Amalgam Collection: modellini di ciclomotori e auto in scala come opere d’arte
Costruiti nella factory di Bristol in collaborazione con le Case, sono la perfetta riproduzione dei veicoli di serie. Ma in scala. Sono modellini, ma la definizione va loro un po’ stretta. Perché riproducono in scala automobili note, anzi: tra le più amate. Sportive stradali (Ferrari e Porsche, soprattutto) e monoposto di Formula 1. Ma sono opere di altissimo artigianato, che seguono con estremo rigore qualsiasi dettaglio del modello vero.
In genere, le riproduzioni della Amalgam Collection sono un ottavo della dimensione reale, ma vedendole in foto è quasi impossibile rendersi conto che sono, appunto, modellini. E se accanto all’immagine ci fosse il prezzo non sarebbe facile scoprire il «trucco», dato che stiamo parlando di migliaia di euro... «È la cosa che mi diverte quando scattiamo una fotografia ad alta risoluzione e la facciamo vedere a qualcuno - spiega Sandy Copeman, il 65enne fondatore della factory di Bristol -, se non capiscono che si tratta di un modellino e pensano alla macchina vera e propria, allora vuol dire che abbiamo fatto bene il nostro lavoro».
Esempio: il modello in scala 1:8 della McLaren Senna, che sfiora i 13.000 euro, è dotato di fari e le luci posteriori d’emergenza si accendono tramite telecomando, le porte sono motorizzate e si muovono come quelle originali. Lo sviluppo di un prototipo in scala 1:8 può richiedere 4.000 ore di lavoro e il risultato viene fatto visionare e approvare dalla Casa costruttrice. Tutto questo spiega i prezzi non popolari dei prodotti.
Il processo produttivo utilizza tutte le tecniche più moderne come la stampa 3D, combinate alla manualità e al lavoro dei modellisti, che rifiniscono a mano ogni esemplare e ogni elemento. Per le auto storiche, Amalgam va nei luoghi in cui sono conservate, crea scansioni laser di ogni elemento (che si tratti della carrozzeria o del singolo pulsante del quadro strumenti), scattando un migliaio di foto da usare come riferimento. Gli artigiani di Amalgam utilizzano dati CAD forniti dalle Case costruttrici e possono contare sul supporto dei team di progettazione e produzione delle auto originali.
Copeman, ex-hippie dai mille viaggi, scopre la sua vocazione di modellista in una colonia di artisti nel Somerset, in Inghilterra. Si trasferisce a Bristol alla fine degli anni ’70 e nel giro di un decennio con tre amici crea la Amalgam Modelmakers. Fa (stupendi) modelli architettonici. In un decennio consolida il successo dell’azienda, finendo per diventare il modellista di fiducia di architetti come Norman Foster e designer come James Dyson. I buoni rapporti con la scuderia Jordan portano nel 1995 alla nascita della serie dei modellini di Formula 1. «E’ stata la realizzazione di un sogno. La passione per il motorsport accomuna molti del nostro team.
Nel 2004, la Amalgam si divide in due: la Amalgam Modelmakers e la Amalgam Fine Model Cars. La prima realizza modelli architettonici unici, la seconda produce già decine di auto in miniatur. Ed è a questa che Copeman si dedica, ribattezzandola nel 2016 Amalgam Collection. Oggi, la factory fattura circa 10 milioni di euro l’anno. Costruisce più di 500 modelli al mese. Che costano da 685 euro a 150.000, a seconda delle dimensioni e della quantità di dettagli richiesti. Impiega più di 200 persone. Ha due stabilimenti all’estero, uno a Chang An (Cina) e uno a Pécs (Ungheria).
Il catalogo è davvero sterminato e comprende auto di ogni genere, con dimensioni e prezzi che si adeguano di conseguenza. La sezione più affollata è è la 1:8, con auto che raggiungono la lunghezza di 60 cm e prezzi da 7.000 a 15.000 euro. In genere, le riproduzioni della Amalgam Collection sono un ottavo della dimensione reale, ma vedendole in foto è quasi impossibile rendersi conto che sono, appunto, modellini. Dall’Alfa Romeo 8C del 1932 alla Ferrari Monza SP2, dalla Lamborghini Centenario alla Bugatti Chiron, fino alle monoposto degli ultimi anni.
Un solo modello 1:12 (la Ferrari SF70H di Räikkönen del 2017, venduta a 2.930 euro) e una decina di 1:18 (lunghi 25 cm, al prezzo di 700 euro). La sezione più affollata è è la 1:8, con auto che raggiungono la lunghezza di 60 cm e prezzi da 7.000 a 15.000 euro. In scala 1:4 si realizzano repliche di volanti e motori di F.1, ma anche vetture come la Ferrari SF71H che ha corso il Mondiale del 2018: è lunga 120 cm ed è stata venduta a 19.625 euro.
Ma Amalgam prevede anche la realizzazione di modelli fuori catalogo, personalizzati su richiesta del cliente. La clientela d’élite di Amalgam è composta da piloti, tecnicie manager di F.1, e include anche famosi collezionisti. Sylvester Stallone ha acquistato una Ferrari F1 in scala 1:8 (in edizione limitata), mentre Ralph Lauren ha commissionato 17 riproduzioni della sua collezione, tra cui una Jaguar D-Type. L’orologiaio svizzero Richard Mille ha commissionato diversi modelli che riproducono alcune delle auto da corsa più rare, come la M2B del 1966 pilotata da Bruce McLaren, e la Ferrari 312B, che vinse il Gran Premio d’Italia del 1970 con Mario Andretti.

Perché i prezzi sono alti
Lo sviluppo di un prototipo in scala 1:8 può richiedere 4.000 ore di lavoro e il risultato viene fatto visionare e approvare dalla Casa costruttrice. Il processo produttivo utilizza tutte le tecniche più moderne come la stampa 3D, combinate alla manualità e al lavoro dei modellisti, che rifiniscono a mano ogni esemplare e ogni elemento. Per le auto storiche, Amalgam va nei luoghi in cui sono conservate, crea scansioni laser di ogni elemento (che si tratti della carrozzeria o del singolo pulsante del quadro strumenti), scattando un migliaio di foto da usare come riferimento. Tutto questo spiega i prezzi non popolari dei prodotti.
| Scala | Esempio | Prezzo indicativo | Dimensione |
|---|---|---|---|
| 1:18 | varie | ~700 € | ~25 cm |
| 1:12 | Ferrari SF70H (Räikkönen 2017) | 2.930 € | - |
| 1:8 | McLaren Senna, varie | 7.000-15.000 € (es. 13.000 €) | fino a 60 cm |
| 1:4 | Ferrari SF71H | 19.625 € | ~120 cm |
Collaborazioni e riconoscimenti
La Ferrari è partner dell’azienda dal 1998, da quando ha cominciato a riprodurre le F.1 di Michael Schumacher. Gli artigiani di Amalgam utilizzano dati CAD forniti dalle Case costruttrici e possono contare sul supporto dei team di progettazione e produzione delle auto originali. I buoni rapporti con la scuderia Jordan portano nel 1995 alla nascita della serie dei modellini di Formula 1.
La clientela d’élite di Amalgam è composta da piloti, tecnicie manager di F.1, e include anche famosi collezionisti. Sylvester Stallone ha acquistato una Ferrari F1 in scala 1:8 (in edizione limitata), mentre Ralph Lauren ha commissionato 17 riproduzioni della sua collezione, tra cui una Jaguar D-Type. L’orologiaio svizzero Richard Mille ha commissionato diversi modelli che riproducono alcune delle auto da corsa più rare, come la M2B del 1966 pilotata da Bruce McLaren, e la Ferrari 312B, che vinse il Gran Premio d’Italia del 1970 con Mario Andretti.
Oggi, la factory fattura circa 10 milioni di euro l’anno. Costruisce più di 500 modelli al mese. Che costano da 685 euro a 150.000, a seconda delle dimensioni e della quantità di dettagli richiesti. Impiega più di 200 persone. Ha due stabilimenti all’estero, uno a Chang An (Cina) e uno a Pécs (Ungheria).
Amalgam prevede anche la realizzazione di modelli fuori catalogo, personalizzati su richiesta del cliente. La passione per il motorsport accomuna molti del nostro team. «E’ stata la realizzazione di un sogno.
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