Moto epoca Kawasaki ZXR 750: storia, tecnica e fascino di una leggenda sportiva
La sigla ZXR fece la sua comparsa sul mercato nel 1988 con il nome ZX-7R Stinger, conosciuta anche come H1 grazie alle sigle identificative attribuite dalla Casa ad ogni modello/anno di produzione. Il motore era un quattro cilindri a 16 valvole derivato dalla serie GPX 750R, modello sportivo sì ma concettualmente ben meno orientato alle sfide tra i cordoli di un circuito.
Nel 1991 arriva la “nostra” ZXR 750 J1, che proponeva un motore e una ciclistica profondamente rivisti rispetto alle prime versioni, confermando una linea imponente e marcatamente racing che ha segnato la strada per i modelli della Casa di Akashi che l’hanno seguita negli anni. Il nuovo propulsore manteneva l’architettura originaria ma proponeva un progetto totalmente nuovo, misure più compatte e la catena di distribuzione posta lateralmente anziché al centro. Venne confermato invece il sistema di induzione d’aria sul cupolino, con i caratteristici “tubi” (snorkel) posti proprio di fronte alla strumentazione che contribuivano a donare un aspetto davvero “pronto gara” senza compromessi.
Linee sportive e spartane, come era moda una trentina di anni fa per le superbike. La ZXR 750 era disponibile anche in versione monocromatica, in blu oppure bordeaux, ma la livrea con il classico verde Kawasaki era, è e senza dubbio rimarrà quella più entusiasmante. La carenatura lascia intuire cosa c’è sotto: telaio a doppio trave in alluminio verniciato in grigio chiaro, mentre la meccanica è quasi totalmente celata dalle sovrastrutture. Sono in alluminio anche il forcellone e le pedane poggiapiedi, per pilota e passeggero.
In tema di ciclistica spiccano all’anteriore due dischi freno da 320 mm di diametro con pinze a quattro pistoncini; il posteriore è caratterizzato da un disco da 230 mm con pinza a due pistoncini. I cerchi in alluminio a tre razze da 17 pollici ospitano pneumatici generosi, 120/70 all’anteriore e 180/55 al posteriore. Il quattro cilindri in linea è un marchio di fabbrica Kawasaki, soprattutto in ambito sportivo. A partire da questa versione, l’evoluzione del motore fu incessante fino all’arrivo della prima Superbike a cilindrata piena di 1000 cm3 nel 2004.
Il motore è da 749cc, 16 valvole, bialbero a doppio camme in testa, raffreddamento a liquido e alimentazione affidata a 4 carburatori Keihin da 39 mm. La potenza massima è di 105 cv a 10.500 giri, mentre la coppia raggiunge i 8,1 Kgm a 8.500 giri. La prima sensazione in sella è quella di una moto dura e impegnativa, ma bastano pochi metri per entrare in sintonia con la Settemmezzo Kawasaki. È impegnativa da fermo, ma subito reattiva e pronta a rispondere ai comandi, offrendo una guidabilità sorprendente per l’epoca.
È piacevolmente svelta nello scendere in piega, forte di un appoggio davvero sicuro sull’anteriore. Il gommone posteriore restituisce feedback e sicurezza per prendere il gas con prontezza, senza timore di perdere grip. 195 kg di peso a secco si nascondono benissimo, contribuendo a un carattere neutro e mai troppo reattivo che permette di spingere senza apprensioni. Sul veloce la moto è stabile, potremmo dire imperturbabile. Le sospensioni sono sportive, ma il set-up odierno non è né troppo morbido né troppo rigido, offrendo il giusto sostegno senza compromettere la precisione.
Il temperamento del propulsore è fluido e regolare già da bassi regimi. Si può tranquillamente riprendere dai 2000 giri con i rapporti lunghi, rendendo la ZXR davvero amichevole nel primo contatto. Rispetto alle sportive moderne manca l’effetto “wow” o i picchi di potenza a regimi stellari; tuttavia la ZXR 750 risulta piena e gustosa a ogni regime, ricambiando il pilota con facilità di interpretazione. Il cambio, purtroppo, risulta lungo nella corsa della leva e leggermente contrastato negli inserimenti, un difetto comune in unità più datate ma gestibile con una buona scelta di esemplare.
Le ZXR 750 in vendita sono numerose, e questa abbondanza rende l’acquisto un affare accessibile, anche se è consigliabile mirare a esemplari in condizioni eccezionali. In alcuni annunci le quotazioni arrivano a sfiorare i 5000 euro, segnalando il valore e l’interesse per questi modelli storici.
La Kawasaki ZXR 750 (modello L) è stata prodotta e commercializzata dal 1993 al 1995, seppur l’introduzione della sigla ZXR risale al 1989 con la mitica Stinger (modello H). Il motore è un 4 cilindri frontemarcia, 4 tempi, cilindrata 748 cc e potenza massima di 118 cv a 11.500 giri/minuto. La coppia è di 73,5 Nm a 9.750 giri, il cambio è a 6 marce. La velocità di punta si attesta intorno ai 260 km/h e l’accelerazione 0-400 m in circa 10,8 secondi. L’impianto frenante utilizza doppio disco anteriore da 320 mm e disco posteriore da 220 mm; cerchi in lega da 17" sia anteriore che posteriore. Peso intorno ai 200 kg.
A differenza del modello R, la ZXR 750 si distingue dalla versione Racing per la colorazione, sostituendo i toni rossi con blu, e dalla presenza della sella per passeggero con relative pedane. Resta invariato il resto, con una leggera differenza di peso a favore della versione R. In conclusione, questa moto è considerata leggendaria e ha segnato la storia delle competizioni racing delle derivate di serie, la Superbike.

