Street bond pista ciclabile luminescente: innovazione, storia e prospettive della mobilità sostenibile
Finalmente arriva anche in italia una pista ciclabile luminescente. Il paesaggio dei laghi di Nabi è già speciale di giorno, ma è quando cala la notte che comincia la vera magia. Chi decide di percorre questa pista a piedi o in bicicletta viene trasportato in una realtà parallela.
La pista non è solo un’opera spettacolare dal punto di vista estetico. I materiali utilizzati sono riciclati e si collocano all’interno di un progetto di economia circolare che propone un sistema di illuminazione autosufficiente, combinando il risparmio energetico con il rispetto della biodiversità del territorio. Le tende e i lodge removibili del Glamping ai laghi di Nabi.
Nel 2014, nei Paesi Bassi, sono state installate autostrade bioluminescenti e piste ciclabili che trasformano i paesaggi notturni in quadri futuristi, come quella di Noord Brabant che si ispira alla notte stellata del pittore impressionista Vincent Van Gogh. Il terzo Paese dove si può ammirare un’infrastruttura simile è la Polonia: nel 2016 è stata realizzata una pista ciclabile nella cittadina di Lidzbark Warminski che durante la notte brilla di blu.
L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain. La tecnologia Bicy Solar Street è un brevetto esclusivo di Infinityhub S.p.A. Benefit, registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) con il titolo “Struttura di Percorso Ciclo-Pedonale”. Grazie all’esperienza, alla continua ricerca e al costante impegno del team di Infinityhub, la mobilità sostenibile fa un passo avanti. Di fatto, questa nuova tecnologia trasforma le infrastrutture urbane in impianti di produzione di energia pulita.
La tecnologia Bicy Solar Street è molto di più di un percorso ciclo-pedonale. L’ideazione, la progettazione e lo sviluppo della tecnologia sono stati possibili grazie a due anni di intenso lavoro del team di Infinityhub, un gruppo di professionisti che ha trasformato l’intuizione di Massimiliano Braghin in una soluzione concreta e brevettata. L’idea della pista ciclabile fotovoltaica nasce nel 2017, durante un viaggio in bicicletta tra Bolzano e Ferrara. In quell’occasione Massimiliano Braghin, fondatore di Infinityhub, concepisce un modo per unire mobilità sostenibile ed energia rinnovabile, trasformando le infrastrutture urbane in risorse green, efficienti e concrete.
La tecnologia BYS (Bicy Solar Street) sviluppata da Infinityhub è costituita da moduli solari integrati in pannelli di vetro resistenti, sicuri e innovativi, posizionati su cordoli laterali predisposti per il passaggio dei cavi e della gestione dell’acqua piovana. Ogni modulo è progettato per garantire durata, efficienza e sicurezza, grazie a una superficie trattata con ceramica antiscivolo che migliora l’aderenza e garantisce stabilità a biciclette e pedoni.
Da luglio 2023, nell’Isola di San Servolo, a Venezia, è possibile trovare il primo prototipo di pista ciclabile fotovoltaica applicata da BYS ITALIA, una NewCo che detiene la concessione esclusiva per applicare questa tecnologia innovativa. L’installazione, che si estende su 90 m², è composta da 53 pannelli fotovoltaici e raggiunge una potenza complessiva di 15 kW. L’installazione di San Servolo ha validato l’efficacia della tecnologia, aprendo nuove prospettive per applicazioni in ambito urbano e rurale.
A San Servolo, abbiamo condiviso i valori e la visione che guidano Infinityhub nella transizione energetica e nell’innovazione sostenibile. Il brevetto di Infinityhub rappresenta un punto di svolta nel percorso di crescita, applicazione e sviluppo dell’azienda. L’azienda continua a distinguersi per la sua capacità di combinare innovazione, sostenibilità e collaborazione, guidando attivamente la transizione ecologica.
Itinerario ideale per una gita di giornata, anche in piena estate visto che il fiume e la quota (si arriva a 536 metri sul livello del mare) assicurano un po’ di refrigerio anche in luglio e agosto. Il percorso è in leggera salita, ma il dislivello totale supera di poco i 200 metri.
La ferrovia il cui sedime oggi è sede della pista ciclabile entrò in servizio nel 1906, da Bergamo a San Pellegrino Terme. Ci vollero poi altri vent’anni per completare il tratto fino a Piazza Brembana. Il trenino di valle rimase in funzione fino al 1966, quando fu sostituito da autobus (e da lunghe code di automobili). Tuttavia, mentre scriviamo, è in essere un nuovo progetto di tramvia che collegherà di nuovo la città alla valle e che, in alcuni tratti, modificherà nuovamente il tracciato della ciclabile.
La ciclabile della Val Brembana è uno degli itinerari più suggestivi della Lombardia: la parte del leone la fa il paesaggio che, nonostante la quota modesta, diventa montano con il passare dei chilometri. A questo si aggiunge un percorso molto vario, pieno di sorprese, un susseguirsi di gallerie, vecchie stazioni, ponti e leggere salite che danno vivacità all’andatura. Il primo tratto si snoda quindi da Almè a Zogno per poi raggiungere San Pellegrino Terme ; superata la stazione termale, si imbocca una lunga e spettacolare galleria. L’illuminazione a terra, che si accende automaticamente al passaggio dei ciclisti, e il rivestimento naturale di pietra garantiscono un effetto scenico come raramente se ne vedono su una ciclabile. Occhio al freddo, però. All’interno delle molte gallerie la temperatura può essere di parecchi gradi più bassa rispetto a quella esterna e in inverno spesso si incontrano tratti ghiacciati.
Da qui a Piazza Brembana ci aspettano altre gallerie e un paesaggio sempre meno antropizzato e dove comunque non mancano aree attrezzate, bar, negozi, trattorie e ristoranti per soste ed esigenze di ogni genere.
IDEE PER LA SOSTA
- Museo della Valle a Zogno: All’interno di un edificio seicentesco questo museo etnografico, che ha raccolto anche prestigiosi riconoscimenti internazionali, accoglie oltre 3.500 oggetti, accuratamente catalogati ed esposti in una dozzina di sale.
- Formaggi tipici: La Valle Brembana e la contigua Val Taleggio negli ultimi anni hanno visto il ritorno all’attività casearia artigianale di piccoli produttori, con risultati spesso di ottima qualità: il Formai de Mut D.O.P., il Taleggio D.O.P., il Formaggio Tipico Branzi, gli Agrì di Valtorta e lo Strachitunt della Valtaleggio sono alcuni dei più noti.
Se volete rifornirvi, oltre ai negozi della valle i mercati ambulanti offrono molto: il sabato è giorno di mercato a Zogno, mercoledì a San Pellegrino, venerdì a Piazza Brembana, solo per citare i più grandi. La pista ciclabile è stata realizzata dalla Comunità montana della Val Brembana, in collaborazione con la Provincia di Bergamo. È inoltre possibile recuperare utili informazioni consultando il volume "Dalle rotaie alle bici" pagg. 74 e 75 curato dall'arch. Il valore complessivo del progetto è di oltre un milione di euro. L’idea nasce da una reale esigenza del territorio. In questi anni sono arrivate diverse segnalazioni da parte dei comitati e dei residenti delle frazioni oltre il torrente Gesso, che chiedono collegamenti più sicuri e accessibili con il resto della città. Il progetto prevede la realizzazione di una pista ciclabile in sede propria, larga 3 metri, che unirà le frazioni costeggiando via Castelletto Stura tra Via Duccio Marchisio a Bombonina e Via Tetto Ravot a Madonna delle Grazie, per una lunghezza complessiva di 1 km. Il valore complessivo del progetto è di 1.060.000 euro. Ora il Comune completerà le procedure formali per la candidatura al bando ministeriale. L’esito dipenderà dai criteri di valutazione stabiliti a livello nazionale e dalla disponibilità di fondi. “Anche se il traguardo è ancora lontano, la direzione è chiara: continuare a investire - passo dopo passo - in una Cuneo più attenta all’ambiente, alla sicurezza e alla qualità della vita”, spiega il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Luca Serale. “In questi anni abbiamo lavorato intensamente per favorire la mobilità ciclabile”, aggiunge l’assessore alla mobilità Luca Pellegrino. “Dal punto di vista dei percorsi ciclabili, 4 sono quelli completati lo scorso anno (Corso Galileo Ferraris, Via Sobrero e Borgo San Giuseppe con 2 percorsi diversi) e due sono in procinto di partire (con i fondi Primus e Piemonta in bici, con parecchi km di ciclabile). L’ambizione è che nei prossimi, pochi anni, si riesca a collegare in modo adeguato tutte le frazioni con nuovi percorsi ciclabili e la progettazione è il primo, importante tassello. L’impegno e la volontà di proseguire ci sono tutti.

