Lambretta: anno di nascita, storia e leggende di un’icona dello scooter
Nel 1922 Ferdinando Innocenti di Pescia diede vita ad una fabbrica di tubi d'acciaio a Roma. Durante la seconda guerra mondiale, la fabbrica fu bombardata e completamente distrutta. Innocenti, nell'attesa di riacquisire da parte degli Alleati gli stabilimenti di Milano, diede vita nella Capitale allo studio del prodotto che avrebbe costituito la riconversione post-bellica della fabbrica.
Inizialmente affidò il progetto del nuovo veicolo all'ingegnere aeronautico Cesare Pallavicino (che era stato il direttore tecnico prima della Breda fino al 1935 e poi della Caproni). Poco tempo dopo Pallavicino emigrò in Argentina per progettare aerei e lo studio venne così affidato all'ing. Pierluigi Torre, progettista di grande fama che aveva contribuito al progetto dei motori dell'idrovolante Savoia-Marchetti S.55A della trasvolata atlantica di Italo Balbo. L'enorme successo non solo nazionale fece sì che la Lambretta, nei quasi 25 anni di produzione, venisse costruita su licenza anche in Germania (dalla NSU), Argentina, Brasile, Cile, India, Francia, Taiwan, Indonesia e Spagna (dalla Serveta).
Genesi, design e successi
In seguito al boom economico in Europa occidentale, verso la fine degli anni cinquanta la richiesta degli scooter ebbe un calo, mentre l'automobile era ormai alla portata di tutti. Luigi Innocenti, figlio di Ferdinando, decise che era ora di inserirsi nel combattuto mercato delle autovetture di medio livello e nel 1959 fece un contratto con la "British Motor Corporation" (BMC) per produrre, su licenza, una berlina dell'Austin di 900 cm³ di cilindrata, la A40, con molti componenti forniti dalla stessa BMC. Successivamente vennero prodotte anche altre automobili, sempre su licenza BMC: la IM3 (Innocenti Morris 3), la I4 (una IM3 più spartana ed economica), la I5, la Mini Minor e la Mini Cooper; tutte queste auto ebbero successo e la Innocenti divenne la terza fabbrica italiana di automobili dopo la Fiat e la Lancia.
Con il boom degli anni Sessanta, i modelli TV (Turismo Veloce) e SX (Special X) sono generalmente i più richiesti, un successo dovuto alle loro prestazioni maggiorate e al look raffinato. Nel 1948 Luigi Innocenti lancia lo sviluppo di una versione speciale della Lambretta per poter realizzare record nella classe 125 cm³. Il modello presentava una sezione posteriore del telaio realizzata con tubature leggere per contenere il peso, un serbatoio ingrandito posto tra le gambe del conducente per migliorare la durata complessiva della marcia, un nuovo carburatore ingrandito, una marmitta rimpicciolita e un motore con rapporto di compressione più elevato dotato di trasportatore dinamico in alluminio per migliorare il raffreddamento del motore.
Il regime di potenza massima è di appena 5300 giri/min, relativamente basso per uno scooter da pista, ma ciò non preclude l'ottenimento, l'11 febbraio 1949, di ben 13 record sulla strada di collegamento tra Roma e Ostia, nove nella classe 125 cm³ a quattro velocità e quattro nella classe di fino a 175 cm³. Poco tempo dopo, la Lambretta viene modificata per stabilire nuovi record di durata. Viene creata un'apposita scatola aerodinamica per il faro anteriore, mentre il nuovo carburatore viene reimpostato per produrre un mix regolabile che compensa gli sbalzi di temperatura fra il giorno e la notte. La prova si svolge sul circuito francese di Montlhéry nel mese di marzo e porta all'ottenimento di altri 33 record mondiali grazie ai piloti Masserini, Masetti (futuro campione del mondo della classe 500 cm³ con la Gilera), Brunori e Riccardo Rizzi.
Nello stesso anno, dal momento che la Piaggio aveva realizzato una propria versione aerodinamica della Vespa, la Innocenti decise di adeguarsi per rimanere competitiva. La nuova Lambretta è caratterizzata da un profilo ovale appiattito ai lati, con un parabrezza ampio e una coda posteriore allungata. Portata in pista dal 27 settembre al 5 ottobre 1950, la nuova Lambretta aerodinamica conquista 22 record mondiali, azzerando i progressi fatti dalla concorrente Piaggio. Questo stesso modello viene modificato da Pier Luigi Torre per tentare di conseguire alcuni primati di velocità nella categoria 125 cm³. La carenatura viene semplificata e vengono aggiunte delle condotte d'aria anteriori. Il motore è sovralimentato mediante un compressore volumetrico che aumenta la potenza a 16 cv a 9000 giri/min.
Prototipi, evoluzioni e riconoscimenti internazionali
Fra gli innumerevoli prototipi e studi svolti nel tempo dell'azienda, è rilevante la svolta che - nelle intenzioni della dirigenza alla fine degli anni sessanta - la Lambretta avrebbe dovuto compiere verso maggiori cilindrate (fenomeno già in atto con l'elevazione a 200 cc) anche per aumentarne l'appetibilità all'estero. Fra il 1966 e il 1967 il Centro Studi sviluppò uno scooter bicilindrico 200 cc. Il telaio avrebbe dovuto essere completamente ridisegnato con una linea più moderna, ma non si giunse mai oltre la fase di 2 prototipi completi (la n. 10 e la n. ...).
Alla Lambretta è stato dedicato il Museo dello Scooter e della Lambretta, presente nel comune di Rodano, in provincia di Milano. L'enorme successo della Lambretta in molte nazioni portò alla produzione su licenza anche in Germania (NSU), Argentina, Brasile, Cile, India, Francia, Taiwan, Indonesia e Spagna (Serveta). Nei periodi di massimo splendore, la Lambretta fu sinonimo di affidabilità e stile, con una comunità di appassionati che continua a celebrare la sua eredità tecnica e iconografica.
La Lambretta rimane una presenza storica nel panorama degli scooter, simbolo di innovazione, design e tenacia industriale italiana, capace di trasformare una riconversione postbellica in un successo globale che attraversa decenni e continenti.

Per approfondire l’evoluzione tecnica, è utile consultare le schede tecniche originali che descrivono motore monocilindrico verticale, cambio a 3 marce, trasmissione primaria ad ingranaggi e accessori come il carburatore Dellorto MA16 e la marmitta nichelata.
Nota: i dettagli di colore, codici Lechler e particolari di identificazione variano tra le versioni e gli anni indicati nelle fonti storiche della Lambretta.
In sintesi, la Lambretta nasce come risposta postbellica a una domanda di mobilità accessibile e si sviluppa in una leggenda di ingegneria leggera, aerodinamica avanzata e successo internazionale, continuando a ispirare veicoli e appassionati in tutto il mondo.
