Rotax Coperto Rosso: evoluzione, componenti e applicazioni del motore Rotax 123 nell'erba della competizione
Questo motore fu introdotto con la serie AF1 e venne utilizzato per tutti i modelli stradali e non: RX, Red Rose, Futura, Sintesi, Pegaso, Rally ed Europa. Cambiano per molti particolari: dai carter laterali/centrali ai cilindri, dai rapporti del cambio al sistema di accensione. Moderno e con dettagli tipici delle moto da competizione: il successivo Rotax 122, pur se quasi completamente diverso, mantiene la stessa filosofia progettuale. Il Rotax 123 ha una cilindrata di 124,75 cm3, con alesaggio e corsa rispettivamente di 54 e 54,5 mm. È molto attuale e moderno.
I motori da competizione due tempi sono ed erano, all'apice evolutivo, generalmente quadri come quello Rotax/aprilia. Vecchie e poi venne ripresa da Cagiva e Gilera. Nel 1988 fu dimostrato come il miglior compromesso tra il miglior lavaggio, il numero di giri ammissibili e la compattezza della camera di combustione, potenza e coppia ottenibili. Accensione ad anticipo variabile a due step, ecc. Questa soluzione aiuta a far circolare più liquido di raffreddamento e a controllare meglio le dilatazioni.
È “appoggiata” alla parte superiore della canna senza avere alcuna sporgenza all'interno del cilindro ed è fissata tramite bulloni ai prigionieri del cilindro. Emisferico e non troncoconica, scelta ancora attuale. Il coperchio testa del 122, normalmente più "basso", non monta sul 123 perché interferisce coi prigionieri (sul 122 si adottano normalmente delle viti).
Il cilindro di tipo open-deck è in alluminio e riporta la sigla 223616 (223610 per le Sport Production che ha una fasatura lievemente più spinta) e il codice 220D. Basamento, pertanto è scorretto l'uso del termine monoblocco. Esternamente è verniciato in grigio (nel 122 è grezzo) e riporta sulla sommità della canna, che ha il “solito” riporto al Nichel-cromo-silicio, 5 prigionieri.
Vibrazioni trasmesse. In modo da rispettare pienamente le specifiche di progetto. Tutti i cilindri dell'Extrema sono dotati di booster di aspirazione e del travaso frontescarico (o Coanda). Bravo preparatore senza apportare modifiche sostanziali alla geometria e alla finitura dei condotti (nessuno deve essere lucidato a specchio o modificato nelle geometrie e dimensioni).
La differenza tra i due cilindri è soprattutto tra l'altezza rispetto alla battuta sul carter (più alta nell'SP) recuperata con una diminuzione lato testa. Per l'uso in pista. Si noti che questa luce può essere ricavata per lavorazione in qualsiasi cilindro del Rotax 123 dato che il carter è già conformato e raccordato per farla "funzionare".
Alle differenze tra cilindri standard ed SP sono dedicati due articoli apparsi su un sito e forum specializzato in Aprilia RS. Cilindri dei Rotax 123. Cilindro del Rotax 123 (standard ed SP sono identici inferiormente) a confronto con il cilindro del Rotax 122 (220l e 220h sono identici inferiormente). Il condotto evidenziato è presente anche sui cilindri 223616 (SP) del 1994.
Qualità e la resistenza. Le SP sono equipaggiate di un pacco identico, ma con petali in carbonio codice APRILIA 8106266 dello spessore di 0,4 mm. Motociclo standard senza altre modifiche. Componenti si riscontrano una diversa disposizione e un diverso diametro dei fori.
Possibilmente non quelle con agenti "pulenti" che potrebbero interferire con il velo d'olio. Superiore a 12,5:1 (alcune della prima serie, le SP e le 1994). LA-A-1014: se non presente o non corretta la moto è da considerarsi incompleta. La manutenzione richiesta dal sistema di alimentazione è minima e tipica dei motori due tempi. Cavo Bowden che apre la valvola. RPM. Cilindro (successivamente si può fare ogni 5/6000 km).
L'ideale è sostituire la guarnizione e controllare lo stato dell OR e della tenuta del paraolio che può tagliarsi in zone non visibili. Si tratta quindi di una valvola a due posizioni e non una più pregiata regolazione passo-passo come alcune concorrenti (come Cagiva e Honda).
1989-1993: è in alluminio con riporto superficiale al fine di ridurre i depositi carboniosi grazie alla miglior dissipazione del calore. La manutenzione è scarsa, perché va pulita ogni 6000 km ed eventualmente occorre verificare un po' più spesso il gioco del cavo del solenoide che deve scorrere libero e va lubrificato. In fase di restauro o dopo l'acquisto è consigliabile verificare tutti i componenti del sistema, compresa molla, paraolio e OR all'interno del portavalvola.
Presentare danni, crepe o usura e va lievemente lubrificato con olio per miscela. L'espansione è in acciaio stampato ed è identica per tutte le Extrema con Rotax 123. Le versioni "strada" hanno il codice omologativo GS C114.235, mentre le SP hanno il codice LA-C-1014. Ovviamente i silenziatori con stesso codice possono essere scambiati tra loro.
Una nota curiosa: le moto per il mercato svizzero erano dotate di uno scarico con catalizzatore molto pesante e sgraziato. La manutenzione/restauro prevede la sola lucidatura tramite tamponi e cere apposite dell'alluminio lucido, ma in caso di necessità il silenziatore non può essere smontato. Removibile è il tubo in carbonio delle 1994, sfilabile dopo aver rimosso i rivetti. Risaldare.
Il Sistema è composto da statore, volano, bobina/centralina ad anticipo a due stadi. Diverso colore, perché hanno anticipi di accensione non adatti. Una rarità che era disponibile per i Rotax 123 era la centralina ad anticipo variabile su tutta la curva non programmabile "aprilia racing".

prototipo atv rotax 123 2
- Storia e contesto del Rotax 123 nell'uso stradale e da competizione
- Architettura: cilindri, carter, do-it-yourself e differenze tra standard e SP
- Sistemi di raffreddamento, fluidodinamica e gestione delle dilatazioni
- Manutenzione, limiti di progetto e parametri di controllo dell'accensione
- Versioni stradali vs SP: omologazioni, silenziatori e codici
In sintesi, il Rotax 123 rappresenta una evoluzione centrata su prestazioni, affidabilità e notorietà nel panorama delle due tempi: una soluzione modulare che ha mantenuto la filosofia progettuale anche quando i dettagli tecnici sono variati tra assemblaggi e serie.
