La Ciclovia Treviso-Ostiglia: Dalle Rotaie alla Pista Ciclabile, un Viaggio nella Storia e nel Paesaggio Veneto
La storia della ferrovia Ostiglia-Treviso è un intreccio affascinante di ambizioni strategiche, realizzazioni ingegneristiche e trasformazioni territoriali. Nata come infrastruttura militare e commerciale, questa linea ferroviaria ha attraversato trasversalmente il Veneto, collegando Ostiglia, in provincia di Mantova, con Treviso, un nodo cruciale per le comunicazioni con Udine e Portogruaro. Oggi, il suo tracciato rivive in una splendida ciclovia, un percorso che unisce la memoria storica alla fruizione turistica e naturalistica, offrendo un'esperienza unica nel suo genere.

Dalle Origini Militari all'Ambizione di un Doppio Binario
La concezione della ferrovia Ostiglia-Treviso affonda le sue radici nelle strategie militari dell'Esercito italiano, in particolare in previsione di conflitti con l'Austria-Ungheria. L'obiettivo era quello di dislocare rapidamente truppe e materiali, creando un collegamento strategico tra il Mantovano e il Trevigiano. Il progetto iniziale prevedeva una linea a doppio binario, per cui furono eseguiti gli espropri necessari, ma per ragioni economiche e operative, la linea fu armata ed esercita a binario semplice.
Un aspetto distintivo della progettazione ferroviaria dell'epoca, e in particolare di questa linea, fu la particolare attenzione posta alla sicurezza stradale. A differenza di altre ferrovie, come la Piacenza-Cremona, la Ostiglia-Treviso si caratterizzò per un esiguo numero di passaggi a livello con le intersezioni delle strade principali, privilegiando l'uso di sovrappassi e sottopassi per garantire un flusso continuo e sicuro.
Una Costruzione Lunga e Travagliata
La costruzione della ferrovia fu avviata negli anni Venti, ma il suo completamento fu un processo lungo e complesso, influenzato dagli eventi storici. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale aveva inizialmente sospeso i lavori, che ripresero solo nel ventennio successivo, per concludersi agli inizi degli anni Quaranta, in prossimità del Secondo Conflitto Mondiale.
L'apertura della linea avvenne per tratte. La prima sezione, la Legnago-Cologna Veneta, fu inaugurata il 19 aprile 1925. Seguirono poi il prolungamento fino a Pojana di Granfion l'8 luglio 1928, una stazione che nel 1937 sostituì la precedente stazione di Grisignano di Zocco, appartenente alla linea Milano-Venezia, anche nel nome.

La Breve Vita Operativa e la Distruzione Bellica
La linea ferroviaria, nella sua completa estensione, ebbe una vita operativa piuttosto breve e turbolenta. Già nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu pesantemente bombardata dagli Alleati. I danni bellici furono ingenti, tanto che il 16 novembre 1944 la circolazione dei treni cessò tra Grisignano di Zocco e Treviso. Ulteriori bombardamenti interruppero la circolazione anche nelle restanti sezioni, segnando la fine della sua funzione come infrastruttura di trasporto di massa. Durante il suo breve periodo di operatività, funzionò più come infrastruttura bellica per il trasporto di merci che come mezzo per il trasporto di persone.
Un dettaglio costruttivo degno di nota è l'utilizzo di traverse metalliche con attacco diretto al binario in un tratto di 8 km compreso nel tronco Ostiglia-Legnago.
La Rinascita come Ciclovia: Un Percorso tra Storia e Natura
Nonostante la distruzione e la successiva chiusura, il tracciato della vecchia ferrovia Ostiglia-Treviso non è andato perduto. L'idea di trasformare questo corridoio storico in una pista ciclopedonale ha preso forma negli ultimi decenni, grazie all'impegno di comitati locali, amministrazioni e all'accesso a fondi regionali ed europei.
Oggi, la Ciclovia Treviso-Ostiglia è un progetto in continua evoluzione, che mira a collegare Trieste al confine con la Lombardia attraverso un percorso ciclabile protetto. Attualmente, il percorso è parzialmente completato, con tratti che attraversano le province di Treviso, Padova e Vicenza. Il primo tratto, in pietrisco, è seguito da un secondo quasi totalmente asfaltato, garantendo un'agevole percorribilità in bicicletta.
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Il percorso offre un'esperienza immersiva nella campagna veneta, snodandosi tra coltivazioni, fattorie e aree naturalistiche. Partendo da Treviso, la ciclabile attraversa l'Alta Padovana e prosegue verso Vicenza, passando per antichi granai, ville storiche e ponti suggestivi. Lungo il tragitto, si incontrano luoghi di interesse storico e naturalistico, come l'Oasi di Cervara, una zona umida di grande pregio naturalistico, e Ca' Marcello, una splendida villa veneta.
Un Viaggio Attraverso il Territorio Veneta
La Ciclovia Treviso-Ostiglia permette di scoprire un Veneto meno noto, lontano dai centri urbani e dalle aree industriali. Il tracciato, dritto e lineare, corre parallelo alla storia, offrendo scorci panoramici e momenti di quiete.
A Treviso, la ciclabile ha inizio nei pressi del Parcheggio Ostiglia, collegandosi poi alle alzaie del Sile, un percorso suggestivo che permette di ammirare i "burci", le antiche imbarcazioni fluviali. Il percorso prosegue verso la provincia di Padova, toccando località come Camposampiero, dove la ciclovia incrocia il Cammino di Sant’Antonio.

Un punto di particolare interesse è il nuovo ponte ciclopedonale sul fiume Brenta a Pieve di Curtarolo, inaugurato nel 2016, che sostituisce il ponte originario distrutto dai bombardamenti nel 1944. Questo imponente manufatto permette di attraversare il fiume in sicurezza, collegando la provincia di Padova a quella di Vicenza.
Entrando nella provincia di Vicenza, la ciclovia si innesta sull'anello cicloturistico della Media Pianura Vicentina, ampliando ulteriormente le possibilità di esplorazione. La trasformazione dell'ex tracciato ferroviario in ciclovia ha portato anche alla creazione di podcast che raccontano la storia del percorso e all'ideazione di pacchetti vacanza incentrati sull'esperienza del "viaggio lento".
Prospettive Future e Valorizzazione del Patrimonio
Il progetto di completamento della Ciclovia Treviso-Ostiglia è ancora in corso. Nelle province di Vicenza e Verona sono già stati stanziati i fondi per la conversione del tracciato, con l'obiettivo di completare i lavori entro il 2023. Una volta ultimata, la ciclovia offrirà un collegamento ciclabile protetto dal centro di Vicenza a quello di Treviso, e potenzialmente fino al confine con la Lombardia, creando uno dei tracciati ciclabili più estesi e suggestivi d'Italia.
La valorizzazione di questo patrimonio storico e paesaggistico non si limita alla sola infrastruttura ciclabile. Festival, podcast e iniziative turistiche contribuiscono a promuovere la conoscenza e la fruizione di questo territorio, trasformando un'antica linea ferroviaria in un motore di sviluppo sostenibile e di promozione culturale. La Ciclovia Treviso-Ostiglia rappresenta un esempio virtuoso di come il passato possa essere reinterpretato per creare un futuro più attrattivo e sostenibile, unendo la passione per la bicicletta alla riscoperta della storia e della bellezza del paesaggio veneto.

