guida. La struttura principale era monotrave con una culla sdoppiata in corrispondenza dello scarico, una soluzione che garantiva robustezza e facilità di manutenzione. Il telaietto reggisella posteriore era smontabile, una soluzione pratica che ospitava pedane passeggero, la vaschetta dell'olio per il miscelatore, la scatola filtro e la batteria.
L'evoluzione più tangibile si riscontrava nell'impianto sospensioni. La forcella presentava ora steli rovesciati da 40 mm di diametro e offriva 300 mm di corsa, un notevole miglioramento rispetto al passato. Al posteriore, debuttava un raffinato monoammortizzatore Sachs-Boge, regolabile in compressione ed estensione su ben 30 posizioni diverse. Con una corsa di 290 mm, questo componente rappresentava un'eccellenza tecnica per una 125 Aprilia dell'epoca, garantendo un elevato livello di comfort e performance su terreni accidentati.
Il motore, pur rimanendo un 2 tempi, era il classico Rotax 123, equipaggiato con un contralbero di bilanciamento a sei rapporti. Questo motore era identificato dal numero di cilindro 223610. La sua caratteristica distintiva era l'introduzione dei "booster" sulla luce di scarico, una novità assoluta per un'Aprilia 125, che sarebbe poi stata adottata, con alcune variazioni, anche sulle versioni stradali AF1 Futura Sport Production ed Extrema SP. Questi booster contribuivano a un'erogazione molto appuntita e performante.
Il carburatore montato era un Dell'Orto VHSB 34 LD, mentre la gestione della valvola allo scarico era affidata alla RAVE 2, un sistema a controllo elettronico già introdotto nel 1989 sui modelli stradali Sintesi e Pegaso, a testimonianza dell'integrazione tecnologica tra le diverse gamme Aprilia.

Evoluzione Anno per Anno: Dalla Six Days '91 alla World Championship Replica
L'evoluzione della RX 125 non si fermò al 1990. La Six Days del 1991, identificata dal codice tipo GP e codice omologativo DGM 53067 OM, rappresentò un affinamento della versione precedente. Esteticamente, la moto si presentava con eleganti colorazioni viola dark e argento metallizzato, e le forme erano diventate più arrotondate rispetto al modello del '90, accompagnate da un nuovo parafango anteriore.
Dal punto di vista frenante, si notano miglioramenti significativi. Il disco anteriore passava da 260 mm a 250 mm, ma veniva servito da una pinza a doppio pistoncino, garantendo una maggiore potenza frenante e modulabilità. Al posteriore, il disco manteneva un diametro di 220 mm con pinza fissa. Entrambi i dischi presentavano un disegno a "asole", che contribuiva a migliorare il raffreddamento e a ridurre il peso.
Il propulsore rimaneva il Rotax 123, ma con alcune migliorie. Il cilindro, identificato dal numero di serie 223616, manteneva la presenza dei booster di scarico, ma offriva un'erogazione più morbida rispetto al precedente 223610, rendendola più adatta all'uso enduro. La carburazione fu rivista, mantenendo il carburatore VHSB 34 LD, così come la cassa filtro e la marmitta. Anche il cambio ricevette un aggiornamento, con le prime tre marce ravvicinate per una maggiore progressione, mentre la trasmissione finale fu leggermente accorciata (da 14/148 a 14/49) per migliorare l'accelerazione.
Il 1992 fu un anno di rinnovamento stilistico e strutturale. Furono introdotte la 125R "World Championship Replica" nei colori giallo, rosso e viola, e la "Control Data" nelle eleganti tonalità blu scuro, verde acquamarina e bianco. Le strutture furono completamente ridisegnate: i convogliatori laterali assunsero una forma più arrotondata e fasciano più strettamente il radiatore, mentre la curvatura della lunga sella divenne meno accentuata. Semplificata anche la linea delle fiancatine-tabelle portanumero e del parafango posteriore.
Una modifica sostanziale riguardò il serbatoio, che passò dai 9 litri dei modelli '90 e '91 ai 12 litri di questo modello. Inoltre, vennero eliminate le due appendici laterali che scendevano verso il basso, rendendo più agevole l'accesso e la manutenzione a candela, carburatore e gruppo termico.
Il telaio del 1992 era completamente inedito e fu sottoposto a un radicale intervento per indirizzarlo maggiormente verso l'impiego in fuoristrada. L'impianto frenante vide l'introduzione di una nuova pinza flottante anteriore, con il disco che guadagnò 10 mm di diametro, tornando a 260 mm. Il motore era sempre l'ottimo Rotax 123, giunto alla terza generazione, rivisto negli organi interni, nel carter frizione (con una diversa forma esterna rispetto alle versioni precedenti) e con un attacco in più nella parte anteriore per una maggiore rigidità.
Le due versioni del 1992 furono sostanzialmente confermate nel 1993, con la 125C nei colori giallo, viola prugna e magenta, e la nuova Control Data, quasi identica nelle grafiche ma in blu scuro, lilla e bianca. La novità tecnica più rilevante per la Control Data del 1993 fu l'adozione del telaio in tinta con la carrozzeria, abbandonando il classico bianco. La differenza tecnica più sostanziale rispetto al modello N del 1992 fu la ruota posteriore da 19 pollici al posto della precedente da 18, conferendo una vocazione più crossistica, frutto del lavoro di test e prove sui campi di gara.
Nel 1994, il telaio rimase sostanzialmente lo stesso (diventando grigio opaco), ma le sovrastrutture subirono un'ulteriore evoluzione verso un look più "crossistico". Cambiò radicalmente l'estetica della moto, dal colore rosso fluo e grigio opaco, al portafaro, ai portanumeri laterali, ai convogliatori del radiatore fino alla sella. L'unico componente che rimase pressoché invariato per il futuro fu il parafango anteriore. Da questo momento in avanti, telaio, plastiche e caratteristiche tecniche rimasero, bene o male, costanti. Il motore continuò ad essere il medesimo della versione '93, ma il carter fu fuso con una nuova lega di alluminio e silicio, progettata per garantire una maggiore tenuta ai carichi di rottura e snervamento, una modifica estesa a tutti i Rotax 123 del '94.

L'Avvento del Rotax 122: Il Modello 1995 e Oltre
Il 1995 rappresentò un altro importante punto di svolta con l'aggiornamento profondo della RX, che ricevette il nuovo propulsore Rotax 122, comune a tutta la produzione Aprilia 125. Il telaio, pur sembrando simile a quello del '94, fu completamente ridisegnato. Le sue dimensioni compatte permisero di abbassare la sella di 3 cm e di ottenere una maggiore luce a terra, grazie anche a nuove piastre di rinforzo laterali in corrispondenza del forcellone.
Il nuovo Rotax 122 pensionò definitivamente il precedente 123. Il gruppo termico adottò il codice 223618 (noto anche come 220H), un cilindro specifico per il Rotax 122 e non intercambiabile con quelli per il Rotax 123. Le differenze tecniche tra i due cilindri erano minime: il nuovo cilindro presentava una flangiatura diversa sul carter e i prigionieri della testata erano da 8 fori anziché 7, una soluzione adottata per aumentare l'affidabilità, dato che sui 123 preparati i prigionieri tendevano a strapparsi.
Un altro miglioramento significativo riguardò la frizione, che divenne estraibile. Pur mantenendo gli stessi dischi del Rotax 123, la nuova frizione permetteva interventi di manutenzione senza l'uso di pistole pneumatiche, semplificando le operazioni.
La RX 125 '96 venne solamente aggiornata con una nuova ed unica colorazione arancio/grigio. Fu anche la prima RX 125 depotenziata a 15 cv, rivolgendosi a un pubblico ancora più ampio e includendo la possibilità di accedere a piani di finanziamento personalizzati. Per la manutenzione e la riparazione, si poteva contare su meccanici specializzati. La sicurezza era affidata a sospensioni evolute e a un impianto frenante di livello assoluto, con l'introduzione dell'ABS, che garantiva grande potenza, eccellente modulabilità, maggiore sicurezza e migliore efficienza.
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Personalizzazione e Preparazione: Il Mondo dell'Usato
Il mercato dell'usato per l'Aprilia RX 125 offre infinite possibilità di personalizzazione e preparazione. Molti appassionati trasformano queste moto per un uso puramente racing, adattandole a mulattiere e fettucciati. Le discussioni tra appassionati rivelano un grande interesse per l'ottimizzazione delle prestazioni, intervenendo su motore, sospensioni e peso.
Una delle modifiche più comuni riguarda la riduzione del peso. La rimozione del telaietto portatarga e del portatarga originale, assieme ad altri componenti come la strumentazione, il rinvio sul mozzo anteriore, il carter catena, le pedane posteriori e gli specchietti originali, può portare a un risparmio di diversi chilogrammi, migliorando l'agilità della moto.
Sul fronte del motore, la sostituzione della marmitta di serie con sistemi aftermarket come Giannelli, Arrow, Jollymoto o Scalvini è una pratica diffusa. Queste marmitte, oltre a migliorare l'erogazione, possono contribuire a una significativa riduzione del peso.
Il carburatore è un altro elemento su cui intervenire. Sebbene il VHSB 34 LD di serie sia un buon componente, molti optano per un diametro maggiore, come il VHSB 38, per permettere al motore di "respirare" meglio e sfruttare appieno le potenzialità di un motore preparato. La rimozione del miscelatore automatico e la chiusura del relativo ingresso sul carburatore sono passaggi quasi obbligati in queste preparazioni.
Per quanto riguarda le sospensioni, le RX 125 usate sono spesso oggetto di upgrade. Per il monoammortizzatore, si valutano soluzioni come i WP delle KTM dei primi anni '90, mentre per la forcella, mantenendo le piastre di sterzo originali, si possono montare forcelle con con foderi di misura simile a quelli delle Marzocchi originali. Un'opzione interessante è il trapianto delle forcelle WP delle Husky dei primi anni '90, unitamente all'intera ruota anteriore, per bypassare problemi legati al piedino della forcella o al perno ruota differente.
La ricerca di una cassa filtro "classica da cross" con filtro in spugna è un desiderio di alcuni preparatori, anche se la RX di serie già monta una cassa filtro da off-road con filtro in spugna. La preparazione del motore può portare a forare opportunamente la cassa filtro, ma bisogna considerare i rischi legati all'ingresso di acqua e fango in condizioni meteo avverse.
L'adattamento di componenti da altri modelli Aprilia o da moto di marche diverse è una pratica comune. Ad esempio, il montaggio di serbatoi e selle di modelli più recenti o di altre enduro richiede spesso la creazione di nuovi supporti e modifiche al telaio o al telaietto reggisella.

Considerazioni sull'Acquisto di una RX 125 Usata
Quando si valuta l'acquisto di una Aprilia RX 125 usata, è fondamentale considerare diversi aspetti:
- Anno di produzione: Ogni anno ha introdotto modifiche significative, sia estetiche che tecniche. La scelta dipenderà dalle preferenze personali e dall'uso previsto.
- Condizioni generali: Verificare attentamente lo stato di motore, sospensioni, freni, telaio e sovrastrutture. Un motore Rotax 123 o 122 ben mantenuto può offrire ancora molte soddisfazioni.
- Modifiche apportate: Se la moto è stata pesantemente modificata, è importante valutare la qualità delle modifiche e la loro compatibilità con l'uso desiderato. La presenza di scarichi aftermarket, carburatori maggiorati o sospensioni preparate può essere un plus, ma richiede un'attenta valutazione.
- Documentazione: Assicurarsi che la moto sia in regola con i documenti e che la revisione sia stata effettuata.
L'Aprilia RX 125 usata rappresenta ancora oggi una scelta eccellente per chi cerca una moto da enduro divertente, agile e con un grande potenziale di personalizzazione. La sua storia evolutiva testimonia la capacità di Aprilia di innovare e adattarsi, creando un modello che ha saputo conquistare diverse generazioni di motociclisti. Che si tratti di un modello d'epoca o di una versione più recente, la RX 125 usata offre un'esperienza di guida unica nel suo genere, unendo prestazioni sportive e un fascino intramontabile.
