La leggenda di Honda: dai sogni di Soichiro alle strade del mondo
1906: Nasce Soichiro Honda. Soichiro Honda nacque nella Prefettura di Shizuoka, nel piccolo villaggio di Komyo vicino a Tenryu, ora la città di Hamamatsu un paesino nei pressi del Monte Fuji, il 17 novembre 1906, figlio di Gihe Hondai, fabbro e meccanico di biciclette, e di Mika - una tessitrice esperta. Soichiro, appassionato di meccanica, aiutava il padre nella sua attività di riparazione di biciclette e come lui aveva mani abili.
1922: Le luci della metropoli. Soichiro Honda, finita la scuola dell’obbligo, decise di cercare lavoro in quel settore che tanto amava. Non trovando disponibili posti di lavoro nella prefettura di residenza, nel 1922, all’età di quindici anni, riuscì a farsi assumere come apprendista meccanico presso l’officina di riparazione automobili "Art Shokai" di Hongo, Tokyo. Anche qui, la storia narra il metodo di assunzione: un giorno Honda vide un annuncio del workshop automobilistico "Art Shokai", officina molto popolare poiché forniva i migliori servizi di riparazione della città. Non era un annuncio di assunzione, ma Soichiro scrisse alla direzione chiedendogli di accettarlo come studente. Dopo aver ricevuto una risposta positiva, una settimana dopo, il sognatore andò a Tokyo. Nel primo anno, Honda non imparò nulla poiché il suo datore di lavoro gli affidò una mansione radicalmente diversa da quella che il giovane si aspettava: fare da baby sitter al giovanissimo figlioletto. Nei primi mesi, lo studente eseguì piccoli compiti, come la preparazione del tè o il lavaggio dei pavimenti. Gli anziani lo presero sotto cura e guardavano la sua pazienza e la devozione alla compagnia.
1923: Terremoto a Tokyo. Tutto cambiò col catastrofico grande terremoto del Kanto del 1° settembre 1923 (più di 140 mila vittime): tutti i dipendenti abbandonarono la "Art Shokai" per tornare alle proprie famiglie e ricostruire le proprie case, con la sola eccezione di Honda e dell’apprendista più anziano. Questo avvenimento diede l’occasione ad Honda di ricevere una rapida e completa istruzione nel campo della meccanica automobilistica, sotto la direzione del suo capo, Yuzo Sakakibara. Honda rapidamente apprese le sfumature del business di riparazione auto e guadagnò una reputazione come un meccanico lavorativo. Il suo entusiasmo per il duro lavoro, la capacità di improvvisare e una comprensione intuitiva della meccanica gli servirono parecchio. Soichiro non solo apprese i lavori di riparazione, ma anche come affrontare i clienti imparò anche imparato l'importanza di sentirsi orgogliosi per la propria competenza tecnica e il proprio lavoro. Quindi ricevette non solo conoscenze teoriche, ma anche competenze necessarie al lavoro, come la forgiatura e la saldatura.
1926-1928: Formazione e primi passi. Nel 1926, all’età di vent’anni, Honda venne coscritto nelle Forze Armate ma, essendo risultato daltonico, venne riformato e ritornò subito a lavorare presso la "Art Shokai". Dopo sei anni di apprendistato ricevette finalmente il brevetto di mastro meccanico nel 1928. Honda (22 anni) si era già guadagnato una certa fama partecipando ad alcune corse automobilistiche come pilota per Yuzo Sakakibara, che poi lo autorizzò ad aprire un’autofficina ad Hamamatsu utilizzando il nome "Art Shokai". Honda venne “adottato” da Yuzo Sakakibara in base al sistema di relazioni familiari e di affari noto come ie, abolito nel 1947.
1937: Tokai Seiki, la prima azienda di Soichiro Honda. Nel 1937 venne così fondata la "Tokai Seiki" (Compagnia Macchinari di Precisione del Mare Orientale), con sede nella stessa officina "Art Shokai" di Hamamatsu. Kato Shichiro venne nominato presidente della Tokai Seiki mentre Soichiro Honda riparava automobili e motociclette di giorno, poi di notte sperimentava vari metodi per la produzione di segmenti. Il suo intento era di vendere i suoi segmenti alla "Toyota Corporation", perciò si mise a lavorare giorno e notte, dormendo in officina, con la convinzione che avrebbe raggiunto il risultato. Per restare in affari impegnò i gioielli della moglie e non solo. Ishida Taizo, un responsabile acquisti della Toyota, chiese alla "Tokai Seiki" di inviare un lotto di cinquanta segmenti per valutare l’acquisto di successive partite. Il risultato: un disastro su tutti i fronti. Dei cinquanta segmenti, solo tre passarono il controllo qualità. Toyota scelse altri fornitori e Soichiro Honda passò settimane insonni continuando a sperimentare ma ottenendo sempre gli stessi catastrofici risultati. Honda capì che per la prima volta in vita sua aveva bisogno di studiare le scienze. Chiese quindi aiuto al professor Fuji Yushinobu del locale Istituto Tecnico, che lo mise in contatto con un docente universitario, il professor Takashi Tashiro. Questi analizzò uno dei segmenti e comunicò ad Honda che il motivo era un’insufficiente elasticità dovuta all’uso di una lega d’acciaio povera di silicio. Questa rivelazione colpì Soichiro Honda come un fulmine: non solo si iscrisse ad una scuola tecnica serale per lavoratori, ma seguì anche le lezioni del Professor Takashi. Per due anni, fino al tardo 1939, Honda studiava di notte e lavorava di giorno. A questo punto, avendo sbloccato il segreto della realizzazione di segmenti d’alta qualità, si presentò un altro problema: i macchinari che Honda e Kato Shichiro avevano acquistato erano sufficienti per produzioni in piccola serie, non certo le enormi quantità che Toyota o gli altri grandi costruttori richiedevano. Grazie all’aiuto del Professor Takashi, Honda poté usufruire della collaborazione di numerose università giapponesi e questo aiuto si dimostrò fondamentale per la realizzazione dei rivoluzionari macchinari che Honda aveva concepito per la produzione di massa. Nel 1939 Soichiro Honda venne nominato presidente della Tokai Seiki dopo Kato Shichiro. Una delle sue prime “rivoluzioni” fu la creazione di una linea di produzione ad elevata automazione che potesse essere usata dal Corpo di Lavoro Volontario, costituito quasi interamente da giovani donne prive di esperienza nel settore metalmeccanico, senza però diminuire la qualità dei prodotti, qualcosa che ritornerà in seguito.
1941-1945: Guerra e rinascita. Tokai Seiki divenne un fornitore Toyota nel 1941. Durante la seconda Guerra Mondiale, le vendite andarono aumentate e le pressioni belliche spinsero Honda a innovare, automatizzare e adattarsi alle necessità. La fabbrica fu bombardata, fu bombardata di nuovo, e l’ultimo sforzo fu quello di ricostruire con materiali trovati. In questi anni Honda sviluppò tecnologie e capacità che avrebbero sostenuto la rinascita postbellica. Nel 1945 un terremoto mise fine a tutto: lo stabilimento di Iwata fu gravemente danneggiato dal terremoto di Mikawa. Soichiro decise di vendere il brevetto del suo, ma la storia continua con la nascita di una nuova era.
1946: Honda numero 1. Dopo la guerra, il Giappone aveva bisogno di muoversi in modo rapido ed economico. A Soichiro viene l’idea di montare il motore di un gruppo elettrogeno su una bicicletta. Così facendo, crea la prima "Honda". Quando Soichiro vede un'auto per la prima volta, una Ford Model T, la sua vita cambia per sempre. 1947: Honda Type A. L'originale bicicletta motorizzata viene sviluppata ulteriormente, diventando più elegante, pratica e popolare. Dopo pochi mesi, si inizia a produrre il motore progettato da Honda per la prima volta su un nastro trasportatore. 1948: Nasce Honda Motor Company. Soichiro Honda e Takeo Fujisawa creano una nuova azienda. Soichiro agisce nelle vesti di sviluppatore di prodotti, mentre Fujisawa-san apporta la sua esperienza imprenditoriale.
1955-1965: In vetta alla classifica e crescita globale. Honda diventa il più grande marchio di motociclette del Giappone e uno dei marchi leader mondiali. Il primo punto vendita negli Stati Uniti apre in California nel 1956. Nel 1958 nasce la Super Cub, una motocicletta semplice, economica e adatta a tutti, destinata a diventare l’icona della mobilità di massa. Nel 1959 il marchio inizia a vendere oltre confine, con American Honda Motor Co. e, nel 1960, nasce una divisione dedicata a R&D. Nel 1962 si apre la produzione globale con stabilimenti in Belgio, e nel 1963 Honda inizia a vendere auto (T360, RA271). Nel 1964 Honda entra nel mondo delle corse con successo, e nel 1965 arriva la prima vittoria in Formula 1 con Richie Ginther.
1967-1988: Nuove generazioni e innovazione. La Civic diventa simbolo di mobilità diffusa; negli anni ’70 arriva la Accord e si definiscono partnership internazionali, tra cui quella con British Leyland nel 1979. Nel 1981 nasce Honda Electro Gyrolocator, primo navigatore basato su mappe. Nel 1982 Honda diventa il primo marchio giapponese a produrre auto negli USA; nel 1986 arriva Acura e la Legend Coupé. Nel 1988 le McLaren-Honda dominano la F1. Nel 1992 due nuove fabbriche in Europa e la CR-V nel 1995 segnano l’ingresso dei SUV. Nel 1999 arriva l’NSX, una supercar ibrida, mentre nel 2000 nasce ASIMO, il robot umanoide. Nel 2001 la Civic Type R conquista l’Europa, e nel 2003 lo spot The Cog diventa iconico. Nel 2006 Honda investe nell’idrogeno, aprendo nuove strade per l’energia pulita.
2014-2018: Innovazione continua e anniversari. Le vendite globali superano i 300 milioni di motociclette e scooter; nel 2015 nasce HondaJet. Nel 2016 si raggiunge il traguardo di 100 milioni di auto prodotte. Nel 2017 viene presentata la NSX aggiornata e una Civic Type R capace di record al Nürburgring. Nel 2018 Honda celebra 70 anni di sogni e continua a guardare avanti.
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Il rinnovamento tecnologico di Honda ha portato la casa a espandersi in America ed Europa, mantenendo una filosofia centrata sull’utente e sull’innovazione continua. La trasformazione da produttore locale a colosso globale è stata guidata dall’equilibrio tra visione tecnica e gestione imprenditoriale, con una chiara attenzione all’ambiente e al futuro della mobilità.
Be the Wind
Cambio filosofico. Il passaggio all'elettrico non è stato privo di dubbi interni, ma ha dato origine a una filosofia riassunta nel motto "Be the Wind": diventare parte del vento e offrire una guida sensoriale unica. La silenziosità del motore elettrico permette di percepire rumori e suoni ambientali, offrendo una nuova esperienza di guida. La dinamica di guida si arricchisce con quattro modalità - Standard, Sport, Rain ed Econ - che modulano accelerazione, decelerazione, frenata rigenerativa e controllo di trazione.
Due livelli di potenza e autonomia
La Honda Wind Naked 7 utilizza una batteria agli ioni di litio da 9,3 kWh, raffreddata ad aria, con due versioni di potenza: 18 kW (patente A2) e 11 kW (patente A1). L’autonomia dichiarata è di 140 km per la versione 18 kW e 153 km per l’11 kW. La ricarica va dalla presa domestica a una ricarica CCS2 rapida; cinque ore e mezza per una ricarica completa, circa 30 minuti per l’80% in ricarica rapida, con circa 93 km riacquisibili in quel lasso di tempo.

