Intervista e racconto del weekend di Austin: Dovizioso e la Yamaha in fase di avvicinamento
Passo dopo passo migliora il feeling di Andrea Dovizioso con la Yamaha. Il forlivese scatterà 14esimo nel Gran Premio delle Americhe sul tracciato di Austin, in Texas. L'ex ducatista avrebbe potuto limare il suo crono di qualche decimo, ma dopo due ottimi settori è stato costretto a rallentare a causa del traffico.
"E' andata un po' meglio, ma non sto ancora guidando come dovrei - esordisce il portacolori del team Petronas -. Tuttavia, passo dopo passo, riesco a capire un po' di più la moto. Sono contento perché mi sto avvicinando ad alcuni degli altri piloti, ma penso che sarà difficile combattere con loro in gara, perché non sono così forte in quella situazione."
Dalla pole scatterà Francesco Bagnaia, grazie al crono di 2'02"781. Accanto all'italiano della Ducati scatterà Fabio Quartararo, con il leader della Yamaha a precedere la Repsol Honda di Marc Marquez. Aprirà la seconda fila Jorge Martin (Ducati Pramac), davanti a Takaaki Nakagami (Honda LCR), e Johann Zarco (Ducati Pramac). Seguono in terza fila Alex Rins (Suzuki), Joan Mir (Suzuki), ed un ottimo Luca Marini (Ducati Sky VR46) a precedere la rossa di Jack Miller.
Pur non essendo salito sul podio, quella di Austin può essere considerata una gara molto positiva per Andrea Dovizioso. Il pilota della Ducati, partito dalla 13^ posizione in griglia, ha chiuso la domenica al 4° posto a +9.420 dal vincitore Alex Rins. Ma ciò che conta di più per DesmoDovi è la classifica del Mondiale, dove adesso è in testa con 54 punti, a +3 su Rossi e +5 su Rins. Il vantaggio più importante, però, è quello su Marquez, caduto ad Austin (pur essendo favorito) quando mancavano 12 giri al termine. Il pilota della Honda è quarto nel Mondiale a -9 da Dovizioso.
Una classifica che fa sorridere DesmoDovi, al termine di un weekend in Texas con qualche difficoltà: "Non ho avuto una velocità stratosferica, ma porto a casa punti importanti pur essendo partito dalla 13^ posizione: andiamo a Jerez da primi in classifica nel Mondiale - spiega Dovizioso a fine gara -. Purtroppo ho perso troppi secondi quando perso feeling nei primi giri. Stavo anche per cadere alla curva 10… Ma sono riuscito a stare tranquillo e a portare a casa il massimo. Ho lottato con Morbidelli che faceva certe curve molto più veloce di me, in percorrenza ero troppo lento. Facevo fatica a far girare la moto nelle curve lunghe, però riuscivo a guadagnare molto in frenata alla curva 12 e nel rettilineo, quello mi ha salvato. Piano piano sono riuscito a recuperare il feeling con la moto."
Andrea Dovizioso era sembrato un pizzico deluso dopo il GP d'Argentina, ma lo era più per il sorpasso subito da Valentino Rossi all'ultimo giro che per il risultato in sé. Discorso che può valere anche per Austin, dove lo scorso anno il ducatista si era piazzato quinto. "Sono contento del weekend in Argentina, perché il nostro passo era buono ed ha confermato l'ottimo ritmo che stiamo avendo ovunque. Sarebbe bello se anche questo weekend andasse così. Pur senza sbilanciarsi troppo in pronostici prima di scendere in pista, il forlivese non nasconde le sue ambizioni da podio:
"Nel corso del weekend tutto può succedere, quindi dobbiamo guardare alle gomme ed alle condizioni meteo, ma io sono rilassato e pronto a lavorare. Domani inizieremo a capire i valori quando metteremo le ruote in pista, ma la nostra base è buona e mi aspetto di essere più competitivo dell'anno scorso. Quando poi gli è stato domandato cosa lo renda così ottimista, ha spiegato: "Abbiamo un bilanciamento migliore rispetto al 2018, quindi possiamo migliorare un po' ovunque. Anche in Argentina il nostro passo è stato buono per tutto il weekend e per questo credo che pure qui possiamo essere competitivi da subito."
C'è però anche un'altra incognita da prendere in considerazione, ovvero le tante buche presenti sul saliscendi texano: "Il problema sono le buche e le condizioni della pista, perché con le grosse alluvioni che ci sono state negli anni passati si deve essere mosso il terreno sotto all'asfalto, creando una situazione davvero difficile per tutti."
Dopo due settimane di pausa, l'azione del Motomondiale ha ripreso per la seconda metà stagionale e Andrea Dovizioso ha mostrato fin da subito un ottimo feeling con la sua Ducati, andando a vincere sul circuito della Repubblica Ceca. Già di base, quando vai su una pista dove il tuo stile tecnicamente si adatta, questo aiuta. Arrivandoci poi da una vittoria come Brno, logicamente parti tranquillo, sereno e consapevole di quello che puoi fare. Come sempre accade, sono uno che non si fa trasportare tanto dalle emozioni. So benissimo quanto potrà essere difficile vincere qui, per tanti motivi: la competitività di Jorge, mi aspetto le Honda e le Yamaha molto forti.
Credo che quest’anno in più piloti potranno gocarsela, tutti hanno aumentato la potenza, tutti hanno montato le ali. Questo peso ce l’ho dall’anno scorso, non ne ho di più quest’anno. A differenza di come viene commentato il tutto dai giornalisti, ci sono piloti che vivono le cose in un modo amplificato in positivo o in negativo. Nell’eventualità che io non vinca questa gara qui, verrò massacrato, ma molto probabilmente non mi farà l’effetto che pensano quelli che scrivono per mestiere, come non mi faceva effetto sentire o leggere degli articoli pre-Brno come se la mia fosse una stagione disastrosa. Secondo me c’è un po’ di superficialità nel commentare certe cose. Perché devo dare importanza a un commento non tanto positivo, quando non è stato visto nell’insieme?
Sto vivendo serenamente un po’ tutto. Innanzitutto non leggo tantissimo in generale perché c’è tanto in giro e non mi interessa molto. Mi godo e vivo tutto quello che posso godermi al meglio, consapevole di quello che voglio ottenere, di quello che voglio fare. Quest’anno in particolare hai iniziato l’anno con i riflettori già puntati su di te. Benissimo. Purtroppo erano troppi anni che non mi giocavo dei campionati e la gente si era abituata a considerarmi come un quarto, un quinto, un sesto pilota, ma la mai vita e la mia carriera non è mai stata così, è sempre stata in lotta per vincere. Da quando ho 6 anni, fino ad adesso. Ho sentito che in un’intervista hai detto che per tanti anni ti sei sentito incompreso. È cambiato l’aver capito un po’ di più come ha senso rapportarsi con le persone, come ha senso vivere su certe piccole cose e questo di conseguenza si è riversato sui risultati. L’effetto gomme ha un’influenza importantissima, più che la moto. Si tratta tanto del modo di guidare, oltre che alla moto. C’è quindi un continuo lavoro nei piccoli dettagli perché alla fine della gara fanno la differenza.
Purtroppo, parlando di questo campionato, ci troviamo in questa situazione che è un po’ brutta perché Marquez, il più forte in questo momento, ha margine. In alcune gare non è mai stato battuto e quindi non è facile batterlo, dove invece non è tanto competitivo normalmente fa il podio. Uno degli appuntamenti cruciali della lotta al titolo dello scorso anno è stato il Gran Premio d’Australia. È una questione di caratteristiche di moto e bisogna cercare di limare. Secondo me quest’anno abbiamo fatto uno step, non abbiamo cambiato il nostro dna. Quest’anno condividi il box con Jorge Lorenzo, dal prossimo anno ci sarà Danilo Petrucci. Credo che dentro il box ci potrà essere più collaborazione.
Non c’è questa necessità nel mondo della MotoGP di oggi, le squadre sono strutturate con tante persone e si lavora con i dati aperti, però se c’è è meglio. Questa è una cosa che potrà esserci il prossimo anno ed è una cosa che è difficile averla con tutti. Questo può aiutare. Una cosa su cui siamo abbastanza simili è l’umiltà. Siamo molto tranquilli, siamo abbastanza autonomi e non abbiamo persone intorno che ci viziano, che sono state pagate per avere un certo tipo di ruolo. Mi sento nel posto giusto al momento giusto. Sono arrivato in una situazione disastrosa e insieme, piano piano, soffrendo, siamo riusciti a tornare dove volevamo tornare.
Tantissima!! Al WDW è un problema vivere, non tanto sentire quella sensazione. Dovizioso è affranto e deluso, ma riesce a vedere i lati positivi anche dopo essere stato travolto ad Austin, stavolta da Pedrosa, per il secondo GP di fila. Bellissimo il gesto di scuse di Pedrosa, che con sincera partecipazione si è avvicinato al forlivese, prima in pista, dopo la collisione, poi al box dopo il ritiro. "Ho preso un po' di botte, ma sono stato pure fortunato: se Pedrosa mi prendeva più avanti potevo farmi male - dice il Dovi -. È stato un week end non facile, ma in gara è venuta fuori la realtà che dice che potevo fare il podio in tutte e tre le gare. Due k.o. su tre non per colpa mia è tanto, ma vedo i lati positivi per ripartire da Jerez con slancio.
Ero alla spalle di Lorenzo, ma eravamo tutti al limite e nessuno aveva grip sufficiente davanti, però potevo giocarmi la seconda posizione e peggio che andava ero terzo. Il podio ci stava e sarebbe stato oro". Le scuse di Pedrosa a Dovizioso nel box dopo la gara. Poi Dovizioso approfondisce il concetto: "Questa è la realtà di quello che succederà quest’anno con molti alti e bassi legati alle gomme, ma noi siamo sempre là davanti. Anche quando non siamo veloci in prova, in gara risaliamo sempre. Abbiamo ben chiaro il nostro valore ed è una cosa positiva".
Andrea Dovizioso, che scattava dalla terza fila con il settimo tempo ottenuto ieri in qualifica, è transitato in ottava posizione al termine del primo giro e successivamente ha superato Lorenzo ed è risalito al sesto posto. Jorge Lorenzo, partito dalla seconda fila con il sesto tempo, ha terminato il primo giro al sesto posto ma è poi stato superato da Dovizioso nella tornata successiva. "E’ stato un weekend difficile e anche in gara non abbiamo mai avuto il passo che speravamo. Tutto sommato la gara è andata meglio di quanto mi aspettassi, almeno per quanto riguarda il mio passo rispetto alle prove. Sicuramente non possiamo essere soddisfatti della posizione finale, perchè abbiamo decisamente altri obiettivi, però per quanto riguarda sensazioni e velocità, in questa gara abbiamo fatto un piccolo passo avanti. Tutto è andato più o meno come mi aspettavo fino a quando lo pneumatico anteriore ha iniziato ad avere graining ed ho perso di vista Dovizioso."

2019 United States Grand Prix: Race Highlights
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