La Verità Nascosta Dietro le Gomme di Valentino Rossi: Oltre il Mito
Il mondo delle corse motociclistiche è intriso di leggende e aneddoti, e poche figure sono state al centro di tante discussioni quanto Valentino Rossi. Tra queste, il tema degli pneumatici ha sempre occupato un posto di rilievo, alimentando dibattiti, sospetti e teorie. Dalle presunte gomme "su misura" fornite da Michelin alle accuse di favoritismo da parte della Dorna, la storia degli pneumatici nel Motomondiale, e in particolare il loro legame con "il Dottore", è un intricato arazzo di fatti, interpretazioni e indiscrezioni.
L'Aneddoto di Ruben Xaus: Una Gomma "Speciale"
Un episodio emblematico che getta luce su queste dinamiche è quello raccontato da Ruben Xaus nel programma YouTube "dura la vita" di Jorge Lorenzo. Arrivato nel Motomondiale classe 250cc nel 1995, Xaus conquistò il passaggio alla MotoGP nel 2004. Con Ducati, ottenne un terzo posto in Qatar, e l'anno successivo era destinato al team ufficiale della casa bolognese. Tuttavia, le cose presero una piega inaspettata. Xaus ha ammesso che la Ducati era divisa in due "squadre", una gestita da Tardozzi e Ciabatti, l'altra da Preziosi e Suppo. Lui apparteneva alla prima, ma finì per correre con il team Tech 3, affrontando diverse difficoltà.
Il team privato francese disponeva delle Yamaha M1, mentre nel team ufficiale della casa di Iwata, in quegli anni, dominava Valentino Rossi, vincitore fin dal 2004 dopo il suo passaggio da Honda. Fu proprio in quell'anno che Xaus notò un trattamento diverso per quanto riguarda le gomme. Raccontò un aneddoto significativo: "Solitamente ero tra la 14esima o 15esima posizione, ma in Australia all’improvviso mi ritrovai tra i primi quattro. Poi si scoprì che mi era stata montata la gomma di Rossi. Quando tornai al box mi dissi ‘come va bene la moto oggi’”. Questo episodio, sebbene riferito a un pilota diverso da Rossi e a un contesto di squadra privata, solleva interrogativi sulla distribuzione e sull'assegnazione degli pneumatici.

Il Ruolo Cruciale degli Pneumatici in MotoGP
Il tema gomme è, come confermato da MotoGPmartedì, 30 agosto 2022, un argomento "spesso molto discusso in MotoGP, non è un segreto". Ogni team investe tempo e risorse per azzeccare la scelta giusta in gara, talvolta anche con audaci azzardi. Michelin, l'attuale unico fornitore della top class con un contratto valido fino al 2026, si impegna a suggerire le combinazioni più adatte, basandosi sui dati a disposizione. Tuttavia, le critiche non mancano mai.
Quando il comportamento degli pneumatici non è quello atteso, alcuni insinuano dubbi sulla qualità del prodotto. Capita di sentire piloti lamentarsi, a volte forse per giustificare difficoltà nel raggiungere la competitività desiderata. L'azienda francese lavora costantemente per mettere a disposizione coperture di alta qualità e studia sempre nuove soluzioni per migliorare.
La Prospettiva di Michelin: Trasparenza e Sfide Tecniche
Piero Taramasso, responsabile Motorsport di Michelin, ha offerto un prezioso punto di vista sulla stagione 2022 e sulle sfide del settore. "È sicuramente positivo," ha dichiarato riguardo al bilancio della stagione. "L'obiettivo era quello di fare delle buone performance in tutti i circuiti con una gamma di pneumatici ridotta." Michelin ha infatti ridotto le specifiche da oltre 40 a 30, selezionando quelle più costanti e facili da mettere in temperatura, con l'intento di battere i record di durata della corsa. "Tranne in Argentina e ad Assen, abbiamo fatto ovunque dei record", ha sottolineato Taramasso.
Tuttavia, Taramasso non nega le difficoltà e le lamentele: "Ci sono stati piloti contenti e altri meno contenti. Sono successe cose che normalmente possono capitare in gara." Ha citato l'esempio dell'Austria, dove le temperature più alte la domenica rispetto al venerdì e al sabato hanno alterato i riferimenti, portando alcuni piloti a cambiare gomme all'ultimo momento con specifiche più rigide. "A fine gara qualcuno si è lamentato dell'anteriore che si è surriscaldato e si è degradato. Anche Aprilia, che ha scelto la soft posteriore, si è lamentata del degrado. Quando scegli la soft, devi aspettarti un calo, non puoi pensare di fare una corsa tutta d'attacco."
Riguardo alle accuse, Taramasso è diretto: "Sì, quello fa parte del gioco. È sempre facile mettere sotto accusa gli pneumatici, succede in tutti gli sport motoristici." Sottolinea però che Michelin ascolta piloti e team, analizza i dati e si confronta con le squadre, e "nell'80% dei casi emerge che non ci sono responsabilità delle gomme. Il pacchetto è composto anche da pilota e moto, quindi quando qualcosa non va spesso è per un mix di fattori e non per uno solo."
Le richieste dei piloti e dei team sono evolute nel tempo. Dal 2016, anno del rientro di Michelin in MotoGP, la richiesta iniziale era di "maggiore feeling con l'anteriore". Successivamente, dal 2019-2020, si è passati a richiedere "un po' più di aderenza al posteriore", portando a un passo avanti con una nuova carcassa. Oggi, la sfida è un "anteriore meno sensibile agli sbalzi di temperatura e di pressione", poiché le moto sono cambiate radicalmente con le appendici aerodinamiche, aumentando il carico sull'anteriore del 10-15%. Anche la frenata più tardiva e i freni più potenti contribuiscono a scaldare maggiormente le gomme.
MotoGP. Differenze tra Michelin e Bridgestone
Sviluppi Futuri e Nuove Tecnologie
Michelin sta lavorando a un nuovo pneumatico anteriore, con prototipi che potrebbero essere provati dai piloti collaudatori all'inizio del 2023, seguiti dai tester dei team a partire da aprile-maggio. L'obiettivo è introdurlo nel 2025, un processo che richiede tempo per test su diversi circuiti e condizioni. A breve termine, una nuova mescola anteriore, la "medio-hard", con il grip di una media e il supporto di una dura, potrebbe essere introdotta già nel 2023.
L'introduzione della Sprint Race è vista positivamente da Michelin, poiché "dà più visibilità e dunque per l'immagine Michelin è qualcosa di utile". La possibilità di fare più giri con lo stesso pneumatico nelle FP1 e FP2 più lunghe permetterà di effettuare "long run per verificare davvero i consumi".
Le Accuse di Repsol e la Verità sulle Gomme di Rossi
La questione delle gomme "speciali" per Valentino Rossi è stata sollevata anche da Repsol. Taramasso ha risposto con chiarezza: "Sono contento di questa domanda, perché posso dire com'era la situazione veramente. All'epoca non c'era il monogomma ed è vero che Michelin aveva grande capacità di reazione, realizzando pneumatici anche il venerdì notte e il sabato notte da mandare poi sul circuito. Ed è vero che Michelin faceva gomme su misura per Valentino Rossi, ma le faceva anche per gli altri piloti. È questo che certe persone non dicono. Ecco la verità."
Questa dichiarazione è in linea con le affermazioni di Marco Melandri, che in un'intervista a Fanpage.it ha ammesso: "Rossi è stato ingombrante. La sua presenza ha sempre influenzato il mio percorso, sia in pista che fuori. Il paragone era sempre dietro l’angolo, e questo non è stato semplice." Melandri ha anche fatto riferimento al "gommino di Valentino Rossi", intendendo "tutto, della gestione delle gomme ai miei tempi, di come veniva fatto". La voce si è diffusa nei primi anni 2000, quando Rossi dominava con Michelin, che "forniva pneumatici ‘su misura’ per alcuni piloti di punta". Tuttavia, come sottolineato da Melandri, "non ci sono mai state prove concrete a sostegno di questa teoria, e molti esperti ritengono che il suo successo fosse dovuto principalmente al suo talento e alla sua capacità di adattarsi a ogni condizione di gara."

La Battaglia per la Scelta del Fornitore: Bridgestone vs Michelin
Un altro capitolo controverso riguarda la scelta del fornitore di pneumatici da parte di Yamaha per Valentino Rossi. Nel 2007, Hiroshi Yamada, responsabile Bridgestone per le moto, denunciò pressioni da parte della Dorna per fornire pneumatici a Rossi. "La Dorna ci ha espressamente chiesto di fornire nostri pneumatici a Valentino Rossi per la prossima stagione. Carmelo Ezpeleta - ha precisato a chiare lettere - ci ha fatto forti pressioni, facendoci capire che in caso di nostro diniego forzerà per avere un campionato monogomma."
Yamaha era disposta a sostenere una situazione interna con due marche di pneumatici nel 2008: Rossi con Bridgestone e Lorenzo con Michelin. Yamada definì "insoddisfacente" l'idea di dividere un box con due marchi diversi, ricordando un'esperienza simile nel 2004 con Max Biaggi (Michelin) e Makoto Tamada (Bridgestone) nel team Camel-Honda.
Valentino Rossi, dal canto suo, confermò l'accordo con Yamaha per passare a Bridgestone, ma precisò di aver parlato con il suo capo, Furosawa, e non direttamente con Bridgestone o Dorna. "Non capisco che collegamento ci possa essere tra me ed Ezpeleta. Sono due anni che ho problemi con le Michelin - ha proseguito Valentino - e penso che ogni pilota e ogni squadra abbiano il diritto di chiedere il materiale che reputano migliore."
Analisi delle Immagini degli Pneumatici: Più di una Semplice Foto
Giulio Bernardelle, ingegnere del Motomondiale, ha offerto un'analisi tecnica riguardo alle immagini degli pneumatici di Valentino Rossi e Maverick Vinales dopo il Gran Premio d'Andalusia, circolate sui social. Bernardelle ha spiegato che una gomma posteriore "devastata" rispetto a un'altra non significa necessariamente un problema di qualità o un trattamento di favore. "Rossi consuma molto di più la gomma," ha affermato, e la foto potrebbe ritrarre il pilota dopo essere passato "sullo sporco o comunque fuori traiettoria una volta superata la bandiera a scacchi." La presenza di "macchie più scure in senso circonferenziale" su una gomma indica che "non ha funzionato al meglio", ma Bernardelle è categorico: "non è da una foto che si possono tirare conclusioni."

Stile di Guida e Organizzazione: Fattori Determinanti
Le differenze nel comportamento degli pneumatici sono spesso riconducibili allo stile di guida e alla stazza dei piloti. "Significa che Valentino ha probabilmente voluto rispolverare dei setting di base che invece in Yamaha avevano deciso di accantonare sulla base di numeri e dati raccolti," ha osservato Bernardelle. Questo lavoro aggiuntivo e in direzione differente a quella comune all'interno del team può portare a risultati diversi. La rigidità di alcuni costruttori nel condividere metodi di lavoro, come accennato da Bernardelle lavorando in Honda, può complicare la comunicazione tra pilota e tecnici.
Bernardelle ha anche evidenziato la possibilità che Rossi, negli ultimi anni, abbia "perso la capacità di essere ascoltato", non tanto per peso politico, quanto per la comunicazione e il confronto, ovvero la mancanza di qualcuno in grado di tradurre le sue sensazioni in un linguaggio tecnico specifico per i tecnici Yamaha e Michelin. La corsa contro il tempo nei fine settimana di gara rende difficile apportare modifiche significative alle geometrie della moto, rendendo le scelte iniziali cruciali.
Oggetti che Raccontano una Storia: Il Valore della Memorabilia
Al di là delle competizioni e delle polemiche, gli pneumatici e gli oggetti legati a Valentino Rossi hanno acquisito un valore simbolico e collezionistico. Un pneumatico che ha percorso i chilometri sull'asfalto di Misano, scrivendo una nuova pagina della storia delle corse, può diventare un pezzo da collezione. L'attestato di autenticità con l'ologramma VR46 garantisce la veridicità di autografi, mentre cappellini e altri oggetti legati al pilota, come quelli custoditi in box esclusive decorate con gli allori dei 9 titoli mondiali, rappresentano un legame tangibile con la leggenda di Valentino Rossi.

