La Ciclovia del Senio a Castel Bolognese: tra entusiasmo per il cicloturismo e criticità di gestione e tutela degli argini
Che belle le piste ciclabili, finchè non crollano alla prima piena. Come è successo ai primi di maggio dopo la prima ondata di maltempo a Castel Bolognese. Il 22 aprile era stato inaugurato il percorso cicloturistico dal governatore dell’Emilia Romagna Pd Bonaccini che, per l’occasione, si era cimentato in un vero e proprio sprint con la Giunta al seguito. Quella inaugurata sugli argini del Senio era un’opera da 620mila euro, dieci chilometri di pista realizzati proprio all’apice dell’argine del fiume e perla quale sono stati sradicati centinaia di alberi. Per realizzare la ciclovia, che si trova vicino alla casa dell’ex ministro del Lavoro Giuliano Poletti, la Regione ha stanziato un contributo di 380mila euro, mentre il Comune di Castel Bolognese ne ha investito 240mila (il 38%).
La presentazione del sito ufficiale della regione Emilia Romagna esalta la ciclovia come “ricca di spunti naturalistici e culturali, perciò attraente nell’ottica del turismo outdoor”, con l’indicazione che sia “green” per definizione. Tuttavia, il disboscamento degli alberi effettuato per realizzare la ciclovia è stato una concausa proprio in quel punto del disfacimento dell’argine e dell’esondazione del Senio che alla seconda alluvione non ha retto.
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Così, mentre da una parte la giunta Bonaccini si sfregia di essere la Regione più virtuosa nel settore delle ciclabili annunciando in questa legislatura investimenti per la realizzazione di circa mille chilometri in percorsi per le due ruote, dall’altra tralascia manutenzione agli argini e progetti per la realizzazione di casse di espansione per contenere le piene dei fiumi (su 23 finanziate ne sono state realizzate 12). Scelte che, soprattutto in queste ore di catastrofe per frane e allagamenti in tutta l’Emilia Romagna, suscitano rabbia e sconcerto negli stessi cittadini. «Ma in che mani siamo?», si interroga Licio.
Il Senio era da tempo al centro dell’attenzione dei residenti. In tanti hanno manifestato contrarietà all’opera, lamentando che la cima era stata “limata” per allargare il percorso, perdendo 2.530 centimetri. «Quello che ora chiediamo è che venga fatta più manutenzione. Tre anni fa abbiamo iniziato a parlare di pista ciclabile e abbiamo sollevato una serie di perplessità ma la giunta comunale non ha mai voluto parlare con noi».
«Abbiamo chiesto più volte di non abbassare la banca (il rinforzo dell’argine verso la campagna,ndr)», gli fa eco Vittorio Berzoi, la cui abitazione sorge vicino al punto in cui il Senio ha rotto l’argine. «Inizialmente la sponda dall’altra parte era più bassa, ma ora sono praticamente alla stessa altezza», ricostruisce. Ora invece, alla seconda piena, gli argini non esistono più. Tutto allagato.
«È un errore togliere gli alberi all’apice degli argini dei fiumi, non ha senso», spiega Piero Farabollini, presidente dell’Ordine dei geologi della Regione Marche nonché professore di geomorfologia all’Università di Camerino. «Si crea uno scompenso, perché nel momento in cui si tolgono apparati radicali e si alza la piena, complice l’umidità, l’acqua non trova resistenza e questo provoca le rotture degli argini».
La sintesi è che «Il livello dei fiumi si è alzato per il restringimento degli argini. Alla fine del Giro d’Italia 2016, il Campione del Mondo Maurizio Fondriest si faceva portavoce delle istanze di un territorio che ama e conosce bene, la Romagna: «occorre asfaltare le strade, affinché i cicloturisti possano pedalare in sicurezza, e non siano costretti a migrare in Spagna. La Regione risponde al grido degli operatori, sa che Ciclismo è anche Turismo, e sa che lungo la costa della sua Regione sempre più hotel ruotano di 180°, e si rivolgono dal mare agli Appennini».
Eppure, come riportato, una ciclovia di 10 chilometri, con un forte richiamo al turismo outdoor, è stata inaugurata con un sostegno economico regionale e comunale, e fa parte di un progetto più ampio di ritessitura della rete ciclabile del territorio. Il fatto che la ciclovia si snodi lungo l’argine del Senio ha generato discussioni tra residenti e autorità sulla gestione degli argini e della vegetazione, soprattutto in tempi di piena, in cui l’impatto degli alberi tagliati appare critico per la stabilità idraulica.
Sabato (22 aprile) il taglio del nastro con, nel pomeriggio, una biciclettata cui hanno partecipato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza e l’ex ciclista e Ct della nazionale italiana maschile di ciclismo su strada, Davide Cassani. “Pedalare oggi sulla Ciclovia del Senio insieme ai cittadini è una festa doppia - afferma Bonaccini - innanzitutto perché premia gli investimenti e la strategia della Regione verso un utilizzo sempre più importante delle biciclette per gli spostamenti quotidiani e nel tempo libero.
“Dopo l’emergenza legata al Covid - prosegue il presidente -, la voglia di stare nel verde per scoprire la natura e il paesaggio che ci circondano è una tendenza che vogliamo assecondare e incentivare, con l’obiettivo di favorire anche stili di vita più sani. Partito nel 2019, ha l’obiettivo di sviluppare il turismo outdoor e valorizzare il paesaggio agrario, migliorandone la percezione e la visibilità. Oltre al tratto della Ciclovia del Senio, la Regione ha finanziato con i fondi Fsc 2014-2020 un progetto più ampio che comprende la ritessitura dei tracciati e delle piste ciclabili già esistenti in città, denominato progetto BC/CB (BiCi a Castel Bolognese), con la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili innovativi a Castel Bolognese. Il finanziamento regionale è stato di 380 mila euro, su un costo totale di 620 mila euro, con un co-finanziamento comunale del 38% sul totale.
Un percorso di 10 chilometri ricco di spunti naturalistici e culturali, adatto a bambini e adulti, parte dalla storica diga Steccaia fino al Mulino Scodellino, costeggiando il fiume, e incontra il medievale Canale dei Mulini, una rete di percorsi che oggi si snoda per quaranta chilometri nel cuore della Romagna.
La ciclovia è stata inaugurata con la presenza delle autorità e fa parte di un progetto di ritessitura della rete ciclabile locale. Tuttavia, in seguito all’alluvione, il percorso è stato dichiarato impraticabile e chiuso temporaneamente, con la necessità di interventi tecnici per intervenire sulla tenuta degli argini e sulla sicurezza del tracciato.
La questione resta aperta: bilancio tra valorizzazione del cicloturismo, tutela dell’ambiente e gestione delle reti idrauliche, con un focus sulle pratiche di manutenzione degli argini, sulla gestione forestale e sui criteri di sicurezza per la circolazione ciclistica in contesti di piena.

Dettagli chiave del progetto
- Durata e lunghezza: percorso di 10 chilometri lungo l’argine del Senio, parte dalla diga Steccaia e arriva al Mulino Scodellino.
- Finanziamenti: Regione Emilia-Romagna 380.000 euro; Comune di Castel Bolognese 240.000 euro (38% del totale); costo totale stimato 620.000 euro.
- Obiettivo: offrire una rete ciclabile integrata, con spunti naturalistici e culturali, per promuovere il turismo outdoor.
- Contesto ambientale: disboscamento lungo l’argine come parte del progetto, potenzialmente collegato all’erosione e all’esondazione durante le alluvioni successive.
Riflessioni sui rischi e sulle opportunità
Gli esperti locali hanno denunciato che la rimozione di alberi e l’ingrandimento del canale possono compromettere la stabilità degli argini durante piene eccezionali, evidenziando la necessità di una manutenzione continua e di interventi di rinforzo arginale per mitigare i rischi di esondazione.
Dal punto di vista della mobilità sostenibile, l’integrazione tra infrastrutture per la bicicletta e la rete di collegamenti cittadini resta centrale. La Regione evidenzia l’impegno per una mobilità più lenta, sicura e orientata al cicloturismo verso città d’arte e aree naturalistiche, con investimenti su velostazioni, piste ciclabili e progetti connessi come il BC/CB.
Integrazione di dati e prospettive future: la gestione dei tratti extraurbani richiede norme chiare e applicabili, come le proposte della Conferenza delle Regioni per definire strade ciclabili e regole di sorpasso e velocità specifiche per le biciclette, al fine di facilitare lo sviluppo della mobilità ciclabile senza compromettere la sicurezza stradale.
