Z750 piega gratta pedalina: guida pratica per migliorare l’angolo di piega e la gestione dell’usura
Mii, che storia... Di sicuro ha ragione hornet, un sacco di gente piega da bestia perché fa le curve tonde, non raccordate e col culo incollato alla sella. A parte questo, c'è da dire che raschiare i piroli non è bello: la pedana si chiude e se l'asfalto ha delle asperità puoi finirci agganciato.
Ne discutevo sabato con capojj, dopo che mi aveva visto raschiare vistosamente a sinistra e correggere al volo la curva per togliere il pirolo da terra. Oltretutto in quell'occasione ho scoperto che il pirolo destro l'ho perso, probabilmente raschiando si è svitato. Mi sono sporto cn il ginocchio ben aperto e sn rimasto appeso alla moto, presa confidenza con la posizione ho iniziato a piegare gradualmente e sono arrivato a toccare il ginocchio (che sensazione!!!).
Volevo sapere se riuscite a darmi qualche consiglio per questo dilemma. Si è chiaro ora: prendere confidenza con la posizione è essenziale per piegare al limite e toccare il ginocchio. Ti sei risposto praticamente da solo.
Strategie pratiche per aumentare l’angolo di piega senza sacrificare la stabilità
Comunque, il problema delle pedane è relativo ai nottolini messi sotto le pedane; di solito basta toglierli (dove possibile) per ottenere qualche grado di piega in più. Per risolvere questo problema e il dubbio di essere troppo indietro sulla sella potresti optare per due pedane arretrate aftermarket. Ti fanno stare più avanti e stanno più in alto rispetto le originali. Ma per chiudere bene le curve (se non ci riesci si intende) la prima cosa da fare è cercare di allargare i gomiti (che comporta avere il busto inclinato più in avanti) e sporgerti col ginocchio, l'anca, il gomito e la spalla, insomma di avere una posizione corretta per piegare al limite.
E comunque solo con le pedane arretrate potrai arrivare al limite della ciclistica vero, e semmai con delle altre gomme. Il problema della chisura dell'anteriore è un po' più complicato. Nel senso che probabilmente è da imputare al profilo delle gomme e all'impostazione ciclistica della moto.
Io stesso ho appena preso una nuova moto. Sempre kawa e mentre dietro (soprattutto a sinistra sono arrivato a un cm scarso dal limite della gomma, davanti ne ho ancora più di due. Il fatto è che l'anteriore ha un profilo più spinto del posteriore, quindi se raggiungessi il limite davanti finirei per terra per aver perso il dietro.
Prima che ti lamenti, ho la ZX10R del 2005 con le gomme originali (che la stessa dunlop ha smesso di fare) siccome è una moto che ho preso a km 0 finora sono arrivato a 360 sono in pieno rodaggio e non posso spingere per nulla. Inoltre non la conosco ancora a sufficienza per tentare la minima piega seria o portarla in pista. Oltre a questo devo ancora sistemare bene tutti i comandi e i settaggi delle sospensioni e cambiare le manopole con due un po' più grosse. Se tutto questo tu l'hai già fatto potrai divertirti in allegria.
Proposte per l’allineamento corpo-moto e scelta componenti
Il problema delle pedane arretrate: due pedane arretrate aftermarket possono far stare la persona più avanti e più in alto rispetto alle originali. Allargare i gomiti e sporgersi con ginocchio, anca, gomito e spalla aiuta a piegare al limite. Solo con pedane arretrate si arriva al limite della ciclistica e possibilmente con cambiate gomme. Il profilo dell’anteriore e la gestione della ciclistica influiscono sulla chisura; può dipendere dal profilo delle gomme e dall’impostazione ciclistica della moto.
Io stesso ho una ZX10R 2005, con gomme originali, una situazione di rodaggio e necessità di sistemare i comandi e le sospensioni. Se tutto questo è stato fatto, si può divertirsi in allegria.
Considerazioni pratiche su pressioni pneumatici e assetto
In generale, per una guida stabile e sicura in curva, meglio avere pressioni ben calibrate. Alcune discussioni convergono su 2.4 bar anteriore e 2.9 bar posteriore come valori di riferimento per alcune gomme, ma è importante adattare le pressioni al modello, al tipo di pneumatico, al carico e al clima. Non esitare a verificare con i dati specifici della gomma montata e a testare piccoli aggiustamenti in pista o su strada conforme al tuo stile.
La dinamica della curva dipende anche dal peso, dalla posizione di guida e dal contatto tra gomma e asfalto. Il ginocchio in terra non è una misura necessaria per tutti, ma può diventare parte della tecnica quando si è pronti e si hanno gomme adeguate, assetto stabile e controllo delle pedane.
La guida serena e controllata è fondamentale: se temi di essere lungo, tieni aperto. Se ne sei sicuro, vai in avanti con cautela. Il problema è che se si dovesse puntare il perno sono azzi amari.
Infine, la manutenzione di base conta: controlla le candele, i cavi e i collettori, evita di cambiare tutto senza necessità e verifica che il silenziatore artigianale non influisca negativamente sull’accensione o sull’erogazione del motore. Il motociclismo non è un passatempo, è uno stile di vita!
Note pratiche su componenti e controllo
Se hai montato componenti aftermarket o modifiche, verifica sempre che non alterino l’ingegneria di base della moto. Se hai problemi, è utile controllare l’impianto di accensione e alimentazione: candele, cavi, bobine, collettori e eventuali sensori associati al sistema di accensione. Non improvvisare interventi su componenti critici; una diagnosi accurata evita danni durante l’uso pratico in strada o in pista.
- Raschiamento pedana: rimuovere nottolini o utilizzare pedane arretrate.
- Posizione di guida: allargare gomiti, sporgersi e portare ginocchio/anca/spalla avanti.
- Assetto: verificare sospensioni, comandi e manopole; considerare gomme adeguate al profilo.
- Pressioni: sperimentare valori adeguati al tipo di pneumatico e al carico complessivo.
- Manutenzione: controllare candele, cavi, collettori e silenziatore.

