Yamaha Niken: la rivoluzione a tre ruote che cambia la guida e il piacere di “curvare”
Il divertimento e il piacere di guida ora si muove anche su tre ruote.
Yamaha Niken stupisce per precisione in conduzione e agilità.
Si può ordinare su internet.
Il mercato italiano quello più atteso.
Anni di duro lavoro e impegno per tenere sempre più uniti i piedi, vincolati a quelle lunghe pertiche fatte per scivolare sulla bianca coltre.
Anni di duro lavoro e impegno per aumentare sempre di più l'angolo di piega in perfetto equilibrio sulle due ruote.
Poi, sempre un bel giorno, ti svegli e tutti piegano come dannati su uno strano mezzo "ibrido", che di ruote ne ha tre!
Proprio così.
Ecco a voi la Yamaha Niken (naiken), la moto più rivoluzionara degli ultimi anni.
Guidarla è stata una vera scoperta.
Mai avremmo pensato che potesse regalare un piacere di guida così "motociclistico", un divertimento così palpabile, una confidenza così immediata.
Ci sono tante moto delle quali ci si chiede come vanno o per le quali c'è grande attesa.
Ma Niken (nda: la Niken... al femminile, perché è una moto, tengono a precisare gli uomini Yamaha) è senza paura di smentita la moto più eccentrica, discussa, curiosa, affascinante del 2018.
Sì perché incuriosisce il purista delle due ruote sportive, lo scooterista, l'automobilista, la moglie del motociclista, l'amante delle due ruote nel senso più ampio del termine.
Un giorno di qualche mese fa, quando abbiamo ricevuto l'invito per partecipare alla prova della Niken (primi al mondo a farlo) ci è anche stata chiesta la misura di sci e scarponi.
La prima reazione è stata, per forza di cose, è stata quella di sgranare gli occhi e domandarci stupiti il perché di quella domanda.
Presto detto: nello sci la decisione di passare a delle forme sciancrate ha segnato una svolta epocale, cambiando il modo di sciare e curvare.
Allo stesso modo, Yamaha vuole inaugurare un nuovo modo di guidare e condurre la curva.
Encomiabile, verrebbe da dire.
Apprezzabile, verrebbe da pensare.
Avere la forza e l'"arroganza" (in senso buono) di presentare la prima moto a tre ruote assegna alla casa dei tre diapason il titolo di Casa costruttrice più innovativa degli utlimi x anni.
I più anziani di voi però si ricorderanno che Yamaha non è nuova a progetti "spinti".
Fatta questa piccola, siamo partiti alla volta di Kitzbuhel, desiderosi di provare le ultime novità Salomon assieme all'olimpionico Giorgio Rocca, ma soprattutto capire come poteva essere guidare una moto a tre ruote.
Tanto doveroso fare questo piccolo cappello introduttivo, quanto dirvi, con tutta sincerità, che le attese annidate in noi non erano così "elettrizzanti".
La moto è la moto, è naturale pensare.
Come una due ruote c'è solo una due ruote.
Se ami piegare e la libertà di movimento, come una moto vera e propria non c'è niente altro.
Che qualcosa non andasse come ci si sarebbe aspettati lo abbiamo capito non appena abbiamo percorso i primi metri.
Sterzo leggero.
Bilanciamento perfetto.
Agile.
Questo è uno degli aspetti che più preoccupa chi pensa a una moto con tre ruote: sarà dura di sterzo?
La sua architettura e il maggiore attrito al suolo preparano una risposta piuttosto certa, ma la Niken, vuoi per la distribuzione dei pesi, la posizione in sella, la geometria dell'avantreno, riesce a rovesciare ogni previsione.
Niken si guida terribilmente bene, qualsiasi declinazione abbia la vostre guida: sportiva, turistica, cittadina.
Gli sportivi apprezzeranno la sua precisione in inserimento in curva e il suo essere neutrale in percorrenza di curva.
Ci si aspetterebbe un filo di sottosterzo e invece evidentemente, grazie alla perfetta geometria del quadrilatero articolato e allo schema Ackermann che permette alla ruota esterna alla curva di piegare di più e curvare di più, rimanendo sempre alla stessa distanza da quella interna, la Niken fila veloce come su un binario.
E anche se malauguratamente ci si imbatte in un'asperità solo con una delle due ruote, il comportamento rimane sincero.
Yamaha dichiara una ripartizoione perfetta dei pesi, ovvero 50/50, ma la tendenza in uscita di curva a scaricare un po' il retrotreno, cosa che spesso si traduce in piacevolissime derapate, farebbe pensare a una ripartizione più sbilanciata sull'avantreno.
Gli amanti dei viaggi scopriranno la Niken come una moto confortevole per via della seduta bassa e della perfetta triangolazione sella-manubrio-pedane.
Solo la sella risulta scarsamente imbottita soprattutto nella parte anteriore, quella più vicina al serbatoio.
La sensazione è quella di essere ben inseriti nel corpo macchina, con le gambe ben protette.
Anche la protezione del busto dall'aria è buona nonostante un cupolino che apparentemente sembra troppo "minimal" e basso, ma funziona.
Il motociclista urbano troverà nella Niken una moto ben bilanciata, che grazie a una sella bassa e piuttosto stretta permette di appoggiare saldamente i piedi a terra.
Come detto sopra, la nuova tre ruote di Yamaha stupisce per la facilità di conduzione alle basse velocità.
Aggile, maneggevole, poco affaticante.
Anche lo slalom nel traffico risulta facile, grazie alla distribuzione dei pesi e a un baricentro basso.
Attenzione però a buche e pavè: l'assetto è piutosto rigido, soprattutto quello del mono posteriore.
Per chi userà la moto nel tragitto casa-ufficio, sappia che in caso di pioggia, le due ruote che sono in asse con le pedane, sparano acqua dritta dritta sulle estremità.
In ogni caso, qualsiasi tipo di motociclista voi siate, la Niken sembra avere la ricetta giusta per voi.
Noi che siamo "sportiveggianti" abbiamo percorso 300 km di montagna (comprese le soste per le riprese foto e video - vedi le instagram stories di moto.it) con neve, grandine, pioggia, sole, davvero in "scioltezza".
Quello che ci ha stregato, lo ripetiamo, è la precisione chirurgica in percorrenza di curva, la neutralità di comportamento.
Tre ruote ovviamente offrono maggiore sicurezza in fase di frenata, anche con moto piegata.
A proposito di frenata: uno dei pochi aspetti su cui interverremmo è proprio questo.
L'impianto frenante con doppio disco da 298 mm fornisce una frenata piuttosto costante su tutto l'arco di intervento ma poco mordente soprattutto nella prima parte delle frenata, prestando il fianco a una piccola critica quando si va a stressarlo con forti frenate ripetute.
E arriviamo, per forza di cose a parlare anche del cuore pulsante, il motore.
Lo abbiamo tenuto per ultimo perché è fondamentalmente l'unità più conosciutà.
L'elettronica che gestisce la Niken è piuttosto semplice, ma ha tutto quello che serve al giorno d'oggi, senza perdersi in complicazioni: YCC-T (acceleratore elettronico), D-MODE con 3 modalità di mappatura, Cruise Control (entra in azione sopra i 50 km/h) e Traction Control System disinseribile con 2 modalità di setting.
A completare il pacchetto anche la frizione antisaltellamento, e il Quick Shift System.
Ecco: a proposito di quick shift: funziona solo oltre i 20 km/h o sopra i 4000 giri/min che non sono proprio pochissimi.
Avremmo quindi preferito avere la possibilità di sfruttare il sistema anche a regimi più bassi.
costantemente informati.
NIKEN sarà disponibile nella sola colorazione: Graphite.
Chi però fosse curioso di provarla, sappia che ci saranno i Niken Demo Tour.
Nel periodo giugno-ottobre 2018, Yamaha visiterà alcuni luoghi chiave della guida in Europa, permettendo a tutti di "Ride the Revolution".
Yamaha Niken.
Si chiama Niken la nuova nata di casa Yamaha ed è la versione che vedremo dai concessionari del concept a tre ruote MWT-9, presentato al Salone di Tokyo due anni fa.
È la prima moto con sistema Leaning multi-wheeler (Lmw), che consiste in un'inedita articolazione della sospensione anteriore con forcelle a doppio stelo, regolabili in compressione ed estensione, per gestire le due ruote e che accentua, anche visivamente, la "carica" sportiva del mezzo.
La ciclistica è senza dubbio la parte più originale della moto, il telaio è misto acciaio e alluminio, i cerchi anteriori sono da 15 pollici e montano gomme 120/70 sviluppate apposta da Bridgestone, la distanza tra le ruote è di 41 cm e la sospensione consente di piegare fino a un'inclinazione di 45 gradi.
La posizione di guida avanzata permette, con il pilota a bordo, di ripartire i pesi perfettamente: Yamaha promette un 50:50 tra anteriore e posteriore.
Piu classica la sospensione posteriore con forcellone in alluminio da 552 mm (15 mm in più rispetto alla MT-09) e monoammortizzatore completamente regolabile.
L'impianto frenante sfrutta invece due dischi anteriori da 298 mm con pinza ad attacco tradizionale e uno posteriore da 282 mm.
A spingere la Niken è il conosciuto motore tre cilindri frontemarcia raffreddato a liquido della MT-09 da 847 cm3 e 115 CV, dotato di nuove mappature dell'iniezione e di una abbondante dotazione di aiutini elettronici: acceleratore elettronico, tre mappature, cruise control (da 50 km/h), cambio elettronico e controllo di trazione su due livelli, non manca nemmeno la frizione antisaltellamento.
Per restare sempre aggiornati con le novità del salone di Milano seguite il nostro Speciale EICMA cliccando qui.
TRE RUOTE IS MEGLIO CHE TWO?
Quando guardo la Yamaha Niken, la prima moto a tre ruote, penso al centauro.
Non al motociclista che le monterà in sella e si divertirà a buttarla in piega ma al centauro inteso come figura mitologica, metà uomo e metà cavallo.
La Yamaha Niken, con il suo corpo da moto sportiva e il suo frontale da Transformer, è una moto a tutti gli effetti, ma mette insieme il meglio di due mondi unendo il divertimento della guida fisica di una moto alla precisione e alla solidità (e alla sicurezza) di un avantreno che appoggia su due ruote.
Due ruote come un’auto, ma che vanno in piega come una moto.
DAVANTI LA RIVOLUZIONE
Fino al cannotto di sterzo la Yamaha Niken è a tutti gli effetti una moto sportiva o, meglio, una sport tourer: telaio a traliccio in acciaio con forcellone e attacco del forcellone in alluminio, sella comoda per due, codone appuntito e un bel motorone tre cilindri 847 cc.
Davanti, invece, c’è la rivoluzione.
IL GIUSTO EQUILIBRIO
Delle tre ruote della Yamaha Niken, la posteriore ha una gommatura generosa taglia 190/55 R 17 mentre le due ruote anteriori sono da 15 pollici gommate 120/70 (le medesime misure della ruota anteriore del T-Max) con pneumatici studiati ad hoc da Bridgestone, la giusta misura secondo i collaudatori Yamaha per evitare l’inerzia dei 17” e la minore stabilità dei 13”.
DUE RUOTE QUATTRO STELI
Le due ruote anteriori della Niken sono governate ognuna da due steli, montati all’esterno per raggiungere l’angolo di piega di 45 gradi, che non fanno nulla per nascondersi, vestiti in un bel blu elettrico.
Dei due steli KYB abbinati a ogni ruota, in realtà, soltanto il posteriore da 43 mm ha funzione ammortante con una corsa di 110 millimetri, mentre l’anteriore da 41 mm ha funzione di guida e di stabilità della struttura per mantenere il perfetto allineamento tra le due ruote.
FACCIA CATTIVA A far da cappello al sistema LMW (Leaning Multi-Wheel) della Yamaha Niken c’è un bel cupolino a due piazze, largo ma piacevolmente affilato e sportivo, oltre che ben raccordato ai lati del serbatoio in alluminio da 18 litri.
Ha una faccia aggressiva, la Niken, per far capire che non è la moto per chi in moto non ci sa andare, ma che è una moto sportiva.
LE DIMENSIONI DELLA NIKEN
Il muso è largo e piatto come quello di uno squalo, ma le misure non sono molto differenti da quelle di una Tracer 900, per esempio.
La larghezza al manubrio è 885 mm contro gli 850 della Tracer, la lunghezza massima è 2.150 mm contro 2.160, l’altezza minima da terra è 150 mm contro 130 e la sella è a 82 cm da terra contro 85.
TRE RUOTE, TRE CILINDRI
Il motore da 115 cavalli e 87,5 Nm a 8.500 giri deriva dal CP3 montato sulla Yamaha MT-09, riveduto e corretto nell’iniezione e nell’albero motore per privilegiare la coppia e adattarsi al meglio alle caratteristiche della Niken.
Si può scegliere fra tre differenti settaggi del D-Mode - Direct Response, Normal Response e Softer Response che modificano la risposta del acceleratore - e altrettanti per il Traction Control TCS: spento, oppure più o meno invasivo.
Le prime consegne sono previste tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre ma, se vi sentite innovatori, esperti, funzionalisti o siete soltanto curiosi e volete provarla prima, potete prenotarvi per una delle 34 tappe europee del Niken Tour in programma dalla metà di giugno fino a ottobre.
Sono curioso anche e sono pronto per la prova su strada.
IN SELLA
Mi avvicino alla Yamaha Niken e mi sento un po’ Ben Hur: vista da davanti mi sembrano due moto siamesi e monto in sella per guidarle come Ben Hur guidava più bighe contemporaneamente.
La posizione in sella è comoda con misure azzeccate tra pedane, sella e manubrio, che è largo e con la giusta curvatura.
La sella, invece, dopo un po' di chilometri inizia a farsi sentire un po’ dura.
AGILISSIMA
In sella, anche da fermo la Niken sembra subito una normale moto a due ruote: non ha il blocco come gli scooter per tenerla in piedi da sola e se la inclino devo sostenere il peso esattamente come una normale moto a due ruote.
Basta innestare la prima e percorrere due metri, poi, perché l’effetto Ben Hur svanisca immediatamente e i 263 kg di peso non si sentano per nulla.
La Niken è agilissima, ha un raggio di sterzata da carrello del supermercato e anche le manovre in cui si usa tutto lo sterzo fino a fondo corsa, che creano qualche imbarazzo su una moto a due ruote, si fanno senza problemi.
IL GUSTO DELLA MESSA IN PIEGA
L'agilità della Niken si conferma anche tra le curve, al passo come spingendo forte.
Scende veloce in piega almeno fino a un certo grado di inclinazione e nel curva e contro curva si passa da una piega all’altra molto rapidamente, molto facilmente, scegliendo l’angolo giusto con precisione.
SICURA E PRONTA A GIOCARE
L’avantreno è granitico in ogni situazione, preciso e granitico non si muove mai dalla traiettoria impostata, sia che si incontrino sporco sulla strada sia che si spalanchi il gas in curva.
ME LA VADO A CERCARE...
Anche quando me la vado a cercare, puntando una pigna, il brecciolino o una enorme e fresca cacca di mucca le due ruote anteriori tengono botta, magari perdono aderenza ma non si rischia di scivolare.
Semmai, essendo laterali, le due ruote da 15” sollevano molto sporco e acqua malgrado i parafanghi avvolgenti e la cacca di mucca me la trovo spalmata sulle gambe e sulle scarpe.
SOLIDA E PROGRESSIVA
È bello sapere di avere lì davanti un punto fermo e solido, è bello per la sicurezza ma anche per divertirsi tra tornanti e curvoni.
Anzi, devo vincere l'abitudine di aspettare prima di dare gas in uscita di curva: con la Niken si può spalancare molto presto.
Se in curva vi capita di dover scartare improvvisamente o di dover frenare, oppure di dover frenare all’ultimo sul bagnato con l’ABS che impreca, l’avantreno della Niken è una certezza.
COMFORT TOTALE
Oltre che granitico l’avantreno è anche straordinariamente confortevole.
Provo e riprovo a centrare tombini e asperità varie con una sola delle due ruote anteriori e non si sente nulla, l’assorbimento è totale.
Se le ruote coinvolte sono entrambe si avverte il contraccolpo ma in misura uguale o minore rispetto a una moto con una sola ruota anteriore.
CON TRE RUOTE DICI ADDIO ALLO STRESS
Chilometro dopo chilometro mi viene voglia di conoscere la Niken sempre meglio e sempre di più di scoprire i suoi limiti.
La Niken è una moto con cui fare tanti chilometri al riparo di una buona protezione aerodinamica fino a 140 km/h, con cui percorrere tante curve e controcurve divertendosi, ma con la rilassatezza di avere limiti di sicurezza molto alti.
Dopo ore in sella mi accorgo che non sono stanco e che ho percorso ogni chilometro senza stress, malgrado la pioggia, le escursioni climatiche e le cacche di mucca.
EFFETTO NIKEN
La Niken è una moto con cui il motociclista medio riesce a spostare i suoi limiti e va più forte, mentre l’esperto probabilmente su asciutto mantiene il medesimo ritmo rispetto a una moto a due ruote.
L'EROGAZIONE
Anche il tre cilindri 850 è pensato per guidare veloce e con poco stress.
È pronto e prestante sotto i 4.000 giri, soglia sotto la quale si sta almeno per l’80% di un viaggio tra le curve ma, se volete effettuare un sorpasso, è meglio tenerlo vicino ai 6.000 giri, soglia oltre la quale tira fuori la potenza ma al di sotto della quale, tra 4.000 e 5.500 è piuttosto vuoto e poco reattivo nelle marce lunghe.
IL PELO NELL'UOVO
Oltre alla sella un po’ duretta e ai piedi pronti come aspirapolveri a raccattare tutto dalla strada, non mi sono piaciuti i freni, non all’altezza di tanta raffinatezza tecnica e dinamica.
Il comando è un po’ spugnoso e li vorrei più potenti.
D’altronde, ruote grandi come quelle di un T-Max non riescono a contenere che dischi freno grandi come quelli di un T-Max, millimetro più, millimetro meno.
IN QUESTA PROVAMARIO INDOSSACasco Shark Spartan Carbon
Con le sue due alucce posteriori da Asterix ha uno stile che non si confonde con altri caschi e eleganti sono le grafiche nere sulla pelle a vista in fibra di carbonio e kevlar, della colorazione Carbon Black Anthracite.
Pesa 1.290 grammi, ma l’ottima abitabilità lo fa sembrare anche più leggero quando è indossato.
È confortevole, ha un ampio e comodo visierino a scomparsa per il sole e una ventilazione regolabile per il viso e la calotta che funzionano bene in ogni clima.
GIACCA REV'IT AKIRA AIR
Costruita in Lorica, pelle bovina Monaco Perfomance e neoprene, questa giacca di stile racing e vestibilità attillata ha protezioni Seeflex su spalle e gomiti particolarmente robuste e grintose, che ne caratterizzano il design.
La rendono anche un po' rigida, va detto, limitando i movimenti non strettamente funzionali alla guida sportiva.
Ha all’interno un gilet termico staccabile che la rende adatta anche alle temperature autunnali o primaverili.
Guanti Rev’It Kryptonite GTX
Ecco un paio di guanti super tecnici ma con un aspetto stylish.
Il tessuto esterno nero è elegante così come il disegno a vulcano del paranocche e nasconde bene tutte le protezioni, da quelle per le dita alla imbottitura sul palmo fino a quelle in Temperfoam sul pollice e il palmo.
Il REV’IT Kryptonite GTX è un guanto robusto, spesso, con la membrana in Gore-Tex che tiene la mano sempre asciutta e l’imbottitura in 3M Thinsulate G abbinata alla fodera in morbida pelliccia a pelo corto che la tengono al caldo.
Jeans Rev’It Seattle
Soltanto una cucitura sopra il ginocchio fa pensare a jeans pensati per la moto, ma potrebbe essere uno dei fregi di un jeans Diesel.
Sono robusti, realizzati in denim Cordura (12,5oz) reso più forte grazie al PWR|Shield di REV’IT, una speciale tecnica di fabbricazione che rende il tessuto dei jeans Seattle più resistente all’abrasione, dichiara REV’IT, della pelle.
Se pensate, però, a jeans rigidi come una corazza medioevale, vi sbagliate.
I Seattle sono morbidi, con un bel taglio attillato ma che segue bene le forme grazie a una leggera elasticità.
Sono confortevoli anche termicamente, utilizzabili anche in estate grazie alla membrana COOLMAX che spinge la traspirazione verso l’esterno favorendone l’evaporazione.
Le protezioni morbide Seesmart, completano la dotazione comfort dei jeans Seattle.
Scarpe TCX Groove Gore-Tex
Le sneaker da moto di TCX sono tra le più comode grazie a pelli morbide pieno fiore e a un bel disegno che calza bene malgrado le protezioni per malleoli, tallone e punta.
La zip sul lato interno rende la calzata facile e veloce.
Le TCX Groove Gore-Tex sono disponibili in un unico colore, nero scamosciato, che è sì un po’ sporchevole ma che, stante la perfetta impermeabilità, potete lavare sotto l'acqua e farle tornare come nuove.
Si segnano facilmente solo all’interno, se le strusciate molto alle protezioni in alluminio.
Perfettamente impermeabili ma anche altrettanto traspiranti grazie alla membrana in Gore-Tex.
Eravamo veramente molto curiosi di provare, anche se per una breve presa di contatto, la nuova Yamaha Niken.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici la Niken è mossa dal motore della MT-09, tre cilindri fronte marcia da 847 cc in grado di erogare 115 Cv e 87,5 Nm di coppia.
Il telaio presenta una struttura ibrida a diamante ed è la combinazione di una parte principale tubolare in acciaio con attacco dei tralicci in acciaio fuso.
Sull’aspetto estetico non mettiamo voce, i motociclisti da tastiera si sono già ampiamente espressi… quasi tutti negativamente.
Ci vengono in mente due termini: incredibile, unica.
Diventa quasi difficile raccontare le sensazioni che si vivono alla guida della Niken, perché se per certi aspetti la si usa come una moto “normale”, allo stesso tempo le reazioni nella guida sono differenti.
Rispetto alle moto con due ruote il sistema LMW offre infatti una certa “resistenza” che rende particolare la sensazione che si prova quando si inclina la moto… è un po’… ovattato.
Niente è lento, ma sicuramente c’è un’inerzia differente.
Per quanto riguarda la frenata diciamo che avendo il doppio appoggio all’anteriore ci saremmo aspettati qualcosa di più, invece i due dischi, che devono fermare comunque oltre 260 kg di peso, sono piuttosto “piccoli” per poter essere ospitati nelle ruote da 15.
Capiamoci, niente di preoccupante, la Niken frena e bene ma occorre rivedere un po' il proprio modo di “portare” la moto.
La Yamaha Niken costa 14.990 euro ed è prenotabile online.
Considerando il bagaglio tecnologico e l’esclusività del mezzo una cifra tutto sommato interessante… ma a chi si rivolge la Niken?
Guidare la moto a tre ruote Yamaha è una sorpresa ma... come se la cava con i numeri?
Abbiamo cercato le analogie con alcune delle moto più amate del mercato.
È normale avere pregiudizi, continuo a dirmi mentre osservo da vicino la Yamaha Niken.
Gli giro un po’ intorno prima di salire in sella, osservo il complesso meccanismo dell’avantreno, la doppia coppia di forcelle.
Beh strana lo è, nulla da dire.
Monto a bordo.
Primi vagiti del tre cilindri: ok, ci siamo, “ti conosco”.
Strumentazione, comandi, manubrio: tutto sembra normale, escludendo quel frontale largo e possente, che si intuisce anche guardando di fronte a sé.
La muovo un po’ fra le gambe: mi aspettavo molto più peso invece questa tre ruote pare proprio una normalissima moto.
E allora andiamo.
Prima curva: accidenti.
Va giù agile.
Seconda curva: cavolo, sale su svelta.
Fin dal suo debutto la Niken ha fatto parlare di sé.
E come al solito, sono stati gli scettici a far più rumore: “Non è una vera moto!”, è stato uno dei giudizi più urlati, spesso condito da inutili sproloqui.
Invece lo è, una moto, lo ha detto chi l’ha provata in anteprima, lo ha ripetuto chi l’ha guidata successivamente.
Si dice che quando si prova qualcosa di completamente nuovo, occorre azzerare i propri parametri.
Il comportamento dinamico si discosta pochissimo da quello di una consueta due ruote, di indole sportiva per giunta.
Raccontare cosa si prova alla guida, non è semplicissimo.
Il grip assicurato dalla coppia di ruote anteriori regala alla Niken prestazioni eccellenti in frenata, nonostante l’ABS risulti fin troppo apprensivo.
Il confronto dei dati non lascia spazio a dubbi: la tre ruote Yamaha, nonostante il peso elevato e pneumatici meno performanti, frena meglio della Ducati Panigale V4 e gli spazi di arresto sono notevolmente inferiori, soprattutto nella prova da 130 a 80 km/h.
Per trovare dati similari abbiamo “scomodato” la BMW S 1000 XR, una crossover sportiva dalle prestazioni impressionanti.
Nella prova di accelerazione il vantaggio della Ducati Panigale V4 è abissale, ma la Niken non si comporta affatto male e riesce a staccare tempi da naked sportiva.
Sono invece pressoché sovrapponibili i tempi registrati sui 1.000 metri anche se la naked italiana ha una velocità di uscita superiore di circa 10 km/h.
La Niken raggiunge infatti il limitatore (a 188 Km/h effettivi) già nel primo chilometro con partenza da fermo.
Lo stacco della frizione non è precisissimo ma la tre ruote Yamaha riesce a farsi valere anche in questo frangente.
La Niken è imponente ma Yamaha ha svolto un lavoro eccellente per contenere il peso, che è di pochissimo superiore a quello del Piaggio MP3 300, lo scooter a tre ruote.
Da notare la distribuzione delle masse: la Niken ha buona parte dei chilogrammi gravanti sull’asse frontale, ben più dello scooter italiano, ma solo nella prova senza conducente.
Con il pilota a bordo i valori in gioco cambiano di molto e il peso si ripartisce in modo quasi perfettamente equo fra anteriore e posteriore.
Questa caratteristica contribuisce a rendere la Niken svelta in ingresso curva e ben più agile nello slalom di quanto ci si aspettasse da una moto con queste caratteristiche.

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