La patente B e la guida di ciclomotori 50 cc in Francia: dialoghi tra norme italiane e realtà transfrontaliere
Pubblicato il 17/02/2015
La patente B, in Italia (non in Francia né in altri Paesi UE o in Svizzera), abilita anche alla guida di veicoli della categoria A1. Dunque NON CI SONO DUBBI che il titolare di patente B possa guidare, in Italia, anche motocicli leggeri. Su questo argomento ci sono da sempre pareri contrastanti, perchè da una parte nell'art. 122 del codice della strada è scritto a chiare lettere che “l'autorizzazione consente all'aspirante di esercitarsi su veicoli delle categorie per le quali è stata richiesta la patente o l'estensione di validità della medesima”; ma dall'altra c'è il problema della sicurezza e dell'assicurazione.
Siamo sicuri che, in caso di incidenti o di danni riguardanti un giovane che stava guidando una moto, con in mano solo il foglio rosa, l'assicurazione paga? Ora però il Ministero si è pronunciato ufficialmente, con il Parere n. 25630 del 14 novembre 2014 stabilendo che “…poiché la categoria B consente, in Italia, di condurre anche veicoli rientranti nella categoria A1, la suddetta autorizzazione consente di esercitarsi alla guida anche di motocicli di cilindrata massima di 125 cm3, di potenza massima di 11 kw e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kw/kg”. La risposta dunque è SI.
Permis et formation : L'accès aux deux-roues est progressif. Prendere la route à moto procure un sentimento de liberté inégalé, mais questa passione s'exerce dans un cadre législatif de plus en plus dense et technique. Che vous soyez un motard chevronné ou un débutant envisageant l'achat de votre première monture, naviguer entre les décrets, les obligations d'équipement et les nouvelles réformes comme le contrôle technique peut s'avérer complexe.
In Francia: evoluzione del sistema delle patenti per i motocicli
En France, la réglementation ne se contente pas de régir la circulation ; elle vise avant tout à protéger les usagers les plus vulnérables face aux risques routiers. Le système de permis français repose sur une progressivité de la puissance pour limiter l'accidentologie chez les nouveaux conducteurs. Accessible dès l'âge de 16 ans, le permis A1 permet de conduire des motocyclettes dont la cylindrée n'exède pas 125 cm³ et dont la puissance est limitée à 11 kW (environ 15 ch).
C'è spesso la porta d'ingresso per i giovani usagers o per chi cerca una mobilità urbana agile. Dal 2016, tutti i nuovi motards, qualunque età, devono passare per il permesso A2. Questo limita la guida a macchine non超过 35 kW (47,5 ch) e con rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg. Non è consentito passare direttamente al permesso A.
Dopo due anni di detenzione del permesso A2, è possibile seguire una formazione complementare di 7 ore, detta "passerelle". Se si possiede il permesso B da più di due anni, si può guidare un due-ruote di 125 cm³ o un tricycle a motore (L5e) dopo una formazione teorica e pratica di 7 ore.
La legge impone un minimo di protezione per limitare le lesioni gravi in cadute, anche a bassa velocità. Il casco omologato è obbligatorio sia per il conducente sia per il passeggero; la certificazione CE (ECE 22.05 o 22.06) è richiesta. Dal 2016 è obbligatorio l’uso dei guanti certificati CE; in loro assenza si rischia una multa e la perdita di punti.
Non è obbligatorio portare il gilet giallo, ma è consigliato averlo a portata di mano. In caso di arresto d’emergenza aumenta la visibilità; oltre a ciò, si raccomanda l’uso di abbigliamento protettivo completo (blouson con protezioni, stivali, ecc.).
Per circolare legalmente, occorre presentare documenti aggiornati. All’acquisto di un veicolo, si ha un mese per intestarsi la carta grigia, e lo stesso vale per eventuali cambi di domicilio. L’assicurazione obbligatoria è quella di responsabilità civile per danni a terzi.
Vi è una particolare attenzione al controllo tecnico dei veicoli (CT2RM) e alle norme su livello acustico e limitazioni per i motorini 50 cm³. Dal 2026, tutti i veicoli di categoria L (moto, scooter, ciclomotore) immessi in circolazione prima del 2022 sono soggetti a nuove norme di controllo e alla verifica di pneumatici, frenata, illuminazione e rumore, con validità triennale del controllo.
La Circulation Inter-Files (CIF) è attualmente autorizzata in modo sperimentale in diversi dipartimenti francesi, principalmente nelle grandi aree urbane, e può essere praticata solo su autostrade e vie rapide dove il traffico è intenso. Il parcheggio sui marciapiedi è vietato, mentre in alcune città, come Parigi, il parcheggio è diventato payante per i motocicli termici. La presenza di passeggeri e la gestione di sedili e poggiapiedi sono regolamentate compatibilmente con la sicurezza; i bambini sotto i 7 anni devono utilizzare sistemi di ritenuta omologati.
Le sanzioni variano in base alla gravità dell’infrazione e i limiti di alcolemia sono 0,5 g/l per i conducenti normali e 0,2 g/l per i neopatentati. È vietato utilizzare dispositivi audio all’orecchio durante la guida e l’uso del telefono tenuto in mano è punito con una multa di 135 € e perdita di punti.

In Francia è stata abolita l’equiparazione fra la patente B e la A1, in base alla quale chi è in possesso della patente di guida automobilistica poteva guidare moto fino a 125cc con potenza non superiore a 11 kW. Tutte le patenti B rilasciate dopo il 1° gennaio 2007 diventano valide come A1 solo a partire dal terzo anno dopo l’acquisizione. Chi viene trovato a guidare senza tale abilitazione paga una multa e perde punti.
La patente A2 permette di guidare motocicli fino a 35 kW (47 cv) con rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg; questa licenza è pensata per i giovani conducenti o chi si avvicina al motociclismo. Per passare alla patente A2 in Francia serve avere requisiti di età e possesso del permesso B, iscriversi a una autoscuola, completare ETG e guide pratiche, e superare le prove teoriche e pratiche. Se si supera entrambe, si ottiene la patente A2. Le procedure possono variare tra Paesi.
La maggiore parte delle autoscuole è omologata e offre formazione teorica e pratica specifica per la patente A2. Durante la formazione è utile scegliere una moto che corrisponda al proprio livello di guida e alle esigenze personali in termini di prestazioni e comfort. Esempi di moto idonee per la patente A2 includono modelli roadster come Yamaha MT-03 e Honda CB650R, e scooter come Kymco X-Town 300i ABS, Piaggio MP3 Yourban 300LT e Honda Forza 300.
Dal 2013 non è più possibile conseguire la patente A2 sfruttando la riduzione della durata del tirocinio riservata ai possessori della patente B; chi ha la B deve seguire una formazione completa come se non avesse la B.
Vincoli e differenze tra A1, A2 e A
La patente A1 consente di guidare motocicli fino a 125 cm³ e potenza massima di 11 kW con un rapporto peso/potenza non superiore a 0,1 kW/kg; l’età minima è 16 anni. La patente A2 permette fino a 35 kW e rapporto peso/potenza non superiore a 0,2 kW/kg, con età minima di 18 anni. Entrambe hanno validità di 15 anni, rinnovabili senza esame fino ai 45 anni. L’evoluzione della licenza prevede che l’A1 possa essere scambiata con l’A2 a partire dai 18 anni, e l’A2 possa essere scambiata con l’A (potenza illimitata) a partire dai 20 anni, con la relativa formazione.

Per guidare un motociclo superiore ai limiti dell’A2 è necessario ottenere la patente A. Anche in Francia, come in Italia, la progressività è finalizzata a limitare l’incidentologia tra i nuovi conducenti. In caso di dubbi su norme transfrontaliere, è consigliabile verificare presso le autorità competenti o autoscuole locali le normative vigenti e le eventuali eccezioni o cambiamenti nel tempo.
7 TRUCCHI per chi INIZIA ad ANDARE in MOTO
In Francia, per chi possiede la patente B da più di due anni, la guida di due-ruote 125 cm³ è possibile solo dopo formazione di 7 ore teorico-pratica; in caso contrario, si rischiano sanzioni e perdita di punti. In Italia, la normativa vigente consente l’esercizio di guida di motocicli A1 con la patente B in determinate condizioni e contesto, ma è sempre fondamentale considerare la responsabilità assicurativa e di sicurezza nazionale durante incidenti o contenziosi transfrontalieri.
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