Il Sindaco e la Pista di Motocross a Castagnole Monferrato: Un Dibattito Infuocato
La realizzazione di un impianto sportivo per il motocross a Castagnole Monferrato è al centro di un acceso dibattito che coinvolge l'amministrazione comunale, i cittadini, le associazioni ambientaliste e i consiglieri di minoranza. La questione è emersa con particolare veemenza in occasione del Consiglio comunale del 28 aprile, durante il quale è stata votata una Variante del Piano Regolatore in forma "semplificata" per il progetto di un campo da motocross in regione Randolo. Questa delibera, insieme all'inserimento di un terreno agricolo comunale nella fascia "cuscinetto" adiacente alla pista, ha scatenato forti critiche e sollevato interrogativi sulla procedura e sulla legittimità delle decisioni prese.

La Variante "Semplificata" e il Terreno Comunale: Punti di Contesa
Il nodo centrale delle polemiche riguarda l'utilizzo della procedura di Variante "semplificata" per il progetto del motocross. Secondo i legali consultati dalla minoranza, questa procedura sarebbe applicabile solo per ampliamenti di aree produttive esistenti o per interventi puntuali di ridotta entità. La stessa sentenza del TAR Marche citata dal Sindaco, a detta della minoranza, confermerebbe questa interpretazione, contraddicendo l'uso che se ne vorrebbe fare a Castagnole Monferrato.
Un altro aspetto che suscita perplessità è la decisione di mettere a disposizione un terreno di proprietà comunale per un progetto ancora in fase istruttoria, soprattutto considerando che la precedente proposta era stata archiviata dalla Conferenza dei Servizi. Questo gesto è stato definito "un vero scandalo", in quanto coinvolge un bene comune in un'iniziativa la cui fattibilità e sostenibilità non sono ancora pienamente accertate.

Procedura e Tempistiche Elettorali: Ombre sulla Convocazione
Le modalità di convocazione del Consiglio comunale del 28 aprile hanno ulteriormente alimentato le tensioni. Nonostante la comunicazione iniziale indicasse una riunione in presenza, successivamente è apparsa sull'Albo pretorio online la possibilità di seguire l'evento digitalmente. La presenza all'ordine del giorno del punto relativo al "progetto per la realizzazione di un impianto sportivo motoristico" a soli 44 giorni dalle elezioni, periodo in cui, secondo la minoranza, il Consiglio non potrebbe approvare delibere se non urgenti, ha sollevato dubbi sulla regolarità della procedura.
Il caso di Asti, dove l'ultimo Consiglio si è tenuto il giorno prima della scadenza elettorale, viene citato come esempio di correttezza procedurale. A Castagnole Monferrato, invece, si percepisce un'interpretazione delle leggi "a modo proprio", con il Sindaco che avrebbe convocato comizi elettorali e presieduto una seduta del Consiglio nello stesso giorno, a ridosso delle elezioni.
I 5 migliori consigli per cambiare marcia con una moto da cross su una pista da motocross
Il "Gioco di Prestigio" della Delibera: Tra Apparenza e Realtà
Un ulteriore elemento di discussione è stato l'improvviso ripensamento sulla presenza della delibera relativa alla Variante Semplificata all'ordine del giorno. Mercoledì 27 aprile, il giorno prima del Consiglio, una seconda convocazione è comparsa sul sito del Comune, rimuovendo il punto in questione. Questo ha indotto molti cittadini, interessati a comprendere meglio la vicenda, a non partecipare alla riunione, convinti che la discussione non avrebbe avuto luogo. Tuttavia, all'apertura della seduta, la delibera è ricomparsa magicamente. La giustificazione del Sindaco, attribuita a un "errore di un impiegato", è stata definita "penosa" dai consiglieri di minoranza, che la interpretano come un espediente per eludere la discussione e il dibattito pubblico.
La "Questione Sentiero": Un Implicito Motivo Dietro il Progetto?
L'opposizione alla pista da motocross sembra avere radici più profonde, legate anche alla salvaguardia di un tratto di sentiero storico, parte della "Strada Regia". Nel 2020, il Sindaco Francesco Marengo aveva inoltrato una richiesta alla Regione per eliminare questo tratto, compreso tra la strada provinciale 10 e la chiesa di San Rocco. Tale richiesta, inizialmente ritenuta formalmente inadeguata, è stata supportata da successive istanze dell'Amministrazione.
Le associazioni ambientaliste, tra cui Pro-Natura Piemonte, il CAI di Asti e il Comitato Vigilanza Motocross, si sono da subito schierate contro questa iniziativa. Il timore è che la vera motivazione dietro la richiesta di eliminazione del sentiero sia la sua vicinanza all'area individuata per la pista da motocross. La potenziale incompatibilità acustica tra il sentiero e l'impianto potrebbe infatti costringere a ridisegnare il tracciato della pista, allontanandola dal sentiero stesso.
Emilio Delmastro di Pro-Natura Piemonte ha ricordato l'inoltro di una richiesta da parte del Sindaco per eliminare il tratto del sentiero "per Calcini". Gianfranco Miroglio ha sottolineato la ferma opposizione delle associazioni ambientaliste e del Comitato Vigilanza Motocross, consapevoli che la motivazione reale, mai ufficialmente esplicitata dal sindaco, fosse la vicinanza del sentiero all'area del futuro impianto.
Gianfranco Lerma del CAI di Asti ha confermato che il tratto di sentiero e il percorso che lo comprende rimangono inclusi nella Rete Escursionistica Piemontese, in attesa di eventuali variazioni da parte della Giunta regionale. L'accoglimento finale della richiesta del Sindaco dipenderà anche dai pareri degli altri comuni interessati (Scurzolengo e Portacomaro) e della Provincia di Asti.
Claudio Vella del Comitato Vigilanza Motocross ha evidenziato come questo chiarimento fornisca un punto fermo nella valutazione del progetto ripresentato dalla Monferrato srl, a seguito dell'archiviazione della prima proposta.
Il Monferrato tra Motocross e Turismo Lento: Due Visioni a Confronto
Il progetto della pista da motocross, proposto dalla società Monferrato srl e datato tre anni fa, viene definito dal Comitato Vigilanza Motocross come "una pista di motocross nelle terre del Ruché e del turismo lento". Questa definizione racchiude la profonda divisione che attraversa Castagnole Monferrato, un paese di circa 1200 abitanti, patria del vino Ruchè. Da un lato, vi sono coloro che vedono nell'impianto un'opportunità di sviluppo turistico e sportivo; dall'altro, un fronte compatto di oppositori, composto da abitanti, vignaioli, albergatori e ristoratori, preoccupati per l'impatto ambientale, acustico e sull'immagine del territorio.
Il Sindaco Francesco Marengo, eletto con un ampio consenso e con il sì alla pista nel suo programma elettorale, ribadisce la sua fiducia nella bontà del progetto, qualora fosse autorizzato dagli organi di controllo. Egli ritiene che l'impianto sportivo possa migliorare l'ambiente e non creare problemi di immagine o rumore, rappresentando un'occasione di ulteriore sviluppo per alcune attività produttive.
D'altro canto, gli oppositori hanno presentato decine di obiezioni per convincere la Provincia di Asti a respingere un progetto che comporterebbe il consumo di 40 ettari di bosco, habitat di fauna selvatica e alberi da tartufo. Essi sottolineano come il Monferrato abbia una vocazione cicloturistica, con progetti come "EnjuyRuchè" volti a promuovere percorsi tra vigne e casali. La presenza di colline UNESCO, patrimonio dell'umanità, mal si concilia, secondo gli oppositori, con il rombo dei motori da cross. Il comitato da loro fondato, presieduto da Claudio Vella, mira a proteggere il suolo agricolo e l'identità del territorio.

Impatto Ambientale e Consumo di Suolo: Le Preoccupazioni degli Oppositori
Le preoccupazioni riguardo all'impatto ambientale del progetto motocross sono significative. La minoranza consiliare ha evidenziato come la realizzazione dell'impianto comporterebbe la modifica e/o trasformazione di suolo in zone sottoposte a vincolo idrogeologico, su una superficie di quasi 100.000 metri quadri, di cui oltre 60.000 di superficie boschiva. I lavori implicherebbero movimenti di terra per quasi 26.000 metri cubi e l'abbattimento di oltre 7.300 alberi. Questo dato, paragonato alla popolazione di Castagnole Monferrato (circa 6 volte), rende l'idea della portata dell'intervento.
La minoranza ha interrogato il Sindaco sulla sua informazione alla popolazione riguardo alla reale portata dell'intervento e se, alla luce del significativo impatto sul territorio, continuino a sussistere le ragioni del favore dell'Amministrazione verso la realizzazione dell'impianto.
Inoltre, la vicinanza di un impianto di motocross a Felizzano, con caratteristiche analoghe, viene portata come esempio concreto dell'impatto che un progetto simile avrebbe sul territorio boschivo di Castagnole Monferrato.
La Difesa del Sindaco: "Area Abbandonata da Valorizzare"
Di fronte alle critiche, il Sindaco Francesco Marengo ha espresso tranquillità, definendo l'area interessata dal progetto come "un’area abbandonata, una zona prevalentemente a gerbido che noi vorremmo valorizzare con questa pista". Questa definizione è stata duramente criticata da esponenti di Europa Verde Asti, Patrizia Montafia e Giuseppe Sammatrice, che la considerano espressione di una cultura "passata e miope", non in linea con le moderne concezioni di salvaguardia ambientale.
Essi ribadiscono l'importanza dei boschi come fondamentali per assorbire la CO2, contrastare l'effetto serra, migliorare il bilancio idrogeologico e prevenire fenomeni meteorici estremi. L'abbattimento di ettari di bosco e l'aumento dell'inquinamento atmosferico generato dalle moto sono visti come in netto contrasto con queste necessità.
Il Sindaco ha replicato alle accuse sulla procedura, affermando che la data del Consiglio rispettava le norme e che l'errore materiale sull'ordine del giorno era stato verificato con il segretario comunale, ottenendo il parere favorevole per la prosecuzione della seduta. Per quanto riguarda la destinazione d'uso del terreno comunale, ha assicurato che rimarrebbe "assolutamente inalterata, bosco era e bosco resta".

Un Paese Diviso: La Battaglia Continua
La vicenda della pista da motocross a Castagnole Monferrato mette in luce una profonda divisione all'interno della comunità. Da un lato, la volontà dell'amministrazione di perseguire un progetto di sviluppo sportivo e turistico; dall'altro, la ferma opposizione di gran parte della cittadinanza e delle associazioni ambientaliste, preoccupate per la salvaguardia del paesaggio, dell'ambiente e della vocazione turistica del territorio.
La battaglia legale, politica e sociale è tutt'altro che conclusa, con le associazioni pronte a mobilitarsi ulteriormente, compreso un sit-in in Regione. La questione solleva interrogativi cruciali sulla gestione del territorio, sull'equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale, e sulla trasparenza delle procedure amministrative, soprattutto in contesti politicamente sensibili come quello elettorale. La speranza è che il dialogo e un approfondito esame delle implicazioni possano portare a una soluzione che tenga conto delle diverse esigenze e preservi il valore unico del Monferrato.
