Parafanghi in alluminio per biciclette Bianchi 1935-1940: stile, tecnica e storia
Questa guida esplora i parafanghi d’alluminio e accessori correlati per biciclette Bianchi costruite tra gli anni ’30 e ’40, con un focus particolare sui modelli Claudio e R-Sport, e sull’uso estetico e funzionale di componenti originariamente in acciaio inox, legno e alluminio.
Panoramica dei parafanghi e loro caratteristiche
COPPIA DI PARAFANGHI DA 28 CORAZZATI IN ACCIAIO INOX CON LATERALI GREZZI LARGHEZZA 55 mm PER BICI D'EPOCA DA VERNICIARE. I PARAFANGHI SONO IN ACCIAIO INOX LA PARTE CENTRALE, E LE PROTEZIONI LATERALI IN ACCIAIO GREZZO, HANNO UNA LARGHEZZA DI 55 mm E SONO DA VERNICIARE.
COPPIA DI PARAFANGHI DA 26 CORAZZATI IN ACCIAIO INOX CON LATERALI GREZZI LARGHEZZA 55 mm PER BICI D'EPOCA DA VERNICIARE CON FORI. I PARAFANGHI SONO IN ACCIAIO INOX LA PARTE CENTRALE, E LE PROTEZIONI LATERALI IN ACCIAIO GREZZO, HANNO UNA LARGHEZZA DI 55 mm E SONO DA VERNICIARЕ.
COPPIA DI PARAFANGHI DA 28 IN ACCIAIO INOX LARGHI 42 mm. I PARAFANGHI SONO COMPLETI DI BACCHETTE E MORSETTI E GOMMINI, POSSONO ESSERE APPLICATI A TUTTE LE BICI UOMO E DONNA CON RUOTE DA 28 X 1/4. I PARAFANGHI SONO COMPLETI DI BACCHETTE E MORSETTI E GOMMINI, HANNO UNA LARGHEZZA DI 45 mm, POSSONO ESSERE APPLICATI A TUTTE LE BICI UOMO E DONNA CON RUOTE DA 28 X 1/4.
COPPIA DI PARAFANGHI PER BICI PIEGHEVOLE DEL 20 IN ACCIAIO INOX. I PARAFANGHI HANNO UNA LARGHEZZA DI 58 mm IL PARAFANGO ANT E' COMPLETO DI BACCHETTE IL POSTERIORE NO.
COPPIA DI PARAFANGHI RIMOVIBILI 26 PER MOUNTAIN BIKE E TREKKING.IL KIT COMPRENDE I DUE PARAFANGHI ANT E POST E IL KIT DI VITERIE E STAFFE DI SOSTEGNO PER IL MONTAGGIO. SI APPLICA LE STAFFE AL TELAIO E SI FISSANO. I PARAFANGHI SI APPLICANO ALLE BICI DA DONNA E ALLE BICI DA UOMO R DA 28 POLLICI E SONO VERNICIATI NERI CON LA COSTA LUCIDA E CON LE FILETTATURE DORATE COME RIFINITURE.
4 ASTE O BACCHETTE PARAFANGO DOPPIE GREZZE CON OCCHIO LARGO E COMPLETE DI DADI PER BICI D'EPOCA BIANCHI E BICI DEI PRODOTTO FATTO A MANO LE BACCHETTE HANNO UN DIAMETRO DI 4 mm E SONO COMPLETE DADI. LE ASTE SONO FATTE ARTIGIANALMENTE E SONO DI FERRO GREZZO, DA VERNICIARE O DA CROMARE, SI POSSONO RICHIEDERE LE ASTE CON LE MISURE DELLE ASTE VECCHIE COSI SI EVITA DI DOVERLE FILETTARE.
LE BACCHETTE SI APPLICANO ALLE BICI D'EPOCA SIA UOMO CHE DONNA BIANCHI O BICI DEI E VANNO APPLICATE NEL PERNO DELLA RUOTA NON NELL'OCCHIELLO SALDATO DEL TELAIO.
Contesto storico e modelli correlati
L’eccezionale stato di conservazione di questa bellissima bicicletta di casa Bianchi consente, oltre che di contemplarla, anche di fare una breve analisi del background in cui va inserita la storia di questo modello oggi rarissimo - tra i più rari costruiti alla fine degli Anni ’30 dalla storica azienda milanese.
Per capire a fondo l’idea che portò al concepimento di questa Bianchi mod. Claudio risalente al 1939, infatti, bisogna fare un breve excursus che ci riporti a quel decennio produttivo, che tanto ha segnato la storia industriale del nostro Paese. Una delle tipologie di biciclette, più peculiari di tutti gli Anni ’30 è sicuramente la cosiddetta bicicletta R-Sport. Questa classificazione comprende tutte quelle biciclette basate su particolari manubri derivati dal tipo R e montati su telai di derivazione corsa.
Non solo, i freni utilizzati sono tipicamente pinze da corsa, e dunque comandate a filo - anche se come vedremo non sono mancate soluzioni differenti - così come da corsa sono i mozzi, che in quegli anni sono i famosi mozzi a doppia filettatura, i cosiddetti “giro-ruota” per il gesto che occorreva fare per il cambio di rapporto. I parafanghi erano invece elementi trasversali a tutte le tipologie, escluse quelle da pista.
La domanda che può immediatamente sorgere è come sia stato possibile fondere questi particolari così apparentemente antitetici in un unico modello. I principali problemi riscontrabili nella costruzione di questo vero e proprio ibrido ciclistico sono due: la convivenza tra un manubrio tipo R e le pinze freno da corsa e quella tra il mozzo a doppia filettatura e il carter copricatena. La risposta a questi due principali problemi non fu sempre uguale per tutte le case produttrici che vi si cimentarono.
Analizzando i più famosi modelli R-Sport disponibili all’epoca sul mercato, ovvero quelli della Bianchi (modelli M-Sport/Rodi/Claudio), la Dei mod. Bordino, la Wolsit mod. 54 Sport, la Ganna tipo Sport e la Gloria tipo Sport/B Sport possiamo notare differenti ma simili soluzioni sia per quanto riguarda la frenata sia per il carter.
La Bianchi, la Ganna, la Dei e la Maino offrono diverse configurazioni, ma resta interessante notare che solo la Claudio conserva, tra le grandi case, una configurazione particolarmente integrata tra mozzo giroruota e carter tubolare chiuso, come parte del carattere R-Sport della fase finale degli Anni ’30.
Aspetti tecnici e design delle Bianchi Claudio
La Claudio eredita praticamente tutto dalla precedente generazione di modelli da corsa, tra cui il manubrio R-Sport Bianchi dedicato con chiusura a espander e fregio smaltato peculiare, i freni Universal mod. 33 in ferro e il carter tubolare con codino tagliato a misura per consentire lo smontaggio della ruota posteriore dal forcellino giroruota.
La verniciatura e i dettagli della carrozzeria riflettono l’epoca: si parla di una colorazione con parti in bianco nel parafango posteriore, tipico delle normative sull’oscuramento notturno durante la guerra. Le decalcomanie includono spesso l’aquila o lo scudo rosso a seconda dell’anno e della linea. I mozzi giroruota con oliatori a fascetta, prodotti da Siamt e marcati Bianchi, completano l’insieme tecnico della Claudio.
La storia delle tariffe e della diffusione delle biciclette d’epoca aiuta a contestualizzare la rarità e il valore. Il prezzo elevato della mod. M-Sport e la sua collocazione tra le scelte di lusso dell’epoca spiegano la diffusione limitata. L’eredità di questi modelli è evidente nelle generazioni successive, con elementi chiave come la leggerezza del telaio, la raffinata lavorazione dei carter e la dinamicità della frenata a filo.
Immagini e video suggeriti
Per accompagnare la narrazione, proponiamo alcune raffigurazioni utili all’analisi comparativa delle parti originali e restaurate:

Possono essere utili anche diagrammi che mostrano l’evoluzione dei sistemi di frenata e dei mozzi giroruota nel periodo 1930-1940.
Inoltre, una galleria di immagini sull’artigianalità artigiana per la realizzazione dei cerchi e delle bacchette può offrire una chiave visiva al lettore.
Tavola riassuntiva delle caratteristiche principali
| Modello | Anno | Materiali principali | Caratteristiche chiave | Note |
|---|---|---|---|---|
| Claudio | 1939 | Acciaio inox centrale, protezioni laterali grezze | Mozzi giroruota, codino chiuso, carter tubolare | Versione R-Sport integrata |
| R-Sport (generico) | Anni ’30 | Telai aluminio dural, leghe leggere | Frenata a filo, varianti con martinetti | Modelli derivati da Bianchi, Ganna, Dei |
Contesto normativo e visibilità
Il tema della visibilità notturna appare nelle discussioni parlamentari del 1938-1939, con l’idea del parafango bianco come alternativa economica al fanale rosso. L’intervento di Italo Bonardi alla Camera dei Deputati del 8 marzo 1938 proponeva parafango posteriore bianco e catarifrangenti rossi come misure accessorie per aumentare la visibilità notturna, ispirandosi all’Inghilterra. Il Regio Decreto 22 dicembre 1938 n. 2139, convertito con Legge 29 maggio 1939 n. 921, rese obbligatoria tale normativa, che fu adottata anche in altri paesi europei in tempi analoghi.
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