Circolazione di Motocicli nei Boschi: Normative, Sanzioni e Tutela Ambientale
La circolazione di motocicli e veicoli a motore su sentieri, mulattiere e strade forestali è un argomento complesso, spesso fonte di conflitti tra la passione per il fuoristrada e la necessità di preservare gli ambienti naturali. In Italia, come in altri paesi europei, esistono normative specifiche volte a regolamentare e, in molti casi, vietare tale pratica, al fine di tutelare la fragilità degli ecosistemi, prevenire l'erosione del suolo, il disturbo alla fauna e il danneggiamento della vegetazione.

Il Quadro Normativo: Leggi Regionali e Nazionali
La legislazione in materia di viabilità forestale e rurale varia a livello regionale, ma si fonda su principi comuni volti a garantire la tutela ambientale. In Piemonte, ad esempio, la Legge Regionale n. 32 del 1982 vieta chiaramente il transito dei veicoli a motore su sentieri, strade forestali e mulattiere. Le eccezioni sono strettamente limitate a mezzi agricoli, forestali, di soccorso, di vigilanza e a quelli autorizzati per attività specifiche, come gare sportive regolarmente approvate. Tutto il resto è passibile di sanzione.
Analogamente, in Lombardia, la circolazione di veicoli e motocicli su strade bianche e sentieri utilizzati principalmente per i tagli boschivi e il pascolo - censiti dalla Regione col Piano viabilità agro-silvo-pastorale (Vasp) - è regolata da una legge del 2008 e soggetta ad autorizzazione obbligatoria del Comune di competenza. Queste strade, spesso chiuse al traffico ordinario, non sono soggette al Codice della Strada nel senso tradizionale, ma ai regolamenti comunali che emettono permessi di transito e sanzionano l'accesso abusivo. La normativa e i controlli sono finalizzati a prevenire i danni che il passaggio intensivo di mezzi a motore provoca al fondo stradale delle Vasp, quali la formazione di profondi solchi con conseguente rischio di dissesto idrogeologico, e la devastazione dell'ecosistema, in particolare della flora e fauna.

Il Codice della Strada e la Viabilità Forestale
La questione della potenziale applicabilità del Codice della Strada alla viabilità forestale è oggetto di dibattito giuridico. Alcune interpretazioni suggeriscono che, poiché lo Stato ha competenza esclusiva in materia di sicurezza della circolazione stradale, una legge regionale non potrebbe derogare al Codice della Strada. Secondo questa visione, le Regioni non avrebbero potere normativo sulla circolazione stradale, intendendo per strada anche la superficie a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni o animali (art. 3 n. 48 C.d.S.).
Tuttavia, la normativa forestale, intesa come regolamentazione speciale, tende a prevalere. In Svizzera, ad esempio, la Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) prevede che le norme sulla circolazione valgano di principio anche su qualsiasi strada accessibile agli utenti pubblici. Le strade forestali, tuttavia, sono soggette a un divieto generale di circolazione per i veicoli a motore, salvo eccezioni per interventi di soccorso, lavori specifici o deroghe concesse per motivi importanti dai Comuni o dalla Polizia cantonale. Questo divieto serve a tutelare la foresta, gli animali e la popolazione locale.
La definizione di "strada" ai sensi della LCStr comprende qualunque superficie adibita al traffico. Le strade pubbliche sono quelle utilizzabili da un numero illimitato di utenti, mentre quelle non pubbliche hanno una cerchia di utenti limitata. Se una strada forestale è accessibile a un gruppo limitato di utenti o se anche i pedoni possono muoversi su di essa, la LCStr diviene applicabile.
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Le Sanzioni Previste
Le multe previste per la circolazione illecita nei boschi sono variabili e dipendono dalla gravità della violazione, dall'eventuale recidiva e dalle specifiche normative regionali o comunali.
- Piemonte: La violazione della legge regionale è punita con una multa da 154 a 927 euro, come previsto dall’art. 9 della legge regionale.
- Lombardia (Oltrepò Pavese): I controlli hanno portato a sanzioni per 721,65 euro per chi circolava nei sentieri senza autorizzazione.
- Liguria (Perinaldo, Bordighera): Le sanzioni amministrative sono state di 200 euro ciascuno per motociclisti sorpresi a percorrere sentieri boschivi senza autorizzazione. Contravvenzioni al Codice della Strada sono state elevate anche a motociclisti che percorrevano strade pubbliche senza targa per raggiungere i sentieri.
Oltre alle multe pecuniarie, in alcuni casi, il trasgressore può essere chiamato a risarcire i danni provocati a proprietà pubbliche o al patrimonio naturalistico. Se la condotta configura reati ambientali, possono essere avviate anche azioni penali ai sensi del codice penale o del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).
L'Impatto Ambientale della Circolazione Illegale
L'obiettivo primario delle normative che vietano la circolazione dei motocicli nei boschi è la tutela ambientale. I danni causati da un transito incontrollato di mezzi a motore sono molteplici:
- Erosione del suolo: Il passaggio ripetuto di pneumatici su terreni privi di adeguata copertura vegetale può causare solchi profondi, aumentando il rischio di smottamenti e dissesto idrogeologico, soprattutto in caso di piogge intense.
- Disturbo alla fauna: Il rumore dei motori può spaventare gli animali selvatici, alterando i loro comportamenti naturali, compromettendo la riproduzione e, in alcuni casi, portando all'abbandono di aree vitali. L'inquinamento acustico può avere effetti particolarmente dannosi su specie sensibili o a rischio di estinzione, come alcuni volatili.
- Danneggiamento della vegetazione: La circolazione su sentieri e aree non designate può calpestare e distruggere la flora locale, inclusi specie rare o protette, e alterare la struttura del sottobosco.
- Degrado del paesaggio: L'erosione e il passaggio continuo di veicoli possono deturpare il paesaggio naturale, compromettendo il valore estetico e ricreativo dell'ambiente boschivo.

Alternativa Legittima: Percorsi Autorizzati
Per gli appassionati di motocross ed enduro, esistono alternative legittime per praticare il proprio sport senza arrecare danni all'ambiente. Molte regioni e comuni hanno individuato e realizzato percorsi appositamente tracciati e regolarmente approvati. Questi itinerari, spesso sviluppati in collaborazione con enti locali e associazioni sportive, offrono spazi sicuri e adeguati per la pratica del fuoristrada, minimizzando l'impatto ambientale.
L'utilizzo di questi percorsi autorizzati è l'unico modo per praticare il motocross e l'enduro in modo legale e responsabile. Scegliere tracciati non autorizzati significa non solo rischiare sanzioni salate, ma anche contribuire attivamente alla distruzione di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.

Vigilanza e Controlli Costanti
Le forze dell'ordine, in particolare i Carabinieri Forestali, hanno intensificato i controlli mirati alla tutela della viabilità rurale e alla prevenzione delle violazioni. L'operazione di controllo è in corso e proseguirà senza sosta, specialmente durante la stagione estiva, quando i boschi si affollano di escursionisti, ciclisti e famiglie. L'aumento della frequentazione in questi mesi rende ancora più urgente il rispetto delle regole per garantire la coesistenza pacifica tra diverse attività e la salvaguardia degli ambienti naturali.
La vigilanza sarà costante e diffusa, con l'impiego di pattuglie e, in alcuni casi, di strumenti come le fototrappole, per monitorare le aree più sensibili. L'obiettivo è dissuadere comportamenti irresponsabili e garantire che la fruizione degli spazi naturali avvenga nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Il Ruolo delle Associazioni e degli Appassionati
Alcune associazioni di appassionati di moto da enduro, come il CERT Coordinamento Escursionisti su Ruote Toscana, hanno espresso la volontà di contestare alcune sanzioni, sostenendo che le moto da enduro, se regolarmente targati, assicurati e dotati di pneumatici "ecologici", potrebbero essere legittimate a circolare su alcuni sentieri, in base a specifiche interpretazioni dell'articolo 3 comma 1 punto 48 del Codice della Strada. Sostengono inoltre che i danni ambientali e il disturbo alla fauna siano spesso paventati e non riscontrati, specialmente con mezzi dotati di silenziatori omologati.
Tuttavia, la maggior parte delle normative regionali e le interpretazioni prevalenti delle forze dell'ordine pongono un chiaro divieto alla circolazione motorizzata su sentieri e mulattiere non specificamente autorizzati, indipendentemente dal tipo di moto. La ricerca di un punto di equilibrio tra la passione per il motociclismo e il rispetto per l'ambiente rimane una sfida aperta, che richiede dialogo, collaborazione e una chiara applicazione delle leggi esistenti.
In molte regioni, le associazioni motociclistiche si battono da anni per ottenere la creazione di percorsi regolamentati, un obiettivo che, se raggiunto, potrebbe offrire una soluzione duratura per conciliare le diverse esigenze.
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