Motociclista fa cadere corridori in bici: episodi di malcostume lungo le strade del ciclismo professionistico
Quando il Giro d'Italia è passato hanno invaso la carreggiata con il chiaro tentativo di spintonare i ciclisti per farli cadere. Hanno 19 e 20 anni, uno ha precedenti per rapina, i due giovani bloccati dagli agenti del commissariato di Nola mentre la carovana rosa stava passando per San Vitaliano, in provincia di Napoli. Entrambi sono stati denunciati dai poliziotti per aver messo in pericolo l'incolumità pubblica durante una manifestazione sportiva. Il tentativo di provocare la caduta dei ciclisti per fortuna non è andato a segno: qualcuno dei partecipanti ha sbandato ma nessuno è caduto. Per i due sarà anche proposto il Daspo.
Nella prima tappa del Giro di Vallonia è accaduto l’incredibile a soli 2 km dal traguardo: una moto che stava riprendendo il gruppo ha sbagliato strada scatenando il caos tra i ciclisti. Il Giro di Vallonia 2024, il primo appuntamento post Tour de France, è iniziato nel modo più rocambolesco e assurdo di sempre: durante la prima tappa, a soli 2 chilometri dal traguardo un errore di percorso della moto che riprendeva il gruppo pronto alla volata ha creato un pericoloso caos: decine di ciclisti hanno sbagliato strada, altri sono caduti nel tentativo di invertire il senso di marcia, diversi si sono attardati all'arrivo.
L'errore al Giro di Vallonia: la moto sbaglia strada, ciclisti in confusione. La prima tappa del Giro di Vallonia si è conclusa con la classica volata di gruppo, compatto al traguardo, dove ha sfrecciato più veloce di tutti Jordi Meeus, lo sprinter belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe che si è imposto prendendosi da subito la maglia di leader. A soli 2 chilometri dall'arrivo la moto che riprendeva il gruppo ha sbagliato traiettoria creando un incredibile caos: decine di ciclisti l'hanno seguita finendo fuori dal tracciato, obbligati a fare pericolose inversioni a U. Diversi di loro si sono ritrovati a terra come l'italiano Alberto Dainese (Tudor) e Jasper De Buyst (Lotto Dstny).
Il racconto del vincitore della 1a tappa, Jordi Meeus. L'imbarazzante contrattempo ha coinvolto diversi ciclisti che si stavano apprestando a preparare la volata finale. L'incidente infatti è avvenuto a soli 2km dal traguardo mentre si preparavano i "treni" per lo sprint decisivo. Tra loro anche il vincitore, Jordi Meeus che dopo la vittoria ha commentato l'accaduto: "Fortunatamente sono riuscito a evitare la caduta… Molti avevano svoltato a sinistra mentre io sapevo che si doveva girare a destra, avendo avuto l'opportunità di riconoscere gli ultimi 30 chilometri della tappa. Perché? Semplicemente perché l'hotel della squadra è nelle vicinanze"
La decisione dell'organizzazione: cancellati i ritardi. Di fronte all'imbarazzo di aver rovinato il finale della prima tappa, l'organizzazione del Giro di Vallonia ha provato a correre ai ripari. Al via della seconda frazione, la 2a tappa che ha presentato un profilo collinare con 188,25 chilometri da Saint-Ghislain a Ouffet, ha deciso di porre rimedio cancellando tutti i ritardi dei ciclisti rimasti coinvolti nell'incidente causato da una propria moto.
Nel tratto tra i comuni di Brusciano e Marigliano un ragazzo ha provato deliberatamente a far cadere a terra alcuni ciclisti: posizionato all'interno di una rotonda, ha prima cercato di trascinare un altro ragazzo sulla traiettoria dei ciclisti e poi ha allungato più volte la gamba in direzione dei corridori, sferrato qualche calcio nel vuoto e, come se non bastasse, ha rifilato anche una spinta ad uno degli atleti PAESTUM. Un gesto folle, sconsiderato, assurdo, che avrebbe potuto avere conseguenze pesantissime.
Incredibile ma vero quanto accaduto nel corso della sesta tappa del Giro d'Italia, quella che ha portato la corsa da Paestum a Napoli. Nel tratto tra i comuni di Brusciano e Marigliano un ragazzo ha provato deliberatamente a far cadere a terra alcuni ciclisti: posizionato all'interno di una rotonda assieme ad amici, ha prima cercato di trascinare un altro ragazzo sulla traiettoria dei ciclisti e poi ha allungato più volte la gamba in direzione dei corridori, sferrato qualche calcio nel vuoto e, come se non bastasse, ha rifilato anche una spinta ad uno degli atleti che, in quel punto, transitavano a quasi 50 all'ora. E l'amico che si trovava con lui lo ha imitato in un paio di "tentativi".
Uno dei ciclisti ha cercato di allontanarlo con un gesto della mano dopo che un altro, pochi secondi prima, aveva alzato il braccio per segnalare quanto stava accadendo. Inutile dire che una caduta, in quel punto, avrebbe avuto effetti disastrosi, visto che il gruppo era compatto, i corridori stavano aggirando una rotatoria a gran velocità, senza tenere conto dell'effetto "domino".
L'organizzazione del Giro d'Italia non ha potuto non intervenire: ha pubblicato il video dell'accaduto e rilasciato una breve nota ufficiale: "Rispetto per i corridori. Rispetto per la gara. Rispetto per il Giro d'Italia. Tifosi. Vi adoriamo a bordo strada. Adoriamo il vostro entusiasmo, adoriamo il vostro tifo per i corridori, adoriamo il vostro abbigliamento da fenicotteri. Ma c'è un limite da non superare. A poco meno di 50 chilometri dal traguardo i due si sono resi protagonisti di una bravata che poteva sfociare in tragedia. Eulalio reagisce allargando il braccio, Garofoli colpito al sedere. Il gruppo sfreccia verso il traguardo, il rumore delle ruote copre le urla della folla, la maglia rosa è in testa al plotone con la sua squadra. Poi, all’improvviso, in una rotonda il gesto folle, inconsulto: le mani tese in mezzo alla strada, contro corridori lanciati a oltre cinquanta all'ora. Succede tra Brusciano e Marigliano, nel cuore della sesta tappa da Paestum a Napoli, a poco meno di cinquanta chilometri dal traguardo. Afonso Eulalio, leader della corsa, è il primo ad essere toccato e reagisce allargando il braccio per respingere il ragazzo più scalmanato. Scene assurde- Scene assurde, immortalate dalle telecamere davanti a centinaia di spettatori increduli. I responsabili hanno 19 e 20 anni, arrivano da San Vitaliano, in provincia di Napoli. La polizia li ha identificati e denunciati per procurato pericolo durante una manifestazione sportiva: per entrambi è scattato il daspo urbano. Volevano “fare una bravata”, ma bastava un contatto in più per provocare una caduta devastante. "Ho visto tutto perché davanti a me c’era Thomas Silva (l’uruguaiano ex maglia rosa, ndr) che l’ha mandato a quel paese. Non si rendono conto della velocità a cui andiamo", ha raccontato Alberto Bettiol. la dure reazione del giro- Durissima la reazione del Giro d’Italia sui canali social: "Vi adoriamo a bordo strada, ma c'è un limite da non superare. Non siate come questa persona". Così Davide Ballerini, vincitore di tappa: "Esibizionisti? Non lo so. Non si sono resi conto di ciò che poteva succedere, ma non penso si volessero lanciare dentro al gruppo.

