Modello famoso per impennare: analisi, tecniche e proposte concrete
Impennare in moto per 567 metri di fila? Anche se siete abili motociclisti, saprete che non è cosa da poco. Si tratta però di qualcosa di decisamente più impegnativo - quasi paranormale - se l’impennata viene fatta senza mani. Non è quindi un caso se questa impresa, messa a segno dal motociclista indiano Rohitesh Upadhyay (freestyler di lungo corso), è entrata di diritto nel Guinness dei primati. Upadhyay ha polverizzato il precedente record di 89 metri, che durava dal 2002. segreto- Secondo Upadhyay, il record è frutto di una combinazione di talenti: “È come fare ginnastica con la moto - ha detto - perché richiede il controllo completo del corpo e la ricerca del corretto baricentro”.
Visto che continuavate a chiederci quale fosse la miglior moto al mondo per fare le impennate, ehm… “nostro malgrado”, abbiamo dovuto organizzare una comparativa per scoprirlo…
Wheelie Fun Bike V1 è la minimoto elettrica con sistema Pro-Wheelie automatico: motore da 5.000 W, autonomia fino a 48 km e app di controllo. Arriva dalla California una vera rivoluzione su due ruote, capace di mettere in discussione ogni regola finora scritta nel mondo delle moto compatte. Si chiama Wheelie Fun Bike e non è una semplice minimoto elettrica: è un concentrato di tecnologia e divertimento che nasce con un obiettivo ben preciso, quello di rendere i caballiti - o impennate - un’esperienza alla portata di tutti, anche dei meno esperti. A differenza delle grandi case motociclistiche come Honda e Yamaha, che investono risorse ingenti nello sviluppo di sofisticati sistemi Anti Wheelie per impedire le impennate e aumentare la sicurezza, la Wheelie Fun Bike va nella direzione opposta. Il cuore pulsante di questa innovazione è il caballito automatico, reso possibile da una soluzione tecnica tanto semplice quanto efficace: un pulsante sul manubrio che attiva due modalità di guida esclusive, “Push To Wheelie” e “Digital Wheelie Bar”.

Premendo questo comando, la moto si occupa in autonomia della gestione dell’equilibrio durante l’impennata, mentre il pilota deve solo pensare a inclinare il corpo e a modulare accelerazione e decelerazione. Sul fronte tecnico, la minimoto elettrica non delude nemmeno i motociclisti più esigenti. Il suo potente motore elettrico da 5.000 watt è integrato direttamente nel mozzo della ruota posteriore da 6 pollici, garantendo una spinta vigorosa e una risposta immediata. La batteria da 72V e 10Ah assicura un’autonomia di quasi 50 chilometri, sufficiente per sessioni di divertimento prolungate. Ma le sorprese non finiscono qui. Uno degli aspetti più innovativi della Wheelie Fun Bike è la presenza di un’applicazione dedicata, pensata per offrire un controllo totale e personalizzato dell’esperienza di guida. Attraverso l’app, ogni pilota può regolare parametri come l’angolo di inclinazione durante i caballiti, la risposta dell’acceleratore e le impostazioni di sicurezza anti-ribaltamento.
L’attenzione alla sicurezza, seppur interpretata in chiave innovativa, resta centrale. Grazie alle modalità di caballito automatico e ai sistemi di controllo elettronico, la Wheelie Fun Bike permette di vivere il brivido dell’impennata riducendo al minimo i rischi, e rendendo accessibile a tutti una delle manovre più spettacolari e tecnicamente complesse del motociclismo. Attualmente, la Wheelie Fun Bike è disponibile in preordine al prezzo di 2.995 dollari, con un previsto aumento a 3.495 dollari al termine della fase iniziale. Una cifra che, considerando le tecnologie offerte e la novità assoluta del prodotto, rappresenta un investimento interessante per chi cerca qualcosa di davvero diverso nel panorama delle due ruote elettriche.

Sventola la bandiera a scacchi e parte l'impennata. Vittoria e monoruota sono, da sempre, una delle coppie più belle del motociclismo. Chi di noi, da bambino, non rimaneva estasiato davanti alla TV mentre il proprio pilota preferito vinceva e sfrecciava per il circuito, davanti alle telecamere, con la ruota anteriore che puntava al cielo. Una cosa, però, è vederla alla televisione eseguita da piloti professionisti, un'altra è replicarla nella vita reale. Impennare richiede tecnica, equilibrio e un po’ di coraggio. Adesso però arriva una piccola moto elettrica che lo rende semplicissimo: basta premere un pulsante. Si chiama Wheelie Fun Bike ed è una pit bike elettrica ideata da Jeff McCosker. La moto utilizza un sistema di auto-bilanciamento: in wheelie basta inclinarsi in avanti per accelerare e indietro per rallentare. Monta una batteria da 72V e 10Ah, un motore elettrico da 5 kW e raggiunge i 56 km/h, con circa 48 km di autonomia. Il prezzo di lancio in preordine è di 2.995 dollari per la Founder Edition, mentre la versione standard costerà 3.499 dollari.
Tutto molto bello sennonchè si discute sempre molto di sicurezza stradale, comportamenti scorretti da migliorare ed educazione stradale da implementare e, magari, rendere obbligatoria nelle scuole, e poi arriva il "tastino" per impennare. E' vero, stiamo pur sempre parlando di un giocattolo che dovrebbe far divertire i bambini più piccoli ma è inutile negarlo: anche la nostra generazione è partita con le impennate in bicicletta e poi è finita a provarci con le moto di grossa ciclindrata (e non).
Impennare la moto in maniera lenta e controllata è un’arte a tutti gli effetti, oltre ad essere estremamente divertente, ma soprattutto si vanno ad apprendere le basi di quello che negli anni è diventato uno sport motoristico a tutti gli effetti, praticato da migliaia di riders in tutto il mondo e che grazie ai social stimola i riders ad inventare sempre nuovi trick che hanno inizio sempre dall'impennata. Tutto questo sport è basato sulla tecnica e sul controllo, si può praticare solo in aree chiuse o private e non su strade aperte al pubblico. La moto utilizzata per il corso di Stuntriding è una Honda CBR 600 F Sport. ( ..come capitava a Christian... Christian Sperandii è stato un pioniere in questo sport, ha iniziato a praticare lo stuntriding diventando poi il primo rider ad effettuare show in Italia ed a promuovere questo sport e farlo conoscere.

Viale J.F. Diciamolo subito, impennare in moto è un’arte, per molti inutile e per altri pericolosa da evitare come le code alle poste. Per altri ancora è un tabù da non sfatare, ma per una cerchia non ben definita di smanettoni è una droga alla quale non si può rinunciare una volta provata. I consigli e le tecniche che andrò a spiegare servono a darvi una base per poi potervi mettere in grado di migliorarvi e metterci del vostro. Anche perché per ogni moto o tecnica trattata, ci vorrebbero pagine su pagine per spiegare tutto nel migliore dei modi. E il bello dell’impennare in moto è che si tratta di una manovra sempre diversa, complessa e originale, che lascia notevole spazio all’improvvisazione e alla fantasia.
La Tecnica di base per impennare in moto parte dal presupposto che la vostra ruota anteriore non si sia mai sollevata da terra se non sui cavalletti per il cambio gomme. Quello che bisogna iniziare a fare all’inizio è familiarizzare con la sensazione dell’avantreno che si alleggerisce e poi si alza, cosa che per chi non ha mai impennato risulta una sensazione del tutto irrazionale. Premesso che, per le impennate in moto in velocità di solito non si eseguono in prima marcia, a meno che non vogliate una piccola alzata di pochi secondi a bassa velocità, perché le impennate sono un’altra cosa.
La posizione sulla sella: la posizione in sella da assumere durante queste forti accelerazioni è con il sedere più lontano possibile dal serbatoio, e con il corpo che non deve schiacciarsi in avanti a caricare l’avantreno. Errore comune è assumere la posizione inversa, tutto caricato in avanti, con la testa quasi dentro la strumentazione. Partite da fermi dopo aver scaldato bene la gomma e dopo averla sgonfiata leggermente; poco dopo i 20 km/h, spalancate il gas tenendo d’occhio il contagiri, perché mentre date gas la lancetta sale velocemente in alto insieme alla ruota anteriore.
Per regolarvi, tenete presente che impennare in moto da seduti fino a quando davanti a voi vedete la strada vuol dire che non vi state ribaltando. Quando non vedete più l’orizzonte e vedete solo la vostra bella strumentazione, non vi state ribaltando, ma è il momento di chiudere dolcemente il gas e riportare giù la ruota anteriore. Le prime volte che riuscirete a sollevare l’avantreno, oltre a un sorriso sotto la visiera, la vostra reazione sarà quella di chiudere subito il gas e rimettere giù la ruota. Cercate di farlo nel modo più dolce possibile. In ogni caso, tutto normale, non scoraggiatevi e continuate a provare finché non avrete preso confidenza con questa sensazione dell’avantreno sospeso.
- Il decollo: conoscere bene la propria moto, sentire come gira il motore e capire dove sia nascosta la coppia. Le tecniche sono due: accelerare fino al punto massimo di coppia e dare una manata di gas, oppure per moto con minor coppia, usare gas fino al punto di coppia, chiudere brevemente e riaprire tutto il gas.
- La gestione del gas: per motori con maggiore coppia, è più semplice controllare l’impennata; in seconda serve spesso un colpo di reni e tirare i semimanubri.
- Raggiungere il punto di equilibrio: mantenere l’avantreno alto riduce la potenza necessaria; in prima è difficile mantenere lunghe impennate, mentre in seconda o terza si può restare su una ruota a lungo con controllo adeguato.
- La gestione: usare la frizione per alzare la moto prima della normale potenza, permettendo più tempo per trovare l’inclinazione ideale; cambiate marcia in volo se necessario, praticamente senza tempo di ritardo.
- Impiccarsi in seconda o terza marcia: portare la moto a regimi alti, fare slittare leggermente la frizione e subito rilasciarla, quindi controllare l’inclinazione con gas moderato.
Le impennate lente e in equilibrio richiedono protezioni extra e gomme apposite, e una preparazione specifica della moto, perché si tratta di manovre molto complesse che richiedono una gestione attenta di gas, frizione, freno posteriore e posizione del corpo. La pratica costante e l’attenzione al peso trasferito all’indietro permettono di mantenere la moto in verticale anche a bassi giri, con una dinamica di controllo che si affina nel tempo.
