Motociclista MV morto Romagnoli: una vita tra diritto del lavoro e passione per MV Agusta
È morto a 87 anni Umberto Romagnoli, maestro della scuola giuslavorista bolognese, un gigante del Diritto del lavoro, studioso sempre al fianco delle lotte operaie e del movimento sindacale. Professore ordinario di diritto del lavoro, dal 1978 al 1984 è stato preside dell'allora Facoltà di Scienze politiche dell'Alma Mater. Nel corso della propria carriera Romagnoli ha svolto un'ininterrotta attività di studi e ricerche sul diritto positivo, approfondendo particolarmente la storia della cultura giuridica del lavoro. Tra il 1981 e il 1983 partecipa all'esperienza di Laboratorio politico, una rivista fondata da Mario Tronti, in cui discute di lavoro e welfare assieme a Ezio Tarantelli.
«È indimenticabile il suo insegnamento universitario, ma anche il suo apporto culturale, attestato dalla fondazione e direzione, sin dal 1987, della Rivista Lavoro e Diritto, edita da Il Mulino» - lo ricorda il sindaco Matteo Lepore esprimendo il cordoglio a nome della città. Umberto Romagnoli è stato anche un esempio di impegno civile e di integrità morale, che la cittadinanza bolognese ha potuto conoscere e apprezzare in molte circostanze. Lo piange la Cgil: «Apprendiamo con dolore della scomparsa del professor Umberto Romagnoli, giuslavorista che in tante occasioni ha prestato la sua competenza e il suo genio per i diritti di lavoratrici e lavoratori, e per il nostro sindacato».
«Ciao professore, saremo per sempre tuoi studenti» scrive la Fiom. «I tuoi insegnamenti li ho poi portati nel fare sindacato, avendo sempre in mente i grandi nodi, ancora irrisolti, del diritto del lavoro e dentro una continua ricerca che dalla fabbrica interroga anche il mondo del lavoro frammentato di oggi» le parole di Michele Bulgarelli. Duccio Campagnoli ricorda il suo valore di studioso, i suoi insegnamenti capaci di incidere nella realtà: «Ha affiancato e affermato nella lotta teorica e pratica, sin dentro tutto il Diritto del lavoro, la straordinaria rivoluzione operaia e sindacale degli anni '60 e ''70 e sostenuto poi tutte le dure difese e resistenza che sono state poi necessarie sin qui».
Lo ringraziano nel dolore e nello spaesamento per la sua scomparsa i tanti allievi. «Divenne professore ordinario nel 1970 e mai ha perso di vista il rapporto tra i diritti del lavoro e la democrazia - scrive Savino Balzano - Un uomo eccellente, nell'accademia ma non solo: uno che ha saputo parlare di lavoro alla gente, ai lavoratori». E così Mauro Colombarini: «Mi ha fatto innamorare di "Diritto del Lavoro". Colto, arguto, empatico, ogni sua lezione era un'iniezione di energia. Non ne ho mancata una».
Nel frattempo, la cronaca racconta la dinamica di un incidente: indagini dei carabinieri sulla collisione che si è verificata nel pomeriggio di mercoledì all'altezza del McDonald's. La strada chiusa fino a sera. La motocicletta di Andrea Rossi è finita contro gli alberi che costeggiano viale dei Romagnoli, a Dragona, non lontano dal fast food McDonald's. Prima di fermarsi sull'erba, il veicolo ha lasciato una lunga scia sull'asfalto. Per Rossi, che abitava non lontano dal luogo della collisione, non c'è stato purtroppo niente da fare. È deceduto nonostante l'intervento di soccorso del personale medico dell'Ares 118. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Ostia che stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti. L'agente è stato accompagnato in ospedale per essere sottoposto, da prassi, all'alcoltest e al drugtest.
Non è chiaro al momento se lo scontro sia avvenuto in fase di sorpasso. Lo schianto è stato però molto violento e il motociclista è stato catapultato a terra. L'auto dell'agente della polizia municipale è stata sequestrata dai carabinieri insieme con la moto della vittima. Chi ha una moto MV Agusta, sa che MV sta per Meccanica Verghera, conosce la storia sportiva che ha reso MV la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca.. E’ un motociclista MVista.
Romagnolo, se fa parte del gruppo di motociclisti appassionati ma soprattutto amici degli MVisti Romagnoli - Veri Ignorant Pipol. CHI SONO. Gli MVisti Romagnoli nascono sul finire del 2015 da un piccolo nucleo di amici con la medesima passione per il marchio motociclistico italiano MV Agusta. “Eravamo cinque o sei - raccontano Manuel Codo e Simone Baliletti, tra i fondatori del gruppo -. In estate usciamo in moto, rigorosamente tutte MV, in inverno ci vediamo per stare insieme anche senza le due ruote, basta stare insieme”.
L’EVENTO. Dopo due anni all’interno del nucleo fondatore del gruppo è nata la voglia di organizzare un evento per fare festa fra amici e fare festa con MV. Perché i motociclisti sono tutta una unica famiglia, indipendentemente dalle preferenze di marchio e stile, gli MVisti Romagnoli hanno deciso di aprire a tutti gli appassionati la loro festa MV! «Abbiamo già iscrizioni di mvisti da fuori regione, collezionisti con moto al seguito, ma anche semplici appassionati o chi una MV l’ha avuta in passato» - spiegano gli organizzatori -. Il 4 aprile 1971, sul circuito cittadino di Riccione, moriva Angelo Bergamonti, pilota MV Agusta, compagno di Agostini. Vi raccontiamo l’incidente a 50 anni dalla tragedia che chiuse l’epoca delle corse di moto su strada.
Il motociclismo piange Angelo Bergamonti deceduto al Bellaria di Bologna alle 23.45 del 4 aprile 1971 dopo la rovinosa caduta dello stesso pomeriggio nella gara delle 350 sotto il diluvio di Riccione e lo fa a modo suo, continuando a correre. Il rombo delle emozioni- Appena una settimana dopo la tragedia sul lungomare romagnolo in riva all’Adriatico, ecco il 12 aprile lunedì dell’Angelo, la Conchiglia d’Oro Shell di Imola baciata dal sole e salutata da una gran folla che si porta nel cuore Angiulein, lo sfortunato corridore di Gussola appena rapito dalla Signora in nero. Si corre - anzi le autorità competenti autorizzano l’effettuazione della gara - perché quello del Santerno non è omologato quale “circuito cittadino” anche se i rischi sono alti, almeno pari allo show, cioè assai elevati e superiori a quelli di un tracciato come il “Perla Verde”.
- La storia dei circuiti extra-cittadini e la nascita di un modello di gare su autodromi.
- La crescita di Imola, Mugello e Misano come emblemi del motociclismo italiano.
- La memoria degli errori, degli incidenti e della necessità di sicurezza nel motorsport.
Il resto della cronaca racconta la strada di nuove realtà sportive e i cambiamenti del motociclismo romagnolo, dove la memoria di Bergamonti resta un monito e la passione per MV Agusta continua a unirsi a nuove generazioni di appassionati. Quel motociclismo romantico dei giorni del coraggio, con il pubblico che vedeva gli occhi dei corridori e sentiva il battito dei loro cuori - un motociclismo oggi improponibile non solo per questioni di sicurezza - resta scritto in qualche giornale sbiadito del tempo e soprattutto rimane indelebile nei ricordi di chi lo ha vissuto con passione, magari semplicemente da spettatore.

In chiusura, la memoria di Umberto Romagnoli resta come un testimone di civiltà e un richiamo al valore della giurisprudenza del lavoro nei rapporti tra diritti dei lavoratori e democrazia, accompagnata dall’eredità di una comunità di motociclisti legati al marchio MV Agusta che continua a raccontare una storia di passione condivisa.
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