Diverbio Valentino Rossi con capotecnico: cambi di squadra, nuove sfide e il peso del decimo titolo
ROMA - Se il mercato piloti sembra ormai giunto alle sue battute finali, con l'approdo quasi certo di Dani Pedrosa sulla Yamaha clienti, è invece in pieno svolgimento quello dei tecnici. E al centro di questo valzer ritroviamo, sempre e comunque, lui: Valentino Rossi. È vero, infatti, che il Dottore si sta avviando verso le ultime due stagioni della sua carriera in MotoGP, ma come ha dimostrato con le sue ultime prestazioni non sembra per nulla indirizzato sul viale del tramonto: anzi, è piuttosto intenzionato a giocarsi fino all'ultimo tutte le sue chance di portare a casa il famigerato decimo titolo.
Il quotidiano sportivo spagnolo Marca, infatti, rivela che il fenomeno di Tavullia avrebbe avanzato un'offerta a Ramon Forcada, il capomeccanico di Maverick Vinales, verso il quale Top Gun sta iniziando a manifestare una certa malcelata e crescente insoddisfazione, per colpa dei suoi risultati di questa stagione decisamente inferiori alle aspettative. Il nove volte iridato, al contrario, stima molto Forcada, che affiancò Jorge Lorenzo durante tutte e nove le stagioni che trascorse in Yamaha, e vorrebbe proprio l'esperto ingegnere spagnolo per prendere il posto di Silvano Galbusera, che pure ha lavorato molto bene con il campione pesarese negli ultimi quattro anni, dopo l'addio di Jeremy Burgess. La tessera che resterà fuori da questo mosaico (che si tratti di Galbusera o di Forcada) troverà posto invece nella neonata squadra satellite Yamaha, il team malese Petronas-Sic, con il già citato Pedrosa o Franco Morbidelli.
Valentino Rossi e Galbusera, un rapporto al capolinea. Il Dottore ha annunciato dalla pista del Buriram in Tailandia, che domenica ospiterà la quindicesima tappa del Motomondiale, la fine del rapporto col fido capotecnico che l'ha seguito dal 2014 a oggi. Un terremoto da valutare nella sua portata ma che origina dalle scarse prestazioni del campione di Tavullia, da undici gare a secco di risultati. Nella prossima stagione, al posto del tecnico di Monza, ci sarà David Muñoz prelevato dal team Sky VR46 di Moto 2, dove attualmente segue Nicolo Bulega. Scelta condivisa Rossi ha spiegato come la scelta sia stata condivisa con la Yamaha e con lo stesso Galbusera che l’anno prossimo passerà a lavorare con il team di sviluppo della casa giapponese. Una scelta dettata da un lato dalla necessità di uscire dal vicolo cieco in cui Rossi langue da troppo tempo, mentre il suo compagno di squadra Vinales e il rookie Quartararo, mandano segni di recupero; dall’altro dalla richiesta, avanzata da Galbusera, “di poter tornare a ritmi di lavoro meno stressanti per dedicare più tempo alla famiglia” ha spiegato Rossi. Tra le righe, si coglie anche la necessità di smuovere la situazione. “Siamo a un punto fermo” ha confessato il 46 che l’anno prossimo dovrà decidere cosa fare in futuro. Rossi spera quindi nella capacità di un tecnico giovane come Muñoz (nonostante la totale inesperienza di Moto Gp), di individuare nuove strade nella messa a punto della sua Yamaha. Quelle che, dopo sei anni di vita comune al box, forse non riesce più a scoprire insieme al tecnico attuale.
Che fu chiamato nel 2014 a sostituire Jeremy Burgess con cui Valentino ha cominciato la sua avventura nella massima categoria del Motomondiale, prima con la Honda, poi con la Yamaha e la Ducati. E con il tecnico australiano sempre al suo fianco. Un anno dopo quella dolorosa separazione, Rossi arrivò a giocarsi il titolo con Marquez. “I cambi importanti come questo, portano anche nuovi stimoli” ha ammesso il pesarese che sa di giocarsi tutto nel prossimo campionato. Nello scorso week-end Valentino Rossi e la Yamaha avevano annunciato la separazione da Jeremy Burgess, storico capotecnico del pesarese. Una separazione “unilaterale”, decisa dal nove volte campione del mondo, che si è preso tutte le responsabilità della decisione. Si tratta di Silvano Galbusera, che già da oggi qui a Jerez sarà al “timone” della squadra di Rossi.
Galbusera ha iniziato la sua carriera nel motociclismo nel 1979 con la Gilera, dove ha trascorso 14 anni lavorando sia nel campionato del mondo 250cc con piloti come Alessandro Gramigni e Paolo Casoli sia nel fuori strada su rally africani come la Parigi-Dakar con Michele Rinaldi. Successivamente era approdato alla Yamaha, dove è rimasto fino al 2011. dividendosi tra campionato del monddial Superbike e Supersport con piloti come Troy Corser, Noriyuki Haga, Cal Crutchlow e Ben Spies, con cui ha vinto il titolo WSBK 2009. Quello di Galbusera è un nome noto a tutti gli appassionati italiani: l’inizio della sua carriera nel motociclismo risale al 1979, con la Gilera, dove ha trascorso 14 anni lavorando sia in ambito ‘corse su strada’ che nel campionato del mondo 250 cc - con piloti come Alessandro Gramigni e Paolo Casoli - e anche nel settore ‘off-road’, in particolare nei rally africani come la Parigi-Dakar con piloti quali Michele Rinaldi.
L’anno successivo galbusera approda per la prima volta in Yamaha, dove sarebbe rimasto fino al 2011: in questo periodo svolge il doppio ruolo di capo-meccanico e di Direttore Tecnico per i campionati mondiali Superbike e Supersport, lavorando con piloti del calibro di Troy Corser, Noriyuki Haga e Cal Crutchlow e centrando il titolo iridato nel 2009 con Ben Spies. “Vorrei ringraziare Yamaha e Valentino per questa grande opportunità di lavorare con un campione pluri-titolato e di un così alto livello. “E’ bello accogliere di nuovo Silvano nella famiglia Yamaha. Avendo lavorato con lui personalmente per dieci anni, ho il massimo rispetto per la sua abilità e la sua competenza tecnica. Di sicuro avrà bisogno di un po’ di tempo per adattarsi alla MotoGP, ma non ho dubbi sulla sua capacità di poter guidare con successo la crew di Valentino nella stagione 2014. Nel 2020 Valentino Rossi avrà un nuovo capotecnico al proprio fianco, insieme al quale proverà a dimostrare di essere ancora un pilota top e capace di portare la Yamaha a grandi risultati. Dopo un 2019 finora avaro di soddisfazioni (appena due podi e sesto posto in classifica generale alle spalle di Marquez, Dovizioso, Rins, Petrucci e Viñales), Valentino Rossi ha deciso di cambiare qualcosa nel proprio box in vista della prossima stagione. A partire dai primi test in ottica 2020, al suo fianco come capotecnico il Dottore non avrà più Silvano Galbusera ma lo spagnolo David Munoz, che attualmente segue Nicolò Bulega in Moto3 nel team VR46, la squadra di proprietà di Valentino e che partecipa al Mondiale Moto2 e Moto3. Galbusera continuerà comunque a lavorare in Yamaha e sarà il nuovo responsabile tecnico del test team, in cui presto potrebbe approdare Johann Zarco in qualità di collaudatore. Fa scalpore la scelta di puntare su un capomeccanico che non ha mai lavorato nella Top Class ma Valentino non sembra troppo preoccupato... Inevitabile che questa decisione abbia fatto scattare la solita querelle sull’eventuale rinnovo di contratto nel 2020. Pubblicato il 21 ottobre 2014, 18:15Il rapporto tra Valentino Rossi e il suo storico capotecnico, Jeremy Burgess si è interrotto nell’autunno scorso. Dopo 14 anni vissuti insieme sulle piste di tutto il mondo, dopo 7 titoli mondiali vinti, dopo un periodo difficile cominciato con il passaggio alla Ducati. Ma i rapporti tra Rossi e Burgess a livello personale sembrano essere rimasti buoni. “Al sabato sera siamo stati a cena insieme, poi prima della gara lui è venuto sulla griglia - ha raccontato Valentino - Mi ha anche detto di essere stato in giro per la pista, mi ha dato dei consigli su dove avrei potuto guadagnare terreno. Sono contento che tra noi il rapporto sia rimasto buono. Sul numero di Motosprint in edicola dal 21 ottobre, trovate questa e tante altre notizie di MotoGP. La faida Rossi-Marquez continua a far discutere. Polemiche riaccese inevitabilmente dopo le recenti dichiarazioni di Valentino, tornato sull’epilogo del Mondiale MotoGP 2015 con parole durissime. Brucia ancora la sconfitta contro il compagno Jorge Lorenzo, provocata, a suo dire, dall’intromissione di Marc. Ovvero colui che Valentino ha definito come il “pilota più sporco”. La pensa diversamente Ramon Forcada, ovvero l’ex capotecnico dello stesso Lorenzo in Yamaha. manipolatore- Nel podcast Duralavita, ideato dallo stesso Lorenzo, Forcada va dritto al punto: “Rossi è stato un manipolatore, nel senso buono del termine, per tutta la sua carriera. Contro alcuni piloti è andata bene, contro altri meno bene. Ma alla fine è legale, non è vietato. Si può fare. Non si può dire nemmeno che abbia insultato Marquez”. Eppure nel 2015 la situazione fu diversa: “Quella volta ha sottovalutato il suo avversario. Ha commesso un errore. Gli era sempre andata bene, ma con Marquez è stato diverso. Non lo ha avuto la giusta considerazione. Avrebbe dovuto renderselo alleato e non un nemico. Inoltre, in quel momento, Marc non aveva niente da perdere, era velocissimo e molto giovane. Valentino, invece, ha pensato bene di mettere il dito sulla piaga…”. scopo- Ma perché Rossi è tornato nuovamente all’attacco contro Marquez? Forcada prova a dare una sua interpretazione alle dichiarazioni del nove volte iridato nel podcast Mig Babol: “È impossibile capire cosa sta pensando di ottenere Valentino con queste parole. Non credo che servano a togliere pressione ai suoi piloti”. E aggiunge: “Forse è convinto che il nemico dei suoi allievi debba essere Marc: la ferita del 2015 è ancora nella sua mente e gli fa male. Magari crede che la guerra psicologica possa funzionare ancora”.
Silvano Galbusera non sarà più il capotecnico di Valentino Rossi. I due facevano coppia fissa dal 2014, nel secondo anno del Dottore dopo la separazione dalla Ducati. Galbusera, in sostanza, è l’uomo della seconda giovinezza del pilota, se si considera che con lui è tornato a sfiorare la vittoria del Mondiale nel 2015. I due si separeranno a fine stagione, una mossa condivisa con la Yamaha. “Sinceramente non me l’aspettavo, ma dobbiamo cercare di essere più forti e più veloci e dovevamo cambiare qualcosa per migliorare la situazione del team”, spiega. “È stato un insieme di cose: da una parte la Yamaha vuole rafforzare il ‘test team’ e anche Silvano è contento di andare meno in giro. Galbusera, ha aggiunto Rossi, “è tranquillo” e, dalla sua parte, ha aggiunto che nel 2020 “potranno esserci tante nuove motivazioni l’anno prossimo”.
Intanto, il Dottore spera di cambiare marcia già da questo weekend in Thailandia: “L’anno scorso qui abbiamo avuto un bel weekend, siamo andati forti. Sono partito in prima fila, purtroppo non sono riuscito a salire sul podio e ho chiuso quarto ma ero competitivo.
Yamaha conferma le voci dei giorni scorsi, Silvano Galbusera sarà il nuovo capotecnico di Valentino Rossi. Dopo l'annuncio del “divorzio” tra il pilota italiano e Burgess si attendeva il nome del suo sostituto. La scelta è ricaduta su Galbusera, un tecnico di grande esperienza che ha iniziato la sua carriera nel 1979 con Gilera occupansosi sia di gare road racing che del mondiale 250. Ha collaborato con piloti del calibro di Gramigni e Casoli. Ha lavorato anche nell'off-road, in particolare nei rally africani, partecipando alla Parigi-Dakar con Michele Rinaldi. Nel 1994 si è trasferito in Cagiva dove ha lavorato con John Kocinski nel mondiale 500. L'anno successivo Galbusera si trasferisce di nuovo. Questa volta approda in Yamaha, dove rimane fino al 2011. In questo periodo ha lavorato come capo tecnico nel mondiale SBK e Supersport. Tanti i nomi importanti con cui ha condiviso il box: Troy Corser, Noriyuki Haga, Cal Crutchlow e Ben Spies. Galbusera è già al lavoro nel box di Valentino. «Sono felice di poter accogliere di nuovo Silvano in Yamaha. Avendo lavorato con lui personalmente per dieci anni ho il massimo rispetto per la sua abilità e competenza tecnica. Di sicuro avrà bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla MotoGP, ma non ho dubbi che abbia la capacità di guidare con successo il team di Valentino nel 2014. «Vorrei ringraziare Valentino e Yamaha per l'opportunità di lavorare a fianco di un campione di questo calibro. Sono felice di essere tornato in Yamaha e di lavorare in un team al top».

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