Nuovo codice della strada e targa/contrassegno per monopattini: obblighi, costi e controlli
La Legge n. 177/2024 ha introdotto importanti modifiche al Codice della Strada, mirando a rafforzare la sicurezza stradale e a regolare in modo più stringente l’uso dei monopattini elettrici.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in attuazione della Legge 177/2024, ha emanato il Decreto Dirigenziale n. 210 del 27 giugno 2025, che disciplina i criteri e le modalità di stampa e applicazione dei contrassegni identificativi per i monopattini elettrici.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, sebbene il decreto sia stato emanato, l’adozione effettiva delle nuove disposizioni relative ai contrassegni e, di conseguenza, all’acquisto delle assicurazioni, potrebbe subire ulteriori ritardi. Questo perché il provvedimento non specifica i costi relativi all’emissione dei contrassegni, e un successivo decreto ministeriale dovrà stabilirne ufficialmente il prezzo al pubblico prima che possano essere acquistati.
Imposizioni principali per i monopattini
La Legge n. 177/2024 ha imposto ai proprietari di monopattini l’obbligo di dotarsi di un contrassegno di identificazione, adesivo, plastificato e non rimovibile, da apporre in modo visibile sul veicolo.
Caratteristiche del Contrassegno
Il Decreto Dirigenziale n. • Stampa: Affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Posizionamento Alternativo: Sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.
La sequenza viene assegnata in modo automatico per evitare doppioni e facilitare i controlli.
È previsto l’obbligo di comunicare eventuali cambi di residenza o di sede del titolare del contrassegno, seguendo le modalità indicate all’art. 2.
L’adozione ufficiale delle nuove targhe/contrassegni rende finalmente possibile adempiere a un altro obbligo fondamentale introdotto dalla Legge n. 177/2024: l’assicurazione per la responsabilità civile (RC) verso terzi ai sensi dell’art. 2054 c.c. per tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica.
• L’assicurazione deve essere stipulata sul veicolo e non sulla persona. • Anche i gestori dei servizi di noleggio di monopattini sono ora tenuti a stipulare polizze RCA specifiche per ciascun monopattino acquistato.
Responsabilità e controlli
Il contrassegno di identificazione serve a individuare il mezzo e il responsabile della circolazione ai sensi dell’art. 196 del Codice della Strada.
Per i monopattini oggetto di servizio di noleggio, pur restando l’obbligo di esposizione di un contrassegno identificativo intestato all’impresa proprietaria, in caso di violazione, la responsabilità solidale è dell’utilizzatore a cui il monopattino è stato noleggiato al momento dell’accertamento della violazione.
Sanzioni e regole operative
Sono previste sanzioni amministrative più severe per chi produce o distribuisce abusivamente i contrassegni.
A differenza di altri veicoli, per i monopattini elettrici non sono previste misure cautelari sul mezzo né sanzioni accessorie (come il sequestro o la confisca) in caso di assenza di copertura assicurativa, salvo che si tratti di monopattini con caratteristiche non conformi.
Le norme descrivono anche che i monopattini devono essere dotati di indicatori luminosi di svolta (frecce) e di freno su entrambe le ruote; i comuni possono identificare zone di sosta riservate ai monopattini, anche senza segnaletica fisica, purché si garantisca la regolare e sicura circolazione dei pedoni e delle persone con disabilità.
Tempistiche e obblighi recenti
Dal 16 maggio 2026 è in vigore un decreto che rende obbligatoria la targa per i monopattini elettrici privati. Il contrassegno è personale, costa poco più di 8 euro e si richiede online; se si circola senza sono previste sanzioni fino a 400 euro. C'è tempo fino al 16 luglio, invece, per fare l’assicurazione.
Dal 16 maggio 2026 chi circola con un monopattino elettrico privato sprovvisto di targa sarà sanzionabile. Con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso mese di marzo viene resa operativa l’obbligatorietà del cosiddetto "targhino" anche per monopattini elettrici; i cittadini avevano tempo 60 giorni per mettersi in regola. Il provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale completa il percorso iniziato con la riforma del Codice della strada e i precedenti decreti attuativi. La targa serve a collegare il monopattino a un soggetto responsabile, superando il problema dell’anonimato nella circolazione urbana.
L’obbligo riguarda tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica utilizzati su strada. L’entrata in vigore ha seguito un iter ben preciso: Dalla pubblicazione in Gazzetta è partito un periodo transitorio di 60 giorni entro cui i cittadini potevano mettersi in regola. L’obbligo quindi è diventato effettivo dal 16 maggio 2026. Le multe previste possono arrivare fino a 400 euro, a seconda della violazione e delle circostanze. Oltre alla sanzione economica, non si escludono ulteriori conseguenze come il fermo del mezzo nei casi più gravi.
Il decreto prevede una procedura digitale, pensata per essere relativamente semplice. Il prezzo è stabilito da decreto ministeriale ed è uguale per tutti. Il costo base del contrassegno è fissato in 8,66 euro. Il contrassegno non è una targa metallica come quella delle auto, ma un adesivo plastificato non rimovibile, progettato per essere resistente e difficile da contraffare. La posizione deve garantire che il codice identificativo sia leggibile in caso di controllo.
Accanto alla targa, la normativa prevede anche l’obbligo di assicurazione per responsabilità civile. Si tratta di una copertura che riguarda i danni verso terzi arrecati durante la guida del monopattino. Il costo dell’assicurazione potrà variare a seconda del tipo di polizza e delle garanzie aggiuntive scelte. Grazie all’interoperabilità tra la piattaforma della Motorizzazione e i sistemi dell’Ania, ogni contrassegno sarà associato anche ai dati della copertura assicurativa, rendendo così più facili ed efficienti i controlli.
Il periodo di 60 giorni concesso dal Ministero ai cittadini per adeguarsi è scaduto. Tuttavia è sempre possibile provvedere alla richiesta del "targhino" anche in un secondo momento, a patto che non si usi il monopattino per circolare.
Procedura di ottenimento e costi
A seguito delle nuove norme, il proprietario del monopattino deve richiedere il contrassegno (targhino) e può farlo tramite il Portale dell’automobilista o tramite un’agenzia di pratiche auto. Nel Portale bisogna fissare un appuntamento con l’ufficio provinciale della Motorizzazione dove si desidera ritirare il contrassegno.
Se ci si occupa personalmente della pratica, i costi del contrassegno includono circa 8,66 euro per costo di produzione, IVA e quota di maggiorazione; 16 euro per imposta di bollo e 10,20 euro per diritti Motorizzazione. Il costo totale può variare a seconda delle modalità scelte e della tempistica.
Il contrassegno, adesivo, è retroriflettente, plastificato e non si può togliere una volta applicato. Riporta una combinazione composta da tre lettere e tre numeri. Come per le targhe di tutti i veicoli, il contrassegno deve rimanere libero da ostruzioni o coperture e va mantenuto pulito per assicurare la piena leggibilità. Il contrassegno andrà richiesto e pagato dal proprietario del mezzo.
Collegamento assicurativo e responsabilità
Il targhino è il presupposto per far scattare l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici. L’assicurazione RCA diventa obbligatoria, ma solo dal momento in cui sarà possibile dotarsi del contrassegno. Le altre norme già operative restano in vigore senza variazioni. L’uso del casco è obbligatorio, così come il divieto di circolazione sui marciapiedi, contromano e in ambito extraurbano.
Sul fronte delle sanzioni, chi circola senza targhino sarà soggetto a una multa da 100 euro, che può essere ridotta a 70 euro se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione. La stessa sanzione è prevista per chi non stipula l’assicurazione obbligatoria. Ulteriori multe riguardano le infrazioni legate alla guida impropria: 35 euro per la mancanza del casco, la circolazione contromano o su marciapiedi, per chi guida senza aver compiuto 14 anni o senza rispettare le zone consentite.
Note e posizioni esterne
Questa regolamentazione è considerata una svolta culturale per integrare la micromobilità nel tessuto normativo e urbano italiano. Il MIT ha attivato un monitoraggio specifico sulla corretta applicazione delle nuove norme, richiedendo dati al Ministero dell’Interno e all’ANCI sui provvedimenti riguardanti il casco. Degli interventi di partito hanno sottolineato l’importanza dell’identificabilità per garantire sicurezza e giustizia sulle strade urbane. Il 16 maggio diventa effettivo l’obbligo di targhatura; la data del 16 luglio riguarda l’assicurazione RC, inizialmente prevista per la stessa scadenza.
Dal punto di vista tecnico, il contrassegno è stampato dal Poligrafico dello Stato e gestito dalla Motorizzazione Civile per la distribuzione. Il decreto specifica dimensioni, materiali e caratteristiche antifalsificazione del contrassegno identificativo. L’obbligo riguarda tutti i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica utilizzati su strada, con l’entrata in vigore graduale prevista dall’iter normativo.
Riassunto operativo
- Targhino obbligatorio dal 16 maggio 2026 per monopattini privati; costo base ~8,66 euro.
- Assicurazione RC obbligatoria non immediatamente operativa fino a disponibilità del contrassegno; slittata a luglio 2025/2026 a seconda delle fonti.
- Posizionamento del contrassegno: sul corpo del monopattino o sulla parte anteriore del piantone, a seconda del modello.
- Obblighi di casco, sosta regolamentata e divieti di circolazione su marciapiedi e contromano restano validi.
- Controlli e sanzioni: multe fino a 400 euro per targhino mancante o mancata assicurazione; sanzioni minori per altre infrazioni.

Monopattini, da oggi obbligo di assicurazione: il costo fino a 150 euro - 1Mattina News 16/07/2026
In sintesi, l’introduzione del targhino e dell’assicurazione per i monopattini elettrici rappresenta un passaggio chiave verso una gestione più sicura e tracciabile della micromobilità, con strumenti digitali e interoperabilità tra enti per facilitare controlli e conformità.
