La Borraccia nel Ciclismo: Tra Tradizione, Ambiente e Nuove Regolamentazioni UCI
Il mondo del ciclismo professionistico si trova al centro di un acceso dibattito a seguito dell'introduzione, avvenuta il primo aprile, di nuove e più stringenti normative da parte dell'Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Gli articoli 2.2.025 e 2.3.025 del regolamento UCI mirano a contrastare il lancio di borracce e rifiuti al di fuori delle aree designate, con l'obiettivo dichiarato di proteggere l'ambiente, migliorare l'immagine dello sport e fornire un esempio positivo alle generazioni future. Questa iniziativa, tuttavia, ha sollevato numerose perplessità e critiche tra atleti, addetti ai lavori e appassionati, che vedono intaccata una tradizione radicata e sollevano dubbi sull'effettiva efficacia e proporzionalità delle misure adottate.

Le Nuove Regole UCI e le Prime Conseguenze
La norma introdotta è categorica: "Gettare borracce o rifiuti al di fuori delle zone verdi contrassegnate danneggia l’ambiente e l’immagine del nostro sport. Inoltre è un cattivo esempio per i non professionisti". Per garantire il rispetto di questa direttiva, la federazione internazionale ha stabilito un sistema di sanzioni progressive. Nelle gare di un giorno, i trasgressori saranno soggetti a una multa, a una squalifica dalla gara in corso e a una penalizzazione in termini di punti validi per il ranking UCI. Nelle corse a tappe, il regime sanzionatorio prevede tre richiami: al primo, si applicheranno multa e penalizzazione di punti UCI, oltre a trenta secondi di penalità. Al secondo richiamo, la penalità temporale aumenterà a due minuti, sommata alla multa e ai punti di penalizzazione.
La vera e propria discussione è esplosa dopo il Giro delle Fiandre, disputatosi domenica 4 aprile, dove la nuova normativa ha colpito duramente il ciclista svizzero Michael Schär nella prova maschile e Letizia Borghesi in quella femminile. Schär, in particolare, è stato squalificato per aver lanciato la sua borraccia a un gruppo di tifosi, un gesto che, sebbene controverso secondo il nuovo regolamento, era una pratica comune e apprezzata da molti.
La Genealogia della Norma: Un Processo Condiviso?
Alessandra Cappellotto, coordinatrice di Cpa Women e vice presidente di Accpi, ha fornito un chiarimento sul processo di ideazione della norma. Secondo quanto da lei riportato, la versione iniziale del regolamento, conosciuta dai rappresentanti degli atleti fino all'ultima riunione in UCI, permetteva che le borracce potessero essere "accompagnate" verso i tifosi, pur vietandone il lancio indiscriminato. Tuttavia, durante l'ultima riunione, alla quale gli atleti non erano presenti, sono emerse le novità riguardanti multe e squalifiche. L'UCI ha poi dichiarato fermamente di credere che queste misure, pur richiedendo un cambiamento d'atteggiamento, contribuiranno a fare del ciclismo lo sport del XXI secolo.
CPA Women e ACCPI hanno espresso il loro disaccordo, chiedendo un ulteriore incontro con l'UCI per discutere specificamente di questo argomento, coinvolgendo anche i rappresentanti dei team maschili e femminili. Il 6 aprile si è tenuto un confronto con le atlete, evidenziando una forte sensibilità generale verso le tematiche ecologiche, la sicurezza durante il passaggio della borraccia e l'impatto della pandemia da Covid-19. La volontà comune è quella di trovare soluzioni che permettano almeno l'accompagnamento della borraccia o la sua donazione ai tifosi in specifiche circostanze, come in salita, in curva o durante i rallentamenti del gruppo.
Tra Nostalgia e Impulso Automatico: Il Gesto del Lancio della Borraccia
Il gesto di lanciare una borraccia ai tifosi è profondamente radicato nella storia del ciclismo. Michael Schär stesso ha raccontato come il suo amore per questo sport sia nato nel 1986, quando, da bambino, ricevette una borraccia da un professionista al Tour de France. "Due anni fa ho dato una borraccia a una ragazza a bordo strada. I suoi genitori mi hanno detto che non solo ne è stata felice, ma parla ancora di quella borraccia", ha aggiunto lo svizzero dell'Ag2r Citroen, sottolineando il valore affettivo e simbolico di tale gesto.
Anche Letizia Borghesi, pur riconoscendo di aver sbagliato e violato il regolamento, ha descritto la sua reazione come quasi automatica, dettata dalla stanchezza e dalla lucidità calante a trenta chilometri dall'arrivo di una gara estenuante come il Giro delle Fiandre. "Appena ho buttato quasi istintivamente quella borraccia, mi si è avvicinato il giudice di gara e mi ha trattato come se avessi compiuto chissà quale gesto", ha dichiarato l'atleta trentina, aggiungendo: "Vedo manovre ben più pericolose in gruppo per cui nessuno interviene." Borghesi ha espresso delusione, convinta che la sua borraccia non sarebbe rimasta a lungo a terra e ha suggerito soluzioni alternative, come il miglioramento della biodegradabilità delle borracce o la possibilità di lanciarle solo in zone con pubblico presente.

Proposte Alternative e Preoccupazioni Ambientali
Giovanni Visconti ha sollevato la questione della pulizia dei percorsi, suggerendo di incaricare personale addetto alla raccolta dei rifiuti lasciati dai corridori. Ha inoltre proposto di estendere le "zone verdi" a quasi tutto il percorso, ritenendo che prima delle squalifiche dovrebbero esserci dei richiami. Visconti ha anche espresso perplessità sulle multe, specialmente nel ciclismo femminile, dove le sanzioni pecuniarie potrebbero superare lo stipendio di un atleta.
In merito alla tematica Covid-19, Visconti ha affermato che nessun bambino beve dalle borracce raccolte e che, in ogni caso, si lava le mani. Ha paragonato il gesto al ricevere un pallone da un idolo durante una partita di calcio, sottolineando il valore del buon senso.
Marta Cavalli ha ricordato la sua esperienza da spettatrice, ammirando i bambini che raccoglievano le borracce. Pur accogliendo le proposte dell'UCI per la salvaguardia ambientale, ritiene che l'attuale regolamento sia eccessivo. Ha osservato atleti e atlete lanciare borracce a velocità elevate senza prestare attenzione alla direzione, suggerendo invece di farle scivolare delicatamente ai piedi del pubblico. Cavalli ha anche messo in dubbio l'efficacia delle zone verdi, testimoniando come, in gruppo compatto, volasse di tutto, comprese carte e gel, e si è chiesta se le organizzazioni siano in grado di pulire adeguatamente gli otto chilometri di percorso del Giro delle Fiandre.
Diego Rosa ha sottolineato le differenze nell'organizzazione tra gare di alto livello come il Tour de France e competizioni minori, dove la segnalazione delle zone verdi può essere problematica. "Succede sempre così: l’idea iniziale è corretta, poi si finisce per esasperarla," ha affermato Rosa, invitando a fare leva sul buon senso dei corridori e criticando chi redige le regole senza avere esperienza diretta in gruppo.
Silvia Valsecchi ha invece espresso accordo con la nuova norma, evidenziando come alcune atlete non si sforzino nemmeno di lanciare le borracce a bordo strada, ma le gettino in gruppo. Ha raccontato di essere stata insultata per aver suggerito a un'atleta di tenere in tasca una borraccia vuota. Valsecchi ha ribadito la questione ambientale e ha sollevato dubbi sulla logica dei rifornimenti, affermando di aver sempre gestito le borracce dall'auto e riportato quelle vuote, gettandole solo nei punti fissi. Ha inoltre considerato la questione Covid-19 come non trascurabile.
Cesare Benedetti ha condiviso la difficoltà di ignorare le richieste dei bambini che chiedono una borraccia, pur ammettendo di aver occasionalmente gettato carte. Ha ribadito che le carte non hanno peso e non vanno gettate, ma ha distinto questo gesto dal lancio delle borracce, che considera un oggetto personale e un souvenir desiderato dai tifosi. Benedetti ha anche raccontato di aver discusso con corridori che lanciano borracce senza guardare, evidenziando il rischio di incidenti.
Sonny Colbrelli ha esteso la critica, suggerendo che ci sono altri dettagli nel regolamento UCI da rivedere, come la posizione in bicicletta. Pur riconoscendo l'importanza di dare il buon esempio, ha sottolineato che i corridori sono consapevoli dei rischi. Colbrelli auspica l'abolizione della norma sulle borracce, poiché rappresentano un ricordo per i tifosi, ma si dichiara pronto ad adeguarsi se la regola rimarrà in vigore.
La Produzione e il Ciclo di Vita della Borraccia nel Ciclismo
La borraccia nel ciclismo è molto più di un semplice contenitore. Le aziende produttrici lavorano costantemente per migliorarne le caratteristiche, come leggerezza, morbidezza, assenza di odore e velocità di erogazione del liquido. La produzione parte da polimeri sintetici, spesso derivati dal petrolio, che vengono riscaldati, fusi e plasmati in forme oblunghe. Seguono processi di verifica, spazzolatura e riscaldamento per la stampa precisa e indelebile dei loghi delle squadre.
Ogni squadra professionistica ordina migliaia di borracce ogni stagione, calcolando le necessità in base a fattori come temperatura, umidità e lunghezza della gara. Per un giro di tre settimane, ad esempio, si utilizzano circa tremila borracce. Le squadre maschili World Tour, complessivamente, ordinano circa cinquecentomila borracce a stagione, un numero che, seppur elevato, appare ridimensionato se confrontato con la produzione globale di bottiglie di plastica.
La maggior parte delle borracce nel ciclismo moderno è riempita d'acqua, ma alcune contengono sali minerali o maltodestrine, personalizzate in base alle esigenze dell'atleta. Le ammiraglie sono dotate di frigoriferi per mantenere le borracce fresche, con una scorta che può superare le ottanta unità per gara. Le borracce, dopo essere state utilizzate, possono essere regalate ai tifosi, diventare borracce da allenamento, o rimanere inutilizzate nei magazzini delle squadre.
Borracce croce e delizia
Un Dibattito Aperto: Ambiente, Tradizione e Sicurezza
Il dibattito sulle borracce nel ciclismo evidenzia un conflitto tra la necessità di adottare pratiche più sostenibili e il rispetto di una tradizione sportiva che ha un forte valore emotivo e simbolico. Se da un lato l'UCI mira a ridurre l'impatto ambientale e a garantire la sicurezza, dall'altro molti attori del mondo del ciclismo ritengono che le misure attuali siano eccessive e che si debbano esplorare soluzioni che bilancino queste esigenze con il mantenimento dell'essenza dello sport.
La lettera aperta di Michael Schär, il supporto di Davide Cassani e le dichiarazioni di altri ciclisti come Giovanni Visconti e Marta Cavalli testimoniano la volontà di trovare un compromesso. Si sottolinea la differenza tra il lancio indiscriminato di rifiuti e il gesto di donare una borraccia a un tifoso, soprattutto a un bambino. La questione della sicurezza, evocata dall'UCI, è affrontata anche dai corridori, che evidenziano i rischi legati a manovre più pericolose all'interno del gruppo.
L'UCI, pur avendo alleggerito le pene dopo le prime reazioni, mantiene la sua posizione sulla necessità di smaltire le borracce e i rifiuti nelle zone designate o consegnandoli allo staff. La norma, tuttavia, continua a essere oggetto di discussione, con la speranza che si possa giungere a un regolamento che sia equo, efficace e rispettoso della storia e della passione che circondano il ciclismo.
Revisione delle Sanzioni UCI: Un Tentativo di Mediazione
A seguito delle forti reazioni suscitate dalla squalifica di Michael Schär e dalle critiche mosse da numerosi corridori e rappresentanti di categoria, l'UCI ha proceduto a un adeguamento delle sanzioni relative allo scarto di borracce e rifiuti. Pur ribadendo il sostegno al piano di sicurezza e al divieto di gettare materiale al di fuori delle zone dedicate, l'organismo internazionale ha introdotto modifiche volte a rendere le pene più proporzionate.
Nelle gare di un giorno, la prima infrazione sarà ora punita con una multa e una detrazione di punti UCI (da 100 a 500 franchi svizzeri e da 5 a 25 punti, a seconda della classe dell'evento). Solo una seconda infrazione comporterà la squalifica del corridore. In precedenza, la prima violazione prevedeva già multa, detrazione di punti e squalifica immediata.
Nelle corse a tappe, la prima infrazione sarà sanzionata con multa e detrazione di punti UCI. La seconda infrazione comporterà una penalità di tempo di un minuto, mentre la terza porterà alla squalifica. Queste modifiche mirano a concedere ai ciclisti un periodo di adattamento alle nuove normative e a introdurre sanzioni alternative, riconoscendo la complessità del cambiamento di abitudini.
Il comunicato UCI sottolinea come queste misure, pur richiedendo un cambiamento d'atteggiamento, siano fondamentali per rendere il ciclismo uno sport più responsabile e all'avanguardia nel XXI secolo. Tuttavia, la discussione rimane aperta, con la speranza di un'ulteriore evoluzione che tenga conto della ricca tradizione del ciclismo e della passione che lega ciclisti e tifosi.
