Granfondo dei Nebrodi: Un'Immersione nella Natura e nello Sport tra le Montagne Siciliane
La "Granfondo dei Nebrodi", un evento ciclistico di mountain bike che celebra la bellezza incontaminata del territorio siciliano, si conferma un appuntamento imperdibile per gli appassionati delle due ruote. Nonostante le sfide imposte dalle condizioni meteorologiche, che hanno portato alla modifica del percorso originario della "Marathon dei Nebrodi" a favore di un tracciato "Granfondo" più accessibile, la passione per lo sport e la natura ha prevalso, richiamando oltre 250 partecipanti. Questo evento, organizzato con dedizione dall'ASD Etna Ride sotto la guida di Alfio e Franco, non è solo una competizione, ma un'ode alla valorizzazione del Parco dei Nebrodi, un territorio dagli scenari fiabeschi e incontaminati.

La Competizione e l'Accoglienza: Cuore Pulsante della Granfondo
La quinta edizione della Marathon dei Nebrodi, rinominata "Granfondo" per l'occasione, ha visto la partecipazione di oltre 250 corridori provenienti da tutta la Sicilia e oltre. La scelta di adattare il percorso, rinunciando al tracciato più lungo originariamente previsto per la categoria "Marathon" a causa delle scarse condizioni di agibilità dovute al maltempo, non ha minimamente scalfito l'entusiasmo dei partecipanti. Le categorie "Granfondo" ed "Escursione" hanno offerto a tutti la possibilità di mettersi alla prova sui 47 km di sentieri meticolosamente preparati, tracciati e segnalati dall'ASD Etna Ride.
La gara è stata un banco di prova significativo, con un dislivello di circa 1500 metri. Il percorso si è snodato attraverso strade prevalentemente sterrate e boschive, immergendo i ciclisti nella selvaggia bellezza del territorio Nebroide. L'inizio della gara, studiato per favorire una prima selezione, è stato caratterizzato da una salita iniziale, seguita da un susseguirsi di tratti tecnici che hanno messo alla prova la resistenza e l'abilità dei concorrenti. Il culmine sportivo è stato raggiunto con il "Gran Premio della Montagna", un riconoscimento speciale attribuito al primo atleta a transitare nel punto più alto del percorso, Monte Soro, che con i suoi 1847 metri s.l.m. rappresenta una delle vette più significative del Parco.

Oltre la Gara: Volontariato, Comunità e Sicurezza
Il successo della Granfondo dei Nebrodi è in larga parte attribuibile alla straordinaria partecipazione dei volontari, provenienti da ogni fascia d'età. Questi instancabili sostenitori, divisi in gruppi e strategicamente posizionati nei punti chiave del percorso, hanno garantito un'assistenza preziosa e, se necessario, un pronto soccorso, supportati dall'immediato intervento della Misericordia. La loro presenza capillare ha assicurato non solo la sicurezza dei partecipanti, ma anche un'atmosfera di grande supporto e incoraggiamento lungo tutto il tracciato.
Un ringraziamento speciale va anche alla Polizia Municipale, al Corpo Forestale e alle Forze dell'Ordine, la cui collaborazione è stata determinante per la gestione dell'evento. La manifestazione ha dimostrato una sinergia esemplare tra l'amministrazione comunale di Cesarò e l'intera comunità, uniti dall'obiettivo comune di promuovere, valorizzare e incrementare lo sviluppo turistico del territorio. Questo spirito di collaborazione è fondamentale per far conoscere e apprezzare le bellezze uniche dei Nebrodi, incentivando un turismo sostenibile e consapevole.
Valerio Battisti: “Fare volontariato fa bene: provare per credere!”
Un Percorso Ricco di Storia e Bellezze Naturali
Il tracciato della Granfondo dei Nebrodi, pur nella sua versione adattata, ha offerto un'esperienza indimenticabile, conducendo i partecipanti attraverso scenari di rara bellezza. Lasciato il centro abitato di Cesarò, il percorso si è inoltrato nel cuore del Parco, attraversando località suggestive come Piano della Fiera, P.lla S. Antonio, P.lla Buffali, e le Case Trapesi. Il tragitto ha costeggiato il Torrente Cutò, con la sua centrale idroelettrica, e le Case Mazzaporro, proseguendo verso Torti.
L'itinerario ha poi toccato punti di interesse naturalistico di primaria importanza, tra cui la Sorgente Ramo, Piano Lupo, C.da Monica, e i suggestivi Lago Biviere e Lago Maulazzo. La progressione è proseguita attraverso P.lla Maulazzo, P.lla Calacudera, P.lla Femmina Morta, P.lla Miraglia, Pizzo d. Azzari, C.da Sollazzo, Piano delle Case, C.da Farsi, e Piano delle Ipoteche, prima di raggiungere Pizzo Iterleo. Il ritorno verso P.lla Buffali e P.lla S. Barbagallo ha completato un anello di circa 47 km, offrendo un assaggio della vastità e della complessità del territorio Nebroide.
L'Eredità di un Nome: Cesaro e la Passione per il Ciclismo
Il nome "Granfondo dei Nebrodi" evoca, per molti appassionati, la figura di Roberto Cesaro, un ciclista che ha segnato la storia recente di diverse competizioni. La sua vittoria nel "Granfondo dei Nebrodi" è un esempio della sua determinazione e della sua abilità. Cesaro, ciclista di Bellona (CE), si è imposto in volata su un percorso di 121 chilometri, dimostrando grande tenacia sulla salita finale. La sua vittoria è stata celebrata come un trionfo di squadra, sottolineando l'importanza della collaborazione e del supporto reciproco nel mondo del ciclismo.
Cesaro vanta un palmarès di tutto rispetto, che include la vittoria nel "Giro delle Miniere di ciclismo", una gara durissima svoltasi in Sardegna, dove ha tagliato il traguardo davanti al compagno di squadra Marco Larossa. Questa competizione, resa ancor più impegnativa dal vento contrario e dal caldo torrido, ha visto Cesaro emergere grazie a uno scatto irresistibile nell'ultimo chilometro di salita. La sua esperienza da professionista tra il 2005 e il 2012 aggiunge un ulteriore livello di prestigio alle sue imprese amatoriali.
Un altro capitolo importante nella carriera di Roberto Cesaro è la sua partecipazione alla "Gran Fondo Ostuni Mondiali '76", una corsa pugliese di 140 km con 1600 metri di dislivello. In questa occasione, Cesaro, gareggiando per il team Cycling Explorers, ha prevalso in uno sprint da fotofinish su Luigi Mastantuoni, confermando la sua eccellente forma e la sua capacità di competere ai massimi livelli.

La Ripresa dello Sport Post-Pandemia: Sfide e Speranze
La pandemia di COVID-19 ha profondamente segnato la vita di tutti, costringendo a sospendere le attività sportive e a ripensare le modalità di interazione sociale. Il periodo di lockdown ha rappresentato una sfida notevole per gli atleti, costretti a interrompere allenamenti e competizioni. Molti, come lo stesso Roberto Cesaro, hanno trovato rifugio sui rulli, mantenendo la forma fisica e il contatto con la passione grazie a piattaforme come Zwift, che hanno permesso di condividere momenti di allenamento con compagni di squadra e amici.
Il ritorno alla pratica sportiva all'aperto, seppur graduale e con le dovute precauzioni, ha rappresentato un primo, importante passo verso un ritorno alla normalità. La ripresa delle granfondo, molte delle quali posticipate alla stagione successiva o ai mesi autunnali, ha segnato un momento di grande speranza per l'intero movimento ciclistico. La capacità di adattamento e la resilienza dimostrate dagli organizzatori, dai partecipanti e dalla comunità sportiva nel suo complesso sono state fondamentali per superare questo periodo difficile.
Informazioni Pratiche per Partecipare
Per coloro che desiderano partecipare alle future edizioni della Granfondo dei Nebrodi, è utile conoscere alcuni dettagli organizzativi. L'evento, organizzato dall'A.S.D. Etna Ride di Giarre con il patrocinio del Comune di Cesarò, è inserito nel circuito della Federazione Ciclistica Italiana (FCI). La gara prevede un percorso principale di circa 47 km con un dislivello di 1500 metri, oltre a un percorso escursionistico di 42 km. La partenza, ad andatura controllata, avviene dalla Villa Aldo Moro di Cesarò.
Per quanto riguarda le iscrizioni, in passato sono state disponibili sia online che in loco, con costi variabili a seconda delle modalità e delle tempistiche. Le società affiliate FCI hanno beneficiato di condizioni specifiche. Il pacco gara, solitamente incluso nella quota di iscrizione, comprende elementi essenziali per la partecipazione, come il numero di gara da apporre al manubrio, il servizio di cronometraggio a cura di MTBonline, assistenza sanitaria, controllo del percorso, servizio scopa e la supervisione dei giudici del Comitato FCI.
Per raggiungere Cesarò, diverse opzioni di trasporto sono disponibili. In auto, è possibile percorrere la superstrada per Adrano-Bronte-Cesarò, o l'autostrada Palermo-Messina con uscita a S. Agata di Militello, seguendo poi la Statale 289 per S. Fratello-Cesarò. In autobus, le Autolinee I.S.E.A. collegano Catania e S. Agata di Militello a Cesarò. In treno, le linee Catania-Bronte e Palermo-Messina (con fermata a S. Agata di Militello) offrono alternative, richiedendo poi un proseguimento in autobus. È fondamentale verificare sempre gli orari e le disponibilità dei trasporti.
Il regolamento completo della manifestazione fa riferimento alle norme tecniche della FCI. I partecipanti sono tenuti a sottoscrivere una liberatoria, rinunciando a qualsiasi azione di responsabilità legale nei confronti della società organizzatrice, dei partner, dei fornitori, del personale addetto, degli sponsor e dei patrocinatori, derivante dalla propria partecipazione all'evento.

La Memoria Viva: Augusto Mori e la Dedizione allo Sport
Un momento toccante che spesso caratterizza l'inizio della Granfondo dei Nebrodi è l'osservanza di un minuto di silenzio in memoria di Augusto Mori, uno dei creatori e animatori della manifestazione, scomparso nel dicembre precedente. Questo gesto sottolinea il profondo legame che unisce la comunità sportiva al ricordo di coloro che hanno contribuito a creare e far crescere eventi come questo. La benedizione impartita da don Edmund Kaminski ai corridori prima del via aggiunge un ulteriore elemento di solennità e augurio per una gara sicura e ricca di soddisfazioni.
L'organizzazione di eventi come la Granfondo dei Nebrodi è un impegno corale che coinvolge non solo gli atleti e gli organizzatori, ma anche le istituzioni locali e i cittadini. La promozione di discipline sportive come la mountain bike, in un contesto naturale di tale pregio, rappresenta un'opportunità unica per valorizzare il patrimonio paesaggistico, promuovere uno stile di vita sano e sostenere l'economia locale attraverso il turismo sportivo. La capacità di adattarsi alle circostanze, come dimostrato dalla recente edizione, e la dedizione di tutti gli attori coinvolti sono garanzia di successo e di continuità per questa e altre manifestazioni sportive in futuro.
