Ural Sidecar 750: cambio sincronizzato, informazioni dettagliate e storia di una leggendaria tre ruote
Chi l’avrebbe mai detto: nonostante l’età del progetto l’eterno tre ruote russo riesce a stare al passo con i tempi, adeguandosi agli standard Euro 5. Motociclisticamente parlando è un dinosauro, un mezzo fuori dal tempo che però vanta ancora moltissimi estimatori in giro per il Mondo. Ural è a modo suo un marchio leggendario, un’icona a due ruote (pardon, a tre) che sopravvive alle mode e al passare del tempo, affondando addirittura le sue radici nei sidecar militari della Seconda Guerra Mondiale.
Una panoramica storica: dalle origini militari al presente
VECCHIA SCUOLA, MA EURO 5- La caduta del gigante socialista non ha determinato la fine dell’epopea dei sidecar sovietici, che con qualche modifica sono arrivati fino ai giorni nostri. Imz-Ural, brand con sede a Irbit che da azienda di proprietà statale è nel tempo diventata privata, produce ancora una vasta gamma di tre ruote, tutti con motore boxer di ispirazione evidentemente… teutonica. Tra questi c’è il Ranger 750, che adeguandosi alle più recenti normative anti-inquinamento si aggiorna per il 2021 agli standard Euro 5: un risultato notevole per un mezzo che definire old school è a dir poco un eufemismo.
SIDECAR DA BATTAGLIA- Come riporta Ziggywheels l’omologazione Euro 5 non è però l’unica novità che il Ranger riserva per il nuovo anno. Il sidecar russo sarà infatti per la prima volta disponibile anche nella configurazione con moto a destra e carrozzino a sinistra, un’opzione approntata per i paesi con guida a sinistra che farà certamente felici gli estimatori anglosassoni e indiani. Le altre caratteristiche rimangono sostanzialmente invariate: ritroviamo il solito cambio a quattro rapporti più retromarcia, il sistema disinseribile di doppia trazione che trasmette il moto anche al carrozzino, i freni a disco su tutte e tre le ruote e l’avviamento elettrico.
Dotazione, prezzo e come è fatto
DOTAZIONE E PREZZO- La dotazione di serie, oltre alla ruota di scorta e al portapacchi, comprende curiosamente anche una tanica ed una pala. Al momento non si sa quale sarà il prezzo di vendita né su quali mercati il sidecar di casa Ural sarà reso disponibile nel 2021: se si considera però che il modello attualmente in vendita ha un costo sul mercato italiano di circa 19.000 euro, è plausibile pensare che se verrà importato il Ranger Euro 5 rimarrà da questo punto di vista in linea con il suo predecessore.
COM’È Prendete una moto di quarant’anni fa, proiettatela nel mondo di oggi, solo così avrete un’idea di cosa significhi possedere un’Ural oggi. DEMODÈInutile nascondersi: se valutata con il metro di paragone dei giorni nostri la Ural ne esce pesantemente sconfitta. Ai russi della moda interessa ben poco, per loro la moto è ancora un mezzo utilitario che si deve saper muovere dappertutto, deve essere semplice, deve rompersi il meno possibile, e quando lo fa si deve poter riparare in mezzo alla strada (e per questo la dotazione di attrezzi è quella di una buona officina, c’è anche la pompa a mano per gonfiare le gomme!!) richiedendo in cambio qualche goccia di benzina. Se la famiglia cresce, si attacca il carrozzino, così ci si sposta anche in tre (ma c’è chi giura che volendo ci si sta anche in cinque, cani, bagagli e maialini compresi) e non si deve comprare la costosa automobile.
Acciaio e meccanica: cosa tiene insieme la Ural
ACCIAIO DAGLI URALILIeghe pregiate neanche a parlarne, la Ural preferisce ancora il sano accaio. Il motore boxer (nato come 650 poi cresciuto a 750 cc) è "liberamente ispirato", ma sarebbe meglio dire copiato, dai boxer BMW dell’epoca. Risponde più ai canoni di robustezza che a quelli delle prestazioni. Offre una quarantina di cavalli, sciorinati con parsimonia lungo soli 5800 giri e gestiti da un cambio a quattro marce (più retromarcia).
Lezione di storia: i dettagli tecnici che raccontano un’epoca
LEZIONE DI STORIAGuardare la Ural è un po’ come leggere un libro di storia, in ogni particolare si ritrovano elementi del tempo che fu. A partire dal massiccio telaio a doppia culla in tubi d’acciaio, poi la forcella di tipo Earles (pesante anche lei ma più adatta della tradizionale a gestire la mole del side) che muove due corti ammortizzatori cromati (così che la Ural è l’unica moto con quattro ammortizzatori!). E ancora, i freni a tamburo (però sulle tre ruote) con comando meccanico che solo a guardarli fanno capire quanta fatica dovranno fare per rallentare il pachiderma russo.
PER CHI SA APPREZZAREAltri particolari strappalacrime, i due sellini separati per pilota e passeggero, la ruota di scorta (a proposito su questa Ural ogni ruota è perfettamente intercambiabile con le altre tre), il barattolo di vernice per i ritocchi con le istruzioni in russo, la tanica per la benzina, il frenasterzo meccanico piazzato in mezzo alla forcella, la grossa leva per l’avviamento. Come dite? Non state ancora piangendo? e allora vi diciamo che questa UH 750 in versione Gear up ha anche la trazione integrale…3X2
La trasmissione finale a cardano con albero "a vista" (anche questa "eredità" BMW) ha permesso anche questa curiosa variazione sul tema, un piccolo albero supplementare parte dal cardano e porta il moto alla ruota del sidecar che così diventa motrice. Il tutto è disinseribile per mezzo di una leva azionabile a ruote ferme.
Verso il presente: modernità senza perdere l’anima
QUASI MODERNAPer quanto lento, il tempo scorre comunque anche in Russia, così rispetto alle prime Ural che arrivavano in Italia, questa UH, sfoggia innovazioni di tutto rispetto. Merito soprattutto dell’importatore Italiano Autoespert che negli anni è riuscito a sensibilizzare i russi sulla qualità e sull'affidabilità delle loro moto. Così anche la Ural si "globalizza" e diventa un po’ più… moderna. Fusioni un meno porose, verniciature più curate, e tanti piccoli particolari fanno sì che tra una Ural del 2002 e una del 1994 ci sia un vero e proprio abisso.
MODERNARIATO I puristi del genere storceranno sicuramente il naso di fronte ai moderni comandi Italiani (li fa la Domino) e ai "supertecnologici" carburatori giapponesi Keihin che prendono il posto degli antiquati carburatori russi. In mezzo a tutto quell’ultraclassic, questi elementi sembrano del tutto fuori luogo ma… quanto funzionano bene! PORTA DI TUTTO La capacità di carico è immensa, nel gavone del carrozzino ci sta quanto in una Smart, sulla griglia superiore ci si può caricare il mondo (i più scafati la utlizzano anche per le braciole…) in più si possono fare altri portapacchi per caricare di tutto. L’artigianato è d’attualità su questo tipo di mezzi. Il loro bello è anche il fai da te. A DOMICLIOSi perché la Ural è esclusiva anche in questo, si ordina anche per telefono, si riceve il contratto a domicilio, si firma, si rispedisce alla Autoespert e dopo quattro giorni il side arriva direttamente a casa, con tanto di tecnico pronto ad improvvisare un rapidissimo corso di guida. Ovviamente nessuno vieta di andarvi a ritirare il sidecar personalmente ma… visto che si può stare comodi perché non farlo?
La Gear Up a doppia trazione è il modello di punta della gamma Ural, volendo spendere un po’ meno si può scegliere tra la versione "base" da 650 cc (7591 €) o la 750 a una sola ruota motrice (8366 €).
Guida e dinamica: consigli utili per neofiti e appassionati
COME VAPrima di tutto, sul sidecar occorre saperci andare. VA STUDIATAAttenzione però: la dinamica di una motocarrozzetta è del tutto diversa rispetto a quella della moto. Si sta in sella come in moto ma poi cambia tutto. Gli ingombri sono considerevoli, occorre tenere sempre un occhio sulla destra per non trovarsi con il carrozzino "giù di strada". Il fatto di doversi trascinare un coso attaccato al fianco crea reazioni passive allo sterzo, così in accelerazione il sidecar "tira a destra", in frenata invece fa il contrario e occorre continuamente lavorare di sterzo. Ad aiutarci a controllare le reazioni provvede il rudimentale frenasterzo meccanico, in pratica un pomellone che avvitandosi "blocca" lo sterzo nel vero senso della parola, con il risultato però che l’energia da applicare quando si deve curvare è ancora maggiore. Se poi ci mettiamo la seconda ruota motrice tutto è ancora più complicato perché il side si comporta in due maniere opposte a seconda che la trazione sul carrozzino sia inserita o meno.
OCCHIO ALLE CURVECome avrete capito la guida di una motocarrozzetta richiede un minimo di apprendistato. È anche per questo che l’importatore tiene rapido corso alla consegna, lo fa per evitare ti trovare clienti cappottati alla prima curva. Si perché anche le curve vanno affrontate in un certo modo, ovvero spostando i pesi in modo da contrastare le reazioni del mezzo. Nelle curve a destra occorre agire con forza sullo sterzo appoggiandosi sulla ruota del side che praticamente fa da perno.
GUIDA GINNICAInsomma, se pensavate che la guida di un side fosse sedentaria dovete cambiare idea rapidamente. Sposta il peso di qua, gira il manubrio di la; fare un viaggetto a tre ruote diventa un evento ginnico anche per il passeggero del carrozzino… va be almeno risparmiate sulla palestra. Spaventati? Non dovreste perché con la Ural tutto avviene a velocità modeste.
GIRA BENEChiuso l’argomento scuola guida veniamo al nostro Ural. Aria tutta tirata, una botta decisa alla leva d’avviamento e il boxer borbotta silenzioso. L’avviamento elettrico? Ah sì, c’è ma ce ne eravamo dimenticati, e poi la manovra con questa Ural viene tanto semplice che ci piace darci un tocco rétro anche in questo. Nessun problema di rinculo, c’è la ruota libera. Saranno i Keihin, saranno i nuovi cilindri, sarà la costruzione più accurata ma il boxer Ural adesso gira bello rotondo, un piacere sentirlo in moto. A patto di tenere l’aria tirata per un bel po’ soprattutto se fa freddo.
PASSEGGIATAInutile dire che nessun rumore meccanico di troppo, vibrazioni completamente assenti, il boxer non si fa sentire. Ma nemmeno fa prudere le mani. Il suo incedere tranquillo invoglia a scampagnate al piccolo trotto piuttosto che alla smanettata. Del resto cavalli e peso sono quelli che sono. Potenza poca ma tiro da mulo di montagna, una volta inserita la quarta la Ural sa riprendere anche da 20 all’ora senza imballarsi.
VUOLE IL RODAGGIOEverything normale per un mezzo del genere, per il quale la parola rodaggio ha ancora un significato ben preciso. La Ural va prima usata un po’, "così si smolla" poi va registrata tutta (anche il cambio si può registrare), cosa che noi ovviamente non abbiamo avuto la possibilità di fare. Lo stesso discorso vale per i freni. FRENATA A TUTTA FORZAIl comando a pedale aziona anche il freno del carrozzino, ma per avere una frenata dignitosa meglio sfruttare tutto quello che si ha premendo (o tirando) con forza ogni comando. RIMBALZOLa voce comfort non premia la Ural: detto delle vibrazioni (assenti) dobbiamo fare i conti con sospensioni rigide e propense al sobbalzo, anche quella del carrozzino. PROVATELAChe altro dire? Che se volete affrontare un viaggio dovrete tener conto di una velocità di crociera di circa ottanta all’ora, che volendo potrete personalizzarvi il side con colorazioni a piacere, comprese quelle militari, e che… non vi resta che provarlo.
Il mondo va avanti e cambia anche quello che si credeva immutabile, come il motore boxer 750 dei sidecar Ural. Nonostante la somiglianza con i motori BMW è un progetto copiato da un vecchio motore Harley-Davidson di prima della Seconda Guerra Mondiale - sì, in un passato lontano la Casa di Milwaukee ha prodotto anche motori di quel genere - ed ha sempre accompagnato i tre ruote russi, ma ora si cambia. L’azienda ha già annunciato l’arrivo del suo ultimo modello, il Neo 500, e nel suo genere sarà una vera rivoluzione. A partire dal motore: invece del glorioso bicilindrico contrapposto, il nuovo modello sarà spinto da un altro bicilindrico ma parallelo e di 446 cm³, con il raffreddamento a liquido. Addio motore boxer, la Neo ha un bicilindrico parallelo raffreddato a liquido
Anche il telaio è cineseViene dal Paese dei draghi anche lo chassis. Quello adottato fino ad ora era stato copiato da un BMW R 750 della guerra, ma il Neo 500 è costruito in collaborazione con Yingang ed ha gli occhi a mandorla anche il progetto stesso: come appare dalle immagini, lo stile del veicolo è molto più cinese che russo. Ma il boxer rimaneI puristi storceranno il naso ma il Neo 500 non sostituirà i vecchi modelli, semplicemente si aggiungerà alla gamma attuale con una proposta molto più accessibile sia in termini di prezzo, sia in termini di qualità: molto più facile da guidare e molto più affidabile degli Ural della generazione precedente, sebbene non con lo stesso fascino vintage. È l’idea di un sidecar accessibile a tutti, per di più sarebbe stato difficile realizzarlo autonomamente nelle strutture attuali, spostate in Kazakistan dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina.

URAL MOTORCYCLES F.A.Q! SJTCLUB risponde alla domanda sulle motorizzazioni Ural
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tags a parte, una documentazione visiva può chiarire la complessità di gestione di un sidecar: ad esempio una foto del sistema di doppia trazione disinseribile e una scheda tecnica riassuntiva delle differenze tra versione Gear Up e base.
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