Yamaha Tricker: una piccola scrambler serbatoio maggiorato per urban trial
Piccola, leggera, semplice, facile. Quattro aggettivi che calzano a pennello alla Yamaha Tricker, piccola urban bike dal tassello facile e con tanta voglia di fare tendenza.
COM'E' la semplicità che conquista la città
La voglia di semplicità torna a conquistare anche il pianeta moto? Forse si e forse è un bene che nel desolato panorama delle moto di piccola cilindrata qualcosa torni a muoversi. In effetti in un mercato ormai drogato da gomme larghe così motori da almeno-100-cavalli-se-no-non-ti-muovi, ciclistiche superdimensionate, chi cerca un mezzo a due ruote semplice facile e leggero con cui muoversi in modo del tutto disimpegnato trova ben poco e spesso è costretto a dirottare le proprie attenzioni verso gli scooter.
La filosofia scrambler, in fondo è semplice: leggerezza innanzitutto, motori semplici e di cilindrata contenuta, estetica semplice ma non povera. SI ALLARGA L'OFFERTA
Un nuovo profilo per l'offerta europea
La ricetta, in Italia, è nota da tempo, e a proporla da anni è la toscana Betamotor che con le sue Alp 200 e 4.0 era praticamente unica rappresentante in questo segmento. Adesso dovrà stringersi un po' perché a rimpolpare l'offerta arriva anche la Yamaha Tricker, che affronta il tema in modo più modaiolo e di tendenza.
ERA UN PROTOTIPO
La piccola duepezzi di Iwata è stata presentata come prototipo al Motor Show di Tokyo di un paio di anni fa e non ha mancato di innescare commenti positivi anche da noi, quasi che qualcuno (ben più di uno) sentisse proprio la mancanza di una moto del genere. Non a caso si parla di una richiesta in Italia di circa 2000 pezzi per questa moto, numeri che se fossero realmente confermati sarebbero davvero interessanti per una moto di questo tipo. Assieme al prototipo Air Tricker (un incredibile aggeggio da freestyle con motore a liquido telaio di carbonio e sterzo in grado di ruotare a 360 gradi nonostante i cavi) la Tricker ha, insomma, stuzzicato le voglie di molti.
PRONTA PER L'EUROPA
ECCOLA sbarcata in Europa, quindi, (già disponibile dai concessionari da qualche giorno) pronta ad affrontare il traffico caotico delle città nostrane così come qualche passeggiata campagnola su strade sterrate.
PREZZO BASSO
La ricetta stilistica è piacevole, la Tricker è una moto che costa poco 3.990 Euro f.c. ma non è povera perché nella sua semplicità è fatta piuttosto bene; girandole attorno si nota anche come non ci siano molti particolari riciclati da altri modelli ma quasi tutte le parti siano dedicate proprio a lei, compreso il motore, progettato ex novo ed ospitato in un magrissimo telaio a culla aperta. Il monocilindrico raffreddato ad aria da 249 cc, quattro tempi a due valvole alimentato a carburatore è capace di 19 cv a 7500 giri.
SEMPLICE MA EFFICACE
Niente regolazione della leva del freno, strumentazione minimal, con solo il contakm e tre spie (frecce, folle, abbaglianti), la Tricker è l'inno alla semplicità, ma tutto è assemblato a creare un prodotto molto piacevole e "di design", anche se alcuni particolari fanno quasi tenerezza come il registro della catena ad eccentrico seghettato che non vedevo su una moto dai tempi delCaliffone. Almeno però è compensato dalla sospensione con quelle ruote strette e quella forcella lunga ed esile dà idea di maneggevolezza senza neanche muovere le ruote, che sono da 16" dietro e 19" davanti, entrambe frenate da un disco (220 mm anteriore, 203 mm posteriore, con bella pompa dal serbatoio integrato).
COME LA VUOI?
E poi la Tricker sarà anche facile da personalizzare, tra i tanti accessori proposti da Yamaha, imperdibili le leve del freno a due dita, in stile BMX, i paramani e tutti gli accessori in carbonio. Colore preferito? L'arancio, l'unico tra l'altro con il filettino di richiamo sui cerchi.
COME VA SULLA STRADA URBANA
La Tricker sulla Tricker non ci sali, ci scendi. La sella, infatti, è sì a 790 mm da terra ma le sospensioni molto morbide cedono parecchio consentendo davvero a chiunque di avere un solido appoggio con entrambi i piedi. Urban Trial. La posizione di guida ricorda vagamente le moto da alpinismo: strettissima di fianchi, la Tricker ha sella bassa e manubrio alto e largo, pedane moderatamente arretrate che portano a piegare parecchio le ginocchia soprattutto chi è lungo di gamba. Una posizione che, talvolta, invita a guidare la moto in piedi, come fosse una trial.
TWIGGYBIKE Vedendola così magra ci si aspetta una sella altrettanto striminzita, invece l'imbottitura è buona, soprattutto se si guida un po' arretrati perché nella zona di attacco con il serbatoio diminuisce di spessore e alla lunga diventa un po' affaticante. Ci si trova quindi a condurre un giocattolino di una facilità estrema, guidarla non è molto più complicato che andare in mountain bike e, una volta premuto il pulsante start (motore e scarico sono silenziosissimi), si prende immediatamente confidenza con la moto.
L'agilità è estrema, e la Tricker è la classica motoretta che ispira le peggio cose come evitare le code andando sui marciapiedi o sulle aiuole. Cose che noi, ovviamente, condanniamo. Un mezzo perfetto per dribblare il traffico.
UN SINGLE BRILLANTE
Il motore fa la sua parte, aiutato dal peso piuma della moto si rivela brillante quanto basta per un mezzo del genere. L'erogazione è tranquilla ma senza buchi o incertezze è il piccolo mono va via con una bella progressione senza chiedere di essere tirato per offrire una buona spinta. Rapportato cortissimo spunta veloce al semaforo per poi allungare fino a superare i 120 km/h indicati, dove la Tricker manifesta una certa leggerezza di avantreno e sembra galleggiare un po' sull'asfalto. In ogni caso se non è certo la velocità l'obiettivo della duemmezzo di Iwata.
TROTTOLINA
Leggerezza a parte è l'angolo di sterzo amplissimo a renderla imbattibile nel traffico, la piccola Yamaha gira praticamente su se stessa e con quel braccio di leva offerto dal manubrio si guida davvero con un dito. Tutto è piacevolmente morbido dalla frizione al cambio, che tuttavia manifesta un po' di indurimento soprattutto in scalata quando stressato da un uso, diciamo così, non proprio ortodosso.
FRENATA MORBIDA
Anche i freni rientrano nella filosofia "easy" della moto, non c'è una potenza esagerata (e nemmeno si vorrebbe, con pneumatici tassellati sarebbe più deleteria che altro) ma tanta modulabilità a prova di neofita, tirando forte si ha comunque tutta la potenza che serve. FILTRATUTTO
Lo stesso dicasi delle sospensioni-materasso, davvero morbide filtrano qualsiasi cosa e aiutano il comfort e, viste le prestazioni della moto non si avverte assolutamente la necessità di qualcosa di più rigido.
Immagini e video

La Tricker unisce stile minimal e componentistica moderna in un pacchetto leggero e facile da guidare.
2018 Yamaha Tricker 250. Ref 0566
Possibilità di personalizzazione e esperienza di guida
La Tricker si propone come una base facilmente adattabile al gusto dell’utente, con una posizione di guida favorevole al traffico urbano e a viaggiate leggeri su sterrati leggeri. Un quadro completo che ricorda le caratteristiche tipiche di una scrambler: leggerezza, erogazione progressiva e stile essenziale, pensato per chi cerca una moto di servizio quotidiano ma con carattere.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Cilindrata | 249 cc |
| Potenza | 19 CV a 7500 giri |
| Serbatoio | Non specificato, cover carbonio |
| Sospensioni | Forcella lunga, sospensioni morbide |
La Tricker resta una proposta interessante per chi cerca una moto semplice, leggera e dal carattere distintivo, capace di muoversi agilmente nel traffico cittadino e di esprimere una certa personalità su strade sterrate leggere.
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