Martin Loris: viaggio di un motociclista tra infortunio, mercato e futuro della MotoGP
Jorge Martin si avvicina al ritorno dall’infortunio, con Aprilia che organizza una sessione di test privata a Misano mercoledì nella speranza che possa essere pronto per il Gran Premio di Brno. Il 27enne è stato ai box dall’aprile scorso, quando ha riportato un emopneumotorace e la rottura di 11 costole a seguito di una caduta durante il Qatar Grand Prix, Parma anche l’impatto con Fabio Di Giannantonio di VR46. Le sue assenze hanno finora costretto lo spagnolo a saltare sei corse e contano ancora in aumento.
Martin non correrà questo fine settimana nel Gran Premio di Germania, poiché il recupero non è ancora a uno stadio tale da permettergli di competere. Tuttavia Aprilia terrà un test privato per lui a Misano, facendo leva anche sull’uscita con l’RSV4 al Circuit de Barcelona-Catalunya la settimana scorsa. Aprilia e Martin sperano così di essere pronti a correre al Gran Premio di Brno, in programma il 20 luglio, ultimo appuntamento della stagione 2025 prima della pausa estiva.
Loris Capirossi spera che Jorge Martin capisca di dover restare in Aprilia nel 2026 al rientro dall’infortunio. Il ritorno di Martin prima della pausa estiva potrebbe avere grandi implicazioni per il mercato dei piloti, poiché il campione in carica della classe regina cerca di lasciare Aprilia. Honda avrebbe già un accordo triennale con Martin, che ratificherà solo una volta liberatosi dal contratto con Aprilia. Nonostante Martin abbia espresso il desiderio di lasciare Aprilia, Capirossi spera che mantenga la fiducia nell’azienda italiana.
Aprilia ritiene che la release clause di Martin non sia valida e insiste sul rispetto del contratto di due anni firmato per unirsi al produttore italiano. Martin aveva come obiettivo di diventare contendente al titolo dopo il GP di Francia, ma è stato out per cinque delle prime sei gare per infortunio. Da Le Mans, Martin ha comunicato l’intenzione di attivare l’uscita, mentre Bezzecchi ha conquistato la British Grand Prix a Silverstone e ha spinto Marquez all’assalto ad Assen, ma Bezzecchi è arrivato secondo al GP olandese.
Il valore di Martin come potenziale pilota Honda è al centro di discussioni tra May e produttori; il mercato della MotoGP resta in fermento. È probabile che Martin impieghi tempo per apprendere come massimizzare l’RS-GP25 di Aprilia, proprio come Bezzecchi fa in circuiti che si adattano meglio alla moto.

Nel frattempo, Loris Capirossi è una figura di riferimento nel paddock: uno dei piloti italiani più amati della storia della MotoGP, tre titoli mondiali, 328 gare, 29 vittorie. Oggi ricopre il ruolo di direttore di gara per Dorna, un compito complesso ma fondamentale per la sicurezza degli eventi. Intervistato, Capirossi parla di sicurezza, calendario 2025 e scenari futuri.
Il nuovo calendario 2025 è descritto come una piccola rivoluzione: si parte dalla Thailandia, dopo anni con l’inizio in Qatar, e i test partono in Thailandia. Si viaggia verso Sud America, Stati Uniti ed Europa, con una logistica migliore per team e moto. Per i piloti però la concentrazione rimane massima in ogni circuito, indipendentemente dal cambio di calendario.
Il paddock affronta la domanda su Brno, Assen, e i circuiti cancellati come Finlandia e Kazakistan. Brno è sempre stato considerato un circuito fantastico; dopo il cambio di proprietà ha accettato modifiche per garantire maggiore sicurezza e sarà bello rivederlo nel calendario. Assen, invece, ha subito modifiche per sicurezza, perdendo una parte della magia originale.
Perché Finlandia e Kazakistan non hanno mai ospitato GP? Il Kymi Ring in Finlandia aveva problemi economici che hanno bloccato il progetto; in Kazakistan lavori erano avanzati ma un’alluvione ha impedito la gara. Il circuito kazako è pronto e potrebbe tornare, ma occorrerà vedere.
In chiave sicurezza, Capirossi rileva che la decisione di esporre una bandiera rossa è una responsabilità enorme, soprattutto in condizioni estreme. Il monitoraggio è continuo, ma i piloti chiedono spesso perché non si fermi una gara un giro prima: è una decisione complessa e ogni secondo può fare la differenza.
Capirossi aggiunge che non si smette mai di guidare: “Io non ha mai abbandonato completamente il piacere di guidare. Ogni anno giro ancora in pista, anche con una MotoGP, ho l’opportunità di usare un’Aprilia e capisco meglio le sensazioni dei piloti”. Le moto moderne sono estremamente fisiche grazie all’aerodinamica e alle gomme, e l’evoluzione tecnologica è marcata.
Riguardo la comunicazione radio, l’opinione è positiva: ai tempi di Capirossi la tecnologia non era all’altezza, ora si studiano nuovi sistemi e saranno i piloti a decidere l’adozione. Le Sprint Race hanno portato spettacolo, pur sollevando dibattiti sul potenziale impatto sull’attesa del main event. Le regole di punteggio restano uguali per tutti, ma molti chiedono una revisione per riflettere meglio il valore di una vittoria rispetto a due quarti posti.
Nell’ambito sportivo, Martin e Bagnaia sono due piloti forti: se non fosse caduto a Portimão, Pecco avrebbe potuto essere campione; Martin ha invece portato a casa più punti e si è laureato campione del mondo, condividendo la scena con due generazioni di campioni.
Con l’acquisizione di Liberty Media, si prevede una MotoGP sempre più vicina alla Formula 1, anche se manca l’ok dell’Antitrust UE; molte novità sono possibili ma resta cruciale preservare l’essenza delle tre categorie che formano i campioni di domani: Moto3, Moto2 e MotoGP.
Riflettendo sull’infanzia e sull’ispirazione, Martin cita Fausto Gresini come idolo; la sua crescita è stata favorita dall’amicizia e dal sostegno di Aleix Espargaró e Maverick Viñales, che lo hanno allenato quando non aveva mezzi, e l’esperienza in Mahindra ha forgiato la sua carriera, insegnandogli a guidare una moto che non va bene e a sfruttare al meglio i limiti.
Nella storia di Martin, il passaggio da Moto3 a Moto2 e la sua crescita hanno segnato tappe fondamentali: dal correlato incidente di Portimao al primo successo nella stagione 2021 in Stiria, passando per la vittoria a Barcellona nel 2021 e le pole del 2018, che hanno portato al titolo mondiale in Moto3; la sua carriera ha quindi illustri momenti di resilienza e determinazione.
Infine, i dettagli biografici raccontano Jorge Martín Almoguera, nato a Madrid il 29 gennaio 1998, cresciuto in una famiglia umile con papà appassionato di moto e una madre che ha affrontato difficoltà economiche, un percorso segnato da selezioni Red Bull MotoGP Rookies Cup, sofferenze economiche familiari e una progressiva ascesa nel mondo delle gare.

Le prospettive future includono un’ulteriore evoluzione della regolamentazione della Moto3, la partnership con costruttori per comprendere chi è più interessato al progetto e la creazione di una classe di ingresso più accessibile, mantenendo costi sostenibili. Dal 2027 l’industria potrebbe partire da zero con un nuovo standard aerodinamico e senza abbassatori, aprendo una fase di transizione significativa per le MotoGP.
- Rientro di Jorge Martin con test a Misano e possibile debutto al Czech Grand Prix
- Possibile passaggio di Martin da Aprilia a Honda nel 2026
- Ruolo di Loris Capirossi come voce autorevole nel paddock
- Riforme e discussioni su sprint race, punteggio e regolamenti
- Sviluppo della futura Moto3 e transizione regolamentare 2026-2027
In sintesi, la parabola di Jorge Martin e il contesto MotoGP mostrano come il ritorno dall’infortunio possa avere un impatto non solo sul suo destino sportivo ma sull’intero mercato dei piloti, sull’evoluzione tecnologica delle moto e sulle future dinamiche del campionato mondiale.
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