Scrambler: L'Incontro tra Rock, Stile e Nuove Voci Musicali
Il mondo della musica è in continua evoluzione, un crogiolo di generi, influenze e innovazioni che spesso si intrecciano in modi sorprendenti. Un esempio lampante di questa fusione è rappresentato dall'universo di "Scrambler", un concetto che va oltre la semplice definizione di gruppo musicale per abbracciare un'attitudine, uno stile di vita e una piattaforma per talenti emergenti. Quando Scrambler incontra il rock, le strade si infiammano, e quando c’è da essere anticonformisti, Craq Design Studio risponde suonando gli strumenti del web design al massimo del volume.
Scrambler Ducati Live: Un Palcoscenico per Nuovi Talenti
Il progetto "Scrambler Ducati Live" incarna perfettamente questa sinergia tra musica e anticonformismo. Sei artisti emergenti si riuniscono sotto l’iconico giallo e nero di Scrambler per regalare emozioni in una pagina dedicata sul sito scramblerducati.com, condividendo non solo la propria musica ma anche le proprie esperienze. Per sei settimane, infatti, il layout made by Craq per Scrambler Ducati Live ospiterà i video in cui le band più promettenti della scena musicale italiana, oltre a proporre un proprio brano, racconteranno in un’intervista la propria storia e cosa significhi per loro fare musica. Questo format innovativo si propone come un trampolino di lancio per i nuovi volti della musica italiana, offrendo loro visibilità e un'opportunità per connettersi con un pubblico ampio e appassionato.
Il progetto "Scrambler Ducati Live" nasce dalla partnership di Scrambler Ducati con Fonoprint, lo storico studio di registrazione bolognese che ha visto dare i natali ad artisti del calibro di Lucio Dalla, Vasco Rossi e Francesco Guccini. Questa collaborazione evoca un legame con la tradizione musicale italiana, un ponte tra il passato glorioso e il futuro promettente. A ciò si aggiunge la collaborazione con gli studenti della 24ORE Business School, che hanno definito in un project work il piano di lancio e la strategia di comunicazione del format, portando una ventata di freschezza e competenze accademiche nel mondo della musica e del marketing.
I primi a esibirsi sul palco di Scrambler Ducati Live sono gli Eugenia Post Meridiem. “Mad Hatter”, il video del gruppo genovese, dal sound psichedelico ma dolce e delicato, è già disponibile, ma aspettiamoci ancora tanta emozione, tanta musica e tanto rock: il concerto è appena all’inizio. La loro proposta musicale, che unisce elementi psichedelici a una sensibilità melodica, dimostra la varietà e la ricchezza della scena musicale emergente italiana, in linea con lo spirito eclettico e avventuroso di Scrambler.

Black Rebel Motorcycle Club: Dalle Radici Shoegaze al Folk Rivoluzionario
Parallelamente a queste nuove iniziative, è fondamentale esplorare le radici e l'evoluzione di artisti che incarnano lo spirito rock e anticonformista. I Black Rebel Motorcycle Club (BRMC) sono un esempio emblematico. Robert Turner e Peter Hayes si incontrano sui banchi di scuola a San Francisco nel 1995. Tra i due nasce subito una solida amicizia fondata soprattutto sull'amore che entrambi nutrono per la musica di alcune band dei primi anni '90, come i Ride e gli The Stone Roses, ma anche per i Jesus & Mary Chain e My Bloody Valentine. Robert e Peter cominciano a suonare con gruppi diversi dove potevano sfogare la loro passione per il noise e lo shoegaze.
Peter Hayes è stato chitarrista dei Brian Jonestown Massacre (BJM), con i quali fa esperienza di concerti abbandonando però il tour a metà, come mostra il film-documentario "Dig!" (1998) incentrato sul rapporto di amicizia e rivalità tra i BJM e i Dandy Warhols. Tornato in California, Hayes comincia a lavorare con Turner e nel 1998 incontrano il batterista inglese Nick Jago, di Devon, Inghilterra, che si era trasferito in California con i genitori per studiare alla Winchester School of Art. Dopo le prime prove con il nome The Elements, scoprono un'altra band con lo stesso nome e decidono di mutare la loro ragione sociale in "Black Rebel Motorcycle Club", prendendo spunto dalla banda di motociclisti di Marlon Brando nel film del 1953 "Il Selvaggio".
La loro prima demo - composta da ben sedici canzoni - sarà acclamata soprattutto in Inghilterra, dove ha venduto circa cinquecento copie, grazie anche alla pubblicità di Noel Gallagher degli Oasis e della rivista Mojo. Terminato un breve tour con i Dandy Warhols registrano l'album d'esordio omonimo che esce nel 2001. Il singolo "Whatever Happened To My Rock N' Roll" finisce nelle programmazioni di radio e televisioni, mettendo la band nell'enorme calderone del r'n'r revival, un movimento montato ad hoc dalla stampa internazionale in cui si mettono assieme formazioni dalla differente esperienza artistica come BRMC, Strokes e White Stripes. La musica del terzetto è una forma ibrida di noise, shoegaze, psichedelia e rock n'roll che fa nascere paragoni ingombranti con i Jesus & Mary Chain.
Il secondo album, "Take Them On, On Your Own" (registrato con il produttore Rik Simpson, lo stesso dei Coldplay e dei Kasabian), realizzato nel corso del primo tour ufficiale, esce nel 2003 e accentua maggiormente i rock'n'roll più tirati, rispetto agli episodi di psichedelia sognante dell'esordio. Nell'album compaiono numerose canzoni, come "Generation" e "US Government", che sono una critica esplicita al governo statunitense. Been in questi primi due album usa lo pseudonimo di "Robert Turner" per non essere collegato al padre Michael Been dei The Call. Ma successivamente, con la promozione dell'album "Howl" Robert decide di utilizzare il suo vero nome e il padre andrà in tour con i B.R.M.C.
Tra il 2004 e il 2006 Nick Jago oscilla pericolosamente dentro e fuori la band per ragioni di varia natura (dalle incomprensioni con gli altri membri alla scadenza del permesso di soggiorno negli USA) mentre Peter Hayes e Robert Levon Been cominciano a esibirsi anche in duo per spettacoli acustici e registrano, in condizione di libertà assoluta, il materiale che sarà pubblicato sul terzo album: vedranno la luce tredici canzoni, di cui cinque senza batteria, e delle restanti otto Nick Jago suona solo in sei (le altre due tracce sono incise con il batterista Paul Cobb). Privi di ogni esigenza contrattuale, i BRMC si spostano verso traiettorie folk, scoprendo la letteratura beat, il blues, lo stomp. "Howl" (2005, il titolo è ispirato dall'omonima poesia di Allen Ginsberg), risulta così un disco diversissimo, una rivoluzione che sposta l'indice del suono dal rumore puro degli esordi ad una canzone acustica più criptica ed ermetica, che non disdegna la velocità ma non si sposta dai dettami folk che la contraddistinguono.
Nel 2009 esce un DVD live, registrato a Dublino, Glasgow e Berlino nonché testimonianza del 'Baby 81 world tour'. Con l'abbandono del gruppo da parte del batterista Nick Jago, subentra l'energica Leah Shapiro, ex membro della band danese The Raveonettes. Così i BRMC rientrano in scena, e nel 2010 pubblicano l'album "Beat the Devil's Tattoo", un puro concentrato di Rock N' Roll con sfumature garage. Anche qui non mancano due tracce acustiche del chitarrista Peter Hayes, che rompono l'atmosfera cupa delle tracce iniziali. Per sei mesi, Hayes, Been e la nuova batterista Leah Shapiro, si sono rintanati in uno studio-scantinato, durante uno degli inverni più freddi della storia recente. In questa casa fuori di Philadelphia - "Howl" è stato scritto nello stesso luogo - hanno costruito il loro primo album da nuova band. "Era come essere in famiglia, vivere insieme e lavorare molto da vicino in quel modo," dichiara Been. Il primo singolo dei gruppo estratto dall'album è una cover di "Let the Day Begin" dei The Call del 1989, disponibile tramite download gratuito sul loro sito ufficiale.
Dopo un periodo di pausa della band causato dai problemi di salute della batterista Leah Shapiro e della depressione di Levon Been che li costrinse anche ad annullare il tour Specter at the Firs del 2014, i Black Rebel Motorcycle Club tornarono a farsi sentire nel maggio 2017 annunciando un nuovo album in studio da pubblicare nell'autunno del 2017. Il 12 settembre 2017, hanno annunciato che l'album "Wrong Creatures" uscirà il 12 gennaio 2018.

Modena City Ramblers: Il Folk Combat che Racconta Storie d'Italia
Un altro pilastro della musica italiana con una forte connotazione anticonformista e narrativa sono i Modena City Ramblers. Sin dai tempi in cui suonavano solo musica irlandese, i Modena City Ramblers utilizzano brani strumentali della tradizione popolare (irlandese, scozzese, celtica e poi anche klezmer, balcanica, italiana) come basi per loro brani, come riff o come assolo. «Abbiamo cominciato per hobby, per divertimento puro e semplice. I Modena City Ramblers nascono nel 1991 da un gruppo di amici intenzionati a suonare musica irlandese.» Ne fanno parte "Albertone" Morselli, Giovanni Rubbiani e "Albertino" Cottica, provenienti dal gruppo Lontano da dove, Franco D'Aniello e Luciano Gaetani dell'Abbazia dei Folli. Nel febbraio del 1991, in occasione di un concerto al Wienna di Modena, viene deciso il nome Modena City Ramblers, in quanto «sapevamo che in Irlanda ogni città ha i suoi City Ramblers e ci sembrava carino che anche Modena non fosse da meno».
Nel 1992 arriva il bassista Massimo Ghiacci dai Plutonium 99. La sera del 1º marzo viene effettuata la prima registrazione del gruppo nel disco "On the First Day of March…Live Demo". Durante un concerto al Kalinka, un locale di Carpi, sale sul palco per la prima volta Cisco, a cantare "The Wild Rover". In questo periodo i Modena City Ramblers non sono un ensemble convenzionale ma una compagnia aperta, elemento che rimarrà in qualche modo in tutta la storia dei Ramblers, tanto che tutti i membri che hanno poi abbandonato la "formazione effettiva", eccetto Alberto Morselli, continuano a collaborare con il gruppo. L'evento che concluse quell'anno cruciale per il gruppo fu il concerto di spalla ai Pogues a Modena. Terry Woods, il bouzoukista del gruppo irlandese, assistette al concerto, salutando i Ramblers da lontano.
Tra febbraio e marzo del 1993, i Ramblers vantavano un repertorio misto, composto da brani strumentali irlandesi e brani tradizionali italiani. Decisero così di incidere il loro primo album in studio. Come studio di registrazione scelsero l'Esagono di Rubiera, in cui lavorava Kaba, che sarebbe diventato poi un membro stabile del gruppo. Nel 1994 pubblicano per l'etichetta indipendente Helter Skelter Records di Roma "Riportando tutto a casa". Al disco partecipano inoltre come ospiti gli ex Chris Dennis, Filippo Chieli e Vania Buzzini. Compare l'utilizzo del dialetto in alcune canzoni, in toto (Tant par tachér, Delinquent ed mòdna) o in parte (I funerali di Berlinguer e The great song of indifference, cover di Bob Geldof) anche sull'onda dei torinesi Mau Mau; stilisticamente, non più solo Pogues e Waterboys ma anche Les Négresses Vertes e Mano Negra. Il disco è un manifesto della cultura musicale del gruppo, che spazia dall'Irlanda con la canzone "In un giorno di pioggia" alle esperienze di casa nostra di "Quarant'anni", senza dimenticare la spensieratezza dei testi disimpegnati come "The great song of indifference", le melodie soffuse di "Ninnananna" e il ricordo della Resistenza con la loro prima versione di "Bella ciao". Il disco viene prodotto dalla Mescal e poi ripubblicato dalla Blackout/Polygram con l'aggiunta del brano "Il bicchiere dell'addio" in cui appare Bob Geldof.
Tra il 1994 e il 1995 i MCR collaborano nell'incisione di alcuni album: "I disertori", tributo ad Ivano Fossati con "Gli amanti d'Irlanda"; "Tributo ad Augusto" con "L'atomica cinese"; "Materiale resistente" con "Bella ciao", compilation prodotta da Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I. Durante l'estate del 1995 i Ramblers collaborano con il circo di Paolo Rossi e il progetto francese Caravane Banlieue. Alla fine dell'estate Albertone lascia il gruppo per disaccordi politici e musicali con il resto del gruppo e Cisco rimane l'unica voce. Successivamente Morselli forma diversi gruppi, fino ad arrivare ad un disco solista "Da un'altra parte" nel 2005.
Nel 1996 viene alla luce il secondo disco "La grande famiglia" con interventi di Paolo Rossi, Mara Redeghieri degli Üstmamò, Marino e Sandro Severini dei Gang. All'inizio del tour abbandonano il gruppo Gaetani e Michelini, che non accettano di lasciare i loro lavori (rispettivamente psicologo e impiegato in banca), sostituiti da Massimo Giuntini e Francesco Moneti, entrambi degli aretini Casa del vento. Nel 1997 incidono "Terra e libertà", che risente fortemente dei viaggi compiuti da Cisco in Patagonia e da Alberto e Giovanni in Messico e a Cuba. L'album è chiaramente ispirato all'opera di Gabriel García Márquez. I MCR lavorano per sei mesi in sala prove. Al concetto del disco hanno contribuito anche gli incontri con Luis Sepúlveda, Paco Taibo o Daniel Chavarría, conosciuti nel 1997 grazie ai festival di letteratura, mentre sul piano musicale il modello sono i Mano Negra. Nel 1998 il gruppo ha bisogno di recuperare una dimensione più "intima" del live e porta il tour nei club. A ottobre al Sisten Irish Pub di Novellara viene registrato "Raccolti", album acustico con quindici classici, due inediti (Notturno, Camden lock e A gh'è chi g'a') e una cover (La fiola dal paisan, brano de La Piva dal Carnèr, gruppo di musica popolare emiliana).
I Ramblers compiono un viaggio in Irlanda per lavorare al quarto album e poi all'Esagono dove incidono "Fuori campo". Lo stile Ramblers non è più solo combat folk, ma, come suggeriscono loro stessi nel titolo di una canzone di quest'album, è patchanka celtica: non rinnegano le radici irlandesi, ma vi aggiungono quel meticciato musicale denominato patchanka dai Mano Negra. Il giorno dell'uscita dell'album Giovanni Rubbiani annuncia l'abbandono del gruppo. L'ultimo concerto con Giovanni come membro della società Modena City Ramblers è quello del Capodanno del 2000 in Piazza Grande a Modena, insieme a Goran Bregović. Nel maggio 2000 anche Albertino abbandona i Modena City Ramblers per dedicarsi al progetto, già attivo da tempo, dei Fiamma Fumana. Nel tour estivo ritornano Luciano Gaetani e Massimo Giuntini e fa il suo ingresso come membro effettivo il secondo batterista-percussioni Kaba, dopo 5 album all'attivo come produttore. In autunno il viaggio in Sudafrica, per una collaborazione con la band etno-folk-fusion Landscape Prayers (Lontano e Un mondo che balla).
Nella primavera del 2001 nasce il progetto Gang City Ramblers, che congiunge due generazioni di combat-folk-rockers: i Modena City Ramblers con i Gang dei fratelli Severini. Suonano sullo stesso palco interpretando brani delle due formazioni. I MCR si chiudono poi in studio a Napoli per l'incisione dell'album "Radio Rebelde", con il supporto di Enzo Soulfingers Rizzo. È il primo album non prodotto da Kaba. Verrà pubblicato nel febbraio 2002. Il disco risente dei fatti del G8 di Genova e dell'11 settembre. Dopo il ritiro di Massimo Giuntini, si aggiunge Luca "Gabibbo" Giacometti, ex Mocogno Rovers e membro dei Cormac. Nel gennaio 2003 suonano in Chiapas e Guatemala. Nel 2004 pubblicano l'EP "Gocce", legato al progetto della Coop Acqua per la pace, che contiene l'inedito "Al Fiòmm" presente anche nel successivo album. Nel 2005, come ideale continuazione di "Materiale resistente", i MCR chiamano a raccolta gli amici e registrano un album di canti sulla Resistenza: "Appunti partigiani". Rileggono brani propri, tradizionali e di altri gruppi in chiave Ramblers.
Dopo 14 anni Stefano "Cisco" Bellotti lascia il gruppo per intraprendere la carriera solista. La band decide di non fare provini ma chiama a dividere l'eredità di Cisco due amici: il sassolese Davide "Dudu" Morandi, ex Mocogno Rovers, già presente nei cori di "Riportando tutto a casa" e nella foto di copertina di "La grande famiglia", in quanto aveva già cantato dal vivo con i Ramblers agli esordi, e la correggese Betty Vezzani, che ha cantato con i Cormac e nel progetto folk "Beyond the wire" con Luca Giacometti, oltre allo spettacolo "Le Ceneri di Gramsci" di Pier Paolo Pasolini e musicato da Giovanna Marini. Durante il tradizionale Concerto del Primo Maggio a Roma, il gruppo si esibisce cantando la tradizionale canzone di protesta del movimento operaio "Contessa" (nel loro repertorio sin dal demo tape "Combat Folk", ma da tempo abbandonata dal vivo perché ritenuta ambigua) cambiando le parole di alcune strofe, attenuandone i caratteri più duri del linguaggio che la caratterizza. Dopo il concerto è nata una polemica sulla modifica del testo, soprattutto dopo l'intervento dell'autore della canzone Paolo Pietrangeli che in un articolo su Liberazione prendeva le distanze dall'iniziativa dichiarando di aver negato sin dall'inizio il consenso ai Modena City Ramblers per qualsiasi modifica al testo. Dopo questo episodio il gruppo ha temporaneamente escluso "Contessa" dal suo repertorio dal vivo, introducendo nel disco successivo "Mia dolce rivoluzionaria", una canzone che rimarca ancora più apertamente la distanza dai contenuti politici espressi nel testo della canzone di Pietrangeli.
Il 6 ottobre 2007 muore in un incidente stradale Luca "Gabibbo" Giacometti. Il 25 gennaio 2008 esce in Italia distribuito da Mescal e in Olanda, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Austria e Germania distribuito da Universal, il primo disco dei MCR destinato al mercato straniero, prodotto da Terry Woods e dal titolo "Bella ciao - Italian Combat Folk for the Masses" (il titolo provvisorio era "Tunes from the Bunker"). Contiene brani dei MCR riarrangiati, reincisi, tra cui "Bella ciao" e in alcuni casi tradotti in inglese e spagnolo, più un inedito: il tradizionale americano di evidente origine irlandese "Roisin the Bow". Partecipa ancora come ospite Massimiliano Fabianelli. Franco D'Aniello suona per la prima volta il sassofono. Il disco è dedicato a Luca Giacometti che aveva partecipato alle registrazioni. In primavera i MCR intraprendono un tour che li porta in numerose capitali europee. Il 10 aprile 2009 esce il disco "Onda libera", il cui tema dominante è il concetto di libertà. L'album affronta molteplici temi, tra cui la lotta alla mafia, la solidarietà ai popoli emarginati e discriminati, la libertà di protesta studentesca e il tema delle morti sul lavoro. Il titolo nasce dalla volontà dei Ramblers di riferirsi sia a l'Onda, il movimento studentesco nato nell'autunno 2008, sia a Libera, l'associazione contro le mafie fondata da don Luigi Ciotti. «C'è un legame antico tra musica e desiderio di libertà. Perché la musica è espressione profonda dell'umano e non c'è nulla di più umano che la nostra aspirazione ad essere liberi. Queste canzoni esprimono in modo trascinante la forza di questo legame.»
Il 13 ottobre 2009 i Modena City Ramblers annunciano sul proprio sito ufficiale che Arcangelo "Kaba" Cavazzuti ed Elisabetta "Betty" Vezzani lasciano i Modena City Ramblers. I motivi di questa decisione, presa di comune accordo ma non per questo meno dolorosa, sono dovuti a scelte di vita strettamente personali. Kaba lascia i Ramblers dopo una collaborazione che durava da più di 15 anni, prima come produttore e poi come strumentista; mentre Betty era entrata nel gruppo solo nel 2006. I Ramblers annunciano contemporaneamente il varo di un tour celebrativo per i 15 anni trascorsi dall'uscita del primo disco "Riportando tutto a casa", che porterà la band in giro per i "piccoli-grandi" club della penisola nell'autunno-inverno 2009, proponendo una scaletta impostata sulle canzoni del disco uscito nel 1994. Per l'occasione entrano a far parte del gruppo: il "vecchio" compagno di viaggio Luciano Gaetani, polistrumentista nonché cofondatore della band emiliana e alla chitarra acustica Luca Serio Bertolini, cantautore e già tecnico di palco.
Il 23 luglio 2011 i Modena City Ramblers partecipano al concerto in memoria di Carlo Giuliani a Genova, in Piazza Caricamento, al decimo anniversario della sua morte durante gli scontri del G8 di Genova. Il 25 giugno 2012 il gruppo si esibisce allo Stadio Renato Dall'Ara in occasione del concerto Emilia: live; un evento organizzato per raccogliere fondi destinati ad aiutare le popolazioni colpite dal sisma. L'estate 2012 segna l'inizio del "Modena City Busker Tour", un tour che ripropone tutti i pezzi del gruppo che sono stati suonati raramente (alcuni addirittura mai). Il 5 febbraio 2013 esce il loro tredicesimo album in studio intitolato "Niente di nuovo sul fronte occidentale". È un doppio cd caratterizzato da un lato A e un lato B (per ricordare i vinili) denominati rispettivamente "Niente di nuovo" e "Sul fronte occidentale". Il 15 marzo 2014, in occasione delle festività di San Patrizio organizzate dall'Estragon di Bologna ("Irlanda in Festa"), i Modena City Ramblers danno il via al VENTI tour. Si tratta del tour per festeggiare i vent'anni dall'uscita (nel 1994) di "Riportando tutto a casa". Nella scaletta verranno riproposti i pezzi cult di un ventennio. Il 24 marzo 2015 esce il disco "Tracce clandestine", album che raccoglie brani che i Modena avevano inciso in raccolte o che hanno cantato più volte dal vivo, ma non avevano mai registrato. Ad aprire il disco c'è, appunto, "Clandestino" di Manu Chao. Partecipano al disco Alberto Bertoli, Dubioza Kolectiv, Eugenio Finardi, Uri Giné dei Bongo Botrako, La Pegatina, Stephane Mellino dei Les Négresses Vertes, Terry Woods dei The Pogues. In occasione delle festività di San Patrizio 2016, la band inaugura da Padova il tour dei 25 anni. Nel dicembre 2016 rendono scaricabile gratuitamente il singolo "Quacet putein (copriti bambino)", come anteprima del nuovo album. Il 4 novembre 2018 registrano allo Studio Esagono di Rubiera un concerto in acustico, ne segue una campagna di finanziamento collettivo per la pubblicazione del relativo album dal titolo "Riaccolti" (il titolo ricorda il precedente "Raccolti" del 1998). Nel marzo 2023 annunciano il nuovo disco e contestualmente avviano un finanziamento collettivo. Il 19 marzo viene annunciato l'abbandono di Diego Scaffidi, che viene sostituito da Enrico Torreggiani già nei Los Fastidios, e turnista per Mietta. Nell'autunno 2023 i Ramblers intraprendono un tour nei club europei: Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Francia, Paesi Bassi. A maggio 2024 collaborano con la band italiana España Circo Este nel brano "Addio Paura". Il 28 maggio partecipano insieme al concerto A drink with Sinead & Shanead dedicato a Sinéad O'Connor e Shane MacGowan insieme a Vad Vuc, Uncle Bard and Dirty Bastards, Steve Wickham.
L'Estetica Scrambler e la Sua Influenza Culturale
L'estetica "Scrambler", con il suo richiamo al passato, alla libertà e all'avventura, ha una forte risonanza culturale. Non si tratta solo di un mezzo di trasporto, ma di un simbolo di uno stile di vita. Il giallo e nero, colori iconici di Scrambler, evocano un senso di audacia e riconoscimento immediato. Questo legame tra musica, design e cultura si manifesta in progetti come "Scrambler Ducati Live", dove il web design di Craq Design Studio amplifica il messaggio e l'energia delle band emergenti.
La filosofia "Scrambler" incoraggia l'esplorazione, sia fisica che artistica. È un invito a rompere gli schemi, a cercare nuove strade e a condividere esperienze. Questo spirito si ritrova nelle sonorità eclettiche dei Black Rebel Motorcycle Club, che spaziano dal rumore puro all'intimità folk, così come nelle narrazioni potenti e radicate nella storia dei Modena City Ramblers. Entrambi, a modo loro, incarnano la ribellione controllata e la ricerca di autenticità che definiscono l'essenza di "Scrambler".
L'influenza di Scrambler si estende oltre il mondo motociclistico e musicale, toccando l'arte, il design e la moda, promuovendo un'estetica che celebra l'individualità e la passione per la vita. La collaborazione con Fonoprint e la 24ORE Business School nel progetto "Scrambler Ducati Live" dimostra ulteriormente come questo marchio sia capace di creare ecosistemi culturali che supportano e valorizzano i talenti emergenti, creando un ponte tra diverse discipline e generazioni.

In definitiva, il concetto di "Scrambler" si configura come un catalizzatore di creatività, un punto d'incontro tra la potenza del rock, l'innovazione del web design e la vitalità di nuovi artisti. Sia che si tratti di esplorare le radici del rock alternativo con i BRMC, di ascoltare le storie d'Italia narrate dai Modena City Ramblers, o di scoprire le prossime grandi band su "Scrambler Ducati Live", l'essenza è sempre la stessa: un inno alla libertà, all'autenticità e alla passione per la musica che infiamma le strade.
