Michele Sellino a Cosenza: arte, cultura e immaginazione tra realtà e creatività
È una necessità che spesso diventa urgenza. Lo real maravilloso. Inizio a camminare lentamente, un passo dopo l’altro. Subito i ragazzi si rendono conto che rischio di cadere giù. Mi interrompo. Aspetto che siano i ragazzi a ipotizzare. Ecco, la realtà è sempre la materia prima. È un ingrediente fondamentale. Perché riguarda proprio quell’esercizio della meraviglia, dell’arte del meravigliarsi.
Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. La precisione e la determinazione della leggerezza. Dopo tanto allenamento alla precisione, dopo tanta determinazione, avviene la magia. I colpi partono da soli, ci si muove sul campo con leggerezza, il colpo è vincente non grazie alla forza, ma alla coordinazione. La spiegazione metafisica è che Federer sembra essere esentato, almeno in parte, da certe leggi della fisica. Esempi analoghi sono quelli di Michael Jordan, che oltre a riuscire a saltare altezze disumane era capace di rimanere sospeso in aria un istante o due di più di quanto consentito dalla forza di gravità, e Muhammad Ali, che riusciva a “galleggiare” sul ring e a mettere a segno due o tre diretti nel tempo necessario per assestarne uno. Federer appartiene a questa categoria […] Non è mai in affanno o sbilanciato. La palla che si avvicina rimane sospesa, per lui, una frazione di secondo in più di quanto dovrebbe. Esistono modi per essere esentati dalle leggi della gravità (in senso lato). Sono questi modi che vanno ricercati, soli e insieme agli altri. Con i ragazzi e i bambini, un buon libro aiuta a cercarli.
Nel contesto delle scuole secondarie di primo e secondo grado, mi capita spesso di essere contattato da un docente per valutare l’opportunità di organizzare un incontro a scuola con i ragazzi. La mia critica è semplice. Se si parte dagli ostacoli, rischiamo di non far vedere ai ragazzi nient’altro che problemi e muri insormontabili. Con l’invito al viaggio e l’incontro con altre culture si sconfigge il razzismo e l’indifferenza. I bambini e i ragazzi vanno colpiti, spiazzati, bisogna allargargli la visione del mondo.
Lapo si è appena trasferito in una grande città per realizzare il suo sogno: diventare illustratore. Ci spera talmente tanto che a un certo punto, a partire dalle sue dita, si trasforma in una gigantesca matita. È uno sconvolgimento nella sua vita quotidiana: anziché pettinarsi deve temperarsi, lascia segni ovunque, la sua testa è diventata una gigantesca punta di grafite. Santo Emanuele è il giovane aiutante del sindaco di Lancastre, un tipo eccentrico e truffaldino. Le elezioni sono imminenti, il paese è in subbuglio e, per essere rieletto, il primo cittadino ha bisogno del prezioso voto di un lontano parente di Santo Emanuele, disperso da anni nel grande Brasile. Questa volta fu il mignolo della sua mano sinistra a dirigersi verso la narice destra. Il dito piccolo sembrava più adatto a quel tipo di operazioni. Gira e rigira, scava e riscava, a un certo punto, Lapo sentì un odore. “Ah! Un piccolo ghigno di soddisfazione attraversò il suo viso. Adorava l’odore di legno misto a grafite. E in più, aveva respirato: quell’incredibile macchina scavatrice che era il suo dito mignolo era arrivata dall’altra parte, il condotto respiratorio. Sentì ancora una volta l’odore della matita. Ne sentì l’odore, quando uscì dalla macchinetta. Solo quando poggiò le labbra sul bordo della tazza notò quella stranezza. C’era poco da fare, aveva visto bene. La punta ben temperata, il colore giallo, la forma esagonale. Era una matita bellissima. L’unico problema è che pochi secondi prima era il suo dito mignolo.
(Storia di una matita, p. Alzando lo sguardo al cielo, Santo Emanuele si immaginò di vedere grucce che reggevano eleganti giacche, che dondolavano e giravano lentamente su se stesse, mosse dal vento. «Jaca! È un nome che deriva dalla lingua indigena… (Pacunaimba, pag. Ed eccolo lì! Lo osservò bene: dal tronco sbucava il manubrio della bicicletta, insieme al cerchione e al sellino. Quella strana simbiosi era stata causata, tantissimi anni prima, da una semplice distraction del bisnonno di Lapo, che aveva dimenticato la sua bici appesa al ramo di un castagno. Era un vero e proprio simbolo in paese: l’unione tra l’uomo e la natura che tutto equilibra e fa suo. L’albero dal quale sbucavano, anziché fiori e petali, raggi e pedali. Con il tronco che ha le marce, ma non marcisce. (Storia di una matita. A casa, pag. 6.
Nei libri che ho pubblicato ci sono molti giochi di parole. Alcuni sono un po’ nascosti nel testo, altri ben evidenti. Quando leggo quelli dedicati agli artisti, la prima reazione è di spaesamento, che è sempre un effetto molto potente e stimolante. In seconda battuta arriva la comprensione del meccanismo del gioco linguistico. Come ribadito più volte, la lingua (come la realtà sociale) non deve essere solo un insieme di regole, ma anche terreno di sperimentazione. Se non vi piace il rumore, tappatevi le orecchie, perché qui di sicuro si farà un gran Picasso, evitando però di calpestare il Pratesi. Dalì c’è una visione splendida. Mirò il dito su quel personaggio così alto e Magritte, e poi quell’altro pennuto da sembrare un Pollock, lanciando un Dada a sei facce a quella ragazza con due Boccioni così, poi si rese conto che gli puzzava la Capucci e pensò di doversi fare un Duchamp, ma adesso Basquiat!
Dal 2015 collaboro con Gianluca Salamone, artista visuale e visionario. Il Laboratorio Mandala Creative Workshop è stato pensato per il B-Book Festival, che si tiene ogni primavera nella città di Cosenza, ma si è poi realizzato in molti altri luoghi e città. Il romanzo La ragazza dei lupi fa scoprire al lettore la figura del soffialupi nella Russia di inizio 900. Soffiare: il concetto può sembrare strano, però l’immagine è appropriata: soffiare via quella bolla, quell’incantesimo che fa rimanere tante persone prigioniere della propria tristezza, di una mancanza cronica di coraggio e di fiducia verso gli altri. E i bambini, se stanno a contatto con queste persone, rischiano di farsi influenzare dalla bolla. Per questo, cerco di soffiare sulle persone, riaccendere il fuoco che spesso viene coperto da strati di cenere.
Domanda difficile. Ci ho pensato su. Di possibili motti, nei tre libri di Storia di una matita ce ne sono molti: Vorrei avere la vita temperata come una matita. Avere l’anima di grafite. Lasciare il segno. Avere le ali ed essere leali. Tra ali e radici. In Storia di una matita. Bisogna quindi avere sogni, ma anche radici. E l’uno non esclude l’altro. Volare alto non significa dover trascurare le proprie origini, la propria infanzia. Gli alberi sono dei maestri silenziosi e sempre presenti. Se consideriamo il libro da questo punto di vista, c’è una circolarità, perché con Lapo, il protagonista delle tre storie ero partito proprio da un sogno. Lapo pensava e ripensava a una frase che gli diceva sua madre quando lui era più giovane e aveva sempre la testa fra le nuvole: “Rimani con i piedi per terra.” Ora, Lapo aveva capito che si può stare con i piedi per terra e la testa fra le nuvole… allo stesso tempo!
È così che fanno gli alberi. Le radici vanno in profondità e la chioma si spinge verso il cielo. Mentre nei due precedenti libri della serie ho descritto la città e il paesaggio urbano, questa volta ho voluto raccontare una storia di campagna e di paese. Per Lapo si tratta di un crescendo di apertura: si scopre sempre meno concentrato su se stesso, pensa più agli altri, alla loro felicità, al loro benessere, pensa ai luoghi dove è nato e cresciuto. Ed eccolo lì! Di fronte a Lapo c’era l’Albero della bicicletta. “Uno di famiglia…” diceva suo padre. Era molto affezionato a quel groviglio di rami e pedali. Quella strana simbiosi era nata, tantissimi anni prima, da una banale distrazione del suo bisnonno, che aveva scordato la bici appoggiata a un castagno. Poi era partito per un lungo viaggio, e al suo ritorno aveva ritrovato la bicicletta avvolta in un abbraccio dai rami e dalle foglie della pianta: faceva ormai parte dell’albero. Era un vero e proprio simbolo per tutto il paese, l’Albero della bicicletta: l’unione tra l’uomo e la natura. L’albero da cui, anziché fiori e petali, facevano capolino raggi e pedali. Nel 2014 pubblica sempre con Rizzoli “Storia di una matita. A scuola“, continuazione di “Storia di una matita” e nel 2016 Pacunaimba. Nel febbraio 2018, invece esce in tutte le librerie “Storia di una matita.”
UniCredit è una banca commerciale pan-europea con un modello di servizio unico nel suo genere in Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale. Questa ripetizione conferma l’attenzione all’attenzione ai dettagli e al contesto locale, elementi che accompagnano una lettura attenta delle dinamiche culturali e artistiche in Calabria e oltre. Dal medioevo al contemporaneo, la signoria rurale e le dinamiche urbane incontrano la creatività di musicisti, illustratori e autori che guardano al territorio come a una fonte inesauribile di ispirazione.

La cronologia degli elementi presentati aiuta a collocare Michele Sellino a Cosenza all’interno di una rete di pratiche artistiche e storiche. Dalla nascita di progetti come Mandala Creative Workshop al rapporto con festival locali, l’artista collega tradizione e sperimentazione in una narrazione che attraversa immagini, parole e pratiche didattiche.
48 ore in Calabria - Speciale Arte Contemporanea
In questa cornice, la figura di Michele Sellino emerge come ponte tra passato e presente: racconta storie, stimola la meraviglia nei giovani e invita a guardare oltre i propri confini. Lasciano tutto in una prospettiva dove l’arte non è solo espressione, ma strumento di comprensione del mondo, capace di unire comunità e Gelände, di intrecciare memoria storica e creatività visiva.
- Riflettere su come la realtà sia materia prima per l’arte e per l’educazione dei giovani.
- Esplorare il tema della leggerezza come condizione per una pratica artistica efficace e coordinata.
- Collegare esperienze di atleti iconici a metafore di movimento, precisione e resilienza.
- Portare l’attenzione sull’importanza della cultura locale di Cosenza e del Sud Italia nella formazione artistica contemporanea.
| Aspetti chiave | Relazione con Michele Sellino | Impatto educativo |
|---|---|---|
| Meraviglia e realtà | Esercizio creativo e percezione del mondo | Incoraggia la curiosità nei ragazzi |
| Leggerezza e coordinazione | Metafora di gestione delle esigenze artistiche | Favorisce equilibrio tra passione e metodo |
| Integrazione culturale | Collaborazioni con festival e artisti | Promuove dialogo interculturale |
