Recensioni sul nuovo Softail Fat Bob: potenza, stile e piacere di guida
È una moto splendida, motore impeccabile. La consiglio vivamente. Affidabilità ottima. Motore elastico e potente, molto divertente nella guida sul misto veloce, da rivedere le sospensioni anteriori, discreto il mono posteriore, impianto frenante Brembo discreto ma non troppo performante se si spinge. ❤️HARLEY DAVIDSON❤️ moto uniche al mondo, la FAT BOB 114 ha un motore che non finisce mai di stupire, potente ai bassi regimi capace di toglierti da qualsiasi problema e con qualsiasi marcia inserita! sound da pelle d’oca e guida ineccepibile, piantata a terra da un avantreno stabile e preciso, una moto? Direi una compagna di vita! Bellissima potentissima e divertenteee,molto bene rifinita e ben fatta. Anche se è un'Harley abbastanza recente, la moto mantiene un DNA potente e inconfondibilmente americano. Ottima moto. Potente e versatile. Comoda nei lunghi viaggi e molto agile anche nel traffico. Moto che ha un motore strepitoso e finalmente un Harley con freni adeguati.
Un breve riassunto: la XDiavel copre i 400 metri con partenza da fermo in poco più di 11 secondi e arriva ad una velocità massima vicina ai 240 km/h ai 1.500 metri. Il bicilindrico ad L è, sì, addobbato per la festa, ma continua ad essere lo sportivo di sempre. Il twin americano fatica a tenere il passo. Il suo punto di forza è la coppia, gran parte della quale è disponibile già a 2.500 giri/minuto, ma quando si tratta di involarsi, l’aquila sembra un bel po’ appesantita rispetto alla signorina bolognese. Tolte queste differenze, forse scontate se si va a spulciare la storia delle rispettive Case, sono molti i punti in comune fra queste due cruiser. Il primo, lampante, è che sono bellissime, statuarie, imponenti. Non restarne affascinati è pressoché impossibile. Già perché si tratta sì di metallo, ma di quello curato, laccato e lavorato. Insomma l’anima, se non c’era, in qualche modo gli è stata data. E da mani sapienti. La Fat Bob è la più sportiveggiante fra le proposte della famiglia Softail. Il trucco? Pneumatici di larga sezione e un avantreno quasi da sportiva, cioè caricato sulla ruota e incorniciato da una bella e imponente forcella a steli rovesciati da 43 mm. La zona centrale è dominata dal propulsore, in questo caso il Milwaukee-Eight 114 (dove “eight” indica le 8 valvole della distribuzione e 114 i pollici cubi di cilindrata, 1.868 cc). Sembra lo stesso di sempre, ma è tutto nuovo e arricchito da un contralbero antivibrazioni che svolge alla grande il suo dovere, isolandovi con efficacia. Il lavoro dei pistoni e della meccanica si sente ancora, ma è una compagnia abbastanza silenziosa e decisamente tranquilla. Sotto la sella si nasconde il monoammortizzatore, in una posizione inconsueta per H-D, che sulle Softail ha sempre nascosto il componente sotto al motore. Il telaio è quindi inedito, ha una struttura meno arzigogolata, una maggior rigidità torsionale e un peso inferiore rispetto ai precedenti. Il forcellone in tubi tondi ha una forma triangolare che prosegue idealmente quella del telaio stesso: la Fat Bob sembra una rigida, ma non lo è affatto. Il monoammortizzatore è regolabile nel precarico tramite un pomello remoto e la moderna ciclistica riesce, in movimento, a far dimenticare il peso della moto, che non è affatto poco. Il succinto vestito della XDiavel nasconde soluzioni più estreme. La più eclatante riguarda la misura del pneumatico posteriore, da ben 240 mm di larghezza. È vincolato al telaio tramite un monobraccio in alluminio diviso in tre sezioni. La Casa bolognese ha optato per questa soluzione per facilitare le (comunque rare) operazioni di manutenzione sulla cinghia dentata, quest’ultima una scelta decisamente inconuata per Ducati, ma desiderata dagli appassionati del genere cruiser. Un’altra peculiarità di questo modello riguarda il motore, che ha la pompa dell’acqua nascosta fra i due cilindri: il carter destro è stato liberato dai due tubi di mandata, caratteristici di tutti i quattro valvole bolognesi raffreddati a liquido. Le prestazioni sono elevatissime e ancor più che i cavalli (ben 152), stupiscono i dati di coppia: il picco massimo (12,8 kgm) viene raggiunto a soli 5.000 giri/minuto, un regime bassissimo per un propulsore di origine sportiva; il risultato è stato ottenuto lavorando sullo scarico e sulla gestione elettronica. A tal proposito: se sulla Fat Bob i controlli sono ridotti al minimo, di fatto solo l’ABS risponde all’appello, la XDiavel fa della sofisticazione uno dei suoi punti di forza: ABS Cornering, controllo di trazione, Riding Mode, Power Modes e launch control fanno parte della ricca dotazione di serie. A tal proposito: servono. Non tanto per tenere a bada la veemenza del propulsore, che è comunque dolce nel prendere i giri, quanto per non farsi prendere troppo la mano durante la guida, soprattutto quando si va a riprendere in mano il gas, magari in uscita di curva. Contrariamente alla Fat Bob, la XDiavel si può guidare con piglio sportivo, e ci si può abbandonare a pieghe di tutto rispetto contando su una ciclistica tendenzialmente rigida ma obbediente, su pneumatici che non mollano la presa e su una luce a terra considerevole. Sulla H-D, invece le pedane giungono presto a contatto con l’asfalto ed è un peccato perché forcella e monoammortizzatore, pur non raggiungendo la precisione dei componenti impiegati sulla bolognese, non si comportano affatto male e solo nei cambi di direzione si avverte il peso della moto e l’inerzia data dalla consistente massa. Bene. Ma c’è altro al di là delle pieghe e delle prestazioni assolute di queste due bicilindriche... C’è il piacere di guidarle e, forse ancora di più, di possederle, di sfoggiarle. Anche i prezzi della Fat Bob e della XDiavel contribuiscono a renderle uniche. Sono beni di lusso, gioielli da comprare per la loro bellezza e per le sensazioni che scatenano, e non certo per la versatilità. Il riparo dall’aria nullo e i manubri larghi le rendono stancanti nei lunghi tragitti autostradali e, se amate viaggiare in coppia, potrebbero essere fonte di battibecchi perché a chi guida è riservato il posto d’onore, morbido e ben sagomato, a chi è trasportato poco più di un cuscinetto. Ma se volete lasciarvi andare, assaggiare il sapore della libertà e provare l’emozione di cavalcare un bicilindrico che potpotta a pochi centimetri dalle vostre natiche, allora siete sulle moto giuste. le differenze in termini prestazionali fra le due bicilindriche sono davvero macroscopiche: la coppia della Harley-Davidson può poco contro la potenza della XDiavel che riesce a spingere l’italiana a ben 235 km/h effettivi. A questa velocità il carico dell’aria è però eccessivo e l’assenza di riparo aerodinamico obbliga ad aggrapparsi con tutte le forze al largo manubrio. La Fat Bob 114 non va oltre i 187 km/h ma li raggiunge già al traguardo dei 1.000 metri. In accelerazione e ripresa il vantaggio del bicilindrico italiano è davvero importante, soprattutto se si confrontano i tempi della prova sorpasso: a separare le due moto sono oltre 3 secondi. Anche in frenata la Ducati si comporta meglio.
Oggi pomeriggio ho trovato un dealer che aveva esposta una FAT BOB (non si poteva provare perché era venduta); sono salito in sella e che dire...per me FANTASTICA, imponente, massiccia e "maschia" come piace a me... sulla carta mi piaceva anche un sacco la forte eight ma dl vivo non è scattata la scintilla...Cerco una moto che mi accompagni non dico per sempre ma quasi..
Veniamo alle note dolenti... Massiccia e maschia... Forse troppo? ho avuto un monster e uno z750 e diciamo che pesavano circa 200 kg meno..Spostarla da fermo per le manovre mi dava un po' d'ansia...La cilindrata..è difficile da gestire? e' troppo potente? Come sono le vibrazioni su quella moto? E' difficile da provare..non ho ancora trovato il modello tester... Per quel motore mi proponevano di provare oggi un low rider... E' una ruotano davanti come cambia la guida? La postura in sella è da "boss" molto bella e da fermo semplice e comoda ma guidando è comoda o affatica polsi e schiena? Ha ragione?? ciao fat... posso darti un consiglio spassionato? E' un bel mezzo, te lo consiglio, ma prendilo usato: se poi vuoi buttar via altri 7.000 euro... Io ne ho presa una usata l'hanno scorso. Se non hai quella di volere essere assolutamente il primo proprietario della moto anch'io ti consiglio di guardare il mercato dell'usato. Per 13k l'altr'anno ho trovato un 2012 (quindi con abs), sissy a sgancio rapido, scarichi aperti, doppia borsa in cuoio, derby cover sostituita, tutto il set di pedaline ancora da montare. Parlando della FXDF posso solo essere di parte. Moto fantastica, ci giro tanto da solo quanto con mia moglie, ponte del primo maggio in Toscana compreso. Diversamente da Black Io adoro il doppio faro, il modello mi ha colpito proprio per quello. Era un Dyna diverso. Viaggiando diventa scomoda sopra i 110, l'aria che si prende è fastidiosa. Da settembre ho percorso 9500km e posso solo parlarne bene. ora rispondendo un po' meglio alle tue domandefatbiofa ha scritto:Massiccia e maschia... Forse troppo? Non mi farei troppi problemi, la FXDF è stata la mia prima moto in assoluto e non mi ha mai messo in difficoltà. chiaro, parcheggia col muso che guarda il cielo altrimenti rimpiangerai il fatto che le Harley non abbiano la retro. La cilindrata è difficile da gestire? e' troppo potente? Come sono le vibrazioni su quella moto? c'è un bel po' di coppia, questo sì. gomme stock migliorabili, sul bagnato vedi di avere la moto dritta prima di aprire. io mi sono preso due tre begli spaventi... per la mia inesperienza è una moto. spingi sul manubrio e pieghi. la postura in sella è da "boss" molto bella e da fermo semplice e comoda ma guidando è comoda o affatica polsi e schiena? Ha ragione?? e qui, i soldi sono i tuoi. fidati fat... se ti diciamo che è meglio punare prima su un usato e non farti tante pippe mentali del tipo ABS SI ABS NO, 1.584cc... 1.690cc... A me piace tanto il nuovo modello color sabbia opaco, ma togli subito quel cacchio di doppio faro anteriore... ehi fat... almeno un grazie ai nostri interventi sarebbe doveroso, non ti pare? Ciao a tutti.
Harley-Davidson ha rinnnovato, anzi rivoluzionato la famiglia delle Softail, le più “custom” della gamma. Tra gli otto modelli che ne fanno parte (di cui parliamo nel box a pag. In effetti la Fat Bob è molto grintosa con il faro rettangolare a Led, i terminali di scarico satinati rivolti verso l’alto, i grossi pneumatici su cerchi da 16”, i parafanghi ridotti al minimo e il supporto della targa fissato al forcellone. Il motore è il bicilindrico H-D “Milwaukee Eight” da ben 114 pollici cubici, cioè 1.868 cm3 (ma è disponibile anche il “piccolo” 107 da 1.745 cm3) con distribuzione a quattro valvole per cilindro, alimentazione a iniezione elettronica e raffreddamento ad aria/olio, fissato rigidamente al telaio (due contralberi provvedono a smorzare le vibrazioni). Tutto nuovo anche il telaio a doppia culla in acciaio, più leggero e composto da meno parti dei precedenti, ma più rigido del 65%. Cambia anche il forcellone “finto rigido”: ora è fissato a un classico monoammortizzatore regolabile Showa montato inclinato sotto la sella. In sella alla Fat Bob si sta comodi, ben inseriti nella moto grazie alla sella bassa e al serbatoio stretto. L’impostazione di guida con le pedane avanzate non è da naked sportiva, ma il manubrio largo e vicino al busto del pilota permette di avere tutto sotto controllo anche guidando in maniera aggressiva. Il bicilindrico da 1.868 cm3 si dimostra sempre elastico e sfruttabile, ma spinge forte soprattutto ai regimi medio/bassi, mentre agli alti è quasi inutile insistere. Anche tra le curve la Fat Bob si fa apprezzare, grazie alle sospensioni ben tarate e alla discreta agilità data dal baricentro basso, nonostante il peso e le gomme dalla sezione generosa. Peccato per la scarsa luce a terra delle pedane: migliorata rispetto al precedente modello, continua ad essere un limite nelle pieghe decise. Mi sono innamorato di questo mezzo provandola per caso ad una fiera. Allo stand HD chiesi di poterla provare e, ridendo, mi venne data questa. La vibrazione ed il sound del motore quando l'accendi sono qualcosa di indescrivibile, è come avere un mostro vivo a 3 cm dal tuo bacino e quando ho aperto il gas sul rettilineo ho capito perchè le persone comprano questi mezzi americani e poi li tengono tutta la vita. La potenza è tale che sembra debba strappare l'asfalto, sembra di guidare uno camion diesel vitaminizzato ed il sound è semplicemente meraviglioso. Lo scarico originale non è esagerato ma quando sali di giri le onde sonore si sentono sulla pelle facendo girare chiunque e le auto davanti si spostano per vedere la fonte di tanto rumore. Basta però tenere la moto a 2000 giri e vai tranquillamente e senza sforzo con qualunque marcia, nelle curve si piega che è un piacere, la moto non tocca con le pedane, l'anteriore ha l'angolo quasi da sportiva e questo la rende agile nonostante il peso.
Velocità consigliata? Beh la protezione aerodinamica non esiste, è necessario un parabrezza adeguato per i viaggi lunghi, messo quello si macinano centinaia di km in scioltezza. Sono stato una settimana in giro per il nord Italia e uomini di tutte le età ne sono incuriositi, molti mi chiedono che modello sia, e dai pochi amici scettici ai quali l'ho fatta provare ricevo solo commenti entusiastici per la potenza e goduria alla guida. Chi sale sul fat bob non vuole più scendere perché in sella a questo mezzo semplicemente dà dipendenza istantanea. Oggi sono passato in concessionaria a vedere e provare il Fat Bob 114. Per prima cosa ci ho girato attorno per 5 minuti, il tempo di digerire ed assimilare lo stravolgimento. La posizione in sella è perfetta e ci si trova subito a proprio agio, rispetto alle Dyna, qui si guida più a ridosso del manubrio, questa soluzione unita alla larghezza dal manubrio, permette un maggior controllo e maneggevolezza. Le pedane sono poste ad una distanza intermedia, non sono né avanzate né centrali, nel complesso tra la posizione in sella del Fat Bob e quella del mio Dyna Street bob vi è un abisso. La “ruotona” anteriore si fa avvertire solo nelle manovre da fermo, dove lo sterzo è più pesante a causa della maggior sezione del pneumatico, ma appena si è in movimento anche a bassa velocità si avverte distintamente rispetto alle Dyna una maggiore ed incredibile maneggevolezza.

Metto in moto, il sistema keyless entra in funzione, basta premere il pulsante di messa in moto; il sound che esce dagli scarichi è simile a quello di un maxi scooter, ma è l’unica vera delusione, il 114 spinge da matti. Riprende bene anche in terza a 30 km/h, mentre in quarta vibra un po’ per poi fiondarti via come un missile, peccato che il rombo soffocatissimo sia deprimente. Ho notato che rispetto al mio 103, ha molto meno freno motore, ma i freni questa volta ci sono e funzionano veramente!!! Ho provato a pinzare diverse volte ad alta velocità usando un solo dito, e frena da paura! Teatro della prova una strada ricca di curve che saliva in collina, il Fat Bob andava come un missile e con un’agilità e facilità sconosciuta alle altre Harley-Davidson, mi son sentito a mio agio fin da subito. Le sensazioni provate sono distanti anni luce dalle classiche Harley-Davidson a cui sono abituato, simili a una moderna naked; il 114 è una bomba. Viaggiando diventa scomoda sopra i 110, l'aria che si prende è fastidiosa. Da settembre ho percorso 9500km e posso solo parlarne bene. Con l'HD Fat Bob hai tutto quello che ti serve e per strada ricevi sguardi curiosi o ammirati. Da spenta fa la sua figura ma è discreta e nella marcia con un filo di gas è quasi educata.

La Fat Bob è molto grintosa con il faro rettangolare a Led, i terminali di scarico satinati rivolti verso l’alto, i grossi pneumatici su cerchi da 16”, i parafanghi ridotti al minimo e il supporto della targa fissato al forcellone. Il motore è il Milwaukee Eight da 114 pollici cubici, disponibile anche il 107, con raffreddamento aria/olio e contralberi per smorzare le vibrazioni. Tutto nuovo anche il telaio: doppia culla in acciaio, più leggero e rigido. In sella si sta comodi, grazie alla sella bassa e al serbatoio stretto; l’impostazione con pedane avanzate non è da naked sportiva, ma consente controllo e maneggevolezza anche in guida aggressiva. Il bicilindrico da 1.868 cm3 è elastico e sfruttabile, spinge forte ai regimi medio/bassi; agli alti è meno utile, ma offre una spinta continua. Anche tra le curve la Fat Bob si lascia guidare con agilità grazie al baricentro basso e alle sospensioni ben tarate, anche se la luce a terra delle pedane resta un limite in piega decisa.
Harley-Davidson Fat Bob | Perché comprarla... e perché no
In conclusione, la Fat Bob è una cruiser innovativa che unisce stile iconico e prestazioni concrete, capace di dividere e appassionare. Possedere una Fat Bob significa avere una moto di charme, potenza e presenza su strada, ma anche accettare compromessi di comfort lungo viaggi prolungati. Per chi cerca un’alternativa all’italiana XDiavel, Fat Bob offre una proposta molto distinta e identitaria, con un carattere forte e una guidabilità sorprendente per una cruiser moderna.
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