Kawasaki Vulcan 650 S usata prezzo caratteristiche affidabilità: guida, comfort e affidabilità
Ottima moto per gite fuori porta o per viaggi di media lunghezza. Ottima moto per fare cruising e adatta anche ai viaggi più lunghi. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo. La Kawasaki Vulcan S 650 é una grande moto, si porta facilmente é scattante ed agile particolarmente in città. Forse non è adatta x viaggi molto lunghi ma per gite intorno la città va benissimo.
A parte i tagliandi in dieci anni io non ho mai avuto problemi motore affidabile ancora x molti anni. Moto perfetta sia in città che per gira fuori porta. Motore sempre pieno e si guida con facilità. Consumi bassissimi se si guida senza fretta. Ottima per iniziare. Ottima Moto per chi si approccia al mondo delle moto custom. Di motore grintoso anche in versione A2. Da quando ho iniziato a usare la Kawasaki Vulcan S ho capito subito che non è una cruiser qualsiasi. La prima cosa che mi ha colpito è il motore: il 650 ha un’erogazione davvero piacevole, fluida quando vuoi andare tranquillo ma sempre pronto a reagire se apri il gas. Anche la maneggevolezza mi ha sorpreso. È una moto intuitiva, leggera nella risposta, che entra in curva con naturalezza. Non devi “lavorarla”, segue la linea in modo pulito e rimane stabile anche quando aumenti un po’ il ritmo.
Un altro aspetto a cui mi sono affezionato è il comfort. La posizione di guida è rilassata ma non costringe, e la possibilità di regolare pedane, sella e manubrio la rende veramente adattabile. Sul fronte affidabilità non ho mai avuto motivo di dubitare: parte sempre, non dà noie e vuole semplicemente la manutenzione normale. La cosa che preferisco, in fondo, è il suo doppio volto: è una compagna tranquilla quando vuoi rilassarti, ma appena la fai respirare un po’ ti rende la guida viva, coinvolgente, mai noiosa. Non vibra, non stanca, è stabile e sentita sotto la sella.
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La Casa di Akashi presenta la sua cruiser entry-level, forte di un bel motore da 650 cc e diverse regolazioni “per mettersi comodi”. Una moto per tutti, che punta ai nuovi biker e a chi vuole una custom poco impegnativa. Durante la progettazione della nuova Vulcan S, i tecnici giapponesi hanno pensato per prima cosa a mettere a proprio agio il guidatore. Non hanno solo creato quindi una moto dall’ergonomia facile e confortevole, ma addirittura personalizzabile. Due centimetri e mezzo che fanno decisamente la differenza (chi scrive sfiora il metro e settanta e la regolazione standard è decisamente azzeccata) così come la brillante idea di personalizzazione della seduta. La sella, posta a soli 705 mm da terra, e il peso piuma (225 kg in ordine di marcia per la base, 228 con ABS) completano il pacchetto “ facilità di guida”.
E anche per sella e manubrio non mancano le possibilità di customizzazione: tra i tanti accessori proposti troviamo anche una seduta più bassa e un manubrio che si avvicina di 44 mm al conducente, optional da tenere in considerazione se non si è proprio dei Watussi, in quanto quello standard potrebbe effettivamente risultare un po’ distante. Il propulsore che spinge la Vulcan S è il collaudatissimo bicilindrico parallelo da 649 cc che già equipaggia Er-6n e Versys: otto valvole, raffreddato a liquido, ovviamente rivisto e messo a punto per risultare facile e complice in ogni situazione. Spunto e ripresa sono brillanti ad ogni regime, l’erogazione lineare ma sempre pronta; anche in sesta marcia e a basso numero di giri ruotando la manopola del gas si può costantemente contare su una risposta immediata del bicilindrico. Dimostrazione che non sempre servono enne-mila cavalli per godersi la strada, tant’è che il claim proposto da Kawasaki per questa moto è No-speed-fun bike. Claim veritiero per metà dato che, da placida e sorniona easy bike, la Vulcan non esita a tirar fuori un bel po’ di grinta se si strapazza a dovere la manopola del gas.
A racchiudere il già conosciuto bicilindrico troviamo un telaio tutto nuovo, pensato e progettato su misura per la Vulcan e per la sua linea dal baricentro decisamente low. Si tratta di un perimetrale in acciaio ad alta resistenza con posteriore monoscocca, che favorisce il posizionamento centrale di tutti i componenti della moto. Per quanto riguarda le sospensioni troviamo, all’anteriore, una forcella telescopica dal diametro di 41 mm e, al posteriore, un mono laterale regolabile su sette posizioni. L’impianto frenante si affida a due dischi singoli, da 300 mm all’anteriore - doppio pistoncino - e 250 mm - un solo pistoncino - al posteriore. La strumentazione visualizza su un piccolo display LCD l’indicatore del livello carburante, tachimetro digitale, orologio, contachilometri, doppio parziale, indicatore dell’autonomia, indicatore dei consumi istantaneo e medio e indicatore di guida economica.
Bando ai numeri e alle finezze tecniche, che non si addicono granché ad una moto che si propone anzitutto come piacevole compagna di guida. Saltiamo in sella per raccontarvi come va. Analizziamo quindi il tanto decantato comfort e dobbiamo subito ammettere che ad Akashi hanno fatto davvero un gran lavoro: la sella è bella imbottita, comoda, scavata ed ergonomica; un po’ più sacrificata la porzione riservata al passeggero, quindi se volete ospitare la donzella è consigliato l’acquisto del poggiaschiena proposto tra gli accessori disponibili. Anche un bel parabrezza, visti freddo e pioggia, l’avremmo montato volentieri. In ogni caso la Vulcan mette subito a proprio agio chi la guida anche se, a dirla tutta, ci saremmo aspettati una mole meno importante per una seiemmezzo. Ma in Kawasaki volevano darle un’aria da “moto vera” e non da piccola entry-level, pur mantenendo un peso contenuto e una grande semplicità di guida. Beh, missione compiuta: anche le finiture non tradiscono il suo posizionamento di entry-level, solo non ci sono piaciute le pedane un po’ troppo grezze e la forse eccessiva semplicità di blocchetti al manubrio e strumentazione, che la rendono al primo colpo d’occhio “poco accogliente”. Per il resto la linea può piacere o meno; noi l’abbiamo trovata assolutamente piacevole, moderna e ben fatta.
Il primo tratto del nostro test si svolge sulle splendide alture che svettano a picco sulla costa andalusa, quindi un bel percorso montano, fatto di ampi tornanti e curve veloci. Non il terreno ideale per una piccola custom che si propone, tra l’altro, principalmente per un utilizzo urbano. Anche la lunghezza dell'interasse non è dalla sua e ci fa pensare che non sarà così semplice farle disegnare a dovere le curve (bagnate!) della strada che ci para dinnanzi. Niente di più sbagliato: anche in questo caso la Vulcan ci stupisce per la maneggevolezza e per la disinvoltura con cui affronta saliscendi tortuosi, con una buona luce a terra e forte di una gommatura che ben si comporta anche sull’asfalto scivoloso. Non ci stanchiamo di dirlo: sempre gradito l’ABS, per nulla invadente ma utile tanto in città quanto in situazioni meno urban come quella teatro della nostra prova. A proposito dell’impianto frenante, da segnalare la perfetta modulabilità dell’anteriore contro un posteriore un po’ spugnoso e blando nel primo tratto di corsa del pedale. Per terminare al meglio la giornata fatta di centinaia di chilometri sotto al diluvio portiamo la nostra Vulcan a farsi un bel giretto (sempre bagnato) in autostrada, dove abbiamo avuto modo di apprezzarne anche la stabilità a velocità più sostenute, la totale assenza di vibrazioni sia la manubrio che sulle pedane e la posizione in sella che affatica solo dopo molti chilometri. La Vulcan S ci è piaciuta, e molto: è una moto ben pensata e ben realizzata, dove i difetti vanno davvero ricercati col lanternino e che promuoviamo dunque a pieni voti.
Proprio ieri ho venduto la mia Kawasaki Z 750 del 2008. Ora sto valutando la possibilità di acquistare una Kawasaki vulcan s Nuova o Usata. Ho visto sui vari siti di compravendite che ci sono parecchie Vulcan s con un anno di vita e pochissimi Km. Vorrei chiedervi se siete a conoscenza di problemi o difetti che possa avere questa moto. Diversi venditori mi hanno detto :"Questa moto non fa per me". Non vorrei ritrovarmi a dire lo stesso. Qualcuno può aiutarmi? Per il resto nulla da dire, va bene, consuma poco, visto il genere le prestazioni non mancano, è ultra maneggevole, grazie al baricentro basso i 230kg non si sentono proprio, infine..... Il motore è potente e gustoso, senza vibrazioni. La Vulcan ha la sella bassa e le pedane poggiapiedi del pilota regolabili.
La Vulcan S monta il collaudatissimo bicilindrico Kawasaki da 649 cm3 che in questa versione eroga 57,3 CV di potenza e 60,5 Nm (dati rilevati alla ruota). Il bicilindrico 650 di Kawasaki è affidabilissimo e brillante. La linea della Vulcan S è “allungata” come la posizione di guida, grazie alla sella bassa e alle pedane avanzate (regolabili su tre posizioni: standard e +/- 25 mm). La sella della Kawasaki è comoda come una poltrona: l’imbottitura è soffice e ben sagomata, mentre l’altezza ridotta mette a proprio agio anche le taglie minute. A differenza di tutte le altre custom e neo retrò, la Vulcan sfoggia un fanale allungato “a cuore” invece del classico faro tondo. Più da naked che da custom, il cruscotto della Vulcan è in due elementi sovrapposti: il contagiri a lancetta è sopra il display digitale ben visibile con tachimetro e tutte le altre info. I blocchetti al manubrio hanno un aspetto moderno e adottano plastiche di qualità. Il contagiri a lancetta è sopra il display digitale ben visibile con tachimetro e tutte le altre info.
Il freno anteriore con disco singolo da 300 mm è poco modulabile, soprattutto nell’utilizzo congiunto con il freno posteriore. Grazie al mono posteriore disassato, la Vulcan S ha lo scarico sotto il motore; “accentrando” le masse, aumenta la maneggevolezza. In quanto a vani per riporre i documenti od oggetti, non c’è spazio sotto la sella, solo un piccolo sportellino laterale. D’obbligo un rullo o una borsetta. Sulla Vulcan il pilota sta basso e “disteso” come nelle grandi powercruiser (una per tutte: Ducati Xdiavel) con le braccia distese verso il manubrio rialzato ma non troppo e le gambe allungate sulle pedane molto avanzate. Se si porta spesso un passeggero, meglio montare uno schienale: la porzione di sella è abbastanza ampia, ma non ci sono appigli. Il motore offre prestazioni alla portata di tutti e riprende senza problemi dai regimi più bassi con un’erogazione fluida e regolare, in alto è bello pieno. Morbido il cambio, nel misto stretto se la cava bene: la ruota anteriore da 18” la rende maneggevole, soprattutto nei rapidi cambi di direzione; peccato solo per le pedane che toccano terra troppo presto. Adeguata la frenata, anche se i comandi sono poco modulabili, soprattutto al posteriore. Le sospensioni, tarate sul morbido, fanno il loro dovere anche su strade dissestate, ma non amano la guida sportiva. Le cruiser amano viaggiare, ma l'autostrada non è il loro terreno preferito e la Vulcan S non fa eccezione. Il pilota soffre, per la posizione di guida che lo espone alla pressione dell'aria, mentre le vibrazioni sono scarse. Nell’utilizzo urbano la Vulcan garantisce una buona agilità, specie quando si marcia tra le auto in coda. Il comfort è elevato: la sella ben imbottita aiuta parecchio le sospensioni.

