Moto Guzzi Galletto: L'Avviamento Elettrico e il Fascino di un'Icona Italiana
Il Moto Guzzi Galletto, con le sue forme uniche e le sue linee distintive, rappresenta un vero e proprio emblema dell'Italia del dopoguerra. Nato dalla mente geniale di Carlo Guzzi, questo motoveicolo ha segnato un'epoca, diventando un compagno fedele per generazioni di italiani. Sebbene non abbia raggiunto la stessa notorietà di scooter più diffusi come la Vespa o la Lambretta, il Galletto ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama della mobilità italiana, distinguendosi per la sua robustezza meccanica, la sua affidabilità e un design che ancora oggi conserva un fascino inalterato. Tra le diverse versioni che si sono susseguite nel corso degli anni, quella equipaggiata con il monocilindrico da 192 cm³ è stata la più prodotta, con oltre 40.000 esemplari realizzati, rendendola relativamente facile da reperire sul mercato degli appassionati.

Le Origini e il Successo di un Motoscooter Unico
Il Galletto fece il suo debutto ufficiale nel 1950, presentato al Salone di Ginevra, dove riscosse immediatamente un notevole successo grazie alle sue doti di comfort e resistenza. Questa accoglienza calorosa portò, nel 1952, alla presentazione di una versione rivista al Salone di Milano, con il motore portato a 175 cm³ (7 CV, 85 km/h) e un cambio a quattro marce. Una delle innovazioni più significative fu l'introduzione di un impianto elettrico con funzione di emergenza in caso di guasto della batteria, una caratteristica all'avanguardia per l'epoca.
La definizione ufficiale di "motoscooter", derivante dal regolamento delle manifestazioni sportive della Federazione Motociclistica Italiana del 1949, contribuì a plasmare il concetto alla base del Galletto. Il regolamento definiva il veicolo come "…un veicolo a motore senza pedali per la propulsione umana, costituito da un telaio aperto, due ruote aventi cerchi di diametro massimo di 17 pollici (432 mm), provvisto o meno di carenatura. L’altezza fra il piano della sella e il punto più alto della parte aperta del telaio, non deve essere inferiore 300 mm". Il Galletto, con le sue caratteristiche ruote alte da 2.75-17 all'anteriore e 3.00-17 al posteriore, si configurò come l'antenato degli scooter moderni a ruota alta, dimostrandosi adatto sia per lunghi viaggi che per il trasporto di carichi consistenti senza compromettere le prestazioni.
La sua capacità di essere guidato con la facilità di uno scooter, infilando la gamba tra sella e scudo anteriore, lo rendeva particolarmente apprezzato. Molti parroci, ad esempio, lo prediligevano per mantenere pulita la tonaca. Tuttavia, offriva anche la possibilità di salire a cavalcioni, come una moto tradizionale. Questa versatilità, unita all'affidabilità e alla comodità, ne fecero un mezzo "inarrestabile", utilizzabile sia d'estate che d'inverno, nonostante prestazioni contenute.
Il Motore e la Trasmissione: Cuore del Galletto
Il cuore pulsante del Galletto era il monocilindrico orizzontale con valvole in testa, progettato da Carlo Guzzi. Questo motore si distingueva per un grosso volano esterno e l'adozione di un sistema di lubrificazione a carter secco. La potenza massima erogata dal modello 192 cm³ con avviamento elettrico non superava i 7,7 CV, permettendo una velocità massima di circa 85 km/h.
La trasmissione era affidata a una frizione a dischi multipli in bagno d'olio e a un sistema ad ingranaggi con dentatura elicoidale tra motore e cambio. Quest'ultimo, sebbene funzionale e affidabile se usato con calma, non era tra i più riusciti, presentando a volte qualche impuntamento e un'escursione della leva del cambio giudicata troppo ampia.
Nel corso degli anni, la meccanica subì diverse evoluzioni. Il preselettore del cambio, inizialmente esterno nel modello 150, divenne interno nella versione da 160 cm³. L'impianto elettrico vide anch'esso delle trasformazioni significative: si passò dal volano magnete al sistema con dinamo per il 192 cm³, una modifica che comportò anche un diverso piattello del ruttore e lo spostamento della bobina dell'alta tensione sul lato sinistro dello scooter.
Il motore del Galletto presentava una peculiarità nel suo design: Carlo Guzzi cercò di risolvere l'inconveniente tipico dei motori orizzontali, ovvero il grande interasse del telaio causato dalla lunghezza del motore. Adottò un rapporto alesaggio/corsa (60x53 mm per il 150 cm³) che, pur non raggiungendo le velocità lineari delle moto da corsa, garantiva tenuta sotto sforzo e costanza di rendimento nel tempo. La biella lavorava su un volano a sbalzo e la corsa era molto corta.
Telaio, Sospensioni, Ruote e Freni: Stabilità e Sicurezza
Il telaio del Galletto era una struttura aperta e mista, realizzata in lamiera scatolata con profilati d'acciaio. Questo garantiva una buona rigidità e un comportamento stabile su strada. Le sospensioni erano affidate a una forcella telescopica con bracci oscillanti inferiori all'anteriore, mentre al posteriore era presente un braccio oscillante con molle a spirale racchiuse in un'apposita custodia sopra il motore.
Le ruote, intercambiabili, erano a raggi con cerchi in lega leggera da 17 pollici. Gli pneumatici montati erano nelle dimensioni 2,75-17 all'anteriore e 3,00-17 R al posteriore. L'impianto frenante era costituito da freni a tamburo sia all'anteriore che al posteriore, soluzioni standard per l'epoca che garantivano una frenata adeguata al peso del veicolo, che si attestava sui 120 kg a secco.

Il Modello 192 cm³: Evoluzione e Caratteristiche Distintive
Il Galletto 192 cm³ rappresenta la versione più diffusa e, di conseguenza, quella più facile da reperire sul mercato. Disponibile sia con avviamento a pedale, che manteneva una carrozzeria che richiamava le linee delle prime serie 160 e 175 cm³ (spesso considerate le più belle), sia con l'innovativo avviamento elettrico introdotto nel 1961.
L'introduzione dell'avviamento elettrico, realizzato tramite un dinamo-motore, segnò un passo avanti in termini di praticità e comfort. Questo modello fu oggetto di una nuova omologazione il 6 agosto 1960 per adeguarsi al Nuovo Codice della Strada e ulteriormente aggiornato nel 1961 con l'introduzione dell'avviamento elettrico.
Il Galletto 192 cm³ si distingue per diverse modifiche rispetto alle serie precedenti. Il sistema di alimentazione elettrica vide l'adozione di una dinamo collegata al volano del motore per la ricarica della batteria, gestita da un regolatore di tensione elettromeccanico. L'eliminazione del volano magnete comportò un cambio nel piattello del ruttore.
Anche il cruscotto subì delle modifiche, assumendo una forma più tondeggiante e integrandosi meglio con il design del telaio. Il serbatoio della benzina vide aumentare la sua capacità da 7,5 a 8,5 litri. La posizione del rubinetto della benzina fu spostata dal cruscotto al lato sinistro del telaio. Tra le novità figurava anche un nuovo tachimetro/contachilometri, di serie per la prima volta su una Moto Guzzi.
Il telaio presentava una diversa altezza del tunnel centrale per ospitare la dinamo, un forcellone posteriore di lunghezza differente e un nuovo passo di 1.310 mm. Anche i coperchi laterali del motore assunsero una sagoma diversa per adattarsi al tunnel rialzato.

Il Galletto 192 cm³ fu prodotto dal 1954 al 1966 in 40.250 esemplari. Il prezzo di listino della versione da 192 cm³ nel 1954 era di circa 255.000 lire, significativamente inferiore rispetto ai 285.000 lire del modello 175 cm³.
Colori e Dettagli: L'Estetica che Fa la Differenza
Le colorazioni disponibili variavano a seconda della versione. La versione con avviamento a pedale era offerta in rosso e avorio, mentre quella con avviamento elettrico era disponibile in rosso o grigio.
Tra i dettagli che rendono il Galletto un pezzo da collezione, spiccano il faro anteriore da 150 mm (ridotto a 130 mm nella versione ad avviamento elettrico), la classica chiave di accensione che comandava sia le luci che il motore, e il già citato tachimetro/contachilometri.
Il rubinetto della benzina del Galletto 192, con corpo in ottone nichelato e guarnizione in gomma, era provvisto di 4 fori per la gestione del flusso di carburante. La sua chiave di comando è oggi un pezzo di ricambio piuttosto raro.
Le ultime versioni del Galletto 192 a pedale, prodotte verso i primi mesi del 1961, videro l'introduzione di serie delle bandelle antisdrucciolo in materiale plastico chiaro, riprese dal modello ad avviamento elettrico. Per il montaggio di queste bandelle, le pedane necessitavano di fori aggiuntivi.

Problematiche e Soluzioni: La Manutenzione del Galletto
Nonostante la sua robustezza, il Galletto non era esente da piccole problematiche. Un difetto comune a tutti i modelli era la tenuta della valvola di mandata dell'olio a caduta nel motore. Trafilaggi, anche minimi, potevano causare copiose perdite di lubrificante se il veicolo non veniva utilizzato regolarmente. Per ovviare a questo inconveniente, si diffuse l'installazione di un rubinetto aftermarket sulla condotta di mandata dell'olio.
Le versioni da 175 cm³ lamentarono problemi elettrici al raddrizzatore al selenio. Il 192 cm³ ebbe qualche difficoltà nel mantenere la carica della batteria, specialmente nella versione ad avviamento elettrico a 12 volt, che necessitava di una batteria sempre ben carica.
Per quanto riguarda la carburazione, le moderne benzine, più fluide rispetto a quelle degli anni passati, potevano causare problemi come la candela nera. Soluzioni come la riduzione del getto massimo del carburatore di 5 numeri (5 centesimi di mm) e il montaggio di una candela di grado termico più basso (più "calda") potevano contribuire a risolvere il problema. Anche la fasatura dell'accensione, con l'anticipo regolato a mano, richiedeva un controllo accurato dei gradi di anticipo secondo i dati tecnici della casa madre.
Per quanto concerne la ricerca dei numeri di telaio e motore, questi sono generalmente stampigliati sul longherone del telaio, lato destro, sotto la pedana. Il numero di motore si trova solitamente sotto la pedana, pulendo il longherone. Per accedere al numero di telaio, potrebbe essere necessario smontare il carterino paramotore destro.
MOTO GUZZI GALLETTO FULL RESTORATION 192 c.c. YEAR 1956
Il Galletto Oggi: Un Pezzo di Storia da Collezionare
La produzione del Galletto si concluse nel 1966, segnando la fine di un'era per il marchio di Mandello del Lario. Con l'acquisizione della Moto Guzzi da parte della SEIMM, la nuova proprietà decise di interrompere la produzione dei modelli considerati obsoleti o poco redditizi, tra cui rientrava il Galletto.
Oggi, il Moto Guzzi Galletto è un mezzo da collezione molto apprezzato dagli appassionati. Mentre a metà degli anni Cinquanta la versione da 192 cm³ veniva venduta a circa 250.000 lire, oggi, a seconda delle condizioni e dello stato di conservazione, è possibile acquistarne uno usato per cifre che si aggirano intorno ai 3.500 euro.
Il restauro conservativo è spesso la scelta prediletta dagli appassionati, che mirano a preservare l'autenticità del veicolo mantenendo il più possibile le parti originali. Per i ritocchi di vernice, si consiglia di utilizzare prodotti specifici e di affidarsi a professionisti per evitare risultati poco armoniosi.
Il portapacchi e i portaborse, sebbene a volte presenti, non sono sempre considerati accessori originali del modello e possono variare nel giudizio estetico degli appassionati.
Il Galletto, con la sua storia affascinante, la sua meccanica robusta e il suo design inconfondibile, continua a rappresentare un pezzo importante della storia motociclistica italiana, un veicolo capace di evocare ricordi e suscitare emozioni, testimone silenzioso di un'epoca di grande trasformazione per il nostro Paese. La sua capacità di essere ancora oggi un mezzo funzionale, seppur con le dovute attenzioni, lo rende un vero e proprio "classico intramontabile".
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