Il Reggisella Telescopico nelle Granfondo Marathon: Un Accessorio Indispensabile o un Peso Superfluo?
L'evoluzione tecnologica nel mondo della mountain bike ha portato a innovazioni che hanno radicalmente trasformato il modo di concepire e praticare questo sport. Tra queste, l'introduzione del reggisella telescopico, comunemente noto come "dropper post", ha suscitato un dibattito acceso, specialmente nelle discipline più orientate alla resistenza come il cross country (XC) e le marathon. Se per alcune specialità come l'enduro o l'all-mountain il dropper è considerato pressoché indispensabile, il suo ruolo e la sua utilità nelle granfondo marathon sono ancora oggetto di discussione.
L'Ascesa del Dropper Post: Un'Innovazione che Cambia il Gioco
Il reggisella telescopico è un componente che permette al ciclista di variare l'altezza della sella con un semplice comando, solitamente azionato dal manubrio. Questa funzionalità offre un vantaggio significativo in termini di maneggevolezza e sicurezza, soprattutto nei tratti in discesa o tecnicamente impegnativi. Abbassando la sella, il ciclista può abbassare il proprio baricentro, aumentando la stabilità, migliorando il controllo in curva e facilitando i movimenti del corpo per superare gli ostacoli con maggiore agilità.
Molti atleti e addetti ai lavori riconoscono il potenziale rivoluzionario del reggisella telescopico. Paolo Alleva, nel downhill, lo ritiene buono per un'aggressività maggiore nei tratti in discesa. Simona Beretta, pur non avendolo testato, ipotizza vantaggi in brevi tratti tecnici con forti pendenze, a discapito del peso. Edoardo Bonetto, pur collocandolo al terzo posto tra le innovazioni, ammette che su certi percorsi è ormai fondamentale per affrontare i passaggi tecnici il più velocemente possibile e con la giusta sicurezza. Francesco Bonetto e Jessica Bormolini evidenziano come aiuti il rider ad affrontare salita e discesa con l'altezza sella adeguata. Michele Casagrande lo definisce "figo" e sottolinea come la guida cambi molto rispetto a un reggisella classico, rendendolo un elemento da utilizzare sempre una volta provato. Emanuele Grimani lo considera un'invenzione molto utile per qualsiasi tipo di bici, soprattutto per chi fa fuoristrada, una grande comodità da cui è difficile fare a meno una volta provato. Giorgio Lazzoni, pur ritenendolo un optional per la comodità, riconosce la sua utilità. Alex Lupato lo definisce quasi d'obbligo nella sua disciplina per essere competitivi.

Ruote da 29", Monocorona e Dropper: La Triade delle Innovazioni
Il dibattito sull'utilità del reggisella telescopico si inserisce in un contesto più ampio di innovazioni che hanno segnato il XXI secolo nel ciclismo fuoristrada. Le ruote da 29 pollici e l'avvento delle trasmissioni a monocorona sono altre due rivoluzioni che hanno cambiato il panorama delle MTB.
Simona Beretta pone le ruote da 29" al primo posto, seguite dal monocorona, elogiando la capacità di superare ostacoli e l'eliminazione delle cadute di catena. Gioele Bertolini premia il monocorona per la sua capacità di gestire un'ampia scala di pignoni con il minimo peso e la massima resa. Edoardo Bonetto considera le ruote da 29" al primo posto, seguite dal monocorona, per l'innalzamento del livello tecnico e la spettacolarità delle gare. Francesco Bonetto e Gioele De Cosmo identificano nelle ruote da 29" l'invenzione più decisiva, capace di cambiare uno standard e rendere i percorsi più tecnici e spettacolari. Luigi Ferritto esalta le ruote da 29" per il miglioramento nel superamento degli ostacoli, il grip, la stabilità e la versatilità. Michele Casagrande, pur considerando importanti anche le altre innovazioni, mette le ruote da 29" al primo posto per aver spostato il limite dell'andare in bici. Alex Lupato riconosce il valore di tutte e tre le innovazioni. Lorenza Menapace, con una lunga storia legata alle ruote da 29", le decreta vincitrici per aver introdotto un nuovo modo di guidare e concepire la MTB. Marta Pastore e Nicholas Pettinà concordano sul primato delle ruote da 29", pur riconoscendo che non siano necessariamente destinate a dominare il futuro. Stefano Valdrighi, infine, sceglie le ruote da 29" per la semplicità di guida, la scorrevolezza e la velocità.
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Il Reggisella Telescopico nelle Granfondo Marathon: Vantaggi e Svantaggi
Nonostante il diffuso apprezzamento per le ruote da 29 pollici e il monocorona, il reggisella telescopico continua a far discutere nel contesto delle marathon e del cross country. La domanda fondamentale è: quanto è realmente utile in queste discipline, dove la performance e il peso sono parametri cruciali?
Argomenti a favore del reggisella telescopico nelle Marathon/XC:
- Maggiore Stabilità e Controllo: In discese lunghe, strette e sconnesse, tipiche di molte marathon, un reggisella abbassato permette di abbassare il baricentro, aumentando la stabilità e il controllo. Questo si traduce in una frenata più efficace, sia anteriore che posteriore, consentendo di ritardare la staccata e affrontare le curve con angoli di piega più accentuati e velocità superiori. La possibilità di arretrare il bacino facilita la guida e riduce il rischio di "impuntarsi" o di essere sbalzati in avanti dalla sella.
- Economia del Gesto e Minore Affaticamento: In discese prolungate e impegnative, la possibilità di abbassare la sella riduce l'affaticamento muscolare e articolare, permettendo una guida meno "aggrappata" e più fluida. Questo si traduce in una maggiore economia del gesto atletico, fondamentale in gare di lunga durata.
- Superamento Ostacoli: In tratti tecnici con ostacoli improvvisi, un reggisella abbassato permette di avere maggiore libertà di movimento e di caricare correttamente il peso, facilitando il superamento senza perdere l'equilibrio.
- Posizioni Aerodinamiche: Un reggisella abbassato consente di assumere posizioni più aerodinamiche e confortevoli, che possono fare la differenza in termini di resistenza all'aria su lunghi rettilinei o falsopiani.
- Adattabilità ai Tracciati: Anche se i tracciati XC e marathon non presentano generalmente salti o drop estremi come nell'enduro, la presenza di passaggi tecnici, radici, rocce e discese ripide rende il dropper un valido aiuto per affrontare questi tratti con maggiore sicurezza e velocità.
Argomenti contro il reggisella telescopico nelle Marathon/XC:
- Peso: Questo è il principale deterrente. Un reggisella telescopico, con il suo meccanismo idraulico/pneumatico e il comando remoto, aggiunge un peso considerevole alla bicicletta, che in discipline dove ogni grammo conta può rappresentare uno svantaggio. Si parla di circa 500 grammi di differenza rispetto a un reggisella fisso leggero, un guadagno non trascurabile se confrontato con il lavoro di alleggerimento su telaio e componenti.
- Complessità e Manutenzione: L'aggiunta di un componente meccanico più complesso può comportare maggiori necessità di manutenzione e un potenziale rischio di malfunzionamenti, sebbene molti modelli moderni siano diventati molto affidabili. Il passaggio interno dei cavi, sebbene esteticamente più gradevole, richiede pratica in fase di montaggio.
- Costo: Il reggisella telescopico rappresenta un investimento economico non indifferente.
- Utilizzo Limitato in Gara: Molti atleti professionisti, anche in discipline che potrebbero beneficiare del dropper, scelgono di non utilizzarlo. Questo è spesso dovuto alla necessità di abbassare la sella prima di ogni discesa e al fatto che, nei ritmi infernali delle gare XC, anche pochi secondi persi per azionare il comando possono essere un handicap. Inoltre, alcuni atleti sono talmente abili da riuscire a gestire i tratti tecnici anche con la sella in posizione alta. Luca Schwarzbauer, ad esempio, corre in Coppa del Mondo senza reggisella telescopico.
- Opzionalità per Atleti Esperti: Per atleti con un elevato livello tecnico e un'ottima padronanza della bicicletta, la necessità di un reggisella telescopico potrebbe essere minore. La loro capacità di guidare e posizionarsi correttamente sul mezzo può compensare la mancanza di un abbassamento sella.

La Scelta dell'Escursione e le Differenze tra XC e Marathon
La scelta dell'escursione del reggisella telescopico è un altro aspetto cruciale, specialmente per le discipline XC e marathon. Non esiste una risposta univoca, poiché dipende da diversi fattori:
- Statura del Rider: Questo è il parametro più importante. Atleti più alti necessitano di un maggiore "svettamento" sella e, di conseguenza, di un reggisella con maggiore escursione per poter abbassare la sella a sufficienza nei tratti tecnici. Per i rider di statura minuta, un reggisella con escursione ridotta potrebbe essere sufficiente. Le aziende di biciclette spesso adattano l'escursione del reggisella in base alla taglia del telaio: taglie più piccole montano reggisella con escursione contenuta (es. 100-125 mm), mentre taglie più grandi beneficiano di escursioni maggiori (es. 150-170 mm).
- Tipo di Percorso: Sebbene le differenze tra XC e Marathon in termini di necessità di un dropper siano minime, ci sono sfumature. L'XC, pur essendo spesso più tecnico, presenta discese più brevi e un ritmo gara più elevato, dove l'attivazione del comando può essere un problema. Le marathon, invece, tendono ad avere discese più lunghe, sconnesse e stancanti, dove un'escursione maggiore e la possibilità di beneficiare di una sella bassa per un periodo prolungato diventano più significativi. In questo contesto, "meglio qualche millimetro in più che qualcuno in meno".
- Posizioni Intermedie: I reggisella telescopici con funzionamento idraulico/pneumatico offrono teoricamente la possibilità di utilizzare posizioni intermedie. Tuttavia, nella pratica agonistica, la maggior parte degli atleti utilizza solo le posizioni "tutto su" o "tutto giù", poiché trovare e mantenere una posizione intermedia durante una gara ad alta intensità è estremamente difficile.
Per chi è abituato a un reggisella fisso, iniziare con escursioni non troppo abbondanti (es. 60-80 mm) e poi provare modelli con maggiore travel (almeno 100 mm) può essere un approccio graduale. Per i rider molto alti, escursioni di 125/150 mm possono rappresentare la soluzione ideale per vedere la luce in fondo al tunnel in termini di performance e comfort.

Il Parere degli Esperti e dei Testimonial
Le opinioni degli atleti e degli esperti del settore forniscono spunti preziosi. La Raida Come Mangi, scuola di MTB italiana, sottolinea l'importanza di trasformare i concetti teorici in automatismi pratici, suggerendo che l'apprendimento dell'uso corretto del dropper rientra in questa filosofia.
Alcuni, come Tom Pidcock, che non è molto alto, possono permettersi di utilizzare un telescopico con poca escursione, avendo comunque lo spazio necessario per muoversi sulla bici. Altri, come il francese Julien Absalon, sono esempi di atleti che utilizzano il dropper anche nel cross country marathon, una rarità nel mondo XC.
La scelta di rinunciare al dropper, come fanno alcuni professionisti per risparmiare peso, è considerata discutibile da molti. I 500 grammi di differenza, pur incidendo, sono spesso meno significativi del vantaggio offerto dal telescopico in termini di guidabilità. La capacità dei professionisti di gestire situazioni complesse anche con la sella alta è un dato di fatto, ma per "comuni mortali" e atleti amatoriali, i benefici del dropper potrebbero superare di gran lunga il risparmio di peso.
Conclusione Provvisoria: Ponderare Peso e Performance
In definitiva, la questione "reggisella telescopico si o no nelle granfondo marathon" non ha una risposta univoca. Se il risparmio di peso è la priorità assoluta e si possiede un livello tecnico elevatissimo, si potrebbe optare per un reggisella fisso. Tuttavia, per la maggior parte degli amatori e anche per molti agonisti, i vantaggi in termini di stabilità, controllo, sicurezza e minore affaticamento nei tratti tecnici e nelle discese più impegnative sono innegabili.
La tendenza generale vede un crescente utilizzo del reggisella telescopico anche nelle discipline più orientate alla resistenza, segno che i benefici percepiti superano spesso lo svantaggio del peso, soprattutto se si considera l'impatto sulla guidabilità complessiva e sulla capacità di affrontare i percorsi moderni, sempre più tecnici. La scelta finale dipenderà dalle esigenze individuali, dal tipo di percorsi affrontati e dalle priorità personali tra peso piuma e sostanza nella guida. Valutare attentamente le proprie necessità e, se possibile, provare un reggisella telescopico è il modo migliore per capire se questo accessorio può davvero fare la differenza nel proprio stile di guida e nelle proprie prestazioni nelle granfondo marathon.
