Formula due ruote sterzanti e pneumatici da 18 pollici: evoluzione e impatti sulla F2 e oltre
In una conferenza stampa tenutasi oggi a Barcellona è stato annunciato che la Formula 2 utilizzerà gli pneumatici da 18 pollici a partire dal 2020, anticipando di dodici mesi l’introduzione delle nuove specifiche in Formula 1. Mentre a Barcellona veniva annunciato ufficialmente il progetto 18 pollici, una vettura laboratorio di Formula 2 è già in pista sul circuito del Mugello per i primissimi test. “Per noi è una grande opportunità poter disporre di una monoposto dedicata alle prove - ha spiegato Mario Isola - e la Formula 2 offre questa possibilità.”
La Pirelli ha programmato tre sessioni di prove (una per mese da settembre a novembre) con altrettante squadre di F1 che stanno già lavorando per adattare le rispettive monoposto 2018 alle esigenze legate all’utilizzo delle nuove gomme. Non sono ancora stati comunicati i nomi dei team che hanno accolto la proposta della Pirelli, ma nel paddock ci sono già le prime indiscrezioni in merito. I primi obiettivi della Pirelli per il programma Formula 2 sono quelli di mantenere nel 2020 le prestazioni attuali.
“Vogliamo cercare di contenere al minimo i cambiamenti sulle monoposto attuali per non incidere troppo sui costi - ha spiegato il direttore tecnico della F2 Didier Perrin - ovviamente sulle monoposto ci saranno nuovi ammortizzatori e delle sospensioni modificate, anche se crediamo di poter mantenere le geometrie attuali.”
Nel 2005 parte la stagione inaugurale della categoria con 12 team in griglia di partenza ai quali Trident si aggiungerà nel 2006 dopo esser stato selezionato e scelto tra altri 10 migliori team nel mondo del motorsport. Nel 2017 la GP2 Series è stata rinominata Formula 2, categoria che ora è diventata un passaggio obbligatorio per poter debuttare nella categoria superiore, la Formula 1. I protagonisti della categoria sono stati messi nella condizione di accedere in maniera sempre più diretta al circus della massima serie, che li segue con un livello di attenzione sempre crescente.
Con due corse disputate nei fine settimana dei Gran Premi di Formula 1, i protagonisti del campionato di Formula 2 hanno un livello di esposizione unico, sia dal punto di vista mediatico che nei confronti dei team manager della Formula 1, che hanno la possibilità di conoscerli da vicino e valutarli, selezionando i più meritevoli. Il format del week-end di gara sia per F2 che per F3 è particolarmente emozionante per il pubblico e decisamente impegnativo per team e piloti. Con due gare, una sessione di prove libere e una di qualificazioni che si svolgono per evento, i risultati della classifica finale del venerdì della sessione di qualificazione determineranno la griglia di partenza per la Sunday Feature Race.
La griglia di partenza della Gara 1 Sprint di sabato sarà determinata invertendo i primi 10 classificati dei risultati della sessione di qualifiche di venerdì. Due gare per weekend (Sprint Race & Feature Race). New 18 inches rims introduced in 2020. O.Z.
Ecco la nuova Formula 2. Con la presentazione della nuova monoposto, a Monza durante il weekend del Gran Premio d’Italia, ha preso ufficialmente il via un nuovo ciclo per la Formula 2, la categoria propedeutica alla Formula 1. E il fatto stesso che il vernissage sia avvenuto all’interno del paddock del “Circus”, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, è un ulteriore riconoscimento al valore della categoria. Così come lo slogan che faceva da sfondo alla presentazione: la strada verso la Formula 1.
Per quanto riguarda la sicurezza, la novità più evidente è l’introduzione dell’Halo, come avverrà anche sulle F. 1 nel 2018. La particolare struttura in composito, soprannominata da molti “infradito”, è posta sopra l’abitacolo per proteggere la testa del pilota in caso di incidenti, sia in caso di capotamento sia nel caso in cui per un contatto una monoposto salga sopra l’altra, oppure sempre a causi di urti o inconvenienti tecnici delle parti di monoposto possano andare a urtare la zona dell’abitacolo con la testa del pilota esposta. Una dotazione che nonostante i vari test effettuati trova pareri contrastanti presso piloti e addetti ai lavori in merito ad una sua effettiva efficacia, tuttavia la FIA ha deciso per la sua introduzione.
Sempre in tema di sicurezza, oltre alla scocca in composito con la cellula di sopravvivenza che risponde agli stessi standard della F. 1, vi sono apposite strutture ad assorbimento d’urto sia all’anteriore che al posteriore sia nelle pance laterali. 5.065 mm), oltre ad altezza (1.097 mm anziché 1.072 mm) e peso (720 kg anziché 688 kg), mentre rimane invariata come larghezza (1.900 mm). Cresce anche la dimensione delle ruote, che saranno uguali a quelle delle F. 1 2016, con cerchi da 13”x12” all’anteriore e 13”x13.7” al posteriore. Non a caso nella fase di progettazione e sviluppo della nuova monoposto è stata coinvolta anche la Pirelli, che produrrà pneumatici dedicati.
Come avviene ora, delle quattro differenti mescole disponibili di pneumatici slick, oltre a una Wet, ad ogni gara ne saranno scelte due tipi che i piloti dovranno obbligatoriamente utilizzare nella Gara 1 del sabato, la più lunga con pit stop obbligatorio. Le sospensioni sono di tipo push-rod con ammortizzatori Koni regolabili, a due vie all’anteriore e quattro vie al posteriore, con barre di torsione all’anteriore e molle al posteriore, e barre antirollio regolabili su entrambi gli assi. La scatola sterzo rimane sempre priva di servoassistenza. Dischi freno e pastiglie sono in carbonio, accoppiati a pinze Brembo a sei pistoncini.
Per quanto riguarda l’aerodinamica, le forme delle pance ricalcano quelle delle attuali F. 1, con la bocca di ingresso dell’aria che si allarga nella parte superiore, all’anteriore c’è un’ala principale a tutta larghezza con doppi flap laterali regolabili, mentre al posteriore c’è un ampio estrattore e l’ala, biplano, dotata del sistema DRS con attivazione idraulica come sulle F. L’evoluzione della monoposto e l’adozione del motore turbo dovrebbero portare ad un incremento delle prestazioni sul giro. Il V6 Mecachrome di 3.4 litri vanta una potenza massima di una quindicina di cv in più dell’attuale V8 aspirato, superando quota 620 hp a 8.750 giri/min, ma soprattutto una coppia di 600 Nm anziché 500, dati che cambiano in modo sensibile la guidabilità della vettura soprattutto nei tratti più guidati.
Infatti, nonostante i dati ufficiali segnalino valori di accelerazione e velocità massima praticamente uguali all’attuale vettura, rispettivamente 2,90” nello 0-100 km/h e 6,60” nello 0-200 km/h con una punta velocistica calcolata a Monza in 335 km/h invece degli attuali 332, è facile ipotizzare che la migliore coppia del propulsore unita alla migliore efficienza aerodinamica, segnalata da un dato di accelerazione laterale in curva che può arrivare a 3.9 G, favorisca un sensibile miglioramento della performance globale sul giro. Ce lo conferma una delle nostre punte di diamante nella categoria, Luca Ghiotto quarto nella classifica finale e splendido vincitore proprio delle gare di casa. “E’ uno step avanti rispetto alle attuali, che d’altronde dopo sei anni rivelano dei limiti. Questa è più vicina alle attuali F. 1 - sottolinea il pilota veneto - sia come aerodinamica sia per il motore turbo, perciò sarà molto più utile a noi piloti per apprendere lo stile di guida in vista di un passaggio alle F. 1 di adesso, che sono davvero impressionanti in tutto: motore, frenata, velocità in curva”.
Un tema al quale i tecnici hanno prestato molta attenzione è quello relativo ai costi, soprattutto di gestione della vettura, che dovrebbero restare in linea con gli attuali se non addirittura inferiori. Ad esempio, il V6 turbo Mecachrome viene dovrebbe garantire una percorrenza media di 8.000 km prima di essere sottoposto a revisione. La prima vettura sarà consegnata ai team a metà gennaio, mentre la seconda arriverà alle squadre un mese dopo. Quindi, dati i tempi stretti perché la prima gara sarà il 7 aprile in Bahrain e visto che tutte le squadre partiranno da zero, i tecnici dovranno rimboccarsi le maniche per cercare di definire, insieme ai piloti, la messa a punto ideale nel minore tempo possibile.
Tipologia di sport: Individuale Situazionale Estremo (rischio/attività condizionale) Con motori Ambiente: Outdoor Stagione: da marzo a dicembre Superficie di gara: asfalto Artificiale
Informazioni utili sulla Formula 2 La Formula 2 prevede 11 scuderie partecipanti con due piloti ciascuna su 12 tracciati, e lotta per l’assegnazione del Campionato Scuderie. Ogni weekend di gara si divide in 3 parti: venerdì prove libere e qualifiche, sabato due Sprint Race e domenica la Feature Race. Le qualifiche del venerdì stabiliscono la griglia di partenza per la Feature Race, mentre i primi 10 qualificati vengono invertiti per la prima Sprint Race; inoltre, i primi 10 classificati della prima Sprint Race vengono invertiti sulla griglia della seconda Sprint Race. L’unica differenza tra Sprint Race e Feature Race sta nell’obbligo di effettuare un pit-stop nella Feature Race per il cambio di almeno due gomme. In tutte e tre le gare è vietato fare rabbocco di carburante. I punti iridati...
- Sprint Race: 15-12-10-8-6-4-2-1 per le prime 8 posizioni.
- Feature Race: 25-18-15-12-10-8-6-4-2-1 ai primi 10 classificati.
- Pole Position: 4 punti.
La categoria è pensata per preparare i piloti al massimo livello, con un percorso che parte dal karting per arrivare alle formule propedeutiche e, infine, al Circus della Formula 1. Discorso analogo vale per le dinamiche di sicurezza, layout del weekend e gestione dei costi legati allo sviluppo della vettura 18 pollici e al nuovo telaio.

FIA Formula 2 Opening Intro 2026 (New Revised Logo)
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Gomme | Pneumatici slick di quattro mescole, due usate per gara, 18 pollici |
| Telaio | Progettato per ospitare pneumatici 18 pollici, sospensioni modificate |
| Sicurezza | Halo, cellula di sopravvivenza conforme FIA |
| Potenza | V6 turbo Mecachrome ~620 hp, coppia 600 Nm |
