Cicloturismo sui Sentieri CAI: Conflitti, Convivenza e la Sfida della Montagna Sostenibile
L'aumento esponenziale dell'utilizzo di biciclette, in particolare e-bike, sui sentieri di montagna sta riaccendendo un dibattito acceso, sollevando questioni cruciali relative alla sicurezza, alla conservazione ambientale e alla sostenibilità del turismo in quota. Se da un lato la montagna attira un numero crescente di visitatori, dall'altro emergono preoccupazioni concrete riguardo all'impatto di un afflusso sempre maggiore di ciclisti, specialmente su percorsi non sempre adatti a questo tipo di fruizione. Il Club Alpino Italiano (CAI) si trova in prima linea in questa discussione, proponendo un approccio che bilanci la valorizzazione dei territori con la salvaguardia degli ecosistemi montani e la sicurezza di tutti gli utenti.

L'Esplosione del Cicloturismo in Quota: Dati e Preoccupazioni
Negli ultimi dieci anni, si è assistito a una crescita vertiginosa degli interventi di soccorso legati alle biciclette in quota. Le statistiche locali, come quelle riportate dal quotidiano "Il Dolomiti", indicano un aumento del 230% di questi interventi, posizionando le cadute sulle due ruote al secondo posto tra le cause di incidenti in montagna nel 2022, subito dopo l'escursionismo tradizionale. Questo dato, sebbene possa sembrare un indicatore di maggiore frequentazione, solleva interrogativi sulla preparazione e sulla consapevolezza di chi si avventura in ambienti montani con mezzi meccanici.
Il presidente del Cai Veneto, Francesco Abbruscato, ha recentemente espresso una posizione chiara e decisa in merito: "Ben vengano i cicloescursionisti su strade forestali e carrarecce, ma sui sentieri il discorso è diverso". Questa affermazione sottolinea una distinzione fondamentale tra percorsi adatti alla mountain bike e sentieri storicamente destinati all'escursionismo a piedi. La facilità offerta dalla pedalata assistita, in particolare con le e-bike, ha reso la montagna accessibile a un pubblico più ampio, ma non sempre sufficientemente preparato ad affrontare le sfide e le fragilità dell'ambiente alpino. Abbruscato avverte che "Con le ebike si arriva ovunque, anche senza la consapevolezza dei limiti e delle fragilità dell’ambiente alpino".
Overtourism in Quota: La Nuova Emergenza
L'estate, e in particolare l'estate 2025, ha messo in primo piano un problema che fino a poco tempo fa rimaneva in sottotraccia: l'overtourism in montagna. Se un tempo i picchi di affluenza si concentravano principalmente sulle spiagge, oggi anche le valli, i rifugi e i sentieri montani soffrono di un eccesso di presenze. Strade forestali solcate da un numero crescente di e-bike, rifugi presi d'assalto e sentieri congestionati sono diventati scenari sempre più comuni. Questo sovraffollamento, oltre a compromettere l'esperienza di chi cerca tranquillità e contatto con la natura, mette a dura prova la sostenibilità ambientale delle aree montane.

L'Impatto sull'Infrastruttura dei Sentieri
Il passaggio frequente e veloce delle due ruote, soprattutto in discesa, provoca un logoramento significativo dei sentieri. Questi percorsi, già sottoposti all'erosione naturale e al continuo flusso di escursionisti, faticano a sopportare il peso e la velocità delle biciclette, in particolare delle e-bike, che tendono ad essere più pesanti. La necessità di una manutenzione costante e spesso onerosa diventa quindi una priorità per il CAI, che si impegna a preservare l'integrità di queste infrastrutture storiche.
Funivie e Discese "a Tutta Velocità": Un Fenomeno Preoccupante
Un altro aspetto che desta particolare preoccupazione nel CAI è l'utilizzo sempre più diffuso delle funivie da parte dei biker. Molti impianti hanno introdotto sistemi dedicati al trasporto delle biciclette in quota, rendendo accessibili le vette senza alcuno sforzo fisico. Se da un lato questa iniziativa può rappresentare un'opportunità economica per i territori montani, dall'altro ha generato un fenomeno potenzialmente pericoloso: discese a velocità elevate lungo sentieri non progettati per sostenere flussi così intensi e rapidi. Il presidente Abbruscato sottolinea con forza: "Non è accettabile che le montagne vengano ridotte a piste da luna park. Anche qui servono limiti e regole". La montagna, secondo il CAI, non deve essere trasformata in un parco divertimenti, ma preservata come ecosistema fragile che richiede rispetto e consapevolezza.
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Sicurezza e Rispetto dei Limiti: La Chiave per la Convivenza
Il tema centrale del dibattito rimane il rispetto. Il CAI non si pone in assoluto contro l'utilizzo delle biciclette in montagna, ma promuove la necessità di stabilire regole chiare per garantire una convivenza armoniosa e sicura tra ciclisti ed escursionisti a piedi. Le strade forestali e le carrarecce sono considerate percorsi idonei all'accoglienza dei biker, mentre i sentieri dovrebbero rimanere principalmente patrimonio degli escursionisti a piedi. Questo compromesso è ritenuto fondamentale per preservare sia la sicurezza che l'integrità dei percorsi. Il CAI ricorda che la montagna non è un parco giochi da modellare a misura dei desideri umani, ma un ecosistema fragile che impone regole precise. La possibilità di goderne anche in futuro dipende proprio dal rispetto di queste regole.
Il Sentiero Italia CAI in Mtb: Un Modello di Turismo Lento e Sostenibile
In controtendenza rispetto alle preoccupazioni, il Club Alpino Italiano sta attivamente promuovendo un approccio integrato al cicloturismo attraverso il progetto "Sentiero Italia CAI in Mtb". Questo ambizioso progetto mira a dimostrare che è possibile infrastrutturare le Terre Alte senza ricorrere a interventi invasivi come il cemento. L'obiettivo è riscoprire e valorizzare i tragitti già esistenti, rendendoli una proposta concreta per il turismo lento.
Le prime 119 tappe, per un totale di 2768 km, sono già state verificate per la percorrenza in mountain bike in entrambe le direzioni e si estendono in regioni come Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo, collegando il Passo della Cisa a Pescasseroli. Su oltre 500 tappe totali del Sentiero Italia CAI, questo rappresenta una parte significativa già adattata all'uso ciclistico. Sul sito del Sentiero Italia CAI è disponibile una mappa interattiva che permette di visualizzare tutte le tratte verificate per le due ruote, con dettagli su chilometri, quote, descrizione del terreno e dell'itinerario, corredate da fotografie.
Antonio Montani, Vicepresidente generale del CAI e responsabile del Sentiero Italia CAI, afferma: "Con il Sentiero Italia CAI in Mtb il Club alpino italiano desidera dimostrare che è possibile infrastrutturare le Terre alte senza l’utilizzo di cemento". Egli sottolinea come questo progetto valorizzi percorsi esistenti per il turismo lento. Il Sentiero Italia Mtb si differenzia da quello escursionistico perché, pur essendo il CAI contrario ai divieti assoluti, riconosce la necessità per i biker di autoregolamentarsi e scegliere percorsi appropriati all'uso del mezzo meccanico. Questo approccio consente al cicloescursionismo di essere un valore aggiunto per la fruizione delle Terre Alte senza un eccessivo aggravio del carico antropico.
Marco Lavezzo, Presidente della Commissione centrale escursionismo del CAI, esprime grande soddisfazione per la concretizzazione di questo progetto: "L’immagine che il mondo del mountain-biking ha dato di sé è prevalentemente quello dell’adrenalina, dello sport estremo, del divertimento fine a se stesso. Il Sentiero Italia CAI in Mtb dimostra invece che è possibile un impiego escursionistico della bicicletta, valorizzando i territori senza sfruttarli né rovinarli".

Il Dibattito Aperto: Tra Indotto Economico e Salvaguardia Ambientale
Il tema dell'uso delle biciclette sui sentieri di montagna è destinato a dividere e a stimolare ulteriori riflessioni. Da un lato, vi è l'indotto economico generato dal cicloturismo in territori delicati e a rischio overtourism; dall'altro, la necessità impellente di salvaguardare paesaggi e cammini secolari. La chiave per una gestione sostenibile potrebbe risiedere nella convivenza, ma questa deve basarsi su regole chiare e sul principio fondamentale del rispetto della montagna e di chi la vive, sia a piedi che in bicicletta. La sfida consiste nel trovare un equilibrio che permetta di godere delle bellezze naturali senza comprometterne l'integrità per le generazioni future.
La domanda fondamentale rimane aperta: le biciclette dovrebbero essere bandite dai sentieri di montagna, o esiste uno spazio per una convivenza regolamentata e rispettosa? La risposta risiede nella capacità di tutti gli attori - istituzioni, associazioni, operatori turistici e, non ultimo, gli utenti stessi - di collaborare per definire un modello di fruizione montana che sia al contempo entusiasmante e sostenibile.
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