Lo skate lati negativi: tra pratica spirituale, salute e rigenerazione urbana
Lo skateboarding è una forma di espressione artistica e atletica che coinvolge l’uso di una tavola con quattro ruote e il movimento del corpo per eseguire una varietà di trucchi e manovre. Tuttavia, per molti skater, l’esperienza va ben oltre l’aspetto fisico dell’attività. In effetti, gli skater vedono gli spazi urbani con occhi diversi. Vedono opportunità di esplorazione e di creatività dove la maggior parte delle persone vede solo cemento e marciapiedi. Il modo in cui gli skater si muovono attraverso lo spazio e interagiscono con l’ambiente urbano può essere considerato come una forma di pratica spirituale. L’accettazione di queste sfide, e di conseguenza l’accettazione dell’imperfezione, è un’altra parte importante della pratica spirituale dello skateboarding. Le cadute sono inevitabili nello skateboarding, e possono essere dolorose e frustranti. Tuttavia, gli skater vedono queste cadute come una parte integrante del processo. Inoltre, lo slamming, ovvero cadere ripetutamente durante l’esecuzione di un trucco, è considerato da molti skater come un rito di passaggio. Questo perché lo slamming dimostra l’autenticità dello skater stesso all’interno della community. Inoltre, lo skateboarding può anche rappresentare una forma di meditazione e di concentrazione. Molti skater descrivono una sensazione di flow durante l’esecuzione di un trucco, una sorta di stato di trance in cui il tempo sembra rallentare e la mente si libera da tutte le preoccupazioni e i pensieri negativi. Infine, lo skateboarding rappresenta anche una forma di connessione sociale. Gli skater si riuniscono in parchi e piazze per condividere la loro passione e per imparare gli uni dagli altri. In conclusione, lo skateboarding può essere considerato come una forma di pratica spirituale che coinvolge l’accettazione dell’imperfezione, la sfida per l’esplorazione e la creatività, la meditazione e la concentrazione, la connessione sociale e la sfida personale. Per molti skater, questa pratica rappresenta un modo per dare un significato più profondo alla vita quotidiana e di trovare un senso di connessione con se stessi e con gli spazi urbani che li circondano.
Ma come ogni altro sport, il rischio di infortunio è all’ordine del giorno. Lo skateboard è uno sport basato sull’equilibrio e sulla coordinazione. La prima regola inderogabile è quella di indossare sempre le protezioni: casco, ginocchiere, gomitiere e polsiere. Non utilizzare rampe e bowl improvvisate con strumenti di fortuna e in mezzo al traffico o ai pedoni: esistono aree attrezzate praticamente ovunque, gli skate park, con strutture progettate in modo professionale. Come già detto, lo skateboarding è uno sport ad alto impatto per le articolazioni. CartiJoint Forte è studiato per dare sostegno alle articolazioni sotto stress. Contiene nutrienti specifici per favorire la formazione della cartilagine articolare (glucosamina e condroitina) e un potente antiossidante estratto dalla Curcuma longa (la Bio-curcumin BCM-95®), che aiuta a risolvere i sintomi dello stress articolare.
- Alex e Nico hanno intrapreso il viaggio in longboard dei loro sogni attraverso l'Europa, alla semplice ricerca di libertà e strade aperte. Il loro viaggio di 30 giorni attraverso l’Europa è stato pieno di ispirazione, incontri inaspettati e ricordi. Alex: Quando avevo solo 14 anni, mi sono imbattuto in un video su YouTube di quattro ragazzi che attraversavano la Germania in longboard. Quell'immagine di libertà e avventura mi è rimasta impressa. La vita mi ha portato in Messico e l'idea si è un po' affievolita.
- Perché scegliere i viaggi in longboard? Alex: Si può vedere molto di più di un Paese rispetto al treno o all'auto, si incontrano molte persone, alcune delle quali ti applaudono, altre ti suonano il clacson o ti chiedono del viaggio. Ma la cosa più importante è l'emozione di fare ciò che si ama e di viaggiare allo stesso tempo. Si pattina attraverso paesaggi impressionanti e non si riesce a smettere di sorridere.
- Alex: La spontaneità è fondamentale, ma lo è anche una certa pianificazione preventiva! Abbiamo imparato che pianificare l'itinerario in modo da attenersi a buone strade fa un'enorme differenza per il divertimento e la velocità. Non prenotate troppo l'alloggio, ma lasciate spazio alla flessibilità. E fidatevi di me: 50 chilometri in un giorno su un longboard sembrano molto più lontani di quanto si possa pensare! Fate uno zaino leggero: i miei 14 kg sono sembrati subito una tonnellata!
- Intervistatore: Cosa diresti a chi sta pensando di fare un viaggio in longboard attraverso l’Europa? Alex: È un'esperienza che ti cambia veramente. Durante il viaggio ho provato un incredibile senso di felicità e di liberazione. Tutto lo stress quotidiano si è dissolto. Finalmente nessuno mi diceva cosa fare, ero completamente libero. Pattinare in quello che a volte sembrava un paradiso è una delle sensazioni più incredibili al mondo!
- Intervistatore: Non può essere andato tutto liscio come l’olio. Alex: Oh sì, sicuramente non è stato sempre facile! È un lavoro duro, fisicamente estenuante e devi affrontare le diverse condizioni delle strade. Le colline diventano un nemico e spesso bisogna percorrerle a piedi. Non si può portare molto con sé, il che può essere limitante. Gli infortuni sono una possibilità concreta e a volte si ha la sensazione di non riuscire a fare progressi.
- Intervistatore: Infine, dacci alcuni dettagli succosi che non sono stati inseriti nei tuoi video su YouTube. Alex: Beh, io e Nico abbiamo sicuramente avuto i nostri momenti! Stare insieme 24 ore su 24 per un mese intero può mettere alla prova qualsiasi amicizia. Abbiamo avuto la nostra parte di discussioni, ma alla fine della giornata abbiamo sempre finito per riderci sopra. Inoltre, i video probabilmente lo fanno sembrare un po' troppo tranquillo! Siamo caduti molte più volte di quanto non abbiate visto, e ci sono state sicuramente delle situazioni pericolose che siamo riusciti a superare. Volete seguire le loro orme o semplicemente ispirarvi al loro viaggio? Ricordate che la sicurezza viene prima di tutto.
- Un equipaggiamento protettivo di qualità è un punto di partenza essenziale per qualsiasi viaggio in longboard. Lo sport fa bene e far star bene, questo è un fatto assodato e ormai riconosciuto da tutti, fa bene a livello chimico-biologico e motivazionale. Ma il rovescio della medaglia, che non va mai dimenticato, sono gli incidenti e infortuni; è diffuso pensare che lo skateboard è pericoloso e a rischio d’infortuni.
- I ricoveri più frequenti riguardano la cura di abrasioni, piccole fratture e contusioni specialmente su braccia e gambe; tra le più comuni, come facilmente ipotizzabili, troviamo: fratture alle caviglie, causate da atterraggi andati male, così come quelle a polsi e dita, dovute all’istinto umano di porre le mani come prima protezione del proprio corpo. Seppur dolorosi, questo genere d’infortuni non comporta gravi problemi e danni alla salute, una gessatura, qualche mese di stop e si torna sulla tavola.
- Gran parte delle cause di questi incidenti è la natura urban e street della stessa, viene praticata principalmente sulle strade e su strutture non consone. Saltare scalinate, muretti, grindare i corrimano per le strade sicuramente aumenta le probabilità d’incidenti; percentuale che diminuirebbe se praticate negli skatepark con spazi e strutte apposite.
- Lo skateboard è uno sport, e come in ogni sport esistono rischi. Ma quindi lo skateboard è pericoloso come sembra? La risposta è NO, lo skateboard non è pericoloso quanto si crede, anzi, è tra gli sport meno pericolosi. Questo perché gli infortuni sullo skateboard, come abbiamo detto sopra, sono “lesioni lievi” e facilmente curabili; contrariamente a quanto succede in molti altri sport dove sono più diffuse lesioni alla testa, ginocchia e schiena, ben più pericolose.
- A supportare quanto detto, come vediamo nell’immagine riportata qui sotto, è la classifica stilata dal National Safety Council degli Stati Uniti sul numero totale degli infortuni in base agli sport ed attività. È inoltre evidente da altri studi e statistiche, che gli skaters più esperti sanno come evitare la maggior parte di questi incidenti, contrariamente a chi è ancora inesperto; infatti secondo alcune statistiche, 1/3 degli infortuni si verifica tra le persone che hanno meno di una settimana di esperienza. Tornando ai numeri, seppur leggermente più datati, nel 2017 in America risultano oltre 98.000 gli skaters finiti al pronto soccorso; mentre nel basket oltre 435.000.
- Lo skate è uno degli sport più belli e divertenti al mondo, uno dei pochi sport dove l’inclusività è sempre esistita senza bisogno di campagne di sensibilizzazione; tutti si è amici e tutti si è semplicemente skaters quando si è sopra la tavola. Come abbiamo visto andare in bicicletta, giocare a calcio o a basket, tutte attività ritenute “normali” e incoraggiate dai genitori, se analizzate sono più pericolose dello skate; dunque, cambiamo questo falso mito che lo skateboard sia pericoloso; indossate sempre casco, polsiere, gomitiere e ginocchiere, così da ridurre al minimo qualsiasi rischio e anche gli incidenti più banali. E ricordate senza casco non si è più cool ma solo piu coo***oni.
- Il progetto del Parco Skating di Beinasco in Borgo Melano rientra nel più ampio progetto di riqualificazione e di sistemazione delle aree esterne al Centro Malinteso.
L'unione dei diversi spazi verdi e lucidi dell’area del Borgo Melano ha fatto del Parco Skating uno strumento aggregativo. L'intervento è stato affidato a un raggruppamento temporaneo d'impresa composto da aziende locali, con un valore complessivo di 260.000 euro, finanziato principalmente attraverso il PNRR con un contributo di 240.000 euro, e ulteriori 20.000 euro da altri fondi pubblici. Creazione di un percorso pedonale che permette il collegamento tra Piazza De Nicola, Piazza Garelli, il campo sportivo polivalente in Via Pio La Torre e la Piazzetta della Pace. I tempi previsti per la realizzazione sono stimati in 150 giorni lavorativi, con inizio dei lavori il 29.11.2023 e fine stimata al 26.4.2024. In particolare si sottolinea il Documento Unico di Programmazione 2022-2024 del Comune di Beinasco. Il progetto ha promosso la partecipazione di enti del Terzo Settore mediante un avviso pubblico di manifestazione di interesse per avviare una procedura di co-progettazione nei settori cultura, giovani e sport per il triennio 2025-2027. Il progetto ha previsto il coinvolgimento di associazioni locali attraverso iniziative culturali e aggregative. Tuttavia sono stati individuati anche una serie di soggetti che potenzialmente risultano esclusi dai benefici derivanti dalla realizzazione del progetto. Il progetto risponde a una serie di bisogni territoriali a livello urbano e sociale. In particolare la zona di Borgo Melano è un quartiere residenziale periferico potenzialmente soggetto a dinamiche di fragilità sociale e carenza di spazi pubblici aggregativi.
Una situazione di degrado urbano è stata segnalata dallo stato di parziale inutilizzo e degrado delle aree circostanti al Centro. L’intero progetto di riqualificazione tuttavia non è a sé stante, ma comunica con una serie di iniziative complementari sviluppate entro il territorio del Comune di Beinasco: questi progetti si integrano in una visione di rigenerazione urbana sostenibile, coerente con linee guida locali e nazionali, e in sinergia con gli obiettivi delle missioni 3 e 5 del PNRR. Il progetto di riqualificazione del Centro Il Malinteso in Borgo Melano si presenta come concluso, con diverse iniziative avviate e un quadro operativo che mostra una buona capacità di gestione e utilizzo delle risorse disponibili. Tale progetto ha fornito opportunità ai giovani, offrendo loro uno spazio nuovo e dedicato. L’intervento è stato utile anche per il recupero del palazzetto dello sport in Borgo Melano, area sportiva dismessa che ha ritrovato una funzione pubblica. Nonostante il Parco Skate sia stato oggetto di un episodio vandalico, l’installazione ha ricevuto una valorizzazione grazie all’intervento di Street Lab che ha coinvolto i ragazzi del centro estivo nel 2024. È stato un primo passo per coinvolgere i ragazzi in attività di abbellimento, indicando un potenziale uso educativo e aggregativo dello spazio. Si può asserire dunque che il progetto ha portato a una riqualificazione urbana evidente, migliorando la qualità dello spazio pubblico. Tuttavia, dal punto di vista sociale, la riqualificazione e il rilancio del quartiere resta parziale: l’area è frequentata soprattutto da giovani e manca un’integrazione più ampia con adulti e anziani. Il processo partecipativo nella fase di progettazione è stato limitato, dovuto anche al periodo di commissariamento (2020-2021). A questo si somma la presenza di motivazioni poco chiare, in quanto durante l’intervista è emerso che l’origine dello skate park non è ben conosciuta nemmeno dagli attuali amministratori.
Un coinvolgimento sociale debole e difficoltoso, nonostante sforzi in fase attuativa, ha limitato la cittadinanza nel quartiere di Borgo Melano. Una riqualificazione urbana concreta e visibile è stata realizzata trasformando parti di aree inutilizzate in spazi pubblici accessibili e funzionali. È stata data particolare attenzione alla fascia giovanile, poiché lo skate park risponde ai bisogni di socialità. In risposta all’atto vandalico, il comune ha dimostrato volontà di intervenire, collaborando con ARCI per fornire skateboard in prestito e attivare percorsi di insegnamento, per avere un presidio costante nell’area. Le principali fragilità future riguardano la mancanza di integrazione sociale, la fragilità nella gestione e il coinvolgimento limitato della comunità. L’assenza di un presidio continuativo espone lo skate park al degrado e agli atti vandalici; tuttavia, si è promosso un coinvolgimento stabile tramite ARCI e percorsi di insegnamento. Le soluzioni proposte mirano ad estendere il target degli utenti e a creare eventi pubblici che favoriscano l’incontro tra generazioni. Si propone di aprire l’area a una pluralità di utenti e di prevedere eventi pubblici e giornate tematiche (es. esibizioni, feste di quartiere, contest sportivi, mercatini). Durante la visita di monitoraggio sono emersi anche la necessità di miglioramenti tecnici: la pista è troppo corta e presenta limiti nella pratica. Cosa è cambiato a Beinasco nel concreto grazie ai fondi del PNRR? Quanti e quali sono stati i progetti finanziati con i fondi europei? C’è stato un processo di coinvolgimento dei cittadini nell’attuazione del piano di riqualificazione del centro il Malinteso? Il progetto ha favorito l’inclusione sociale? I soggetti vulnerabili hanno beneficiato dell’attività sportiva promossa dal progetto? Il progetto ha riqualificato l’area dal punto di vista urbano e sociale? Quali sono le criticità affrontate da Beinasco, eventuali ritardi e le cause?

