Dario Ballantini e Valentino Garavani: una svolta iconica nella televisione italiana
Dario Ballantini è un imitatore e trasformista italiano noto per il suo lavoro a Striscia la Notizia, dove ha introdotto una nuova forma di televisione basata sulla comicità di strada e sugli imitatori di personaggi famosi. La sua carriera ha trovato una svolta decisiva grazie all’imitazione di Valentino Garavani, lo stilista piemontese, che ha portato la sua maschera oltre lo studio televisivo e in mezzo al pubblico.
«Valentino è stato la svolta della mia carriera. Prima di lui le mie imitazioni non funzionavano», racconta Ballantini, descrivendo il momento in cui ha deciso di puntare su un personaggio di fama internazionale. Da quel punto nacque «un nuovo tipo di televisione: il personaggio di fama mondiale, la presa in giro della moda, che non era ancora mai stata fatta».
Il rapporto con lo stilista e l’incontro memorabile
All’inizio i rapporti con la maison Valentino Garavani erano buoni: «Ci diedero anche i primi abiti», ricorda Ballantini. Poi, però, «si infastidirono un po’», ma alla fine hanno apprezzato molto l’interpretazione. Ballantini racconta anche che Valentino gli disse che, in abiti civili, un po’ gli assomigliava da giovane. L’unico faccia a faccia fu alla première romana del film La ricerca della felicità di Gabriele Muccino, quando Ballantini era travestito da Valentino Rossi; lo stilista lo salutò con una pacca sulla spalla pronunciando la frase che Ballantini faceva ripetere all’inizio di ogni battuta.
Ballantini è andato oltre la semplice imitazione: «Da qui è uscita anche la mia parte comica, di improvvisazione, andando a pescare un suo eventuale lato ironico». L’incontro aveva una carica di riconoscenza reciproca: «Gli devo tutto. Da anni tutti i miei spettacoli teatrali si concludono con la sua imitazione», afferma. E aggiunge che ora potrebbe diventare un semplice saluto, perché le battute sarebbero fuori luogo.
La genesi della maschera e l’evoluzione del suo stile
«L’idea di Valentino è venuta in un momento di crisi a Striscia, quando i miei personaggi in studio non funzionavano», spiega Ballantini. «Con gli autori abbiamo deciso di crearne uno che potesse andare in mezzo alla gente, durante gli eventi. C’era l’alta moda e così ci venne in mente di fare Valentino»; da quel momento nacque una forma di televisione che univa imitazione, moda e performance itinerante, molto diversa dal contesto neutro dello studio.
Nel tempo Ballantini ha continuato a vestire ruoli diversi: ha imitato Valentino Garavani tra i nomi di Cavalli, Fiorucci, Armani e molti altri stilisti. Al tempo stesso la sua carriera di pittore ha seguito una traiettoria parallela, con influenze neorealiste e successivamente espressioniste, che hanno arricchito la sua cifra artistica personale.
Il debutto e la carriera televisiva
Ballantini ha iniziato a lavorare in televisione a 16 anni con Corrado, fu poi bocciato da Pippo Baudo, ma trovò la sua strada a Star 90 e grazie a Antonio Ricci a Striscia la Notizia. La svolta arrivò con l’idea di Valentino: «poco prima di avere il successo con Valentino me la passavo male», ricorda. La trasformazione in Valentino ha aperto la strada a una fase di grande popolarità, che lo ha portato in passerelle, red carpet e festival, tra cui Cannes, dove la sua imitazione ha avuto grande risonanza pubblica.
Tra i personaggi imitati da Ballantini spiccano Valentino Garavani, Valentino Rossi, Gianni Morandi, Vasco Rossi, Matteo Renzi e Donald Trump. La sua abilità nel cogliere gesti e vocalità ha reso fedeli i ricordi del pubblico e ha contribuito a definire uno stile comico originale, capace di andare oltre lo studio televisivo e di arrivare tra la gente.
Il valore dell’imitazione di Valentino Garavani
Ballantini ricorda che la prima versione di Valentino è stata un’idea nata in un momento di difficoltà della trasmissione: «Una nuova maschera della commedia dell’arte» secondo Roberto d’Agostino. Il Times avrebbe scritto di questa imitazione come fenomeno mediatico, confermando la portata internazionale dell’interpretazione. L’imitazione di Valentino ha definito un nuovo tipo di comicità televisiva e ha consolidato la figura televisiva di Ballantini come trasformista capace di attraversare mondi diversi.
Una figura poliedrica, Ballantini ha tra l’altro sviluppato una carriera di pittore: le sue opere esposte in gallerie italiane e internazionali hanno quotazioni che vanno da mille a 5.000 euro, a seconda delle dimensioni e delle tecniche utilizzate. Il percorso artistico include influenze di Egon Schiele e una transizione verso l’action painting con una forte componente figurativa, mantenendo però una marcata sensibilità espressiva.
La vita privata e altri ruoli
Dario Ballantini è stato sposato con Cristina dal 1994, con due figli, Ilaria e Nedo. Ha avuto una relazione con Eleonora Giaiotti, da cui è nato Deleo nel 2005. Nel 2014 ha iniziato una relazione con Barbara Biscardi, con cui ha convolato a nozze nel 2023. Nel corso della sua carriera, Ballantini ha interpretato molti ruoli fuori dal mondo dello spettacolo, tra cui Draghi, Renzi e altre figure pubbliche, ma resta legato a Valentino Garavani come una fonte primaria di ispirazione e riconoscenza.
Ballantini continua a essere presente nella cultura italiana come testimone della trasformazione della televisione satirica e come pittore che esplora temi espressivi. La sua biografia mostra una vita di costante metamorfosi artistica, in cui imitazione e pittura si intrecciano per raccontare la complessità di una figura pubblica capace di superare i confini tra spettacolo, moda e arte.

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