Monopattino elettrico racing: velocità estreme, tecnologia e nuove regole della competizione
Si può correre a 160 km/h su un monopattino? Si, si può. Si correrà, forse anche più velocemente, a partire dal prossimo anno. Farlo in pista può sembrare una follia, anche se gli organizzatori dell’Electric Scooter Championship (eSC) assicurano che i piloti saranno obbligati a osservare rigidas norme di sicurezza. Ma in strada? Anche. La californiana Rion, infatti, vende un monopatino in grado di sfrecciare a 100 miglia orarie, 160 km/h appunto. Non c’è Paese al mondo che lo consenta. Tuttavia siamo curiosi di vedere se gli acquirenti della Race Edition del Rion RS90, dopo aver speso 6.800 dollari per acquistarlo, si accontenteranno di rispettare i limiti di legge. Li supportano però nomi altisonanti come il pilota di Formula E e ambasciatore delle Nazioni Unite Lucas di Grassi e l’ex pilota di F1 Alex Wurz.
Le gare si disputaranno nell’ambiente naturale dei monopattini elettrici, cioè su circuiti cittadini, con veicoli sviluppati ad hoc. I team e i piloti eSC useranno scooter ad alta velocità appositamente progettati per superare abbondantemente i 100 km/h. I punti di forza, secondo i promotori, sono tre: i costi non proibitivi dei veicoli, la trasversalità delle attitudini dei futuri piloti (automobilisti, ciclisti, pattinatori, motociclisti e snowboarder), la fenomenale diffusione dei monopattini elettrii nel dopo Coronavirus (leggi).
Li Grassi: “Un brivido accessibile e sostenibile”. «Come pilota, voglio creare una serie che abbia tutto il brivido e l’intensità della serie motorsport con cui siamo tutti cresciuti, ma con i costi e le responsabilità che la rendono accessibile e accattivante per tutti» ha dichiarato Di Grassi. «Questo è il prossimo passo di un viaggio davvero emozionante» ha concluso. L’eSC assicura di aver già contattato un fornitore per lo sviluppo del primo modello da gara, che presenterà entro la fine dell’anno. Secondo qualcuno potrebbe trattarsi proprio di Rion. Non a caso Beshir ha parlato della Rion RE90 Race Edition come la «Bugatti dei monopattini elettrici».
Rion RE90, una Bugatti a due (mini) ruote. Vediamola, allora, questa Bugatti a due (mini) ruote. Rion RE90 Race edition. I costruttori lo definiscono «il monopattino più veloce del mondo» e su questo non si discute. I due motori da 5 kW potrebbero spingerlo anche oltre le fatidiche 100 miglia. I progettisti, bontà loro, l’hanno però autolimitato a 80 miglia. Pesa solo 31 kg, grazie all’abbondante uso di carbonio per il corpo, il manubrio, i palo che lo regge e i parafanghi. In alluminio solo i due bracci con ammortizzatore anteriore e posteriore. Il pacco batterie da 96,6 V 30 Ah è assemblato con 30 celle al litio 21700 (come Tesla). L’autonomia è di 60 km.
“Arma letale” a 6.800 dollari, spedizioni world wide. I pneumatici sono racing slick PMT. Entrambi i freni sono a disco con comando idraulico e pinze in carbonio Magura. Viene venduto online, con spedizione in tutto il mondo. Ma farselo spedire costa 300 dollari, che si aggiungono ai 6.800 dollari del prezzo di listino. Molto per un monopattino, poco per un bolide. Oltre 100 km/h di velocità massima, telaio in fibra di carbonio e batterie 'firmate' Williams Advanced Engineering.
Arriva la nuova generazione delle competizioni a elettroni: i monopattini elettrici racing, che nel 2022 si sfideranno nel mondiale eSkootr Championship. Pubblicato il 13/01/2022. News. Il mondo del motorsport si sta allontanando sempre più da bielle e pistoni. Prima è toccato alle quattro ruote con la Formula E, seguita poi dalla MotoE per le due, ma nella primavera 2022 è arrivata una classe tutta nuova, stavolta dedicata alla micromobilità: stiamo parlando dell’Electric Skootr Championship. Il calendario per la prima stagione dei monopattini racing non è stato ancora definito, ma i test svolti tra autunno e inverno sul circuito di Cremona e del Paul Ricard, fanno pensare a un breve annuncio delle gare e delle tappe in agenda. Il progetto nato dall’idea di Lucas di Grassi e Alex Wurz si fa sempre più reale, e a conferma di ciò c’è l’ingaggio dell’ex pilota Motogp Bradley Smith nel ruolo di tester, pilota di sviluppo e talent scout.
TECNOLOGIA F1. Ma nel vero senso della parola. Infatti, gli eSkootr S1-X (in questo video in azione) escono direttamente dalla mente della Ycom, azienda di ingegneria parmense fondata da Nicola Scimeca e Mario Saccone (due ex uomini Dallara). La stessa società che collabora con quasi tutti i team partecipanti alla Le Mans e (se non bastasse) vi ricordate la Volkswagen ID R? La Ycom ha collaborato allo sviluppo della versione Pikes Peak, il prototipo che detiene il record della cronoscalata sotto gli 8 minuti, imbattuto dal 2018. Ma allo sviluppo dei monopattini racing partecipano anche altre due importanti realtà: la Helbiz, società leader nella gestione della micromobilità urbana, che schiererà proprio un team interno nel 2022, e Williams Advanced Engineering dedicata alla progettazione delle batterie degli eSkootr S1-X.
Il monopattino eSkootr S1-X
Il monopattino è a due ruote motrici, con due motori elettrici da 6 kW, capaci di portare il protagonista dell’Electric Skootr Championship a oltre 100 km/h. Entrambi i cuori a elettroni sono alimentati da un pacco batteria con capacità di 1,33 kWh e con tensione nominale del sistema agli ioni di litio da 55V. Il telaio è in fibra di carbonio all’anteriore e in alluminio al posteriore, con pannelli in fibra di lino nelle carenature. Il peso è di 35 chilogrammi. Gomme racing slick da 11 pollici e freni a disco idraulici consentono una gestione accurata delle curve oltre i 45°. Telemetria, IMU, GPS e dati dal powertrain e dall’impianto frenante sono a disposizione dei team e dei piloti.
Il campionato ESC, con sette tappe mondiali, ha l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e la micromobilità nelle aree urbane, accelerando lo sviluppo tecnologico nel campo. Il formato prevede due giorni di gare, circa 30 piloti, in una struttura a torneo a eliminazione diretta. Le batterie di qualificazione attraversano fasi multiple, fino al gran finale. I circuiti, lunghi tra 400 e 1000 metri, saranno tracciati temporanei nell’habitat naturale degli e-scooter: le aree cittadine. I piloti delle prime due stagioni potrebbero provenire da MotoGP, Formula E, skate e BMX professionisti, favorendo una contaminazione di tecniche di guida.]
Tecnologia e collaborazioni
Il progetto coinvolge realtà come Ycom Engineering, Helbiz e Williams Advanced Engineering, che forniscono know-how su elettronica di bordo, batterie, telemetria e controllo del sistema. La sinergia tra industria automobilistica, sport motoristici e micromobilità urbana guida lo sviluppo del campionato e della vettura da gara.
Per chi desidera configurare il proprio veicolo, si possono trovare versioni come Nami Racing by Ambrosini e-Racing, completamente personalizzabili con batteria, controllore, motori, sospensioni, freni, ruote e pitture, offrendo prestazioni adeguate alle esigenze specifiche.

Impatto e prospettive
La nascita di monopattini racing dimostra una tendenza verso una mobilità sportiva accessibile e orientata all’efficienza energetica. Le gare su circuiti cittadini offrono un palcoscenico per dimostrare tecnologie avanzate e competenze di guida diverse, trasformando la micromobilità in sport ad alto contenuto tecnologico.
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