Andrea Cervellin nel progetto mondiale MX2 con SKS-Polned TM Factory Racing
VAN BEERS E TM INSIEME NEL MONDIALE MX2. Van Beers Racing torna con una nuova struttura al più alto livello nel Mondiale MX2 con il Team TM ufficiale MX2. Adri van Beers, che ha avuto un lungo impegno nel motocross come proprietario del team, ha recentemente annunciato che avrebbe messo la sua squadra in stallo e si sarebbe unito al team Kawasaki CLS MX2 come team manager. Questa disposizione è stata però bruscamente interrotta dal team CLS, e Adri aveva fretta di trovare una soluzione per placare la sua passione nel motocross. Un accordo è stato rapidamente raggiunto con il direttore di SKS BV Toine Uijttewaal. SKSBV era strettamente coinvolto nella precedente squadra di Van Beers come sponsor. Entrambi sono appassionati di motocross e vogliono anche contribuire allo sviluppo di questo sport. Toine Uijttewaal sarà impegnato part-time come assistente con la struttura del team, la strategia futura, di marketing - e di gestione sponsorizzazioni. Adri van Beers si prenderà cura di tutte le attività operative, l’allenamento dei piloti e il buon funzionamento del team come responsabile del team a tempo pieno. Poco dopo aver finalizzato la struttura della squadra i due responsabili hanno concluso un accordo con la TM factory per far correre la squadra MX2 ufficiale attraverso la loro struttura. TM condivide la passione per il motocross, e sono dedicati a produrre moto di qualità competitive pronte per la competizione ad alto livello.
Il team si chiamerà SKS-Polned TM Factory Racing e avrà tra le sue fila i seguenti due piloti MX2GP: Andrea Cervellin (IT) - Nick Kouwenberg (NL). Il team è attualmente in trattative con alcuni piloti del Campionato Europeo al fine di ampliare la squadra. Il team avrà la sua sede operativa in un nuovo impianto di 250 mq a Valkenswaard (NL). In stretta collaborazione con TM factory, i due responsabili del team mirano a mettere la nuova squadra al top nel 2012.
Andrea Cervellin: A dire il vero non è stato un anno facile, soprattutto ad inizio anno. Un infortunio subito nel finire di stagione 2011, una moto che non conoscevo a fondo ed una squadra ufficiale che aggiunti alla pressione che suscita un mondiale, diciamo che non mi hanno fatto maturare la serenità giusta per essere a posto. Poi verso metà anno sono riuscito a trasferirmi in Belgio con il team Van Beers ed ho cominciato ad allenarmi su sabbia con i top rider come Cairoli ed Herlings. Alla fine mi sentivo abbastanza soddisfatto. Ero contento. Ci ho provato ad Arco di Trento quest’anno. Ma non ero pronto fisicamente perché pativo ancora un po’ l’ infortunio di Montevarchi, dove mi ero rotto un pezzo della testa dell’omero. La vedo dura riprovare il mondiale.. ho dovuto pagare di tasca mia 1000 Euro per l’ iscrizione alla gara. Ad essere sincero è difficile in questo momento ripetere l’ esperienza. Onestamente se vai bene porti a casa ovviamente delle soddisfazioni, ma nessun rimborso spese. Onestamente non vedo la possibilità anche se Maggiora per me è veramente un sogno.
Quest’ anno tutto nuovo, compresa la moto. Sembra che Suzuki ti restituisca un Buon Feeling ed il primo posto in prima manche, ne è la conferma. È la prima volta in assoluto che corro con Suzuki. La moto è pressoché standard. Il motore lo prepara Tommasin in collaborazione con GET e le sospensioni EmmeA. Abbiamo fatto piccoli interventi e cambiato qualche pezzo, ma la base è puramente Standard. Mi trovo veramente molto bene, ho un buon feeling con la moto.
I tuoi obiettivi per quest’anno? Mi piacerebbe davvero vincere il campionato Italiano, non nascondo che quest’anno corro per poterlo vincere. Mi piacerebbe far molto bene anche all’ Europeo. Ho già fatto secondo, ma era un anno in cui non c’erano molti piloti forti. Quest’anno invece con il fatto che il mondiale costa tanti soldi per team e piloti, molti si sono concentrati sull’ Europeo e ci sono davvero bei piloti ed un buon livello. A me piace il motocross in Italia, dalle piste a tutto il resto. La mia opinione è che siamo noi piloti in Italia a pretendere la perfezione. Ma si ti faccio un esempio di quando ero in Belgio. Prendi ad esempio Lommel, io lo facevo per allenamento e facevo fatica a divertirmi, praticamente non ci riuscivo.
Li invece c’ erano degli amatori che passavano l’ intera giornata in pista a tribolare ma ne uscivano contenti, felici. E’ un’ altro approccio. Noi siamo forse abituati bene e se troviamo pista bucata o altro, non ci va bene. E’ giusto se mi metto dalla parte dell’amatore che paga per girare e divertirsi, è giusto se pago una pista pretendere un servizio, ma in Europa le cose sono un po’ più alla buona. Secondo me siamo molto precisi e fiscali. Numero giusto di piloti, orari, ecc… A differenza del campionato Olandese che ho fatto l’ anno scorso, qui siamo molto più precisi. Li ti può arrivare uno con i numeri attaccati al mattino sopra la polvere che però va come un missile, qui invece siamo molto più “puliti”.
Ti senti abbastanza in vista come pilota? Sono abbastanza felice. Complice magari la mia presenza al mondiale, qualche buon risultato mi sento ben voluto. Ovvio che non è mai troppo e si vorrebbe sempre di più, ma quest’anno ho realizzato un video carino con WHIPriders, mi avete cercato voi e adesso mi state intervistando. Sto cercando di inserirmi nei social network. Ah guarda, o uscivo motocrossista o sciatore. Mio padre era motocrossista e istruttore di sci. Perciò una delle due.
A dire il vero li ho provati tutti gli sport, ma quello che più mi ha appassionato è il motocross. Come sport lo consiglieresti ad uno dei tuoi più cari amici? Questa è una domanda difficile. Il motocross è uno sport che richiede molto sacrificio, magari da fuori non sembra, ma è così. Qui non ci sono scuse. Bisogna sacrificarsi. E’ veramente dura. A livello regionale o Italiano l’ importante è divertirsi… e faccio veramente fatica a consigliare un amico. Il fatto è che ci sei tu sopra la moto… ed è difficile entrare nella testa di qualcuno ed imporgli quello che bisogna fare. Uno predilige il divertimento, l’ altro il risultato.
Beh per capire come andare forte bisogna chiederlo a chi va davvero forte. Per andare come me non è poi così difficile dai, basta allenarsi un po’… si fa presto a prendermi. Eh, l’ America a me piace davvero! Sono stato a correre il mondiale a Glen Helen tre anni fa in sostituzione a Lieb e in quell’ occasione ho preso i miei primi punti mondiale. L’ America penso piaccia a chiunque. Il Supercross è però un’ altra disciplina. Ho già provato qualche allenamento, ma dal fare allenamento a fare gare la differenza è veramente tanta. Lo vedo molto pericoloso per me. Non rischi semplicemente di sbagliare un canale. Quando sbagli un triplo finisci addosso ad un altro salto e non c’ è scampo. E’ totalmente un’ altra disciplina.
Come la discesa libera ed il gigante, parlando di sci. Bene, abbiamo parlato di passato e presente… parliamo del futuro di Andrea. Diciamo che è l’ ultima dai…. Più penso ad un futuro, più la vedo grigia. Non nego che la moto mi piace e andrò il più possibile in moto. Poter vivere col motocross è dura… e veramente non ne ho idea. Il motocross lo farò sempre… non smetterò mai, ma farlo da professionista è obiettivamente impensabile. Se non sei un talento come Cairoli, Herlings o uno dei primi quattro, farlo da professionista diventa quasi impensabile al giorno d’ oggi. Per il momento penso ad adesso, ai miei 22 anni…. e si vedrà.
Grande Andrea! Grazie veramente del tempo che ci hai dedicato. E in bocca al lupo per i tuoi campionati. Grazie a voi ragazzi! È stato davvero un piacere!

