Skata che vuol dire: origine, significato e contesto nella tradizione napoletana
Questo articolo esplora l’espressione skatà, la sua origine greca e il ruolo che ha avuto nel lessico dei pizzaiuoli napoletani, all’interno di una tradizione gastronomica ricca di termini peculiari.
Contesto e introduzione al vocabolo
Kalò deriva dal greco «καλός», che significa bello. Skatà invece significa «feci», sempre dal greco «σκατά». Non bisogna fare di tutta un erba un fascio e soprattutto, come abbiamo già scritto, è una (cattiva) tradizione che oramai sta andando nel dimenticatoio. Sono molte le parole straniere che nel corso dei secoli sono state modificate seguendo l’evoluzione della lingua napoletana.
Origine del lessico dei pizzaiuoli
Si capisce che durante una serata in una pizzeria lo sguardo delle persone si posi sui pizzaiuoli per almeno 3 minuti, si ammirano i movimenti, la pizza che viene stesa, infornata e poi sfornata. Durante questa semi ipnosi però, spesso non ci si accorge delle parole che vengono pronunciate dal pizzaiuolo. Capita a volte che vengano detti dei termini come «Kalò» o «Skatà»: ci avete mai fatto caso?
Dal greco al linguaggio di sala
Bisogna premere che oramai sono pochissime le pizzerie che sono solite utilizzare queste parole, per via delle rigidissime norme igieniche e dei controlli. Si deduce che i pizzaiuoli abbiano voluto parlare in greco antico per non farsi scoprire dalla clientela.
Significato sociale e culturale
La presenza di termini come Kalò e Skatà riflette una tradizione orale interna alle pizzerie, nata dall’esigenza di comunicare rapidamente tra lavoratori e di stabilire una “narrazione” condivisa tra chi prepara la pizza. Con il tempo, però, tali espressioni hanno incontrato variazioni lessicali e una progressiva marginalizzazione nel quotidiano, a causa delle norme di igiene e della standardizzazione della terminologia.
Quanto è attuale questa tradizione?
Oggi rimangono poche pizzerie che utilizzano ancora questi termini, ma la curiosità linguistica resta un aspetto affascinante della cultura napoletana, testimone di come la lingua possa intrecciarsi con la pratica culinaria e con la reputazione dei mestieri tradizionali.

Infine, la varietà delle parole straniere che hanno attraversato la storia della lingua napoletana dimostra come i pizzaiuoli abbiano scelto talvolta il greco antico per comunicare in modo reso nondimeno discreto e leggibile solo agli addetti ai lavori.
Pizza napoletana: la ricetta di Enzo Coccia
Tabella
| Termine | Origine | Significato | Contesto |
|---|---|---|---|
| Kalò | greco καλός | bello | aggettivo di elogio o qualità |
| Skatà | greco σκατά | feci | termine di scunzione nelle parole tra pizzaioli |
Si osserva che la trasmissione di tali espressioni ha carattere di codice tra i lavoratori e, con il tempo, una riduzione della loro frequenza di uso pubblico per motivi igienici e normativi.
