Furto di moto da gara durante il campionato lombardo di enduro a Misinto: riflessioni e richieste di sicurezza
Almeno 6 moto da gara sono state rubate a Misinto mentre era in corso l’ultima prova del campionato lombardo di enduro. Un episodio che ha suscitato le proteste di diversi partecipanti all’evento, richiamando oltre 350 piloti da tutta la Lombardia e lasciando agli organizzatori del Moto Club Bergamonti di Misinto un amaro sapore di insoddisfazione. Tre moto sono state rubate dai furgoni, ha raccontato desolato il presidente Gino Bortoletto.
La manifestazione aveva il quartier generale nell’area esterna della scuola primaria di Misinto, con prove speciali distribuite tra Bregnano, Rovellasca e Cantù. Purtroppo altre 3 moto sono state rubate anche nell’area paddock, ha aggiunto amareggiato Bortoletto. La vicenda è stata segnalata anche alla Federazione italiana motociclismo da parte di alcune vittime del furto, lamentando la scarsa tutela della sicurezza e le regole che impedirebbero di avere un controllo sui mezzi.
Franco Buzzetti, segretario di Much Power Racing Asd di Jerago con Orago (Varese), ha scritto una lettera evidenziando che “i piloti, in base al regolamento particolare di gara, sono stati obbligati a recarsi in un luogo preciso e in orari stabiliti per visionare il percorso, nonché a stazionare in un’area ben definita dall’organizzazione durante tutta la durata della gara”.
Lo stesso segnala che “i primi furti, che hanno riguardato le moto dei nostri tesserati, sono avvenuti nel pomeriggio di sabato scorso, ed è stata nostra premura sporgere denuncia e avvisare i responsabili della Federazione”, denunciando la mancanza di un protocollo di sicurezza.
Questa situazione solleva una serie di interrogativi sulle misure di protezione degli atleti, sui protocolli di sicurezza durante i raduni e sul coordinamento tra organizzatori, federazione e forze dell’ordine. È evidente la necessità di un sistema di monitoraggio più efficace, di controlli agli accessi e di procedure chiare per la gestione dei mezzi dei piloti e delle squadre, anche in zone perimetrali lontane dall’area paddock e dal “paddock ufficiale”.
Le gare di enduro richiedono la partecipazione di numerosi atleti provenienti da diverse province, come testimonia la partecipazione di oltre 350 piloti da tutta la Lombardia. L’episodio di Misinto rischia di compromettere non solo l’immagine dell’evento ma anche la fiducia degli atleti nel rispetto delle regole e della sicurezza personale durante manifestazioni motoristiche di livello regionale.
In attesa di un chiarimento ufficiale da parte della FMI e degli organismi competenti, è fondamentale discutere di possibili correttivi: potenziamento della vigilanza nelle aree chiave, definizione di percorsi sicuri per visionare il tracciato, sistemi di tracciamento e registrazione dei mezzi in ingresso e uscita, nonché protocolli di allarme rapidi in caso di furti o minacce alla sicurezza.
Questa vicenda, oltre a sollevare proteste tra i partecipanti, invita a una riflessione sulle responsabilità condivise tra organizzatori, tesserati e federazioni: garantire condizioni di gara conformi alle norme, valorizzare una cultura della sicurezza e attenuare i rischi legati a eventi che coinvolgono un gran numero di atleti, mezzi e strutture logistiche.

