MotoGP partenza rinviata: snapshot di un calendario stravolto dalla pandemia e dagli eventi successivi
Il via della MotoGp è rimandato sempre più a causa dell'emergenza Coronavirus. FIM, IRTA e Dorna Sports hanno annunciato il posticipo del Gran Premio d'Argentina previsto dal 17 al 19 aprile, gara che doveva accendere il semaforo verde alla stagione dopo l'annullamento del GP del Qatar e il rinvio della Thailandia.
Data la situazione generata dalla diffusione del coronavirus, l'evento in Argentina a Termas de Rio Hondo si svolgerà dal 20 al 22 novembre, mentre il Gran Premio de la Comunitat Valenciana è ora in programma dal 27 al 29 novembre. Il GP delle Americhe si svolgerà dal 13 al 15 novembre, una settimana prima rispetto al Gran Premio de la Repubblica d'Argentina.
Visti gli ultimi aggiornamenti, il primo appuntamento con la MotoGP del 2020 dovrebbe essere il Gran Premio di Spagna sul circuito di Jerez (Angel Nieto) dall'1 al 3 maggio 2020. Mancava solo l’ufficialità, ma ora è arrivata anche quella: il GP d'Italia del Mugello del 31 maggio e il GP di Catalogna del 7 giugno sono stati rinviati a data da destinarsi per via della pandemia da Coronavirus.
Il Motomondiale subisce dunque un nuovo stravolgimento legato inevitabilmente alla realtà dei fatti: più si va avanti, più si deve prendere atto dell’impossibilità di organizzare le gare. Lo slittamento di questi due appuntamenti arriva pochi giorni dopo il rinvio del GP di Le Mans, da riprogrammare al pari di quello di Jerez.
Da calendario, la prima data utile per la partenza della stagione di MotoGP diventa dunque quella del 21 giugno, quando in programma ci sarà il GP di Germania al Sachsenring. La MotoGP ha ufficializzato una revisione del calendario 2026 con lo slittamento del Gran Premio del Qatar. La gara, inizialmente prevista dal 17 al 19 aprile sul circuito di Lusail, non potrà disputarsi in quelle date a causa delle difficoltà logistiche e di sicurezza legate alla situazione in Medio Oriente, che sta causando seri problemi non solo al Motomondiale.
Anche altre competizioni internazionali infatti stanno adattando i propri programmi. Gli organizzatori del campionato, insieme alla Federazione Internazionale Motociclistica e ai promotori locali, hanno lavorato nelle ultime settimane per individuare una soluzione che consentisse comunque lo svolgimento della gara. L’accordo raggiunto prevede che il GP del Qatar venga disputato nel fine settimana del 6-8 novembre.
A spiegare la decisione è stato il CEO della MotoGP Carmelo Ezpeleta: “Questa decisione è stata presa con grande attenzione e in piena collaborazione con i nostri collaboratori in Qatar e in tutto il paddock. La nostra priorità è sempre la sicurezza e il benessere di tutte le persone coinvolte nella MotoGP, oltre a garantire che ogni Gran Premio si svolga secondo i più alti standard possibili di sicurezza”.
Il dirigente ha fornito anche ulteriori dettagli su questioni di natura organizzativa e non solo: “Riconosciamo inoltre l’importanza di fornire chiarezza ai nostri tifosi il prima possibile e ai possessori di biglietti sarà data la possibilità di utilizzare i propri biglietti all’evento successivo. Vorrei anche ringraziare i nostri colleghi a Portimão e Valencia per la loro collaborazione e flessibilità nell’aiutarci a garantire una transizione fluida al calendario rivisto.”
Tempo di lettura: 2 minuti. La decisione era ampiamente prevista ed è stata ufficializzata nelle scorse ore. Cambia tutto in MotoGP. Immediata la soluzione. È stato un weekend di pausa per la MotoGP in attesa del ritorno in pista per il secondo GP della stagione che si disputerà domenica 22 marzo in Brasile sul circuito di Goiania.
MotoGP stravolta, rinvio inevitabile: hanno trovato subito una soluzione - reportmotori.it. A seguire, nel fine settimana successivo tra il 27 e il 29 marzo, ci si trasferirà negli USA per il terzo evento in calendario previsto a Austin in Texas in un weekend ricchissimo per il motorsport con il concomitante GP del Giappone a Suzuka.
MotoGP e Formula 1 che hanno condiviso nelle scorse ore una decisione, di fatto, inevitabile. Si tratta dell’annullamento/rinvio dei GP in programma nel mese di aprile in Medio Oriente a causa della guerra in atto in Iran che sta coinvolgendo anche i paesi confinanti.
In Formula 1 si è optato per l’annullamento definitivo delle gare previste in Bahrain e in Arabia Saudita il 12 e il 19 aprile che non saranno recuperate altrove con il calendario ridotto da 24 a 22 gare. Soluzione diversa, invece, per la MotoGP. La Dorna ha ufficializzato che non si correrà in Qatar domenica 19 aprile ma non ha annullato del tutto l'evento posticipandolo in un’altra data.
Cambiano le date dei GP a fine stagione: qualora le ostilità terminassero, il GP del Qatar si disputerebbe nel weekend del 6-8 novembre. Uno spostamento che ha causato un altro cambio di date nel finale di stagione del Motomondiale. Il GP di Portimao è stato riprogrammato al 22 novembre mentre quello di Valencia, ultimo in calendario, si correrà la settimana successiva il 29/11.
Il CEO di Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha commentato: “La decisione è stata presa con grande attenzione e in pieno coordinamento con i nostri partner. La priorità è garantire sicurezza e benessere in tutti coloro che sono coinvolti nel Motomondiale nonché garantire che ogni GP si disputi ai massimi livelli.”
Oltre al MotoGP, a novembre dovrebbe disputarsi anche il GP di Formula 1 in Qatar. La data prevista è domenica 29. Se confermata, sarà la penultima gara del Mondiale che si concluderà la settimana seguente, nel weekend del 4-6 dicembre, come di consueto con il GP di Abu Dhabi. Il condizionale resta d’obbligo, visto che anche l’Emirato è coinvolto negli attacchi dell’Iran in risposta ai bombardamenti di Usa e Israele.
Il meteo spariglia le carte al COTA di Austin (Texas), circuito che ospita questa settimana il GP degli USA, terzo appuntamento del Mondiale 2025 di MotoGP. L’ago della bilancia è stata la scelta delle gomme utilizzate dai piloti.
La situazione caotica è stata invece generata dal poleman Marc Marquez che, capendo le condizioni della pista, una volta schieratosi in pista è letteralmente scappato verso il proprio team per cambiare moto. Dopo un paio di minuti decisamente frenetici, la direzione gara ha mandato tutti ai box per consentire le modifiche di rito. Il riavvio della procedura è stato possibile da regolamento in quanto più di dieci piloti hanno seguito l’esempio dell’attuale leader della classifica.
La Grand Prix Commission ha approvato un aggiornamento all'articolo 1.18.18 - "Start Delayed", che riguarda la partenza ritardata. Ha effetto immediato e si applicherà quindi anche al Gran Premio Estrella Galicia 0,0 di Spagna, attualmente in corso.
Con il precedente sistema, quando i piloti erano in griglia e veniva annunciato un ritardo nella partenza, il conto alla rovescia veniva sospeso e riprendeva poi a 3 minuti dal via, che è il momento i cui i team dovrebbero smettere di lavorare sulle moto. Di qui l'aggiornamento: con il nuovo sistema, una volta dichiarata la partenza ritardata in griglia, il conto alla rovescia prima del giro di riscaldamento riprende da 5 (e non più 3) minuti.
La Sprint MotoGP slitta ancora: la Sprint Race di Goiania potrebbe partire alle 20.20 ora italiana, con un leggero ritardo e modifiche logistiche dovute ai lavori di riparazione della pista. Le qualifiche Moto2 e Moto3 sono rinviate a data da destinarsi.
Il buco in pista al rettilineo principale del Goiania - Ayrton Senna è stato causato dalle forti piogge e ha richiesto interventi di riparazione. La Sprint MotoGP è stata assegnata a Marquez davanti a Di Giannantonio nel GP del Brasile, nonostante le difficoltà iniziali.

